La protesi di ginocchio

La tecnologia dei materiali: Cemento vs No-Cement
Le protesi moderne copiano la forma dell'articolazione naturale. Esistono due modi principali per fissarle all'osso:
- Protesi Cementata: Utilizza una resina acrilica che funge da interfaccia perfetta tra osso e metallo. Consente un carico immediato, poiché la stabilità è raggiunta in pochi minuti.
- Protesi Non Cementata: Si affida alla "osteointegrazione", ovvero alla capacità dell'osso di crescere dentro la superficie della protesi. Il carico totale viene solitamente concesso dopo alcune settimane.
Realtà del recupero e rischi
Essendo un intervento di chirurgia maggiore, la protesi di ginocchio richiede un impegno serio da parte del paziente. È inutile nascondersi dietro false promesse:
- Dolore post-operatorio: È intenso e va gestito con protocolli analgesici moderni.
- Fisioterapia: Deve essere precoce e costante. Il recupero funzionale completo richiede dai 3 ai 12 mesi, a seconda dell'età e delle condizioni fisiche di partenza.
- Rischi: Sebbene rari (infezioni <1%, trombosi venosa 2-3%), vanno discussi apertamente con il chirurgo prima di entrare in sala operatoria.
Il dilemma dell'età: aspettare o operare?
Oggi vediamo un aumento esponenziale di richieste tra i 45 e i 64 anni (+188% nell'ultimo decennio). Se un paziente giovane è fortemente invalidato, ha senso aspettare soffrendo per 20 anni? La mia visione è clinica: se le terapie conservative (infiltrazioni, PRP, dieta) falliscono, la protesi restituisce la vita. Bisogna però essere consapevoli che, dopo 20-25 anni, un paziente giovane potrebbe necessitare di un intervento di revisione.
Dott. Giuseppe Fanzone
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I casi clinici presentati sono stati trattati personalmente presso il Reparto di Ortopedia dell'Ospedale di Piazza Armerina (Enna).



