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Il dr. Giuseppe Fanzone, Ortopedico, Dirigente Medico di I livello della U.O.C. di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale “Umberto I” di Enna (EN).

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per telefono: +39 338 41 00 809

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dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle 12.00.
lunedi, giovedi dalle 15.00 alle 17.00

Per le visite ortopediche in regime di Libera Professione con il dott. Giuseppe Fanzone, non è richiesta la presentazione dell’impegnativa del medico curante; è invece necessario il pagamento dell’importo della tariffa del professionista, il cui ammontare viene comunicato in sede di prenotazione. Le visite ortopediche saranno effettuate a Piazza Armerina o ad Enna. In caso di urgenza anche in altri giorni previo contatto.

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Ultima modifica del  10 luglio 2014

114 Comments

  1. salve dott fanzone le sto scrivento per essere aiutato o avuto un infortunio sul lavoro a milano e la diagnosi frattura scomposta al perone di un terzo intervento chirurgico con placche e viti incidente avuto ad ottobre 2015 a fine gennaio o iniziato la fisio terapia ma dopo diverse sedute di fisio terapia il fisiatra mi dice essento la caviglia bloccata ed il piede rimasto girato mi sospende la fisio terapia dicendomi che secondo lui si dovrebe intervenire con intervento chirurgicoe mi a detto di farmi vedere di un chirurgo ortopedico cosa mi consiglia lei questa situazione mi fa stare molto male la ringrazio anticipatamente

  2. buonasera Dottore ho subito frattura paletta omerale distale braccio sx operata dopo trazione con applicazione di placche e viti sagomate di sintesi, fatta tanta fisioterapia iniziata pero’ a piu’ di un mese dall’intervento non riesco a flettere sia inestensione che in flessione il gomito, sono credo a 90°… riusciro’ a tornare normale? l’ortopedico che mi ha operata dice che in un primo tempo voleva togliermi i ferri inseriti, ora visto l’osteoporosi all’interno preferisce di no. No intende sbloccare in sedazione,ho cinquant’anni mi devo rassegnare ad avere un braccio piegato a ” V”? grazie

    1. Già capitato anche a me, il senso di sfiducia nei confronti di chi ti ha operato diventa insopportabile. La mobilizzazione in narcosi è un tipo di procedura che non mi piace eseguire, se possibile rimuovo i mezzi di sintesi. Comunque è molto complesso “riprendere” un gomito rigido.

  3. Salve Dottore sarei lieto di ricevere un vostro parere,ho 18 anni e un mese e mezzo fa ho riportato giocando a calcio una frattura composta del V metatarso,in ospedale mi hanno prescritto il gesso per un mese,me lo sono messo,e dopo un mese l’hanno tolto fatto i raggi e detto che era tutto apposto,senza prescrivere alcun tipo di fisioterapia o riabilitazione.Nel giro di due giorni ho iniziato a mettere gradualmente peso sul piede interessato e dopo una settimana,come ora,cammino perfettamente.Il problema sorge quando faccio leggermente pressione sulla parte esterna del piede,interessata alla frattura che mi provoca ancora dolore,mi chiedo se sia normale,e inoltre ieri al 15esimo giorno senza gesso ho fatto una corsetta di mezz’ora e adesso sento abbastanza dolore alla parte interessata alla frattura,mi chiedo se il dolore durerà ancora molto e se sia normale che dopo il gesso e nonostante i raggi vadano bene mi faccia ancora male la zona interessata al trauma.grazie buona giornata

  4. Buona sera Dr. La mia bimba di 4 anni durante la settimana bianca ha riportato frattura chiusa della tibia, composta in ospedale in montagna le hanno fatto il gesso dalla coscia al piede incluso. Avevano detto di rimuoverlo dopo 30 giorni. Al nostro ospedale di zona le hanno fatto di nuovo i raggi dopo 7 giorni dal gesso e dicono che siano sovrapponibili, il mio dubbio che vorrei potesse dissipare è che cmq hanno messo già in programma un successivo gesso a gambaletto oltre i 30 giorni del primo, è indispensabile? Non c’è una alternativa come un tutore o simile, per evitare un altro mese di patimenti alla bimba che ha solo 4 anni e comprendibilmente ne risente. La ringrazio moltissimo Caterina

  5. buongiorno Dr. sono una donna di 62 anni e cadendo mi sono provocata una frattura scomposta dell’ epifisi distale del radio destro, mi hanno operato con placca e viti tre giorni fa e le dita e la parte della mano che fuoriesce dalla fasciatura sono molto gonfie e nere; le chiedo e normale?
    grazie

    Salvina.

  6. Egregio Dottore,
    Grazie per le risposte che offre. Volevo un Suo parere. Da parecchi mesi ormai soffro di un dolore a una vertebra dorsale, più precisamente quella che si trova all’altezza dell’inarcamento della schiena quando ci si piega (non so spiegarlo meglio…forse la 3? La 4 dorsale?). Mi fa male al tatto in particolare nella faccetta articolare e nel processo spinoso ma anche nel corpo della vertebra. Non ho scoliosi né ernie. Faccio una vita molto sedentaria per lavoro e spesso ho il vizio di tenere la schiena curva ma non batto vicino alla sedia (peraltro imbottita). A volte soffro di dolori di schiena sotto le scapole, forse per via della postura. Che cosa potrebbe essere secondo Lei? Possibile che una infiammazione faccia male per mesi senza mai diminuire tranne rare giornate in cui non mi sembra di avvertire dolore se tocco? Il dolore se non tocco non lo sento. Grazie per l’aiuto, a presto.

      1. Buonasera. Mi chiamo Angela Amato ed abito a Verona. Avendo avuto, due anni fà, un esito negativo per l’operazione all’omero sinistro (placca ma mancata richiesta di terapie con conseguente difficoltà ancora attuali). Ora, a gennaio u.s. mi sono fratturata la testa del collo omero destro. Non volendomi operare e dopo aver portato il tutore per un mese circa, ho consultato vari ortopedici (3 per precisione) e tutti hanno dichiaro che, dopo un altro periodo di semi immobilizzazione, avrei potuto iniziare la riabilitazione. Cosa che feci a partire dal 18 aprile u.s. Purtroppo l’ultima radiografia ha rivelato che la frattura si era riaperta, sospendendo tutto. Ho tentato di contattare il medico – dr. Piero Olivi – senza alcun risultato. Vivo sola e non c’è qualcuno che mi possa aiutare.Ho letto di Lei e vorrei sapere se potesse darmi un consiglio utile, anche se la distanza non è a favore. La ringrazio comunque se riterrà opportuno dare attenzione a questa mia. Angela Amato

        1. La frattura della testa omerale trattata senza chirurgia necessita, in generale, dopo un iniziale breve periodo di riposo con braccio al collo di tanta buona fisioterapia. In qualche modo bisogna lasciare stare le risultanze della radiografia ed affidarsi completamente alla clinica.

