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Chi sono

Chi sono

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania.

Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli.

Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma.

Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Socio della ASOTO e di altre società scientifiche. Presidente della LuSaEle group.

Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi!

Dopo alcuni anni al “Buccheri La Ferla” di Palermo, ho lavorato negli ultimi anni come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Piazza Armerina, da novembre 2015 mi sono trasferito a lavorare nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Umberto I di Enna della stessa ASP ennese.

Eseguo personalmente e sono possibili nel mio reparto in Ospedale ad Enna diversi trattamenti di tipo ortopedico, alcuni sono descritti nelle pagine di questo sito.

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Artrosi ,Protesi di anca ; Protesi di anca con tecnica mini invasiva , Protesi di ginocchio ,  Protesi di gomito , alluce valgo

notizie sui traumi e le fratture:

Frattura di calcagno , togliere o no i mezzi di sintesi , cosa sono i “ferri” nelle ossa …

Argomenti di salute di pertinenza ortopedica:

Obesità ed artrosi , fitoterapia , osteoporosi

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Pubblicato il 19 luglio 2014
Ultimo aggiornamento:  28 ottobre 2016

157 Comments

  1. Salve Dottore,
    Mi saprebbe spiegare esattamente quale sia la patogenesi che scatena gli effetti neurologici eclatanti che sono propri della cosiddetta sindrome di Lesch-Nyhan? Grazie mille e vivissimi auguri per il proseguo della sua brillantissima carriera.

      1. Salve dr. Fanzone, mia moglie di 77 anni soffre da un po’ di tempo di dolore al ginocchio( sx); dopo tre infiltrazioni di antidolorifico e cortisone, la RMN referto:
        Regolari le fibrocartilagini meniscali
        Nella norma il pivot centrale con le altre componenti capsulo-ligamintose
        Condropatia del piatto tibiale interno con edema subcondriale
        Versamento relativo endoarticolare si raccoglie nei recessi superiori
        Rotula in asse
        Gradirei un suo dotto parere e qualche suggerimento.
        LA ringrazio vivamente se vorrà rispondermi
        Marino D’Aragona

    1. Salve dottore ti segue da molto tempo devo dire che dai informazione ottime e vere complimenti. Adesso io ho avuto un incidente frattura al piede sinistro, ho fatto l’operazione con i ferri all’interno, voglio sapere per quanto tempo devo tenerli? Grazie mille

  2. E’ da tempo che uso infiltrazioni di acido ialuronico alle ginocchia non in modo continuo.la :mia domanda è: può essere nocivo? grazie le porgo distinti saluti.

    1. Nocivo non credo, perlomeno non ci sono segnalazioni in tal senso. In passato sono stati segnalati problemi riguardo alla purezza del prodotto, alcune partite, sono state ritirate dal commercio perchè inquinate. Diverso il discorso del rischio legato alla infiltrazione in se stessa. Come tutti i trattamenti invasivi può determinare infezione nella sede di infezione. Rivolgendosi però a personale medico non dovrebbero esserci problemi.

  3. Buongiorno Dott. Fanzone sono una signora di 60 anni operata in artroscopia per rottura a manico di secchio del menisco interno , ho fatto una lunga riabilitazione con continue infiammazioni alla zampa d’oca .Sono passati 4 anni dall’intervento il ginocchio non é mai stato perfettamente bene perdo continuamente il tono muscolare vorrei sapere perché. Nelle ultime settimane (avevo abbandonato la palestra ma andavo in bicicletta con regolarità) il ginocchio mi si é gonfiato tantissimo compresa la cisti di bacher e tanto dolore , vorrei sapere da lei perche mi succede questo pensavo dopo operata di stare bene invece……. grazie per la sua disponibilità le auguro una buona giornata. Daniela

  4. Gentilissimo Dott. Fanzone, mi è stato diagnosticato un alluce rigido per il quale l’ortopedico mi ha praticato una prima infiltrazione di anestetico con successiva applicazione di un cerotto per mettere l’alluce in trazione. Dopo due ore circa ho iniziato ad accusare dolore amolto l dito e anche alla zona del piede sottostante, che si e anche gonfiata. A distanza di oltre 15 ore il dolore permane come anche il gonfiore alle dita e a parte delude e cammino con estrema difficoltà. L ortopedico si dice meravigliato di tale reazione e mi ha prescritto un antinfiammatorio. Io sono preoccupata, mi può dare un parere ed un consiglio? Grazie

  5. BUONGIORNO DOTTOR FANZONE!
    a seguito di una brutta caduta in casa e battendo forte un ginocchio, ho ritenuto fare Rx di controllo, dove non si evidenziano lesioni ossee traumatiche, la dott.ssa che ha refertato a voce mi ha detto che non ho artrosi, e che ho un “bel ginocchio”, ..ma a me sono venuti dubbi leggendo il referto:
    …modesta riduzione rima articolre sul versante mediale e sclerosi dell’emipiatto tibiale omolaterale.
    immagini radiopache al polo rotuleo superiore ed inferiore da verosimile entesopatia calcifica rotulea prossimale e quadricipitale distale.
    ho 67 anni, sono in sovrappeso.
    grazie!!

    1. Con l’andare avanti dell’età sul viso si formano delle rughe, questo però non vuol dire che si diventa “brutti”. L’artrosi è in qualche modo l’equivalente delle rughe del viso. Il suo viso quindi avrà solo rughe di espressione così come il suo ginocchio.

  6. Salve egregio. Dott. Fanzone. Chiedo gentilmente un suo parere riguardo la guarigione di una frattura alla 6° costola , la quale mi e stato riferito solo riposo di 30 giorni e tachidol al bisogno . E le chiedevo gentilmente se posso associare qualche vitamina per la frattura ,di tipo ——-integratore tipo fortilase orto ,Ho altro .Volevo aggiungere se le posizioni di seduto ho semiseduto sono solo le migliori ? In quanto
    non posso dormire sdraiato sul letto .
    grazie anticipatamente .

    REFERTO :
    FRATTURA composta 6° costa sin –
    f.l.c di circa 1 cm regione emitorace sin regione soprascapolare dx e sin e interscapolare

  7. Buonasera, vorrei un suo parere in merito ad una plica sinoviale.
    Circa 8 mesi fa mi è stata rimossa la plica del ginocchio destro e inizialmente non ho avuto problemi. Dopo due mesi ho iniziato a sentire lo stesso dolore di prima, come se non fosse stata tolta. Dopo aver escluso infiammazioni e aver fatto analisi per i reumatismi il chirurgo mi ha detto di sforzare il più possibile il ginocchio, andando per esempio in bicicletta. Io sinceramente non sono riuscita a fare ciò: ho la plica anche al ginocchio sinistro e il dolore è veramente lancinante a entrambi i ginocchi.
    Lei sa dirmi cosa può essere o cosa posso fare?
    Grazie mille.

  8. Dopo un’ infiltr.al ginocchio con sinwisc ho avuto febbre a 39,5°, dolore intenso e gonfiore, molto duro, che non mi consentono nemmeno di fare un passo. è normale una reazione del genere? L’ ortopedico mi ha consigliato di mettere la borsa col ghiaccio e di prendere tachipirina 1000 e che a poco a poco poco passerà ,ma è da tre giorni che faccio questa terapia e ho ottenuto soltanto una leggera diminuizione del dolore. Sono un 85enne posso assumere compresse di di feldene?
    La ringrazio tantissimo e cordiali saluti.

  9. Salve Dott. Fanzone, sono della pr di Ct ho’ 68 anni e d ho’ sofferto sin da ragazzo di dolori alla schiena, ora mi e’ stato diagnosticato un’ernia fra L4-L5 magari a causa di qualche sforzo eccessivo, da due mesi che ho’ fatto di tutto x i forti dolori da Voltaren a Muscoril ed altro, il dolore acuto mi e’ diminuito, mi e’ rimasto un dolore di sciatalgia che si irradia fino al muscolo della gamba, ma la cosa che mi tormenta e’ che il dolore si espande anche alla parte anteriore (Colon destro, soffro di colon irritabile) ma il dolore l’ho’ avuto sempre a sinistra, ora come se’ avessi un’attacco di appendicite acuta, che non lo e’, ed alla palpazione non fa’ male ma solo seduto, presi anche farmaci x il rilassamento e l’inffiamazione del colon ma senza risutato, e’ normale che la lombosciatalgia si irradi cosi, grazie anticipate x la risposta, sono anche disponibile a venirla a trovare di persona nel suo studio, saluti, Filippo

  10. Ho avuto una lussazione al braccio dx con frattura del capitello radiale nel 2004 a seguito di una caduta da marciapiede ed attualmente,dopo essere stato sottoposto a intervento chirurgico prima per la rimozione di eventuali frantumi presenti nell’articolazione ho raggiunto una apertura dell’arco del braccio dx superiore ai 90°considerato impedimento lieve dell’apertura del braccio totale. Come potrei migliorare ancora l’apertura del braccio dx col tempo?

  11. Gent.mo dr. Fanzone,
    mio marito, nonostante abbia 47 anni, soffre di coxartrosi e gonartrosi entrambe bilaterale, circa quattro anni fa ha effettuato due iniezioni di prp per ciascuna delle articolazione interessate ottenendo dei notevoli benefici.
    Purtroppo da qualche mese ha ricominciato ad accusare nuovamente i dolori all’anca ed essendoci trasferiti per problemi occupazionali nell’Emilia Romagna troviamo solo centri privati che effettuano il prp privatamente per costi non inferiori alle 400 € ad inezione (perfino l’ospedale Rizzoli noto nel settore non tratta più fattori di crescita) per cui per non gravare sul bilancio familiare rifiuta di farsi curare.
    Non potrebbe indicarci qualche ospedale dove ancora si può effettuare in convenzione o cmq a costi più contenibili.
    La ringrazio anticipatamente
    Michela

  12. Egregio dottore, soffro da circa 7 mesi di dolori ai piedi, essi sono molto intensi la mattina. Fino ad ora mi ha visitato un ortopedico, un fisiatra un reumatologo e mi sono state dette tante cose: alluce valgo, dito a martello, piede cavo, artrite, metatarsalgia esindrome di Morton per ultima…ho fatto dei plantari di scarico e sto facendo fisioterapia e ho fatto deltacortene E mi hanno consigliato le infiltrazioni. Sono molto in ansia e non so più cosa fare perché i dolori non passano e tutte quEste cose dette mi confondono solo le idee… cosa mi consiglia? È possibile fare una visita intramoenia con Lei? Cordiali saluti.

