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Trattamento in acuto dei traumi articolari

Trattamento in acuto dei traumi articolari

Un cartello stradale Road to Recovery

Cosa fare e come curare un trauma articolare

Il trattamento di un trauma articolare deve iniziare il più rapidamente possibile. Già nella immediatezza di una distorsione di caviglia o di una contusione di ginocchio o di uno strappo muscolare… devono essere messe in atto tutta una serie di procedure e comportamenti che si pongano come obiettivo di minimizzare i danni e consentire una ripresa delle proprie attività che sia la più rapida possibile.

Obiettivo del trattamento in acuto dei traumi

Il trattamento in acuto di un trauma si pone come obiettivo la prevenzione di ulteriori danni oltre a quelli già causati dal trauma primitivo e la riduzione del sanguinamento. Ridurre la perdita ematica (non solo verso l’esterno ma anche all’interno, tra i tessuti) riduce la formazione di tessuto cicatriziale rigido, migliora i tempi di recupero ed il numero e la gravità delle possibili complicazioni, in definitiva migliora e velocizza i tempi di recupero e le necessità di riabilitazione. Un trattamento appropriato, eseguito in tempi rapidi, consente inoltre di arrivare alla visita medica in condizioni di minore discomfort disconfort.

Il trattamento rapido, in acuto dei traumi deve seguire il cosiddetto protocollo R.I.C.E.

Il protocollo RICE è il trattamento consigliato nelle prime fasi di un trauma articolare come una distorsione di caviglia. E’ considerato valido in senso assoluto da tutta la comunità scientifica internazionale. R.I.C.E. è una sigla composta dalle iniziali in inglese delle parole che indicano la sequenza di azioni da intraprendere.

Le fasi del protocollo di trattamento RICE per i traumi acuti

  • R (REST / RIPOSO) l’attività fisica e/o sportiva deve essere interrotta, l’articolazione o la parte interessata dal trauma deve essere messa a riposo.

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    Origine della sigla RICE come protocollo di trattamento dei traumi
  • I (ICE / GHIACCIO) Appena possibile, ma al più presto, la parte interessata, che sia articolazione o muscolo deve essere raffreddata applicando del ghiaccio (il ghiaccio di acqua è il più indicato). Il freddo provoca una riduzione del diametro dei vasi sanguigni e quindi riduce il sanguinamento, inoltre ha un effetto antidolorifico intenso e persistente. Il ghiaccio non va applicato a diretto contatto della pelle e non deve essere mantenuto a lungo per evitare il congelamento della pelle. Piuttosto la sua applicazione deve essere ripetuta a cicli (per esempio dieci minuti si e dieci minuti no). Gli spray freddi non hanno effetto, in questi casi, contrariamente al messaggio pubblicitario ed alle credenze diffuse.
  • C (COMPRESSION / COMPRESSIONE) a livello degli arti, appena possibile, meglio se da parte di personale qualificato, bisogna applicare un bendaggio che sia compressivo e lievemente immobilizzante ma non in maniera da bloccare la circolazione. Su aree più vaste una compressione diretta dove si vede l’ematoma in formazione può essere fatto anche con una compressa di garza o stoffa tenuta aderente e compressa da un cerotto.
    I bendaggi compressivi, le fasce e i guanti o le calze elastiche possono essere rimossi se si rimane a letto o comunque in posizione di scarico e devono invece essere sempre indossati prima di passare alla posizione in piedi o seduta.
  • E (ELEVATION / SOLLEVAMENTO) la zona traumatizzata deve essere mantenuta in alto, le perdite ematiche, l’emorragia tende a fermarsi quanto la parte traumatizzata si viene a trovare al di sopra dell’altezza del cuore. La posizione elevata deve essere mantenuta il più a lungo possibile e ogni volta che sia possibile.
    L’errore più comune in caso di distorsione di caviglia è sedersi sul divano e mettere la gamba su di una sedia, in questo caso infatti la caviglia si trova in alto rispetto al pavimento ma purtroppo in basso rispetto al cuore e quindi… tutto inutile.

 Il protocollo di trattamento RICE,

Il trattamento secondo il protocollo RICE può anche rappresentare in molti casi il trattamento definitivo, non esclude la visita di persona da parte di un medico, rende però possibile un migliore trattamento ed una riduzione delle possibili complicazioni di un trauma minore delle articolazioni, dei muscoli e della pelle.

Consiglio sugli ausili alla mobilità

In occasione di traumi articolari agli arti inferiori il riposo e los carico dell’articolazione colpita rappresentano una necessità assoluta.  Evitare di continuare a sovraccaricare un arto dolente che ha subito un trauma è il miglior modo per minimizzare il danno e guarire in fretta. Nella vita di tutti noi può rappresentare un problema essere “costretti a casa”. Dopo al visita con il medico si potrà però utilizzare una serie di ausili alla deambulazione che se scelti bene possono rendere possibile il movimento, anche uscendo da casa, senza pregiudicare la guarigione. Le stampelle, le calze elastiche, i tutori articolari e nei casi più gravi le carrozzine sono strumenti validi per la motilità ed in condizioni di necessità possono essere facilmente acquistate anche online.

Mi permetto di segnalare un servizio di vendita di ausili alla mobilità che vende e consegna a domicilio in tutta Italia. home care

Conosco le persone che se ne occupano.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 02 giugno 2015
Ultimo aggiornamento:  03 gennaio 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.

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6 Comments

  1. Dopo due mesi sento un leggerro clock nella protesi che mi e’ stata impianta vorrei sapere da cosa e’ portato grazie alla sua gentile risposta

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