  7. Buonasera dott. Fanzone sono Roberta vivo in Germania da due anni. Circa 7 mesi fa l’ ho contattata per un consulto riguardo ad una storta alla caviglia del piede dx che per fortuna si è risolta in modo direi ottimale ora cammino benissimo e non ho più alcun problema. Ma la ricontatto per un nuovo consulto per mia sfortuna l’ 11 Marzo ho avuto un incidente in casa! Mi è venuta la felice idea di salire su di una sedia per spolverare e la sedia si è piegata indietro ed io sono atterrata giù con il piede sx piegandolo in avanti ho avvertito un forte bruciore e subito dolore ho provato a mettermi in piedi ma non riuscivo assolutamente ad appoggiarlo dopo qualche secondo il dorso del piede era gonfio ho applicato ghiaccio ed ho elevato l’ arto, i dolori persistevano cosi mi sono recata in pronto soccorso dove mi hanno visitata e fatta una radiografia e tomografia i cui gli esiti riportavano microfrattura composta alla base del 2,3 e 4 metatarso mi hanno applicato il gesso per i primi 10 giorni con divieto di carico assoluto! Successivamente alla seconda visita “senza radiografia” mi hanno tolto il gesso e messo vacoped scarpa sempre con divieto di carico assoluto! dopo 5 settimane sono andata da un Ortopedico che mi è stato consigliato il quale mi ha visitato, fatte le radiografie e mi ha assicurato che il piede è guarito completamente! Mi ha detto di iniziare a caricare gradualmente i primi 4 giorni con vacoped e successivamente con scarpa normale per poi iniziare 6 sedute di fisioterapia. Ora la mia domanda e questa io ho fatto quanto detto dallo specialista solo che ho dolori atroci nel camminare! sopratutto sotto la pianta del piede per me e davvero un problema in più mi si e gonfiato abbastanza in particolare la zona dorsale premetto che gli ho chiesto al fisiatra gli esercizi da svolgere in casa i quali seguo giornalmente ma mi sembra di fare a ritroso non vedo miglioramenti anzi a distanza di 15 giorni da quando cammino sento sempre più dolore e molta difficoltà nel movimento del piede. Giovedì ho nuovamente una visita ortopedica dove mi ha segnato dei plantari che dovrò ritirare coglierò l ‘occasione per ribadirgli che ho dolore ma intanto vorrei un suo parere da ottimo medico italiano! la ringrazio e buon lavoro.

    1. Particolarissima come storia, anche se italiano e bravo 😉 ,sono molto dubbioso riguardo alla origine del problema. Sembr di capire che ci sia instabilità della lesione. Chieda se possibile all’ortopedico di verificare di nuovo, anche sulle vecchie lastre, la presenza di una lesione di Lisfranc. Se confermerà che non è una Lisfranc (uso una terminologia che dovrebbe essere compresa anche in Germania) persista nella fisioterapia.

  8. Gentilissimo dottor Fanzone intanto la ringrazio per la celere risposta e le sue parole non fanno che confermare i miei dubbi!!! Sui referti che non riesco a decifrare cita un qualcosa riguardo l’ articolazione del Lisfranc la quale personalmente ho avuto dei dubbi a riguardo…la prima visita effettuata dall ortopedico ho avuto riguardo di chiederglielo con molta difficoltà nell esprimermi lui con un semplice gesto del capo mi ha confermato di non avere lesioni del lisfranc comunque farò in modo di rinnovare i miei dubbi all’ ortopedico e le farò sapere.. Eventualmente se dovesse confermare delle lesioni la cura sarà sicuramente l’intervento chirurgico? grazie e buon Lavoro!
    Roberta.

  9. Buongiorno,
    Le volevo chiedere se il chiodo endomidollare in titanio che mi è stato impiantato, per la rottura pertrocanterica del femore SX, si può rimuovere anche dopo anni e se c’è un limite massimo di tempo. Io sono stato operato il 03/09/2015 e la mia intenzione è di rimuoverlo allo scadere dell’anno.
    Le faccio presente che non ho alcun fastidio a parte un pò di fiacchezza nella gamba, la mia paura e che dopo essere trascorsi degli anni o per una nuova caduta, visto che pratico sport sia bicicletta che sci, e per sentito dire anche per i sintomi quando ci sono i cambiamenti atmosferici, mi potrei pentire di non averlo tolto quando era il momento giusto.
    La ringrazio anticipatamente della risposta e la saluto cordialmente.
    Salvatore lopetrone
    Piacenza

      1. Gentiliss. Dottore
        I sintomi fastidiosi che si possono sentire con il chiodo endomidollare quali sono?
        Mi scusi se glielo chiedo, ma volevo capire esattamente a cosa ci si riferisce.
        Nel caso dovessi cadere e fratturarmi nelle stessa area, sarebbe un evento (raro) quasi irreparabile?
        A distanza di un anno o di dieci l’ osteointegrazione e la stessa?
        Il suo consiglio mi pare di capire, è comunque, di non toglierlo!!!
        La ringrazio ancora della sua gentilezza e delle risposte che vorrà darmi.
        Cordiali saluti
        Salvatore

        1. Il mio consiglio è quello di decidere al momento. La mia massima è: “non c’è condizione che un intervento chirurgico non possa peggiorare” pertanto facciamo un intervento solo se necessario o ritenuto utile negli altri casi…