    1. Sono nomi di diverse patologie tutte però accumanate da un unico problema di base rappresentato dalla alterazione della regione di carico del piede e quindi della distribuzione del peso corporeo durante le fasi di appoggio. A volte la soluzione è chirurgica. Prima della chirurgia si è soliti consigliare trattementi non chirurgici (plantari, infiltrazioni, medicine). Questo “temporeggiare” da parte degli ortopedici è legato a vari fattori tutti però da valutare caso per caso. Se vuole una visita con me non esiste problema alcuno. Se mi contatta in privato le dirò come fare. Potrà utilizzare a tale scopo tutti i canali presenti sul sito.

  13. Dottore buongiorno,
    a seguito di una caduta e successiva esplosione del capitello radiale, ho dovuto mettere una protesi. A distanza di circa 10 mesi, a causa di una ossificazione, ho dovuto fare un ulteriore interventi di artrolisi e rinozione ossificazione che mi impedivano, completamente, la pronosupinazione del gomito. Adesso, a tre giorni dall’intervento, devo conciliare un avambraccio e polso gonfio (che devo fare disinfiammare) e la necessità di mobilitare il gomito per prevenire un’eventuale ulteriore processo di calcificazione ossea. Cosa mi consiglia di fare? Kinesiterapia da subito o attendere che il braccio si sgonfi? Sto assumendo anche il Cxxxxxx, come antinfiammatorio, per cercare di prevenire un ulteriore blocco della mobilitazione del gomito. Grazie in anticipo per il cortese cenno di riscontro. Distinti saluti

    1. Domanda veramente interessante. Ci sarebbe da discutere per settimane sull’argomento ma in un contesto di tipo professionale, in un dibattito tra colleghi. Prediligo sempre il movimento allo stare fermi, ma con il dolore questo risulta improponibile. Consiglierei quindi il più breve periodo possibile di riposo e poi… avanti tutta.

  14. In data 18/09/2014 per un infortunio con la moto(caduta laterale)ho avuto una frattura del piatto tibiale esterno con affossamento dello stesso causato da un trauma laterale in valgo sulla gamba sx.

    Il 24/09/2014 frattura trattata con un intervento chirurgico di osteosintesi(placca e viti), poi consentito carico completo dopo 3 mesi, dalle visite in ospedale tutto risultava a posto, ma appena ho iniziato a camminare ho riscontrato subito seri problemi e quindi ho fatto degli esami e altre visite ortopediche per vederci chiaro.

    Gli esami strumentali(aprile 2015), Tac e Radiografie, evidenziano una irregolarita’ del piatto tibiale laterale esterno, che presenta una decalage con uno scalino articolare ed e’causa della deviazione in valgo del ginocchio.
    E’ presente uno stress in valgo sia in estensione che in flessione per lassita’ del collaterale mediale che per affosssamento del piatto laterale.
    Inoltre il ginocchio presenta spesso uno “scroscio” sul movimento di estensione completa negli ultimi 10 gradi circa.

    In data odierna (novembre 2015) a distanza di piu’ di un anno dall’infortunio, nonostante la situazione sia migliorata a forza di ginnastica, piscina e un po’ di biciletta leggera, riscontro ancora dei problemi quali lo scroscio articolare negli ultimi gradi di estensione specialmente “a freddo” e se rimango in posizione ferma in piedi per qualche minuto o seduto per un po’, quando riparto sento uno “scatto” all’interno del ginocchio e non cammino bene perche’ fatico a fare l’estensione completa della gamba.
    In pratica stando fermo l’articolazione tende a bloccarsi e se rimango molto in piedi la gamba tende in valgo e perde l’estensione.

    Dato che ho 43 anni,sinceramente sono molto indeciso se accettare questo “handicap” che potrebbe portarmi in fututo ad una protesi e/o ad un peggioramento della situazione, oppure tentare un nuovo intervento chirurgico che DUE dei “tanti” ortopedici mi hanno proposto per migliorare la situazione, ma trattandosi di un intervento delicato io ho paura di peggiorare la situazione.
    Trattasi di un interveto di osteosintesi per riposizionare il piatto tibiale nella posizione anatomica, nello specifico mi hanno spiegato che devono “rompere” solo la zona di osso interessata, risollevarla e sotto devono inserire un “pezzo” di osso per fare spessore, poi rimettere una placca con viti per fissare il tutto.

    Vista la sua competenza in merito ai traumi(ho letto sul suo sito in merito al trauma della tibia) e la sua umanita’(risponde online a molte persone) sarei felice di avere un suo parere in merito e se ha mai avuto casi analoghi al mio che necessitano di un nuovo intervento chirurgico sul piatto tibiale laterale.

    Sarei grato di poterle inviare le immagini delle radiografie della frattura prima dell’intervento(18/9/2014) e l’ultima fatta di aprile 2015 per valutare meglio la situazione, almeno puo’ darmi un parere piu’ specifico.

    Sperando nel suo aiuto, la ringrazio anticipatamente e le invio cordiali saluti

  15. Salve Dottore lo scorso dicembre giocando a calcio ho riportato una fratturata scomposta di tibia e perone, sono stato operato con l’inserimento di un chiodo endomidollare e due viti vicino alla caviglia e una vicino al ginocchio. a novembre devo fare l’intervento per la rimozione dei mezzi di sintesi, volevo chiederle quanto dura la riabilitazione e quali sono i tempi di recupero per un ritorno alle attività sportive ?? La ringrazio anticipatamente per i Suoi utili e professionali consigli

  16. Chiedo gentilmente di potermi aiutare x una persona a me molto cara di anni 54. Circa 12 mesi fà le e caduto sul piede un’oggetto che le ha rotto il dito del piede. Non ha ricorso in modo tempestivo all’ortopedico ma solo dopo alcuni mesi : non ha fatto nessuna cura, solo adesso si è preoccupata di fare una Risonanza magnetica. Risultato; è stato diagnosticato una OSTEONECROSI . Adesso lei è disperata perchè rischia che la situazione possa degenerare con complicazioni x poter camminare. Vi chiedo gentilmente di poter fare qualcosa x poterla aiutare perchè è disperata anche psicologicamente.Vi ringrazio in anticipo. Giacomo

    1. Soltanto a sentirla pronunciare la parola osteonecrosi crea terrore, sono in completo accordo su questo ma… oltre a ciò quale è il problema? Non mi da i dati clinici. La valutazione del paziente non deve essere limitata ai dati (freddi) di una macchina ma a tutta quanta la persona. Cammina o no, dolente o no, limitata o no? E’ stata visitata prima della risonanza o questo esame è stato prescritto dal vicino di casa?

  17. Buongiorno dott. Fanzone
    sono quasi tre anni che ho dolore al ginocchio dx, parte esterna e dietro sulla piega del gin, soprattutto camminando in discesa; diagnosi: infiammazione corpo di hoffa confermata da 2 RMN a distanza di 2 anni l’una dall’altra;lo specialista mi invita a continuare attività fisica xquasi due anni senza esagerare per mantenere la muscolatura tonica con ginocchiera, ho sempre un pò di male ; sentito un altro parere medico ho interrotto lo sport nell’ultimo anno (ho male solo camminare in piano…); ho provato a fare terapia riabilitativa con laser e rinforzo muscolare (10 sedute forse pochine) ma di nuovo male; i medici dicono che è difficile guarire questo problema e non si può intervenire chirurgicamente; la ringrazio per un suo parere. Simona

    1. Il dolore anteriore du ginocchio è veramente difficile da riferire ad una diagnosi di certezza. Se non ci sono alterazioni particolari persistere nello sport è a mio parere possibile e consigliabile scegliendo con attenzione lo sport da praticare.

  18. buongiorno dottore
    vorrei una vs parere. Nel mese di maggio mio figlio di 32 anni, ha riportato ” arto infer. sx frattura pluriframmentata piatto tibiale esterno”. seguito intervento chirurgico e degenza obbligata sotto stretto controllo dei dottori, in data del 24/8/2015, attraverso risonanza magnetica viene diagnosticato ” in esiti di pregressa frattura scomposta dell’emipiatto tibiale laterale trattata con impianto di mezzi di sintesi metallici, lo stesso appare infossato con deviazione laterale del frammento e conseguente discontinutà del piano articolare. Non evidenti lesioni TDM apprezzabili a carico dei legamenti crociati e collaterali e della fibrocartilagine meniscale mediale. Mal valutabile la fibrocartilagine meniscale laterale. é presente versamento intrarticolare di media entità. All’inizio novembre ripete esame R.M. esito uguale. Ora attraverso questa e-mail chiedo a Lei come io da madre mi devo comportare, visto il suo peggioramento nel camminare e nei dolori continui, o attenermi all’incertezza di un nuovo intervento, visto che la protesi è sconsigliata data l’età. Nel ringraziarLa per la cordialità, cologo l’occassione per inviare i migliori Auguri di SS Feste
    Concetta

    1. Affidarsi alla tecnologia è cosa buona ma bisogna conoscere i limiti delle metodiche. Contrariamente al sentito dire la RM non “vede” l’osso per cui tale metodica non da sicurezza, a me ortopedico, sulla strada da tenere, mi direbbe di più una radiografia tradizionale. Il fatto che abbiate fatto una Rm mi farebbe pensare che chi vi sta seguendo attualmente non è un chirurgo ortopedico, per tale ragione il mio consiglio è quello di rivolgervi a chi eventualmente potrà sia fare la diagnosi che proporre il trattamento migliore. Comunque un “cattivo” risultato del primo intervento dovrebbe poter essere recuperabile e prima della protesi ci sono altre cose da fare. tranquilla, si affidi ad un buon professionista esperto. Se poi dovesse vivere dalle mie parti…

