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Rischio il mal di schiena?

Rischio il mal di schiena?

Essere istruiti sulla propria condizione potrebbe prevenire e minimizzare il mal di schiena

A sostegno di questa opportunità il meeting annuale 2015 della AAOS (American Academy of Orthopaedic Surgeons*) ha nuovamente ribadito, alla luce anche di nuovi studi scientifici, come l’abuso di nicotina, l’obesità, l’abuso di alcol e la depressione siano fattori di rischio per l’insorgenza del mal di schiena. In altre parole il mal di schiena colpisce di più ed in forma più grave gli obesi, i fumatori ed i depressi.

Il dolore alla schiena

pur riconoscendo cause diverse e necessitando in molti casi di una diagnosi differenziale accurata, il mal di schiena, è una patologia dolorosa molto frequente e causa di alti costi personali e sociali in termini di disabilità, spese mediche, giornate perse di lavoro e diminuzione della qualità di vita.
Per molta parte delle popolazione adulta, sia negli USA dove lo studio è stato condotto, che in Italia, la condizione dolore ai reni rappresenta una delle evenienze più frequenti e temibili. Determinare i fattori di rischio o le condizioni predisponenti alla insorgenza del dolore lombare alla schiena assume quindi una grande importanza potendo determinare una diminuzione dei costi sociali e personali determinati da questa condizione di sofferenza.

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Massaggio rilassante alla schiena

Fattori di rischio per il dolore lombare

Lo studio citato ha evidenziato come nelle persone tendenzialmente depresse, negli obesi (BMI >30Kg/m2), nei fumatori (più di 10 sigarette al giorno) e in chi beve alcolici (più di due bicchieri di vino al giorno) il rischio di soffrire di dolore “ai reni”a è significativamente superiore a quello della popolazione in generale.

  • Tendenza depressiva 19.3% dei lombalgici
  • Obesità (BMI >30 Kg/m2) 16.75% dei malati di lombalgia
  • Dipendenza dalla nicotina (>10/die) 16.53% di chi soffre di mal di schiena
  • Abuso di alcol 14.66 % del totale generale

Il dato sopra riportato è statisticamente significativo ed indica senza dubbio che queste quattro condizioni fisiche sono fattori di rischio importanti per l’insorgenza della lombalgia. Ne deriva che la loro assenza o correzione determinano sicuramente una diminuzione del rischio di soffrire di mal di schiena ed in definitiva smettere di esserlo necessita anche di influire sui fattori di rischio. Curare l’obesità o la depressione migliora la condizione di dolore e riduce la frequenza di attacchi di lombaggine.

Ultrasuoni, massaggi e chiropratica

Per trattare e curare il mal di schiena sono proposti miriadi di trattamenti possibili (massaggi, ultrasuoni, chiropratica, agopuntura, infiltrazioni e denervazione della faccette articolari).

Cosa funziona davvero nella cura del mal di schiena?

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Un massaggio manuale alla schiena

Tutte le terapie possono risultare vantaggiose in alcuni ed inefficaci in altri pazienti.  Questo per la stessa natura del mal di schiena che è causato da diversi fattori non sempre presenti in tutti.

Le terapia cosiddette passive perché eseguite con strumenti o operatori senza il coinvolgimento personale del paziente è difficile che da sole risolvano il problema. Sono efficaci sul dolore ma solo nel breve periodo.

La terapia attiva, rimuovendo i fattori che determinano l’insorgenza del mal di schiena danno invece risultati, forse più lentamente, ma molto protratti nel tempo.

Consigli per il mal di schiena

Esistono precauzioni cui tutti dovrebbero praticare. Chi soffre di mal di schiena soprattutto.  Importante mantenere una postura corretta in ogni occasione specie lavorando alla scrivania o mentre si è in auto. Bisogna muoversi spesso, alzarsi per cambiare posizione, scegliere una buona seduta se si deve stare a lungo seduti. I pesi devono essere sollevati con attenzione ed in modo corretto.

Il busto lombare è utile, specie se si eseguono lavori gravosi ed in chi ha già qualche problema ma vanno indossati solo per il tempo minimo indispensabile.

Nulla può sostituire una muscolatura forte e ben allenata.

A cosa serve uno studio sui fattori di rischio per la lombalgia?

Questo studio rappresenta un ulteriore invito ai medici a rendersi partecipi di un programma educativo nei confronti dei propri assistiti e a non essere semplicemente ed esclusivamente prescrittori di “trattamenti” ed “accertamenti”.
Ulteriormente rappresenta per i pazienti lo stimolo a considerare come alcune patologie siano determinate più dal proprio stile di vita che da reali alterazioni patologiche.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 27 aprile 2015
Ultimo aggiornamento:  13 dicembre 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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