Fratture e dieta nell'anziano: nutrirsi bene per “recuperare al meglio”

Alimentazione e Fratture nell'Anziano: I Consigli della Nutrizionista
Un'alimentazione equilibrata è l'ingrediente essenziale per conservare la salute in ogni fase della vita. Con l'avanzare dell'età, il rallentamento del metabolismo e la diminuzione della massa muscolare riducono il fabbisogno energetico, ma aumentano la necessità di nutrienti di qualità. Quando subentra una frattura ossea, il corpo deve sintetizzare nuove cellule: una sfida che richiede un supporto biochimico specifico.
Quali calorie assumere?
Non conta solo "quanto" si mangia, ma "quali" nutrienti si introducono. In linea generale, l'energia giornaliera (distribuita in 3 pasti e 2 spuntini) dovrebbe derivare da:
- 50-60% Carboidrati: Pane e pasta, preferibilmente integrali.
- 25-30% Lipidi: Oli vegetali di alta qualità.
- 12-14% Proteine: Carne, latte, uova e legumi, essenziali per la trama dell'osso.
Nutrienti per la riparazione ossea
Se costretti a letto da un trauma, la dieta deve diventare mirata per favorire la mineralizzazione e combattere il decadimento muscolare:
- Calcio e Vitamina D: Presenti in latticini, pesce azzurro e vegetali a foglia verde. Fondamentali per la durezza del callo osseo.
- Fosforo e Vitamina A: Coinvolti direttamente nella formazione di nuovo tessuto osseo (pomodori, peperoni, prodotti animali).
- Vitamina C: Indispensabile per la sintesi del collagene di ossa, tendini e cartilagini.
- Zinco e Ferro: Presenti nei legumi, riducono i tempi di cicatrizzazione dei tessuti.
Cibi da limitare e l'importanza dell'acqua
Per evitare la perdita di calcio e favorire il recupero, è opportuno limitare il consumo di alcol, caffeina e l'eccesso di sale. Un punto critico nell'anziano è l'idratazione: il ridotto stimolo della sete espone al rischio di disidratazione e stipsi durante l'allettamento.
Articolo a cura della Dott.ssa Isabel Elisa Giunta (Biologa Nutrizionista)
Dott. Giuseppe Fanzone
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Nota: Questo articolo ha scopo informativo. In caso di frattura, il piano nutrizionale deve essere concordato con lo specialista in base al quadro clinico generale.