  19. ill.mo dottore nel ringraziarla della sua velocità di risposta – si potrebbe dire che non siamo in italia -le premetto che ho già prenotato la radiografia – appena in possesso sarà mia premura inoltrarle l’esito a presto buona giornata concetta

  20. ill.mo dottore come preannunciato l’esito della radiografia è il seguente
    frattura scomposta all’emipiatto tibiale esterno, controllo in trattamento chirurgico.
    attendo uno giudizio che verrà valutato profondamente da noi tutti
    buona serata concetta

  21. Gentile dott.re
    Le ho esposto il mio problema dell”hoffite sopra il 25 novembre u.s.; mi scuso per la mancanza di chiarezza della mia domanda che voleva essere indirizzata anche sulle terapie alternatve al laser e tecar, se da valutare terapia cortisonica o altro;
    A completezza di ciò che ho esposto gg fa la informo che accuso anche un fastidio al quadricipite dx, quando sono seduta ad es. sui talloni, il muscolo “tira”; mi è stato detto che questo potrebbe essere conseguenza di un infiammazione alla parte dx pelvica che effettivamente ho; inoltre sento tirare anche sotto la natica; cosa ne pensa?
    Per quanto riguarda lo sport lo specialista mi consiglia solo passeggiate in piano; ho male anche a fare quelle; la ringrazio nuovamente Simona

    1. Spero capirà che non mi è possibile stabilire una diagnosi o un iter terapeutico così a distanza, senza visita. Riguardo alle terapia alternative alla TEcar ed al Laser direi che sono loro alternative a terapie convenzionali a base di antinfiammatori ed infiltrazioni medicate.

  22. Gentile Dott. Fanzone
    mia figlia di 11 anni, durante un allenamento di ginnastica artistica ha sentito un dolore al ginocchio. La diagnosi, accertata da rx è la sindrome di Osgood-Schlatter.
    Questo il referto rx: “Si evidenzia sottile rima di separazione del nucleo di ossificazione dell’apofisi tibiale ginocchio sx da riferire verosimilmente a sovaraccarico compartimentale. Tale reperto merita correlazione clinico obiettivo. Appaiono normorappresentati i rapporti osteo-articolari. Risultano regolari le linee di accrescimento. Risultano normolivellato delle rotule”.
    Sono perplessa del fatto che dopo 23 giorni di riposo e una settimana di tachipirina mattina e sera da 500 mg (dovrà continuare per un’altra settimana) abbia ancora dolore al ginocchio e non cammini ancora bene. Non riesce a piegarlo bene.
    Cosa ne pensa? Mi consiglia altri accertamenti o dobbiamo avere pazienza? Grazie mille, un cordiale saluto

  23. Salve dottore in seguito ad un incidente ho avuto un trauma contusivo distrorsivo al gomito sinistro, gomito che ha già una protesi di capitello radiale da sei anni, il medico dopo riposo mi ha prescritto Fkt non specificando che tipo di fisioterapia fare,, vorrei sapere se Ionoforesi, ultrasuoni e kinesiterapia vanno bene x il mio gomito?? La ringrazio anticipatamente x la sua attenzione

  24. Egregio dottore, le scrivo per sottoporre il caso di mia madre settantenne, affetta da una grave gonartrosi, con ginocchio valgo, conseguenza di una gonilite avuta in età scolare.Le lascio immaginare, da allora ad oggi, quanti ortopedici l’hanno visitata e curata.Getilmente le chiedo parere se è opportuno un intervento di protesizzazione totale del ginocchio.Al momento, pur non avendo dolore, da circa dieci giorni ha enormi difficoltà di deambulazione e necessita di assistenza continua.Cammina sorretta, facendo piccoli passi per poi stancarsi subito.Anche la condizione psicologica è duramente provata e le è stato diagnosticato un principio di depressione.Lei cosa consiglia di fare? Grazie infinite per la pazienza che vorrà prestare a questa domanda.Saluti cordiali.

    1. Se è una gonilite specifica l’intervento non è consigliabile se pure non impossibile. Se i batteri interessati sono altri e la patolgia risulta “curata” allora nulla osta pur con un rischio di fallimento altissimo. Una alternativa possibile da prendere in considerazione è l’artrodesi. Brutta parola e brutto intervento ma almeno fa passare il dolore.

  25. caro dottore,sono due volte stata operata a ginochio,1 .protesi parziale,2_protesi totale.dopo 3 mesi sto peggiorando,dolore,gomfiore.cosa devo fare.mio dot.dice-passera.

  26. Gent.Dottore,ho 63 anni,da sette mesi zoppico un po per il ginocchio dx,specie quando salgo e scendo le scale. La RM al ginocchio dx parla ancora di versamento,marcata sinovite,fenomeni degenerativi fibrocartilagini meniscali,partic.pronunziati a carico del menisco interno assottigliato e disomogeneo.Condropatia femoro-tibiale estese manifestazioni di sofferenza dell’osso subcondrale su versante condiloideo e tibiale interno.
    Null’altro da segnalare.
    Il segno piu’ evidente e’ lo zoppicamento,non tanto il dolore che e’ solo quando tocco nello stesso punto del ginocchio.Vado avanti con antinfiammatori ,ma un po’ ho difficolta’ a salire e scendere le scale,non tanto nel camminare in piano.
    Gia’ sei mesi fa un ortopedico specializzato in operazioni al ginocchio parlo’ di lesione al menisco,a seguito di una sua visita.Ora la situazione e’ invariata malgrado tre infiltrazioni di acido ialuronico fatte tre mesi fa.
    Io sinceramente vorrei evitare di sottopormi ad artroscopia.
    Cosa potrei fare per evitare l’intervento ??
    La ringrazio anticipatamente per la risposta.

  27. Salve Dottore,
    nel 2012, a causa di un incidente in bici riportari delle fratture complete al radio (3° medio) e al polso (radio ulna). Venni operato a Città di Castello e mi misero i fili di KIRSCHNER (che mi tolsero dopo un mese circa) e la placca di titanio sul radio.
    La placca non l’ho mai tolta anche perchè mi è sempre stato sconsigliato di farlo e comunque non mi ha dato grossi fastidi.
    La domanda è questa, posso fare saune e/o bagni turchi senza avere ripercussioni negative sull’arto e sulla piastra?
    Saluti e buona serata

  28. Egr Dott Fanzone , ho 67 anni da parecchi mesi ho dolore nel camminare ma da ottobre 2015 zoppico vistosamente .
    .A gennaio 2016 mi è stato dignosticato alluce rigido sinistro e proposto un intervento Elleby,oppure un intervento di ARTRODESI MF 1 ,vorrei gentilmente sapere la differenza tra questi differenti tipi di intervento .
    Premesso che a dicembre 2014 sempre sul piede sinistro mi è stata praticata una Keiloplastica
    M1 in Allux limitus risolvendo i dolori calcaneari specialmente di notte ,non vorrei poi trovarmi fra qualche mese dopo l’intervento con la medesima situazione di non riuscire a camminare
    se non zoppicando
    Allego esame obiettivo: RX ARTROSI MF1 SINISTRA ,CLINICAMENTE DOLORE ALLA MOBILIZZAZIONE FORZATA MF1 A SINISTRA MOLTO RIDIDA .PIEDE PRONATO BILATERARE..
    ZOPPIA ANTALGICA.
    Grata della sua gentile risposta cordialmente la saluto .

  29. salve dottore
    ho 51 anni nel 1987 ho avuto una frattura del capitello radiale del gomito sx con piccolo distacco osseo all’epoca mi hanno gessato il braccio per circa un mese, dopo qualche anno ho iniziato ad avere problemi di flessione del gomito e formicolii vari oggi la situazione è ulteriormente peggiorata dalle radiografie risultano delle calcificazioni abbastanza estese nei tessuti molli dell’epicondilio cosa devo fare
    grazie

  30. Egregio dott. Fanzone,

    sono stata ben impressionata dal suo approccio chiaro e professionale e mi complimento.
    ho 70 anni, diagnosi: gonartrosi dx prevalente mediale e femoro-rotulea, articolarità limitata a max 95 (rotula bassa) . consigliata protesi totale in oxinium ( sono allergica al nikel) ; Sono molto combattuta sul buon esito dell’intervento (sarà migliorativo delle mie attuali condizioni??). Ad ora il dolore è sopportabile (più fastidioso a girarmi a letto..ma non sempre) non prendo antidolorifici ( solo rimedi omeopatici con apparente efficacia). ho difficoltà a scendere le scale. potrei calare di peso visto i miei 72 kg., fare più fisioterapia corretta ed altro….insomma procastinare. Cosa mi può consigliare?.

    1. La protesi di ginocchio migliora le condizioni gravi. Eseguo questo intervento giornalmente (quasi, dato che faccio anche altro) ed i risultati più soddisfacenti dal punto di vista del paziente si hanno sempre quando operi chi è fortemente invalidato, gravemente dolorante, con abbondante riduzione della qualità di vita. Quindi direi in un caso come il suo che la protesi può aspettare ancora un pochetto.