  10. egregissimo dottor Fanzone ,mi permetto di disturbarla per capire meglio il risultato di una mia risonanza magnetica fatta alla caviglia sx, dopo un trauma distorsivo importante avvenuto in data 10 maggio 2016, la risonanza magnetica e’ stata fatta il 13 maggio 2016, .Premetto mi chiamo francesco ho 45 anni,militare,lavoro a crema (cremona) in data 9 maggio subivo ,saltando 4 gradini una forte trauma distorsivo alla caviglia sx,da impatto dall’ alto verso il basso, immediatamente la caviglia si gonfiava lateralmente e centralmente, il dolore era molto forte per circa 2 ore, per poi diventare moderato cronico, dolore che ho ancora adesso mentre le scrivo. Nell’ arco di poche ore si formava inoltre un esteso e grosso ematoma che partiva dalla tibia, lateralmente fino alle dita del piede sx. il giorno dopo mi recavo camminando ,al pronto soccorso .Il medico prima vedendomi deambulare mi ha detto che camminavo bene,poi quando ha visto la caviglia tumefatta e molto gonfia,ha cambiato modo prescrivendomi un rx, che pero’ non ha evidenziato fratture nei radiogrammi effettuati,dimettendoni con una diagnosi di trauma contusivo distorsivo caviglia sinistra, con prognosi clinica 15 giorni salvo complicazioni. ghiaccio riposo,stampelle per 4-5 giorni, poi cavigliera elastica per due settimane,controllo dal curante.Non e’ stata messa nessun benda o gesso. Essendo recidivo di parecchie distorsioni avute negli anni precedenti ,ma mai come questa volta,a livello di gonfiore ed ematoma, spaventato ,ho effettuato un rm privatamente in un centro specializzato ortopedico a livello radiodiagnostico.La rm ,su un quesito diagnostico effettuato per recente trauma con edema ed ematoma, referta, la situazione articolare della tibio.peroneo-astralgico mostra lieve assottigliamento e disomogeneita’ di segnale della cartilagine articolare in sede antero mediale.
    Lieve edema “intraspongioso” del corpo astralgico.
    Evidente irreglarita’ morfostrutturale e di segnale dell’apparato capsulolegamentoso laterale della caviglia con particolare interessamento del legamento PAA che appare diffusamente edematoso e disomogeneo .Discreto versamento articolare della tibiotarsica con tendenza ad estendersi ai tessuti molli extrarticolari per “danno capsulare”.
    Si associa evidente edema ed imbizione dei tessuti molli adiacenti al malleolo pereonale sia sul versante anteriore che sul versante posteriore con presenza di area di irregolarita’ di segnale compatibile con ematoma sottocutaneo.
    Sostanzialmente nei limiti l’aspetto del legamento deltoideo.
    Distensione irritativa della guaina di scorrimento dei tendini peronei.
    Quadro di tenosinovite del tibiale posteriore in in misura minore dei tenditi flessori.
    Sostanzialmente nei limiti l’aspetto dei tendini estensori.
    Segni di sovraccarico della sottoastralgica con alterazione sclerotiche dei capi ossei.
    Riduzione della rima articolare dell’ astragalo-scafoidea e della calcaneo cuboideo.
    Quadro di incipiente tendinosi del tendine d’achille all’inserzione calcaneale e minima distensione della borsa pre retrocalcaneale.
    Si consiglia visita specialistica.
    Egregio dottore, scusandomi della lungaggine nel referto, mi potrebbe spiegare cosa evidenzia la risonanza magnetica, l’edema intraspongiso e’ una frattura dell’astragolo ?. A causa del mio lavoro non ho fatto giorni di malattia, ma continuando la mia normale attivita’ .Sono in attesa di una visita ortopedica che ho prenotato dopo la risonanza magnetica visto il consiglio del radiologo. Attualmente, infine dottore riesco a camminare con dolore sempre moderato che si accentua fino a diventare lancinante se faccio le scale in particolare a scenderle ed a salirle,il dolore e’ esterno, mediale, e interno alla caviglia,ma anche a livello di tendine d’achille. grazie di cuore dottore, e mi scusi del disturbo,con enorme stima francesco.

  11. Dott Franzone mi scusi ancora del disturbo ringraziandola della sua risposta.le volevo chiedere e ed è il motivo per cui mi sono permesso di utiliźzare la sua grande preparazione professionale ,peccato per la distanza ..se è possibile una frattura all astragalo con l ‘indicazione di edema intraspongioso del corpo astralgico.ho avuto purtroppo due episodi di fratture ossee diagnosticate succesivamente con le medesime lastre fatte al momento dell’evento.con enorme stima Francesco .

  12. dott fanzone grazie infinite per la sua ennesima sua risposta ,peccato che non riceva a crema, sarei venuto da lei ,subito. grazie ancora,con enorme stima e gratitudine, francesco.

  13. Dott. Franzone non so se ho inserito precedentemente la mia questione nel forum giusto per cui la ripeto anche qui, scusandomi per l’insistenza.
    Mia moglie, di anni 75, è stata operata il 2 marzo per una protesi completa al ginocchio destro, Ha effettuato due cicli di fisioterapia e ora sta finindo un ciclo in piscina sempre presso la struttura ospedaliera che ha eseguito l’operazione. Dai raggi la protesi è a posto e le è stato detto, alla visita di controllo da parte del chirurgo, di pazientare perchè è ancora normale mentre il fisioterapista dice che non ha mai visto un ginocchio così! Ad oggi mia moglie non estende completamente la gamba, non la piega più di 90° e ha il ginocchio ancora gonfio. La ringarzio anticipatamente per la Sua attenzione.

  14. Buona sera dott Fantoni la prego di perdonare il disturbo , avrei alcune domande da farle.Un mese fa sono caduta e ho riportato piccola frattura del malleolo peroneo rx poi doccia gessata per 30 giorni ,non ho mai caricato ma mi sono mossa in casa in carrozzina faccio le faccende di casa quello che posso pero’spesso faccio su e giu’ con il. piede lunedì dovrò togliere il gesso ma ho paura che non abbia fatto il callo perche”quando metto giu’il piede mi brucia un po’ e normale tutto cio’ Grazie infinite per la risposta.

  15. Dott.buongiorno volevo chiederle un parere.Ho una bambina di quattro anni ,le hanno diagnosticato solo guardandola un piattismo di primo grado piede valvo,valgismo al ginocchio e deficit di appoggio.mi hanno fatto fare dei plantari avvolgenti.Secondo il suo parere medico la cura e’ giusta?

  16. buongiorno Dr Fanzone sono una sig.ra di 69 anni Marina, il 30 aprile sono caduta da circa 2 metri ,al pronto soccorso hanno diagnosticato dopo raggi e tac frattura calcagno destro infrazione della VIII arcata rifiutato ricovero mi hanno fatto una doccia di gesso con il controllo ortopedico dopo 8 giorni Al controllo dopo radiografia l ortopedico con un consulto con altri ortopedici ha optato per il gesso e un controllo dopo 30 gg. 10 maggio al il controllo solita radiografia l ortopedico constata che le fratture non sono calcificate e quindi gesso per altri 30 gg con terapia magnetoterapia 8 ore al giorno e vitamina d3, seleparina 3800 1 al gg. Il 10 giugno ho il controllo..Ora non ho dolore ho solo un piccolo fastidio.mi scusi dottore ,che ne dice dopo 70 giorni di gesso senza carico arriverò anche con un gesso a mettere il piede a terra? Volevo sapere pensa di venire a Roma? se è si, come posso contattarla? grazie per la sua attenzione distinti saluti

      1. buongiorno dr. Fanzone conosco perfettamente a Trigoria il Campus Biomedico,cercherò di contattarla prima di ottobre eventualmente per prendere un appuntamento sperando non per la frattura al calcagno(ma per altre problematiche)
        La ringrazio per la sua gentilezza .Grazie dr Fanzone

  17. Gent. mo Dr. Fanzone,
    mia madre, 86 anni, dopo anni di intervento di protesi ad entrambe alle ginocchia, in una gamba comincia ad avere problemi di cattiva circolazione con apertura di ulcera (alla gamba).
    Dopo alcuni mesi di cure un mattino all’improvviso le viene la febbre il ginocchio si gonfia e il dolore è insopportabile. Il medico prescrive DECLOREUM, ma deve sospenderlo, per problemi fisici. Si prova con la CANNABIS. Niente, non funziona, si prova con gli oppiacei. Niente non funzionano e in pù le creano nausea e vomito. Ora stiamo provando con il cortisone ed effettivamente il ginocchio si è sgonfiato e finchè lo prende non sente più dolore. Appena smette di prenderlo però tutto torna come prima….per favore, siamo stanchi di vedere mia madre piangere dal dolore….ci può dare un consiglio? Grazie di cuore cristina

    1. Le ulcere agli arti inferiori sono spesso causate dal diabete, sempre legate a difficoltà alla circolazione ematica, si accompagnano ad un dolore suo proprio di tipo neuropatico. Esistono prodotti che aiutano in tal senso. Credo vada seguita in maniera “professionale” per il controllo del dolore affidandosi a professionisti medici.

