Intervento di revisione di protesi di anca

Infezione e Mobilizzazione Settica della Protesi
L’infezione rappresenta una delle complicanze più serie in chirurgia protesica, essendo la causa principale di mobilizzazione precoce o tardiva dell'impianto. In questi casi, i batteri colonizzano la superficie della protesi determinando la distruzione dei tessuti periprotesici. L’infezione può manifestarsi durante il ricovero (precoce) o a distanza di anni dal primo intervento (tardiva).
Mobilizzazione settica
La mobilizzazione settica si distingue da quella asettica per la presenza dell'agente patogeno e richiede necessariamente una revisione dell’impianto. Questa procedura prevede la rimozione della vecchia protesi, l’utilizzo di spaziatori antibiotati e farmaci specifici, prima di procedere all'impianto di una nuova protesi da revisione.
Trattamento della protesi infetta
Le strategie terapeutiche principali sono due: la rimozione e il reimpianto in un'unica seduta operatoria (one-stage technique), limitata a casi rarissimi; la sostituzione della protesi in due tempi (two-stage technique), che rappresenta oggi lo standard di sicurezza.
La tecnica in due tempi (Two-Stage)
Questa metodica prevede un primo intervento di rimozione di tutte le componenti protesiche e del cemento, seguito da una meticolosa pulizia del sito chirurgico. Lo spazio viene solitamente colmato con uno spaziatore in cemento antibiotato per mantenere il volume e la lunghezza dell'arto, avviando un ciclo di terapia antibiotica di 6-8 settimane. Qualora i danni al femore o al bacino siano troppo severi, l'uso dello spaziatore può risultare impossibile, richiedendo l'immobilizzazione del paziente. Il secondo intervento, finalizzato all'impianto della nuova protesi, avviene solo dopo la conferma clinica e laboratoristica della risoluzione dell'infezione.
La scelta della tecnica dipende da molteplici fattori: il tipo di batterio e il grado di infezione; il tempo intercorso dall'esordio dei sintomi; le condizioni generali del paziente e l'esperienza del chirurgo ortopedico.
Caso Clinico: Revisione d'Anca Complessa
Nel caso qui presentato, la radiografia iniziale mostra una protesi mobilizzata con migrazione della componente acetabolare all'interno della pelvi.

Protesi d'anca mobilizzata con lussazione del cotile nel bacino.
A causa della grave perdita ossea, non è stato possibile inserire uno spaziatore dopo la rimozione del primo impianto, per evitare danni alle strutture vascolari e nervose pelviche.

RX post-rimozione: evidente l'assenza della parete acetabolare.
Il reimpianto definitivo è stato eseguito utilizzando uno stelo ad appoggio diafisario e il sistema TMARS Zimmer (Trabecular Metal Acetabular Revision System), specifico per le grandi perdite di sostanza ossea.

Ricostruzione complessa con sistema TMARS Zimmer.
L'importanza della scelta chirurgica
La revisione di una protesi d'anca richiede una preparazione meticolosa e l'impiego di materiali di altissima qualità che si adattino alla morfologia ossea alterata. L'esperienza del chirurgo e la scelta del sistema di sostituzione corretto sono i presupposti fondamentali per garantire la longevità del nuovo impianto.
Dott. Giuseppe Fanzone
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