  31. salve dott fanzone le sto scrivento per essere aiutato o avuto un infortunio sul lavoro a milano e la diagnosi frattura scomposta al perone di un terzo intervento chirurgico con placche e viti incidente avuto ad ottobre 2015 a fine gennaio o iniziato la fisio terapia ma dopo diverse sedute di fisio terapia il fisiatra mi dice essento la caviglia bloccata ed il piede rimasto girato mi sospende la fisio terapia dicendomi che secondo lui si dovrebe intervenire con intervento chirurgicoe mi a detto di farmi vedere di un chirurgo ortopedico cosa mi consiglia lei questa situazione mi fa stare molto male la ringrazio anticipatamente

  32. Egregio Dottore,
    le scrivo in merito ad un problema al polso che perdura oramai da circa 2 mesi.andando in palestra regolarmente dopo una seduta in sala pesi ho avvertito un senso di infiammazione nella parte interna del polso (i tendini del pollice e il polso ).Non ho dato peso più’ di tanto e ho poi proseguito per qualche altra seduta nei giorni successivi. Ho dovuto poi sospendere l’attivita’ sportiva perché il dolore non mi permetteva piu’ di sollevare i pesi. Principalmente ho dolore al polso quando faccio flessioni o alzo il bilanciere sulla panca piana e ho dolore nella parte interna del polso se ad es. nella posizione dell autostoppista spingo la mano in basso verso il mignolo e sento un dolore lungo tutta la parte interna del polso che mi limita la mobilita’. Secondo il suo parere cosa dovrei fare e cosa potrebbe essere? spero in una sua risposta o parere. Cordialita’. Emanuele

  33. Egregio dottore ,mi chiamo massimo ho 42 anni,il mio ginocchio destro e’ afflitto da una fortissima artrosi causa probabilmente di un incidente sugli sci all’età di 18 anni ma probabilmente con un problema congenito di dissalineamento della rotula,nel frattempo subito dopo l’incidente quindi 23 anni fa ho fatto una pulitura con artoscopia ,sicuramente non soddisfacente, da un po di anNi facciò infiltrazioni con acido ianulorico con risultati buoni fino a quando non ho forzato più del dovuto addirittura facendo una partitella a calcetto e creando un infiammazione cronica che mi ha visto costretto a eliminare più volte liquido sino viale con conseguente infiltrazioni di cortisone,adesso vorrei capire se nel mio caso ripeto a 42 anni esiste una valida alternativa alla protesi totale,intanto grazie e confido molto in voi

  34. Salve Dottore, in data 29/02/2016 a causa di una caduta dall’alto da circa tre metri mi sono causato una frattura bilaterale del calcagno. Il quadro radiologico mostra a destra una frattura composta per cui mi viene consigliato trattamento non chirurgico.A destra invece la pluriframmentarietà e la scomposizione sui vari piani fa optare per approfondimento diagnostico con TC. Alla TC la sottoastragalica mostra una parziale perdita dei normali rapporti articolari per cui, dopo avere discusso con il medico circa i vantaggi e svantaggi del trattamento chirurgico e conservativo, si opta per trattamento conservativo se non dovessero verificarsi nuove scomposizioni ai controlli rx successivi. In data 01.04.16 a seguito visita di controllo ed esame radiologico, il quadro clinico mostra a sinistra una scomposizione accettabile e senza ulteriore scomposizione per cui mi viene consigliato di poter utilizzare l’arto inferiore sinistro a supporto del destro per un carico parziale a destra. La frattura del calcagno destro sembra avere perso la riduzione rispetto al primo controllo rx ma sostanzialmente sovrapponibile rispetto al controllo precedente per cui si conferma trattamento conservativo anche in considerazione del tempo trascorso trauma per cui mi viene consigliato di mobilizzare la caviglia con calza elastica e deambulazione con 2 stampelle con carico parziale a destra (5/10 kg).
    Alla data odierna 10.04.16, non appena provo a camminare con le stampelle così come indicato, dopo 10,15 passi accuso un dolore sul lato posteriore del piede sinistro tra il calcagno ed il tendine di achille. Mi chiedevo se tutto questo è normale e quanto ancora dovrò aspettare prima di poter tornare alla normalità, camminare normalmente senza stampelle ma sopratutto quanto tempo ancoro sarà la degenza.

    Coordialmete Vito

  35. Gentile dottor Fanzone,
    il 16 marzo di quest’anno sono caduto dallo scooter e al CTO di Roma mi è stata diagnosticata la frattura composta del malleolo peroneale dx. Mi è stata ingessata la parte e dopo una settimana ho effettuato, come da loro protocollo, la visita di controllo (senza lastra). In quell’ occasione mi è stato tolto il gesso e mi hanno detto di acquistare un tutore. Cosa che ho fatto. Mi è stato anche detto che intorno al 9 aprile potevo iniziare a camminare, sempre con le stampelle, caricando un pochino sul piede infortunato. Avrò un’altra visita il 19 aprile per un secondo controllo, stavolta con lastra. Non me ne voglia se ora le rivolgo più di una domanda:
    – che significa esattamente caricare “un pochino” il piede (non sono stati molto chiari, come spesso avviene nel grandi ospedali, pressati da molti pazienti. Lo capisco). Può farmi un esempio?
    – attualmente la mia caviglia non presenta il colore violaceo dei primi giorni ma è ancora un po’ gonfia, e tuttavia non avverto dolore. Mi preoccupa il gonfiore. E’ possibile che la frattura da composta sia diventa scomposta? Perdoni la mia ipocondria.
    La ringrazio. Spero abbia tempo e modo per rispondermi. Se le può interessare sono entrato da tempo nella sesta decade e, dopo quello che è accaduto, ho deciso di disfarmi dello scooter!
    Marco

  36. buon giorno sono una donna di 46 anni a cui è stato diagnosticato unavlesione al tendine di achille,un ortopedico mi ha detto di operarmi subito perché se si rompe potrei non camminare più ,un altro invece me lo ha sconsigliato,vorrei un suo parere e sapere se tra enna e catania opera qualche specialista proprio di tendini.Grazie

  37. Buongiorno dottore, da alcuni anni soffro della sindrome del tunnel cubitale. Ho il mignolo e l’anulare della mano sinistra addormentati nonché un’atrofia del muscolo situato tra pollice e indice. Nel novembre del 2014 ho eseguito una elettromiografia che ha sostanzialmente confermato la diagnosi. Purtroppo non ho mai avuto il tempo (e la voglia) di fare un intervento, ma adesso trovo la situazione davvero fastidiosa: ho mezza mano sempre addormentata e una ridotta tonicità muscolare che non mi consente neanche di abbottonare con facilità le camicie. Vorrei sottopormi ad un intervento ma ho molte perplessità, legate anche ad una mia insufficiente cultura dell’argomento. Le chiedo pertanto se può darmi alcune delucidazioni in merito, ovvero se viene eseguito in anestesia parziale o totale, quali sono i tempi di recupero subito dopo l’operazione, se è possibile sperare in un recupero totale o solo parziale delle funzionalità della mano, se (soprattutto) è possibile sperare che il formicolio sparisca del tutto, quali sono i tempi per effettuare l’intervento e anche, non ultimo, i costi. La ringrazio tanto per la sua attenzione. Cordiali saluti.

  38. Buongiorno dottore in primis grazie anticipatamente x il servizio chiaro e preciso cle lei da’ a tutti,ho 56 anni giocando a calcio a 7 su campo sintetico su una caduta ho avuto un infortunio dice il referto della rx ” Frattura sopramalleolare del perone sx plurilita e discretamente composta” cosa mi consiglia di fare, cosa e’ previsto x questo tipo di frattura, gesso ,tutore ecc ecc , intanto sto’ facendo hirudoid gel 40000, e ghiaccio per ridurre il gonfiore e l’ ematoma. Distinti saluti e grazie.

  39. Buongiorno DR. Fanzone,
    volevo chiederle se pratica la cifoplastica su colonna vertebrale di paziente con osteoporosi.
    Cordialmente Melina

  40. Egregio dottore,
    Il 28 maggio scorso, in seguito ad una caduta, sono stata sottoposta ad un intervento di osteosintesi con due viti cannula te per frattura al collo del femore con successivo divieto di carico per tre mesi. A volte ” mi scappa” qualche accenno di passo e sento che potrei camminare senza problemi. Possibile che devo osservare ancora tanti giorni di divieto di carico? Ho cinquant’anni e peso 50 chili. Vorrei aggiungere che un ortopedico ha chiamato la mia frattura ” cervico sub trocanterica”, un altro ,sottocapitata…mah
    Grazie Rosanna

  41. Salve Dottore,
    ho 43 anni, a 26 anni durante una competizione agonistica, mi feci una frattura pluriframmentaria di calcagno sx.
    Sintesi mediante cambra a 5 punte , poi rimossa, ma persistono a tutt’oggi le complicazioni dolorose durante il cammino, specialmente sotto il malleolo esterno con infiammazione dei peronei.
    Da vari esami, oltre una leggera artrosi, c’è anche il calcagno un po fuori asse ; partner di vita i plantari correttivi dove nel sx è presente un cuneo interno/esterno per cercare di riportare il retropiede in asse, con discreto/buono risultato; senza non potrei stare…Nelle giornate non lavorative, non va nemmeno malaccio, durante la routine lavorativa, non lo auguro a nessuno…….osteotomia del calcagno per riportarlo in asse + artrodesi sottoastragalica come soluzione ?….solo quest’ultima ? …..o interventi meno pesanti ed invasivi… grazie dell’attenzione, Josè

  42. buon di mi chiamo loredana fittante volevo chiederle un parere medico in merito ad una mia caduta nel mese di maggio c.a. mi si sono accavallate le caviglie e non riuscivo a raddrizzarle ho perso l’equilibrio e sono caduta in ginocchio a terra nello scendere dal marciapiede e nel cadere l’alluce dx già valgo mi si è piegato in avanti quasi a raggiungere la parte superiore del piede mentre la rotula sx lo sentita come se fosse uscita dal ginocchio poggiando direttamente a terra opo ore di ripresa tornata a casa ho messo il ghiaccio solo sulle ginocchia perche il dito non sentivo dolore ma adesso dopo due mesi mi ritrovo con il ginocchio gonfio e l’alluce che mi da tormento nel camminare quasi come se fosse addormentato e dolorante il medico di base mi ha consigliata di andare dall’ortopedico in quanto per lui al ginocchio ci sarebbe del liquido e il dito bisogna controllarlo forse frattura lei da cio che le ho detto cosa pensa potrebbe essere? grazie