  18. BUON GIORNO DR.FANZONE LA SCRIVO PER SAPERE UN SUO CONSULTO.
    HO AVUTO UNA FRATTURA NEL 2013 NEL ‘AVAMBRACCIO SINISTRO CON APPLICAZIONE DI UNA PLACCA, E UN PO DI TEMPO CHE MI SI E INFIAMMATA UNA GHIANDOLA SOTTO L’ASCELLA PUO ESSERE DOVUTO DALLA PLACCA CHE PORTO DA PIU ANNI

  19. buongiorno dr. Fanzone conosco perfettamente a Trigoria il Campus Biomedico,cercherò di contattarlo prima di ottobre eventualmente per prendere un appuntamento(per altre problematiche)
    La ringrazio per la sua gentilezza .

  20. Buongiorno dr. Fanzone ho un ragazzo di quasi 14 anni con il problema dei piedi piatti; mi hanno consigliato visto l’età che non risolvo più niente con il plantare e l’unica soluzione sia l’intervento chirurgico.MI chiedevo se lei mi può aiutare o in caso contrario indirizzarmi su un chirurgo nella zona di Catania.
    La ringrazio per la Sua risposta.

    1. Buongiorno, la ringrazio per avermi risposto. Non appena il ragazzo finisce gli esami a scuola la ricontatto per farlo visitare. A risentirci.

  21. Buongiorno Dottore, volevo chiedere un suo parere, a dicembre 2013 ho fatto un brutto incidente stradale, frattura collo del femore, frattura diafisi femorale, frattura emipiatto tibiale tutto a sinistra.
    Inteventi dicembre 2013 innesto chiodo endomidollare femore, aprile 2014 innesto osso piu’ gel piastrinico nella frattura diafisi femorale esterno, ottobre 2014 artromiolisi artroscopica ginocchio, aprile 2015 tolto le due vite che fissano il chiodo, febbraio 2016 altro innesto osso nella diafisi nella parte esterna dove manca 1 terzo di callo per completare la guarigione,
    ad oggi fletto il ginocchio a circa 90 gradi e in estensione mancano 7 gradi, il mio problema e’ che ancora adesso la frattura della diafisi all’esterno stenta a guarire sono passati 2 anni e mezzo, nonostante sono pieno di dolori riesco a fare un po di tutto lavoro bici camminare ecc., le chiedo un suo parere e’ passato molto tempo, grazie.

  22. Buonasera Dott. a seguito dolori piede, calcagno, gamba, causa scarpa antifortunistica ( con le scarpe abituali mai avuto dolori) ho fatto una visita dal podologo che ha riscontrato: restrizione nel ROM in intrarotazione femorale anche a ginocchia flesse.
    Non si evidenziano dismetrie degli A.I.
    Caviglia equina bilaterale che recupera a ginocchio flesso
    Primo raggio dorsiflesso bilaterale flessibile con ipertensione della falange distale dell’alluce
    In carico leggera pronazione di talo-calcaneare, compensativa di avampiede caro-supinato
    In deambulazione importante compenso di caviglia equina che comporta un’andatura “punta-tacco” per deficitTT
    A destra evidente spostamento del carico in fase propulsiva sulla parte esterna del piede
    Functional hallux limitus bilaterali in dinamica.

    Il podologo che mi ha visitata mi ha sconsigliato plantare, sconsigliato l’uso di scarpe antofortunistiche e esercizi per allungamenti della catena muscolare.

    Altro non posso fare?

  23. Gentile dott. Fanzone,
    le scrivo a proposito di mia figlia di 6 anni. Ieri è caduta dalla bici, ha appoggiato la mano per terra e ha riportato una frattura composta, minimamente scomposta (così ha riportato l’ortopedico), della base del dito anulare sinistro f2. IN pronto soccorso ortopedico è stata fatta manovra di riduzione (senza anestesia! è normale?) ma non è stato steccato, solo legato con cerotto (chiamato bendaggo solidale) al dito medio. Le chiedo: secondo lei non era meglio steccarlo? La bambina non sta mai ferma, lo piega. Non le fa particolarmente male, non è più gonfio, c’è solo un po’ di livido sul palmo. grazie mille davvero.

    1. La decisione da prendere è se è più rischiosa una anestesia o un dolore che anche se intenso è di breve durata. Giusto non steccare, del resto anche la sua bimba è in accordo dato che lo muove senza grossi problemi.

  24. Buongiorno dottore
    Il 24 maggio mi sn recata in ps per un trauma all’ alluce sx
    Dalla lastra” distacco parcellare della base della falange prossimale del primo dito sul profilo mediale.
    Mi mettono splint x28gg arto elevato e deambulare cn scarpa Talus
    Dopo una settimana controllo lastra con esito”
    Postumi di distacco parcellare discretamente composto della base della falange prossimale del primo dito sul profilo mediale”
    Ieri 22giugno mi tolgono splint e controllo lastra ” Buona composizione dei monconi fratturativi processi osteoroparativo incompleti”
    L ortopedico mi ha scritto e detto di fare da sola ginnastica articolare(piegare il dito) ripresa del cammino in carico libero ripresa graduale e cauta delle attività
    Quindi posso tornare al lavoro e guidare? Io lavoro in un negozio sto in piedi scarpe anti infortunistiche e talvolta carichiamo..
    Ho ancora l ematoma evidente… E rigidità e dolore sopportabile a camminare ma scalza fatico molto d più
    Cosa mi dice Lei dottore?
    La ringrazio

      1. Grazie Dottore xla risposta
        Ma a livello di guarigione più o meno in questo caso a che tempistica corrisponde?
        Sto facendo intervalli d ghiaccio e crema momendol e ginnastica articolare.
        Ieri ho provato a fare qlke giro in un parcheggio cn la macchina e devo dire ke nn ho dolore da frattura ma cm blocco perché come se fosse “atrofizzata” la pianta del piede anteriore… Ho usato la scarpa talus anke in casa perenemmente avendo una bimba d 1 anno può essere dovuto a quello? Poi sento proprio il bacino spostato d lato dalla parte “sana” xke appoggiavo cmq li pur avendo la talus
        Il 21 luglio andiamo in vacanza …sarò tornata cm prima?
        Il mio medico d base x precauzione mi ha dato 10gg d evitare sollevamento carichi… Noi carichiamo gli scaffali talvolta al lavoro sennò sn in cassa ferma in piedi ma cmq cn le antinfortunistiche. È una scelta giusta 10gg?
        Ultima domanda ma se la frattura Nn è saldata xke c era scritto alla lastra ” buona composizione monconi fratturativi osteoriparazione non completa… ” xke mi ha detto di riprender d nuovo le mie attività cmq gradualmente?nn c’è il riskio ke lavorando e guidando peggioro la situazione?
        Grazie ancora