  43. Salve Dottore e grazie Sono una donna di 66 anni a cui è stato diagnosticato ( tre mesi fa) gonadtrosi ginocchio sinistro . Ho seguito diversi rimedi: medicine, fisioterapia , fanghi, infiltrazioni, esamene x osteoporosi , vene e arterie , fratture !!!! Per me niente non ha servito! Un miglioramento si! Ho chiesto la RM pensando ad menisco. L’esito della RM eseguita il 02.08.2016 è : RM GINOCCHIO SN (SENZA CONTRASTO) Si segnala una microfrattura intraspongiosa subcondrale da stress del piatto tibiale interno dove attualmente si apprezza un pronunciato edema reattivo intraspongioso perifratturativo senza peraltro affossamento del piano articolare a tale livello. Marcata alterazione su base degenerativa di alto grado e plurilesionale del corno posteriore-corpo del menisco interno con pronunciati fenomeni sinovitici reattivi peritibiali omolaterali . Meniscosi del menisco esterno. Nella norma il pivot centrale e delle restanti componenti legamentose . Modico e diffuso incremento del fluido articolare con associato evidente distensione pseudocistica della borsa di scorrimento del gastrocnemio semimembranoso . Condropatia di medio grado del comparto femoro-tibiale interno e femoro-rotuleo ……. Tutto questo non avevo tre mesi fa quando dopo tre giorni di dolore nella caviglia sn mi sono presentata a prontosoccorso !!!!! Con rispetto consigliatemi cosa devo fare in questo momento ? Si come gli sintomi si multiplicano ho chiesto RM alla caviglia sn da dove ha iniziato tutto ; RM da seguire il 16/08/2016 La ringrazio di cuore dottore Spero abbia tempo e modo per rispondermi

    1. Le strategie di trattamento per la artrosi di ginocchio sono ben conosciute dagli ortopedici,la cosa più difficile è fare comprendere che una articolazione artrosica è una articolazione che ha perso la sua perfetta funzionalità, non più in grado di fare tutto. La prima necessità è ridimensionare le attese dei pazienti riguardo alle cure che non potranno essere risolutive.

  44. Gentilissimo Dottor Fanzone,
    volevo cortesemente un suo parere riguardo alla sintomatologia che affligge il mio ginocchio dx da 3 anni. Dolore anteriore frontale rotula , algia sia in piedi che deduto, fastidio anche alla digitopressione si sente al tatto sulla faccia frontale inferiore della rotula zona ‘apice del legamento f.r come una corda una guaina ispessita, sintomatologia dolore al ginocchio, scrocchi articolari in flessione sia 60 che 90 gradi , scricchioli durante la flesso estensione rapida a vuoto, in flessione 90 gradi sotto carico squot si avverte come una sensazione di strappo come se la capsula articolare va in tensione dovesse rompersi . referto da ecografia tutto regolare.esito da rmn leggera degenerazione del corno menisco post. leggero versamento articolare.
    esito rx riduzione della rima articolare interna. Gentilmente chiedevo possibile il tutto sia da ricondursi ad un a possibile plica che crea impedimento nella articolazione del ginocchio e che poi crei secondariamente le altre alterazioni poiche’ per esclusione non sono state trovate altre anomalie nel ginocchio. Sarei grato di sua giudizio e consiglio visto che nessuno ad oggi dei medici da me intrapresi mi ha sospettato la plica , sono io che penso possa essere la responsabile e se vi sono metodi specifici per evidenziarla, nel ringraziarla anticipatamente la saluto vivamente

    1. Direi di no, o perlomeno non soltanto. Sembra più la descrizione di un ginocchio che manifesta i primi disturbi legati all’artrosi. Sicuri che il suo “status” fisico sia perfetto? Per esempio manca dalla sua descrizione la sua età, peso e corporatura. Età superiore a 60 o se inferiore trascorsi atletici? obesità? Sono tutti fattori necessari alla diagnosi ed è per questo che qui sul sito non si può ricevere (ed io fare) diagnosi ma solo consigli in senso generale.

  45. GENTILE DOTTORE in risposta ad integrazione dati della scorsa, eta’ 40 anni e corporatura media 75 kg per h 1,70 , attività fisica 1, 2 volte settimana ormai da anni tennis /nuoto anche se nell’ultimo anno sono stato costretto a rallentare molto l’attivita’ sportiva per il maggior fastidio al ginocchio che pero’ va a periodi alterna fasi più fastidiose a fasi quasi di non fastidio.La cosa strana e’ che quando vado in flessione da stazione eretta in ginocchio (accovacciamento) si sente e si nota bene a fine corsa quindi oltre i 90 gradi di flex un impuntamento del fine corsa del ginocchio dx che sfocia poi con scrocchio articolare all’interno di tipo liberatorio. lo scrocchio articolare non e’ continuo ma si verifica 3/ 4 volte al giorno se evocato ed e’ spesso privo di dolore ma alcune volte da dolore di picco come se venisse pizzicato qualcosa all’interno e di conseguenza toglie la forza per un istante. Potrebbe essere il menisco se non un a plica che crea un blocco e il fastidio connesso fronte rotula e rare il dolore e’ anche posteriore dietro polpaccio con senso di stanchezza alla gamba. Cosa strana e’ che durante attivita’ fisica a caldo non avverto dolori strani lo sento soltanto più debole dovuto anche al conseguente ipotono del quadricipite . Le sarei grato di suo cosiglio o parere personale , nell’ attesa saluto cordialmente .

  46. Eg. Dr. Fanzone, mio nipote 12 anni a seguito di persistente dolore lombare, dopo avere effettuato visita ortopedica…consiglio è stato di effettuare rx cui risultato vistosa decalcificazione colonna, a seguito di ciò fatto una miriade di esami con risultato tutto ok..è stata rifatta un’altra rx da un altro studio, risultato nessuna decalcificazione ma solamente una lieva deviazione a sx…consigliato moc demineralizzazione ossea ,risultato un pò di demineralizzazione ossea…riferendo il tecnico che non c’è da preoccuparsi..a questo punto non sappiamo se preoccuparci, o stare un pò tranquilli o che fare per essere più certi..Preciso che mio nipote da 5 anni gioca a calcio senza nessun problema, solo che è molto magro e mangio un pò poco…Attesa ringrazio con cordiali saluti Lentini(SR)

  47. Mi scusi Dottore..allora per avere più certezze che non ci siamo problemi, quale accertamento bisognerebbe fare? grazie

  48. Dottore la MOC dice Z-score 2,5(è scritta a penna non so se riesco a decifrarla bene)ai limiti inferiore della norma.consulenza specialistica e controllo a breve..ci hanno assicurato che non ci sono problemi ma bisogna trovare la causa del perchè di questo problema..Le ripeto gli esami sono tutti ok.sl

    1. bene Z-score -2,5 ma mi sfugge qualcosa, tutto il resto! Forse è solo che ha scritto diverse richieste e tecnicamente questo è un problema perchè non le vedo tutte insieme. Provi a formulare la sua richiesta in una unica volta.

  49. Salve dottore vorrei un informazione da voi circa un mese fa ho preso una botta alla alluce e nella radiografia e uscito che ho una microinfrazione interfalangea del primo dito mi hanno detto di stare fermo circa 25 giorniente dopodiché ho fatto la visita di controllo e il risultato è uscito invariato mi potreste dire cosa fare?

  50. Buongiorno dottore….i primi di Maggio sono caduta e ho riportato tre fratture metatarsali ( secondo , terzo e quarto) mi hanno fatto il gesso per 30 giorni , sono stata a riposo non ho mai caricato …..ho seguito le regole.Al termine dei 30 giorni sono ritornata in ospedale go fatto radiografie e andava tutto bene cosi pareva, mi hanno applicato un bendaggio per all, incirca se non ricordo male 12 giorni ancora . .. tolto quest’ ultimo e non la voglio fare lunga non mi hanno fatto fare subito terapia e allora io presa del dolore che avevo non sulle fratture ( che mi scusi erano alla base del metatarso)ma sul secondo dito che non si fletteva più di tanto…ho cominciato dopo ben tre settimane a fare terapie ma niente .Ho fatto una risonanza e mi hanno detto che ho una fascite plantare , la prima frattura ancora non consolidata e edemi , il mio piede é diventato piatto .Ora io per rimediare al dolore ho dovuto fare un plantare…ma quello che le chiedo io é: perché é successo tutto questo? oramai posso dimenticare un recupero?

    1. Il nostro organismo recupera tanto ma a volte non riesce a recuperare un allineamento alterato dopo frattura. Prima di demordere le direi di avere ancora un attimo di pazienza ed aspettare i sei mesi. Dopo se il dolore persistesse si dovrà valutare la opportunità di un trattamento chirurgico per riposizionare i metatarsali.

  51. Gentile Dott. Fanzone,
    poco tempo fa postai una domanda su una problematica occorsami all’ estero dove ancora risiedo, ma non riesco a ritrovarla per vedere cosa ha risposto. Dunque glielo riposto qui, alla sezione “chi sono” per poi poterlo ritrovare agilmente.
    Il 9 settembre mi sono procurato una “sospetta” frattura al primo cuneiforme del piede dx per una caduta su degli scogli. Al pronto soccorso spagnolo, dopo due rx mi hanno detto che non si vedeva bene la frattura pertanto al bisogno mi applicavano doccia gessata rigida posteriormente e inferiormente e “morbida” nella parte superiore dell’arto.
    Alla seconda visita dopo 14 giorni mi vogliono applicare un gesso per poter caricare l’arto, io immagino volessero dire che ci potevo camminare sopra, ma non possono applicarmelo perché di li a pochi giorni avrei dovuto prendere un aereo, 3 giorni dopo mi compro un walker rigido per poter camminare un po, da togliere durante la notte.
    Allo scadere dei seguenti 14 giorni, dunque dopo 28 giorni, sfilo lo walker e inizio a camminare.
    Al momento attuale mi duole ancora camminare e articolare il piede ;passando dall’italia sono riuscito a fare una risonanza magnetica del piede in data 28.10.2016 di cui le riporto la diagnosi:

    – Marcato edema midollare post-contusivo in corrispondenza del primo cuneiforme; nei suoi settori anteriori coesiste una linea ipointensa compatibile con frattura intraspongiosa. Edema midollare appena più sfumato in corrispondenza della prima e della seconda base metatarsale, dei cuneiformi intermedio e laterale e del cuboide.
    Non ulteriori alterazioni dell’intensità del segnale del midollo endospugnoso dei capi ossei esaminati.
    Conservati i rapporti articolari.
    Piccola quantità di versamento nell’articolazione metatarso-falange del I raggio.
    Non ulteriori significativi versamenti articolari.
    Nella norma morfologia ed intensità di segnale delle strutture muscolo-tendinee esaminate.