  25. P.s mi scusi dottore l ortopedico mi ha detto ke potevo riprendere a lavorare… Ma se ancora Nn è completo l esito della frattura posso davvero farlo?
    La ringrazio in anticipo

    1. Mi scusi dottore ho inviato la seconda parte del messaggio la prima nn la visualizza più .
      Ho subito un trauma alla alluce sx
      Distacco parcellare base falange
      Ora dopo 28 gg d splint (tolto ieri) ho la sensazione di avere rigidità e dolore e relativo ematoma
      Quando potrebbe impiegare il dito a nn duolere più?
      L esito della lastra d ieri diceva ke buona composizione dei monconi della frattura e osteoriparaziine incompleta
      Cosa significa? Per l ortopedico posso ricominciare a camminare e fare le mie attività cautamente
      Ma se mi ha dato l ok x lavorare anke x guidare e quant altro?
      Mi ha solo detto d non correre non saltare ecc
      Io lavoro in piedi indossando scarpe anti infortunistiche e talvolta carichiamo gli scaffali
      Devo stare ancora a riposo?

      Lei cosa mi consiglia?
      Grazie dottore in anticipo

      1. In che senso dottore non è compatibile? Mi sn accorta ke ho fatto un po’ d caos con i messaggi.
        Le avevo mandato un messaggio alla sua prima risposta ma ancora è in attesa se potesse rispondermi le sarei grata
        Ancora grazie xla disponibilità

  26. Buongiorno dottore
    Il 24 maggio mi sn recata in ps per un trauma all’ alluce sx
    Dalla lastra” distacco parcellare della base della falange prossimale del primo dito sul profilo mediale.
    Mi mettono splint x28gg arto elevato e deambulare cn scarpa Talus
    Dopo una settimana controllo lastra con esito”
    Postumi di distacco parcellare discretamente composto della base della falange prossimale del primo dito sul profilo mediale”
    Ieri 22giugno mi tolgono splint e controllo lastra ” Buona composizione dei monconi fratturativi processi osteoroparativo incompleti”
    L ortopedico mi ha scritto e detto di fare da sola ginnastica articolare(piegare il dito) ripresa del cammino in carico libero ripresa graduale e cauta delle attività
    Quindi posso tornare al lavoro e guidare? Io lavoro in un negozio sto in piedi scarpe anti infortunistiche e talvolta carichiamo..
    Ho ancora l ematoma evidente… E rigidità e dolore sopportabile a camminare ma scalza fatico molto d più
    Cosa mi dice Lei dottore?
    La ringrazio

  27. Salve dottore, io le volevo chiedere un’informazione. Ho di recente preso una storta al piede e mi e stato consigliato di fare delle punture di clexane ma giusto quattro giorni dopo sono riuscita a poggiare il piede. Mi fa ancora un po male ma volevo sapere se e ancora necessario dover fare queste punture. Grazie mille

  28. Salve dottore mi chiamo massimo ho 46 anni il 27 maggio ho avuto un incidente in moto con leale fratture al piede quinto metacarpo al cuboide e al calcagno ieri 29 luglio mi hanno rimosso il secondo gesso dicendomi che le fratture vanno bene che si sono saldate , l’ortopedico mi ha prescritto una visita fisiatrica ed incominciare a camminare con stampelle e caricare il peso , il problema è che ho il piede gonfio come un pallone e non riesco proprio ad appoggiare cosa posso fare mi aiuti, la ringrazio anticipatamente

  29. salve dottore mi anno diagnosticato delle calcificazioni all’anca operata nel 2011 ,ho del fastidio all’inguine possono essere le calcificazioni e che fastidio possono dare.
    grazie per la risposta.

  30. Buongiorno egregio Dottore, Le scrivo perché vorrei porLe alcuni quesiti, ringraziandoLa per la Sua enorme sensibilità leggendo gli altri messaggi e sperando in una visita effettuata da lei. Non Le vorrei rubare troppo tempo, quindi in seguito riassumo.

    Ho avuto un incidente d’auto nell’Ottobre del 2015 con frattura scomposta del piatto tibiale. Fui operato dopo 2 giorni e dopo 4 mesi di immobolizzazione l’esito dell’operazione fu devastante. Mi avevano “sistemato male l’osso fratturato” e mi avevano applicato un fissatore esterno messo male…Fui rioperato alla Clinica a Caserta (Altro ospedale altro ortopedico). Qui dovettero “rirompere” l’osso fratturato, “sistemarlo” bene, e rimettere un fissatore esterno messo per bene questa volta. Altri 4 mesi di immobilizzazione. Nel frattempo in questi 8 mesi si sono formate varie aderenze sottocutanee, muscolari ed ossee per via del primo fissatore applicato male sul muscolo della coscia. Sono stati operato di nuovo il 30 Giugno per rimuovere il secondo fissatore e togliere tutte le aderenze in “artrolisi”. Subito dopo l’operazione (andata bene) il Dottore mi diede kinetec, da fare a casa per 1 mese a 90 gradi, per far si che il ginocchio non si bloccasse di nuovo. Però facendo questa Kinetec subito a 90 gradi ho avuto una lacerazione della ferita (avevo 50 punti che partivano dalla coscia fin sotto il ginocchio) che mi furono applicati dopo l’operazione di artrolisi per togliere le aderenze, con successiva apertura della ferita, ed infezione. Al momento la mia situazione è: Ferita ancora aperta che il medico mi cura ogni giorno disinfettandola, pulendola in attesa che si chiuda del tutto. Ovviamente i punti non li ho più e faccio antobiotici la sera (punture intramuscolo). l’infezione è quasi del tutto debellata, ma devo attendere la chiusura completa della ferita per poter fare un po’ di fisioterapia. Nel frattempo sto facendo solo un po di kinetec a casa la sera a 50 gradi massimo 60 gradi per 20 minuti, giusto per muovere un po’ l’articolazione onde evitare che si blocchi di nuovo.

    Le volevo chiedere:

    1) Dopo tutto quello che ho passato (sono 10 mesi che sto così), adesso posso procedere piano piano senza forzare la ferita e l’articolazione aspettando che si chiuda per bene la ferita?

    2) Sto facendo kinetec massimo a 60 gradi, cammino piegando un po’ il ginocchio sempre con le stampelle però, è corretto o devo forzare?

    3) Ho il terrore che si riformino le aderenze proseguendo in questo modo, ma non posso forzare per via della ferita ancora aperta, e non vorrei essere rioperato, come devo fare? Ho sofferto troppo in questi mesi, sia fisicamente che moralmente. La kinetec a 90 gradi fatta da subito dopo l’operazione di sblocco mi faceva avvertire dolori insopportabili, ma il medico diceva che era necessario e quindi io l’ho fatta finchè poi non si è lacerato tutto con l’apertura della ferita e conseguente “smantellamento” dei 50 punti metallici di sutura. Posso continuare in questo modo, considerando il livello di dolore percepito come un campanello di allarme del mio corpo o devo sforzare? Io non vorrei ne sforzare più ne soffrire più…..?