    Che terapia mi consiglia di seguire per recuperare la mobilità del piede e far passare il dolore?
    Posso continuare a camminarci sopra o devo sospendere la deambulazione su entrambe le gambe, portare le stampelle, rimettere il walker?

    Grazie mille

    1. La RM dimostra che la frattura è ancora in fase di cicatrizzazione (lo rimarrà a lungo) – credo potrebbe aiturasi con qualche antidolorifico di tanto in tanto ed un po di pazienza.
      ” il testo della risposta alla sua precedente domanda: Può capitare di non avere la possibilità di accertarsene (lontano da ospedali) o che gli ortopedici pensino e non ti dicono che il “costo” dell’accertamento è superiore al beneficio. Anche a me capita questa cosa, dico però al mio paziente che in ogni caso abbiamo la clinica a segnalarci la gravità di una lesione. Se dopo qualche giorno il dolore migliora, la funzionalità della parte lesa viene recuperata allora forse non era veramente necessario nessun ulteriore accertamento altrimenti si provvederà. Comunque le consiglio lo scarico dell’arto e successivamente il carico a tolleranza di dolore.

      1. mi consiglia lo scarico completo dell’arto, ossia mediante utilizzo di stampelle, o semplicemente non articolare il piede usando lo walker? e per quanti giorni secondo lei è opportuno tenere l’arto “scarico”?
        grazie mille

  52. Gent.mmo dott. Fanzone, La ringrazio per averci dato la possibilità di interagire e capire in qualche modo le nostre sintomatologie…nella fattispece io sono un suo coetaneo classe 1965 e tutto sommato abbastanza attivo..sono sempre in movimento a livello amatoriale pratico corsa arti marziali da tanto tempo trekking … Da più di due mesi durante un allenamento in palestra mentre effettuavo una serie di saltelli e accovacciamenti ho avvertito una fitta alla schiena bassa lato sx e mi sono dovuto fermare perchè non riuscivo più a fare nessun movimento tipo colpo della strega…. ebbene a distanza di tutto questo tempo ancora oggi non posso piegarmi lateralmete verso sx perchè mi fà male ed avverto dolore anche in parte all’inguine all’anca ed alla schiena. Ho preso anche degli antinfiammatori all’inizio anche un pò di cortisone che però ho quasi subito lasciato perchè speravo che il riposo e qualche esercizio di streaching alla fine risolvessero il problema però ad oggi anche se non in fase acuta ho sempre gli stessi sintomi….non posso camminare tanto perchè mi fà male la schina….non posso piegarmi sul lato sx…se cerco di prendere il piede sinistro e portarlo dietro verso le spalle mi fà male il fianco sx e la schiena…pensavo a una forma di cruralgia però il dolore nel mio caso è più sull’anca non saprei proprio… diciamo che se non sollecito con l’attività non ho particolari problemi però appena cerco di fare gli esercizi e o cumunque di riprendere gradualmente l’attività il dolore si ripresenta ed è invalidante….spero in una sua risposta Le auguro i miei più Sinceri Saluti….Vincenzo.

    1. Grazie per le parole di incoraggiamento. Riguardo al problema rappresentato potrebbe trattarsi di un dolore di sacro iliaca. Un fisiatra con le manipolazioni o un osteopata potrebbero aiutare. In genere consiglio prima la visita dal medico fisiatra.

  53. Salve Dr. Fanzone,
    ho 50 anni e peso 110 kg. per un’altezza di m.1,92 , ma non sono in sovrappeso e sono uno sportivo.
    Il 26 novembre di quest’anno sono caduto con la bici da corsa qui a Verona dove abito e ho avuto una frattura scomposta inter-sotto trocanterica femore dx.
    Appena ricoverato mi hanno messo la gamba in trazione fino al giorno dell’intervento, 29/11.
    Mi hanno fatto una riduzione e stabilizzazione con chiodo lungo endovis (2 viti cefeliche + 2 viti distale dinamico e statico).
    Il 7/12 sono stato dimesso e siccome mi è stato ordinato di non appoggiare il piede fino al prossimo controllo (5/01/2017) e visto anche il dolore che provavo, mi hanno accompagnato a casa con servizio ambulanza, perché la mia abitazione di trova al terzo piano.
    Prima di lasciare l’ospedale ho fatto la richiesta degli esami su dischetto e una volta a casa ho osservato i raggi che mi hanno fatto prima e dopo l’intervento.
    Mi sono accorto che dopo l’intervento la zona del piccolo trocantere non è aderente al femore e si nota uno spazio vuoto di circa 1 cm., questa cosa mi preoccupa non poco.
    A occhio e croce, la parte di questa “scheggia” che non è aderente al femore sembra larga poco più di 1 cm. per un’altezza di 5 cm. circa.
    Forse questo spazio verrà riempito nel tempo dalla calcificazione o è stato lasciato lì di proposito per altri motivi?
    Avrei voluto mandarle qualche immagine per essere più preciso , ma in questo messaggio non penso si possa fare, eventualmente se vuole gliele posso fare avere tramite altro canale.
    Spero di essere stato abbastanza chiaro nella spiegazione e la ringrazio per la sua attenzione.

    Cordiali saluti
    Romano

      1. La ringrazio dottore per la sua risposta e le chiedo gentilmente, vista la sua disponibilità, se mi può indicare come mandarle un paio di immagini, perché non ho molta pratica con i computer e telefonini…
        Inoltre volevo chiederle, se il distacco del piccolo trocantere viene abbandonato a se stesso, non potrebbe verificarsi un mal funzionamento dell’ileopsoas visto che proprio lì si trova la sua inserzione?

  54. Salve dottor Fanzone,
    sono riuscito a trovare la sua e-mail e così le ho mandato le rx del femore come lei mi chiedeva.
    Spero che le immagini siano di discreta qualità, così da farmi capire meglio.
    Grazie per la sua incredibile disponibilità.
    Le auguro una buona giornata!

    Romano

  55. Egregio dottore,mia figlia 20 anni,in seguito ad una distorsione ha avuto una frattura composta del quinto metatarso. Dopo 33 giorni di gesso ha eseguito rx, con referto :frattura in fase di consolidamento. Ha tolto il gesso,ma ora ha il piede gonfio e dolorante. È stato prematuro togliere il gesso, mo devo rivolgere ad un fisioterapista? Grazie.

  56. Buonasera dottore, mio figlio dodicenne ha avuto una frattura scomposta del distale terzo dito della mano, ha subito un intervento chirurgico nel quale gli sono stati inseriti due aghi metallici. È stato immobilizzato per 30 giorni. Alla rimozione degli aghi la radiografia ha evidenziato che non si era del tutto calcificato così gli hanno consigliato di portare per un altro mese il tutore di stack. Passato il mese una nuova radiografia ha evidenziato la presenza di qualche frammento non ancora calcificato. Il medico che lo ha operato ha detto che l’intervento è riuscito perché lo scopo era quello di recuperare il tendine e la funzionalità del dito e che i piccoli frammenti si riassorbiranno col tempo, non ritenendo opportuno prescrivergli alcuna terapia se non il divieto di praticare sport per un altro mese salvo complicazioni. Sono passati venti giorni e io noto che il dito appare sempre un po’ gonfio rispetto alle altre dita ed è ancora molto rigido. Mi piacerebbe avere un suo parere. Grazie

  57. dottore buona sera, ho 52 anni nel dicembre 2014 ho avuto incidente in moto frattura scomposta piatto tibale tratta con placca e viti. a fine mese mi chiameranno per rimuovere mezzi di sintesi e ne sento il bisogno in quanto a volte sento disturbo e mi hanno consigliato di rimuovere tutto anche in previsione di una possibile protesi al ginocchio. Le chiedo cortesemente se i tempi di recupero sono lunghi e soprattutto se faccio bene a togliere placca e viti Grazie