    4) Secondo Lei, espertissimo in materia, riprenderò la normale funzionalità della mia gamba, come una volta, almeno se non al 100 % all’80 %? C’è qualcos’altro che possa fare per avere risultati migliori senza soffrire troppo?

    5) Posso sperare in un ricovero presso di voi per un parere, una visita, se necessario un trattamento ed un’eventuale fisioterapia per riprendere funzionalità al ginocchio?

    6) Eventualmente Le posso mandare foto di entrambi i fissatori applicati, sia il primo sia il secondo e magari anche una foto della ferita e di come ho la gamba adesso, per avere qualche informazione su come procedere?

    Ora cammino con le stampelle, non carico molto e non piego più di 40 gradi in attivo il ginocchio, però ho poco tono muscolare. Riprenderò questo ginocchio piano piano e tornerò alla normalità secondo Lei?

    Dottore La prego mi aiuti, ho sofferto tanto e non vorrei continuare questo calvario ancora per molto.

    La ringrazio anticipatamente per la risposta, so che siamo ad Agosto ma spero vivamente che possa leggere questo messaggio al più presto.

    Attendo una Sua risposta ed eventualmente un Suo parere. La mia mai è …..

    Grazie mille Dottore, spero di non averLa disturbata, ma non so proprio più come fare. Qui al sud ho l’impressione che funzioni tutto al rovescio in ambito ortopedico. Le auguro buona giornata e spero di ricevere quanto prima una risposta o di essere contattato.

    A presto, Giovanni da Caserta.

    1. Mi chiedo spesso, leggendo i commenti e le richieste che mi arrivano, se anche i miei pazienti “in persona” sono così confusi e desiderosi di ulteriori informazioni. Spero non sia così.
      Alcune lesioni, alcuni pazienti, hanno decorsi più complessi, più lenti, più insoddisfacenti di altri. Un errore ne porta poi un altro e così via.
      Cosa fare? Lottare! Non impoverirsi concentrandosi su ciò che è stato ma su cosa si deve fare adesso. Il futuro? Sarà in ogni caso positivo. La gamba c’è, i muscoli pure, la sua determinazione… anche.
      Al sud è peggio che al nord? Non saprei dire. Ma se fosse vero allora chi guarisce al sud ha due … attributi grossissimi 😉

  31. Gentilissimo Dott. Fanzone,
    il 26 gennaio 2016 ho subito una frattura del quinto metatarso del piede sinistro rilevata con rx il 30 gennaio. Già ad aprile era stata giudicata guarita dal medico dell’ospedale solo con visita (niente rx), guarigione confermata tramite ecografia dall’ortopedico privato che mi ha fatto ripetere a maggio una nuova radiografia, dalla quale si evinceva la guarigione della frattura. In quel periodo ho iniziato anche su invito del medico ad andare in palestra ma mi sono state sconsigliate attività in cui si salta come fitboxe o danza, preferendo nuoto o attrezzi o cyclette. Ho seguito il suo consiglio ma avevo in programma di seguire un corso di kitesurf, uno sport su tavola in acqua. Ritiene che, giunti ormai alla fine di agosto, a 7 mesi dall’evento traumatico, possa prendere le mie prime lezioni che sicuramente non saranno eccessivamente spericolate? Tuttavia essendo una cosa nuova non saprei che cosa aspettarmi. In caso contrario, dopo quanto tempo si può iniziare a riprendere una vita “davvero” normale?
    Vorrei avere un suo parere.
    La ringrazio e La saluto cordialmente.

  32. Buongiorno,martedi ho sbattuto violentemente il calcagno riportando una frattura scomposta,vorrei un suo consulto per l’intervento.La ringrazio in anticipo.

  33. Scusi dottore volevo chiederle causa una caduta mi è stato diagnosticato trauma contusivo mano destra con minima infrazione alla base del quinto metacarpo mi hanno fatto una valva gessata in VR per 14 giorni lasciandomi libere le dita della mano.
    Secondo lei bastano 14 giorni per una buona guarigione e hanno fatto bene a lasciare le dita della mano libere?
    P.s. sono tutt’ora con la valva gessata.
    Grazie anticipatamente.

  34. Salve io volevo chiederle un’opinione…
    il 13 agosto 2016 ero in montagna e mentre camminavo inciampai ed il peso andò tutto sulla caviglia destra e sentii come se l’osso scrocchiasse, da lì pensai di essermi rotta qualche ossicino. Siccome mi trovavo in montagna ad alta quota ho deciso di mettere il piede in un ruscello sperando che l’acqua gelida servisse ad attenuare la botta e l’ho fasciata. Il giorno seguente quando mi sono svegliata facevo fatica ad appoggiare il piede e la caviglia mi si era gonfiata, dopo di che camminai per 4/5 ore, per tornare, in quanto ho passato la notte in un rifugio. Tornata, la caviglia era ancora gonfia e livida, ed il dolore stava passando. Non sono andata a fare radiografia ne altro perché pensavo fosse solo una botta ed ho continuato con ghiaccio e fasciatura. Ad oggi a camminare non ho dolori, ma ho notato che quando metto le scarpe con il tacco non riesco a camminare perché la gamba mi rimane piegata e non riesco a stenderla, se ci provo la caviglia mi fa molto male. Per questo sono andata dal medico che mi ha consigliato un’ecografia dicendomi che a quanto pare avrò qualcosa ai tendini.
    Lei cosa mi consiglierebbe? Avrebbe idea di cosa possa essere?
    Grazie mille per l’attenzione, buona giornata!

  35. Buongiorno Dottore. Ho 28 anni e il 26 agosto a seguito di un (cito referto pronto soccorso) “piccolo distacco osseo alla base della falange F1 primo dito mano sx” mi veniva applicata stecca di zimmer con prognosi 20 giorni. L’ortopedico mi visitava dopo 10 giorni di immobilizzazione prescrivendomi una rx di controllo già il 12 di settembre (3 giorni prima della scadenza dei 20 giorni). Il referto della rx riportava ” si documenta sottile linea di radiotrasparenza alla base della falange prossimale del I dito, in verosimili esiti post – fratturativi”. L’ortopedico mi prescriveva tutore rigido con stecca per alncora 7 giorni ai seguito dei quali potrei secondo lei togliere tutto senza dover rifare nè una visita nè una rx e seguendo se voglio qualche seduta di fisiokinesiterapia. Sono un pò spaventata nel togliere il tutore senza una nuova rx, non mi era capitato in altre occasioni. D’altronde non posso fare tre rx nel giro di un mese, mi sembra eccessivo. In tutto sono stati 24 – 25 i giorni totali di immobilizzazione. Che ne pensa? Le sembra un trattamento corretto per cui posso procedere con la rimozione dell’immobilizzazione e la fiioterapia (con cautela) ?

    Grazie del suo aiuto,

      1. Si era proprio questo di cui ero preoccupata: la terza radiografia non mi è stata prescritta e non la ho dunque fatta. L’ultima è quella di cui le ho citato il referto ma mi era venuto il dubbio che a seguito di quella radiografia non fossero sufficienti solo altri 7 giorni di immobilizzazione, perchè non capivo bene se l’esito della lastra fosse da interpretare positivamente o meno (l’ortopedico non si è speso in tante spiegazioni). In ogni caso ho iniziato ieri la fisioterapia: il dito sembra rispondere bene anche se ancora un pochino indolenzito si piega solo parzialmente, immagino che sia normale.

        Grazie della sua attenzione,

        Adele

  36. Salve, sono un runner che vorrebbe continuare a correre e che per poterlo fare ho già fatto per ben due volte la pulizia del menisco. Poiché non ho possibilità economiche per poter fare infiltrazioni di acido ialuronico ad alto peso molecolare (due fiale costano circa 230€ + la prestazione) é possibile fare un ciclo di prp in strutture convenzionate ove lei possibilmente opera. Grazie e scusi il disturbo.

    1. L’acido ialuronico non è un prodotto in prontuario ospedaliero, per questa ragione bisogna acquistarlo comunque. Il PRP ha indicazioni diverse non essendo un “lubrificante”. Nel mio ospedale pratico le infiltrazioni di PRP durante un DH ma prima comunque ci vuole la visita per stabilire se le indicazioni sono corrette.

    2. Il PRP funge solo da azione antinfiammatoria ma nulla di più potrà fare. E’ una spesa inutile sulle casse del SSN ed una illusione e perdita di tempo per il paziente.

      Io le ho fatte più volte e non hanno sortito alcun effetto e tutti quelli che conosco e le hanno eseguite alla fine hanno riportato lo stesso parere.

  37. Salve dottore mi chiamo c. m. ci eravamo sentiti 5 mesi fa circa sul suo forum.Oggi la contatto perché ho dei grossi problemi , il 27 maggio ho avuto un incidente stradale in moto lurto è stato nel piede dx parte esterna è mi sono rotto il calcagno il quinto metatarsio il cuboide e tendini e legamenti lesionati.A oggi ancora non riesco a caricare il peso completamente ho dolore sul collo piede dietro il tallone e sotto il plantare tra il collo piede e il tallone , una settimana fa sono andato a fare ulteriore radiografie sotto prescrizione di un fisiatra e il risultato è che le fratture si sono ben consolidati ma il calcagno e praticamente fuori sede, le chiedo una consulenza e un consiglio se mi devo operare o no se il dolore che sento è dovuto alla malformazioni del calcagno ho è normale per le fratture che ho avuto posò stare con questo problema o mi causerà ancora degli altri problemi. Le ho inviato le radiografie sulla sua email . La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità

  38. Egr. Dr. Fazone, sono Pasqua e vista la sua professionalità, se non reco disturbo, vorrei chiederle un suo parere e consiglio. Sono stata operata il 5 Ottobre scorso di riduzione ed osteosintesi di frattura al calcagno sinistro; il decorso post operatorio è stato regolare, la ferita non mostra segno di sofferenza, alla dimissione dall’ospedale è stato applicato un tutore walker con la prescrizione di non fare toccare terra al piede per tre mesi. Dopo un mese alla visita di controllo,sono stati rimossi i punti di sutura, la ferita rimarginata e tutto appare regolare. Persiste un visibile gonfiore. E’ stato prescritto osteocondroplus per 30 gg. / 6-8 ore e dibase 100.000 UI 1 fl per bocca / mese per 12 mesi. Cosa che sto facendo regolarmente. Ora mi preoccupa un po’ il gonfiore presente e persistente ed inoltre sento dolore allo sfiorare la ferita anche se rimarginata. E’ tutto normale? La ringrazio anticipatamente per la risposta,

      1. Egr. Dr. Fanzone, nel ringraziarlo per la Sua disponibilità, sono a chiedere un suo consiglio riguardo alle iniezioni di Cleaxane nell’addome. Mi è stato prescritto di effettuarne una al giorno fino a quando potrò mettere il piede a terra, previsto dopo 90 giorni dall’intervento . Ad oggi ne ho già fatte 63 ed ormai sono esausta. Inoltre mi sono accorta che da una decina di giorni non riesco più a dormire la notte ed ho collegato questo alle iniezioni. Vorrei chiedere il suo parere se devo continuare ancora a farle oppure se posso sospenderle. E’ solo una precauzione o posso correre un grave rischio. La ringrazio ancora. Pasqua

        1. Carissima, non mi è possibile dare via internet questo tipo di consigli. Il farmaco serve a prevenira la trombosi, esistono appositi schemi terapeutici e linee guida. Potrebbe verificare con il suo Curante se nel suo caso le linee guida sono rispettate o ci si trova di front adu un eccesso di zelo.

  39. Salve dottore, innanzi tutto vorrei ringraziarla per le risposte precedenti, sono Roberto di 50 anni di Modena, sette mesi fa ho rotto il collo del femore sx, operato d’urgenza con viti e placca, ora sto decisamente bene, faccio tanta attività fisica,tranne correre e saltare, forse è meglio aspettare; però il mio chiodo fisso è quella maledetta necrosi alla testa che potrebbe presentarsi anche a distanza di parecchio tempo, a tal proposito le chiedo se vi sono terapie che ne possano prevenire l’insorgenza, ad esempio i primi 3 mesi ho fatto una cura consigliata dal mio medico di base, una bustina di cacit vitamina d3 al giorno e 12 iniezioni di Clasteon 100mg 3,3ml una a settimana.
    Pensa che dovrei continuare la cura, in particolare con il Clasteon?
    Le chiedo ovviamente solo un suo gentile parere se valga la pena o meno di assumere ancora questi prodotti, magari in modo più leggero nel corso dei mesi a venire.
    Grazie infinite

    1. Non sono a conoscenza di tecniche o prodotti che abbiano la patente come profilattici della necrosi. Ritengo però che sia ingiustificata la severa preoccupazione che dimostra in tal senso. La necrosi della testa del femore è solamente un evento possibile ma non è per niente probabile, anzi.
      Sui farmaci antiriassorbitivi come quello che cita non ci sono indicazioni in tal senso, potrebbero forse rallentare un processo di riassorbimento post necrosi ma non certo evitarla, anzi ci sono evidenze che indicano una azione di rallentamento sulla guarigione delle fratture.