  58. 88caro dottore ,volevo gentilmente un suo parere per una mia distorsione caviglia sinistra avvenuta verso il 10 agosto 2016 . Il piede mi si è girato esternamente e ho sentito un rumore come se mi fossi strappata qualcosa, allora sono risalita in casa, il piede mi faceva un pò male ad appoggiarlo, ho messo subito il ghiaccio per quasi tutta la notte, ad intervalli. nei giorni successivi non avevo ematomi visivi, nè gonfiori e potevo camminare tranquillamente con le scarpe da tennis, avevo un pò di fastidio ma non dolore. Ho lavorato in questa situazione per circa un mese, considerando che io ho un bar e rimango in piedi per circa 12 ore al giorno indossando solo scarpe da tennis. Il mio calvario inizia il 10 ed 11 settembre , quindi dopo circa un mese dalla distorsione, quando indosso le scarpe con i tacchi per una cerimonia di matrimonio ed il giorno dopo per un battesimo , da allora non ho pace per dolore, bruciore e gonfiore. A fine settembre mi decido di andare da un fisioterapista e mi consiglia 10 sedute di laser e tecar, non ho avuto risultati anzi piangevo dal dolore, allora decido di fare una RMN,
    (volevo aggiungere che zoppico anche da settembre) , il risultato è: Segni di sovraccarico della sottoastragalica posteriore cui si associano fenomeni di edema intraspongioso algodistrofico a carico del domo astragalico. sinovite reattiva con discreta quota di versamento periastragalico . Utile controllo dopo terapia, nella norma i componenti legamentose periastragaliche,tenosinovite del tendine del flessore dell’alluce , area di astrofia cistica sottocorticale si apprezza sull’apofisi posteriore del calcagno, nella norma le restanti componenti ossee e tendinee della regione esaminata.
    Allora poi ho iniziato, sotto consiglio del fisioterapista, un ciclo di 10 sedute di magnoterapia con manipolazioni anche di uno osteopata, sera ghiaccio e pomata dicloreum facendo degli impacchi, ma soprattutto a riposo mentre faccio le terapie. Allora io domani 10 febbraio finisco l’ultima terapia e lunedi ricomincio a lavorare ma io sono disperata perchè ancora mi brucia e mi fa male ma soprattutto me la sento fragile e non libera da articolazione. Gentilmente secondo lei ho fatto tutto quello che c’è da fare oppure mi può consigliare qualcosa? sono disperata avrei voluto rompermela forse a questo punto sarei già guarita.
    Grazie aspetto una sua risposta

    1. Effettivamente si è rotta. L’edema intraspongioso segnala un tipo particolare di frattura (normalmente non diagnosticabile alle rx tradizionali) in cui l’osso si è deformato oltre il limite di rottura della sua struttura microscopica ma in virtù della sua elasticità è tornato della forma normale (faccia proprio l’esempio di un tubo di vetro dentro un tubo di plastica, se prende un colpo… il vetro si rompe la plastica no). Questo tipo di lesione si è associato ad uno “strappo” dei legamenti della sottoastragalica. Tutto ciò che mi racconta rende possibile la sua sintomatologia. Cosa fare adesso? Proteggere la caviglia stabilizzandola dall’esterno con un tutore di caviglia ed una calza elastica. Non so se basterà questo però va fatto. Dovrebbe comunque farsi visitare da un ortopedico.

  59. Salve,mi chiamo Mirko e la contatto per parlarle di un grave infortunio che ho subito durante una partita di calcio, avvenuta in data 11/01/2015, che mi ha causato una frattura biossea di tibia e perone nella gamba dx, la lesione vascolare dell’arteria tibiale posteriore destra e il deficit dello SPE e SPI.
    Sono stato sottoposto a diversi interventi tra i quali;
    -fasciotomie mediale e laterale gamba dx in data 11/01/15
    -l’embolizzazione dell’arteria suddetta presso il reparto di chirurgia toraco-vascolare in data 12/01/15
    -stabilizzazione con fissatore esterno in data 13/01/15
    -chiusura fasciotomie in data 30/01/15
    -intervento di riduzione e sintesi della frattura di tibia dx con chiodo endomidollare tipo T2 con blocco dinamico in compattazione in data 23/03/2015.

    Nei mesi successivi all’ultimo intervento ho praticato con regolarità la riabilitazione presso un centro fisioterapico per 9 cicli da 10 sedute.
    In data 15/10/15 sono stato visitato da un neurochirurgo, il cui referto attesta che soffro della patologia del piede equino, con importante “griffe” digitale a destra, sia in fase d’appoggio che in volo,e che il tendine achilleo risulta accorciato.
    Ora la situazione è leggermente migliorata,sono stato sottoposto ad un ulteriore intervento di tenotomia dei flessori e stabilizzazione delle dita in griffe tramite fili di kirschner in data 20/05/2016.
    Successivamente sono stato seguito solamente dal fisiatra nel centro in cui effettuo la fisioterapia e lui stesso mi ha prescritto due tipi di terapie:
    -terapia presso camera iperbarica;
    -onde d’urto;
    per combattere algodistrofia e sofferenza ossea nella tibia.
    Ad oggi ho effettuato tre cicli da venti sedute di iperbarica e 5 sedute di onde d’urto nella tibia,ma per la sofferenza ossea mi ritrovo ancora con entrambe le stampelle anche se penso sia un edema al livello del punto di frattura o la testa del chiodo endomidollare che mi sta facendo male.
    Le chiedo se tutto questo possa in qualche modo migliorare anche per via delle cure che ho effettuato,se il nervo potrà recuperare,se la caviglia si possa in qualche modo sbloccare visto che la flesso-estensione è piuttosto ridotta e se secondo lei il dolore forte che ho nella tibia nel momento in cui do carico completo sia causato dalla testa del chiodo endomidollare.
    Vista la mia grave situazione e il fatto che non ho un dottore che mi segue,le chiedo dove mi dovrei orientare visto il mio caso se da un ortopedico o da un neurochirurgo,poichè non si tratta solamente di un problema.
    Grazie per il suo tempo in anticipo,
    Mirko

    1. Lesioni gravissime di certo. Da ciò che mi racconta al momento il problema principale sembra il dolore al carico. Questo andrebbe risolto prioritariamente e a tale proposito dovrebbe vederla l’ortopedico. Le lesioni nervose non hanno molte prospettive di guarigione con ritorno alla normalità però esistono ampie possibilità di recupero delle proprie prospettive di movimento seguendo i consigli del fisiatra.

  60. Buona sera dottore..le scrivo in merito ad un infortunio a me capitato in data 12 gennaio… sono scivolata sul ghiaccio e ho riportato dolori all avampiede sinistro… mi sono recata in pronto soccorso per il forte dolore e mi hanno sottoposta a fare le radiografie dalle quale il referto non dava presenza nessun lesione ossea… l’ortopefico che mi ha visitata li in ospedale mi ha fatto fare altre indagini ovvero elettronuerografia ed elettromiografia perché pensava ci fosse presenza di tunnel carpale… fatto gli esami ed erano del tutto negativi ho ripetuto per conto mio una rx di controllo .. dalle quale è emerso che avevo una frattura del 4metatarso… preoccupata ho richiesto la copia delle radiografie fatte il giorno 13 gennaio in ospedale e dal dischetto che mi hanno dato la frattura è evidente…. quindi ho immobilizzato L arto con un tutore prescritto per 40 gg… ora sono passati i 40 gg e dalle radiografie la frattura risulta in fase di consolidamento… l’ ortopedico qui dove abito mi ha detto di iniziare a praticare la magnetoterapia e piano piano si consoliderà… ora io sono preoccupata perché faccio come mestiere la portalettere quindi sempre in movimento e carico sul piede… volevo sapere da LEI se tutto questo va bene o necessito di altro… sono preoccupata… La ringrazio anticipatamente… spero di avere presto risposte…

  61. Gent.mo Dr. Fanzone è da circa 3 mesi che ho quella che mi è stata diagnosticata essere una lombocruralgia con coxartrosi bilaterale ho fatto dietro prescrizione terapia cortisonici antinfiammatori e antidolorifici ma ancora dopo tre mesi ho dolori all’anca all’iall’inguine e alla coscia con formicolio, gradirei da lei sapere se per il mio caso può essere utile l’infiltrazione con acido ialuronico e se lei le effettua. La ringrazio anticipatamente per la risposta, e le invio i miei più cordiali saluti

  62. Buonasera Dott. Fanzone

    per una banale caduta ho subito frattura esposta e scompeosta dell’oleocrano sx giorno 9-2-2017 .
    Sono intervenuti chiururgicamente il 14-2-2017 applicando cerchiaggio metallico con fili di kirschner dimesso dopo due giorni e bendato con deoccetta di gesso rimossa dopo 20 giorni circa da intervento . Già da subito ho avuto una buona moblità del gomito a mio giudizio sono partito con fkt attiva e passiva e magnetoterapia , il chirurgo mi ha prescritto di indossare dal 9-3 tutore Elbow giorno note e durante la fisioterapia. I Fisioterapisti sono molto titubanti e non capiscono per chè debba tenerlo durante la fisioterapia ritenendo di perdere possibilità di forzare gli esercizi e fami acquisire maggior flessione e altri movimenti. APura del chiururgo è che si spezzino i fili. Mi ha detto di toglierlo fine mArzo e fare rx e controllo addirittura il 14-5 per valutare rimozione di fili e del cerchiaggio mssimo per metà giugno.
    A me da un fastidio incredibilke questo tutore vorrei liberarmi totalmente il gomito sia durante le fisioterapia che durante il giorno, sono rientrato subito al lavoro dopo tre giorni da intervento , ho pfatti lughe camminate sostenute anche con gesso e adesso con tutore, corsetta leggera e da due giorni ho iniziato cin alcune lezioni di spinning e passeggiate leggere in bicicletta, sono un ciclista e non vedo l’ora di riprendere i ritmi sostenuti e lunghi percorsi in bdc e mtb . Non procvo fastidio guidando la bici adotto massima prudenza evitando scaffe o movimenti bruschi e faccio piccoli percorsi in strada non accusando quasi fastidi tranne piccoli gonfiori la sera.
    Ad oggi siamo a 35 giorni da intervento gradirei un suo consiglio se posso toglier e tale tutore definitivamente o magari tenerlo ancora solo la notte o in bici o se cammino per protezione , e partire con la fisio senza tutore.
    Quando pensa che porto’ riprendere ad andare in bici a ritmo sostenuto senza rischio di somporre nuovamente tutto ?