  40. La ringrazio molto dottore, mi sento più tranquillo, in fondo mi sento bene e credo che nel corso dell’estate la mia gamba tornerà come prima, devo essere più ottimista.
    Grazie e saluti
    Roberto

  41. Salve dottore mio figlio 7 anni frattura ulna e radio distale scomposta 3.04.17 eseguito intervento riduzione con manovra senza intervento chirurgico . Apparecchio gessato per 30 gg rimosso il 3.05.17. Buon movimento di dita a distanza di una settimana. Il braccio sembra essere tornato alla normalità ; a visita specialistica effettuata 8 maggio mi hanno detto luna calcificata e radio ancora non bene . Mi hanno detto no riabilitazione e no sport per tre mesi dalla rimozione . Volevo sapere se 12 giugno può tornare a giocare a calcio. Lui non sente nessun dolore e non riesce più a stare fermo. Ho letto molto sullle tempistiche di guarigione di frattura tra cui il suo articolo e sono arrivata alla conclusione che i tre mesi vengono indicati come range entro cui si guarisce ma poi il processo di calcificazione e ‘ soggettivo a varia di persona in persona. Perciò se osso si calcifica prima perché bisogna aspettare tre mesi ?
    Grazie

    Grazie

  42. Buonasera,
    mi chiamo Spalluti Alberto, vivo in Germania e nel 1965 sono stato operato alle ginocchia (Valgismo),avendo ancora il ferro nelle ginocchia e siccome mi devono fare una risonanza magnetica cardiaca vogliono sapere che di che materiale erano fatti, se è titano va bene pero a mia saputa il titano e stato scoperto circa vent’anni fa. Sarebbe cosi gentile da rispondermi
    Alberto Spalluti

  43. Buongiorno,
    Mia madre 89 anni e’ caduta inciampando in una sedia il 23 marzo 2017 e si e’ procurata una frattura del III superiore diafisario del femore a livello dello stelo della protesi. Ricoverata il 27 marzo presso il reparto di ortopedia di Sorrento, i medici hanno optato per non operarla sostenendo che intervenire su quell’arto poliomelitico avrebbe comportato una grossa perdita ematica. La frattura si presentava stabile e la paziente poteva muovere l’arto senza accusare dolore. E’ stata quindi dimessa con indicazione di riposo a letto e divieto di carico. La radiografia piu’ recente in centro privato del 19 Luglio e’ sovrapponibile a quella del 5 giugno eseguita all’ospedale di Sorrento. Per quest’ultima in ambulatorio hanno scritto frattura in via di consolidazione viene tra 20 giorni. No carico. Avrei 3 domande, spero possa rispondermi. a) E’ consigliabile far alzare la mia mamma a bordo letto per farla mangiare o vedere la tv in modo che riduce lo stress sulla colonna vertebrale oppure questo tipo di movimento puo’ compromettere la formazione del callo osseo ? B) ho intenzione tra pochi giorni di farle fare una nuova radiografia. In generale se non ci saranno dei miglioramenti, c’e’ ancora speranza che si formi un callo osseo ? Per la verita’ dopo la radiografia di Luglio ho cercato un po’ su Internet e ho trovato che le fratture periprotesiche vancouver C si operano. Non ho ben capito quindi la valutazione dei colleghi di Sorrento. Per il cardiologo di famiglia mia madre e’ operabile.Infatti l’eco del 31Marzo riporta solo un insufficienza mitralica di grado lieve che non si riflette sul ventricolo sinistro o sulla funzione sistolica (LVEF 62,3%) e un insufficienza valvolare di grado lieve. L’elettrocardiogramma del 24 agosto ha ritmo sinusale freq. 60/min PQ =220 ms Qrs +10; tracciato nei limiti della norma. Attuale buon compenso cardio circolatorio. In Ospedale l’emoglobina era 10,20 ora invece e’ 13,3. E’ possibile che dopo un eventuale operazione le condizioni di vita peggiorino per la presenza di dolori che ora sono assenti ? C) L’ultima domanda riguarda la profilassi con eparina a basso peso molecolare. Qui abbiamo una paziente dove il fattore di rischio e’ l’eta e l’immobilismo con una frattura non piu’ recente. Si fa l’eparina a vita o dopo diciamo i primi 30 giorni (che sono passati) si sceglie un altro trattamento ? 3 Agosto piastrine 209 mila . INR 1,08 Nulla da segnalare neanche da esami di secondo livello come res. proteina c attivata. Assenza di vene varicose. Le sarei grato se potesse esprimere qualche tipo di giudizio, ho fatto del mio meglio per sintetizzare la storia clinica del paziente.

  44. Gentilissimo Dottore Fanzone, le avevo scritto mesi fà parlandole dell’intervento subito da mio marito. ( Triplice artrodesi di tibio-tarsica e sottoastragalica con chiodo HAN retrogrado Dcpuy Synthes (180×12 mm) bloccato con due viti(34-28 mm) e due distali(76-70 mm). Si completa L’ artrodesi con innesto morcellizzato da banca e stabilizzazione del malleolo peroneale con una vite da spongiosa).Sono passati 16 mesi da l’intervento e mio marito è costretto ad deambulare con due stampelle, per il motivo che continua ad avere forti dolori. Siamo stati sia da l’ortopedico che lo ha operato e dal collegga di costui che ci aveva consigliato di metterci nelle sue mani. Il chirurgo che lo ha operato guardando le lastre ha detto ha mio marito di butare li stampelle perché sta bene, ma il secondo medico che ci ha cosigliato questo chirurgo,( anche lui ortopedico) ci ha detto che l’intervento subito da mio marito non è stato quello che dovevva essere. Doveva essere tolto completamenta l’astragalo per motivi di necrosi avascolare e aggiungere l’osso di banca. Ora cortesemente vorrei sapere il suo parere: Secondo lei cosa si può fare per migliorare la sofferenza di mio marito?..Grazie per una sua eventuale risposta!……

  45. Gentilissimo dottore la ringrazio per avermi risposto…Per quanto riguarda le lastre non saprei come mandargliele, chiederò a mia figlia come posso fare…..Al momento vorrei chiederle se fosse possibile un chiarimento, a cosa serve dell’osso morcellizato in una triplice artrodesi?…La ringrazio per essere sempre così disponibile…..

  46. Gentile dottore sono riuscita a fotografare le lastre di mio marito, presto le verranno mandate da mia figlia…La ringrazio infinitamente in attesa del suo parere…

  47. Gentilissimo Dottor. Fanzone mia figlia le ha spedito le lastre di mio marito, se non le reca troppo disturbo vorrei sapere cosa ne pensa….La ringrazio per la sua disponibilita e gentilezza..

  48. Dr. Fanzone la ringrazio moltissimo per la sua consulenza, ma mi scusi per la mia insistenza, le chiedo di nuovo a cosa serve l’osso morcellizzato come innesto in una Artrodesi? specialmente nel caso di mio marito che come mi è stato detto il suo astragalo è in stato di necosi…La ringrazio e in attesa spero possa darmi dei chiarimenti…

    1. Tra le strutture ossee residue si creano, per varie ragioni, degli spazi vuoti. L’osso morcellizzato viene messo in questi spazi per riempirli con una sostanza che possa fare da conduttore e da base per la formazione di osso naturale che vada a colmare i vuoti.

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