    Grazie per una sua gentila rispsota sul caso .
    La ringrazio
    Ermi gulliver

      1. carissimo dottore innanzitutto grazie per la disponibilità verso noi tutti pazienti.Vorrei gentilmente sapere da lei se è possibile effettuare infiltrazioni di acido ialuronico alto peso molecolare e gel piastrinico (PRP) nello stesso ginocchio in contemporanea cioè nella stessa mattinata a distanza di un ora tra una e l’altra. E’ ciò che mi ha proposto un reumatologo per un ginocchio affetto da gonartrosi aggravata da lesione meniscale degenerativa (meniscosi). Non avendo trovato ancora in rete dei precedenti su questa metodologia vorrei chiedere un suo parere anche perché mi sembra tempo fa di aver letto in una sua risposta che qualcuno ha cominciato ad eseguire le due infiltrazioni vicine tra di loro ma i risultati non erano ancora dimostrabili.Grazie

      2. Buongiorno grazie per la dua cortese risposta.
        Certo che ho chiesto al mio chirurgo piu’ di una volta, mi ha detto di toglerlo in autonomia fine Marzo primi di Aprile e visto che mi dava molto fastidio ho anticipato di qualche giorno , lo tengo solamente la notte e se esco in bicicletta .
        Va molto meglio mi sento molto libero e piego il gomito in flessione ed estensione abbastanza facilmente. Siamo ad un mese e mezzo da intervento di inseriemneto fili di kirschner e cerchiaggio metallico ed io riesco ad andare benissimo in bici e anche a fare spinning in palestra. Faccio magnetoterapia e riabilitazione manuale da 15 giorni circa e dovrei fare controllo radiografico tra un mese , un mese e mezzo .
        Avverto leggero dolore solamente se poggio il gomito sulla scrivania piegandolo .Mi consiglia di anticipare la radiografia per verificare stato frattura e calcificazione o va bene attendere periodo proposto da mio chirurgo cioè ancora un mese pieno e oltre ? .

        Grazie

        SAluti

          1. Grazie sempre per sua gentilezza e professionalità . Alla fine ho fatto radiografia richeista anche da fisatra cel centro di fisioterapia .
            Le ho inviato mail privata ieri pomeriggio con copia rx per un suo parere su come procede la solidificazione e stato della frattura .
            La ringraziio in anticipo se potrà dedicare un paio di minuti alla lettura.

            Grazie saluti

            Ermanno

  63. Egregio dott. , mio fratello di anni 53 ha in tutte le articolazione nelle mani e nei i piedi tanti “tofi” , in cura con un reumatologo di Messina. La malattia purtroppo non regredisce, ci è stato consigliato di cercare un buon centro. Ci può consigliare qualche buona struttura o dei bravi reumatologo, noi siamo della prov di Messina, grazie.

    1. Molti miei pazienti mi danno buone referenze per la reumatologia dell’ospedale Garibaldi di Catania. Con questo non prendo posizione sulla qualità delle cure, le dico solo che molte persone della mia zona si rivolgono li e mi dicono siano bravi.

  64. Buonasera
    Le scrivo per esporle il mio problema nella speranza che lei possa aiutarmi a risolverlo.
    Il I° novembre del 2016, in seguito ad una caduta da un’altezza di circa 3 metri, ho riportato una lussazione del gomito sx e 2 microfratture alle vertebre.
    Portato in pronto soccorso all’ospedale di Vallo della Lucania (Sa) e li ricoverato, hanno prima riscontrato la lussazione del gomito e dopo 3 tentativi di riduzione con conseguenti ingessature, mi hanno comunicato che purtroppo il capitello radiale era fratturato. Sono stato operato, mi è stata impiantata una protesi . Dopo 3 giorni dall’intervento sono stato dimesso . Mi è stato detto di mettere un tutore e di rimuovere dopo 3 settimane dall’intervento i punti
    Il 28 novembre sono andato a visita mi hanno tolto i punti, esaminato la radiografia e mi hanno detto che l’intervento era perfettamente riuscito.
    Mi hanno detto di iniziare la fisioterapia con 3 sedute settimanali .
    Dopo 40 giorni sono tornato a controllo e, anche se il braccio non riuscivo ancora a stenderlo, hanno detto che era tutto ok e di passare a 2 sedute di fisioterapia a settimana,insistendo sulla prono supinazione.
    Ad oggi non vedo ancora un recupero significativo
    Prono supinazione quasi nulla, estensione deficitaria di circa 20/30°

  65. Salve Dott.re,
    io ho in problema al ginocchio, ho tolto il menisco al ginocchiodx nel “91 adeeso mi ritrovo a 52 anni ad avere l’artrosi e questo mi ha causato anche in grave danno al ginocchio.
    Io vivo in Inghilterra e mi hanno detto che avrei bisogno di una protesi ma data la mia eta’ non vogliono operarmi e mi hanno sugerito di mettere due placche per addrizzarmi il ginocchio e non mi hanno neanche arantito che il dolore passi.
    Ho letto su internet di questa Kneespring e sinceramente mi interessa moltissimo. Vorrei sapere cortesemente se lei pratica questa operazione e in caso affermativo, dove. Io sono di Roma e avrei appogi li. In caso negative mi saprebbe cortesemente indirizzare da qualche suo college a Roma dove io possa rivolgermi?
    La ringrazio anticipatamente

  66. Egr.Dottore, ho 56 anni e da quando ne avevo 20 mi sono state diagnosticate,attraverso risonanze, elettromiografie e consulto da vari ortopedici,tra cui il prof. Denaro, 2 ernie cervicali,che inizialmente mi procuravano dolori al collo, alla schiena e emicranie,ma col passare del tempo sara’ perche’ ho imparato a conviverci o perche’ il dolore era minore,non ho sofferto particolarmente. Da 5 anni invece ho l’anulare e il mignolo della mano sinistra praticamente inesistenti,cioe’ riesco a chiuderli insieme alle altre dita ma non a riaprirli,con formicolio costante e sensazione di ghiaccio che si acutizza la notte.Ho consultato a Catania un chirurgo della mano,il quale mi ha detto che non farebbe riferimento al nervo ulnare, teoria che ha confermato anche l’elettromiografia,ho fatto una terapia di ultrasuoni e elettrostimolazione,ma sono rimasti identici.Chiedo alla sua cortesia come mi consiglia di procedere e ringraziandola le porgo cordiali saluti,Roberta

    1. Il tipo di disturbo indica sofferenza a livello cervicale più che compressione o sofferenza periferica. Del resto credo che si riferisca a questo dicendo cha la elettromiografia ha “escluso l’ulnare”. Rivalutare la sofferenza cervicale potrebbe essere di aiuto.

  67. Salve Dott.Fanzone,
    mi trovo nuovamente a scriverle per numerosi dubbi sopraggiunti dopo un consulto medico.
    Mio nipote ha avuto un incidente calcistico riportando la frattura del malleolo peroneale sinistro.
    Ha subito un intervento chirurgico di osteosintesi con placca e viti il 15 marzo scorso.
    Il post-operatorio è andato bene e dopo circa un mese dall’intervento ha cominciato la fisioterapia
    (tecarterapia e kinesiterapia attiva e passiva). Ora il ragazzo cammina abbastanza bene ma un po’ zoppica e fin qui credo sia tutto normale.
    Quello che mi preoccupa è ciò che ha detto il medico specialista (non dell’ospedale) ma del centro fisioterapico dove sta facendo la riabilitazione.
    Alla visita dopo le prime terapie eseguite il dottore mi ha detto che la caviglia sinistra non era più grande dell’altra perché gonfia, come io credevo, bensì perché l’osso era divenuto più grande.
    E possibile che l’osso sia diventato quasi il doppio di quello di prima ? E questo perché? Forse il risultato di un intervento mal riuscito?
    Ha aggiunto che non avrebbe riacquistato al cento per cento la mobilità dell’articolazione della caviglia, nonostante le numerose terapie che sta facendo.
    Alla mia domanda se la placca in qualche modo avrebbe potuto inibire un’eventuale crescita delle ossa visto che ha 18 anni ha detto che il perone dopo questa età non cresce più, come il piede.
    Inoltre ha sconsigliato di togliere la placca e che tra due mesi circa potrà tornare a giocare a calcio.
    Le sarei infinitamente grata se volesse rispondere per fugare almeno qualche dubbio e paura, perché non so a chi rivolgermi.
    Grazie mille Tiziana

    1. E’ abbastanza comune esprimere giudizi su cose di cui non si ha competenza. Dopo una frattura comunque la forma delle ossa cambia, la placca ha un suo spessore (da aggiungere a quello della parte lesa su cui è stata applicata), la crescita ossea in casi come questo non è un problema, la placca andrà tolta se darà in futuro problemi. Un cattivo risultato chirurgico dà segno di se in modo diverso da quello che ci racconta. Consiglierei di concentrarsi sulla deambulazione e sul correggere la zoppia residua. Lascerei agli ortopedici tutto il resto.

    1. Buona sera dott. Fanzone
      Le raconto un po’ il problema a cui mio figlio si trova il 18 agosto 2016 mio figlio in un incidente si è rotto radio e urna operato con placche sembra tutto a posto solo che ad oggi il radio non si consolidato facendo ultrasuoni e cura di vitamine D è un trattamento di 4 sedute di onde d’urto non vuole consolidare . Il Dottore che lo segue mi dice che non vuole fare un intervento di inesto che col tempo si consoliderà anche se pensa di recuperare l’osso al50-60% non crede che arriverà al 100% sono passati 9mesi e il ragazzo a19 anni anche se lui muove il braccio benissimo con nessun problema,se mi può consigliare grazie
      Caliri Angelo

  68. Buongiorno Dottore,
    chiedo spiegazioni sull’esito di questa risonanza. Grazie. Rotula alloggiata sul solco femorale con tendenza al basculamento esterno. Rima femoro rotulea asimmetrica in presenza di marcata erosione del pann condrale in quadro di condropatia di 3^ grado in sede trocleare esterna. Regolare il tendine quadricipitale e il corpo di Haffa.Lievi alterazioni intrasostanza in corrispindenza dek corno posteriore del menusco mediale.Sostanzialmente regolare il segnale e la morfoligia del menusco laterale.Regolare il segnale dei crociati e dei collaterali.Minima falda di versamento articolare con iniziale distensione della borsa di Baker. Piccolo film fluido si dispone lungo il tendine popliteo. Preciso che prima ho fatto anche un’eco che ha rilevato una cisti di Baker di millimetri 42 × 9 × 18.

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