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Trattamento delle fratture: il fissatore esterno

Trattamento delle fratture: il fissatore esterno

5 Dicembre 2011ennafissazione esternafrattura32033Views109Comments

La fissazione esterna nelle fratture

è un metodo di trattamento di molte patologie ortopediche. Nella sua evoluzione le indicazioni si sono ampliate passando da tecnica solo per il trattamento di condizioni estreme (Damage control) a tecnica sempre più di prima scelta per il trattamento delle fratture di bacino e degli arti, specie di quelle che coinvolgono le articolazioni.La fissazione esterna ha anche una precisa indicazione nel trattamento dei ritardi di consolidazione,  delle infezioni ossee, dei difetti di crescita e della deviazioni assiali delle ossa.

Una indicazione numericamente poco importante ma particolare è l’aumento di lunghezza degli arti a scopo estetico o funzionale (vedi nanismo).

Il fissatore esterno

è un dispositivo ortopedico, usato nel trattamento delle fratture o nella correzione dei difetti ossei, montato all’esterno del corpo che viene fissato all’osso mediante pins (perni) o wires (fili metallici) che trapassano la cute. Il sistema è concepito per provvede alla stabilizzazione e mantenimento in posizione dei frammenti ossei fino alla guarigione della frattura.

Generalmente il fissatore esterno consente i movimenti articolari già prima cha la frattura sia guarita e nella normalità dei casi i pazienti rimangono ricoverati in ospedale solo per poco tempo dopo l’intervento. Per quel che riguarda la mobilità consentita ed il carico del peso corporeo questo dipende dal tipo di frattura e dal segmento osseo coinvolto.

Tipi di fissazione esterna

  1. Fissatore esterno monoassiale
  2. Fissatore esterno circolare (tipo Ilizarov)
  3. Fissatore ibrido
  4. Fissatori articolati (consentono un movimento articolare controllato e guidato)

Attualmente tutti i chirurghi ortopedici hanno necessità di conoscere le tecniche ed i principi della fissazione esterna perché anche se magari solo occasionalmente dovranno usarla.

Alcuni esempi dalla casistica personale, casi trattati in Ospedale a Piazza Armerina Enna

La fissazione esterna inizialmente era considerata come l’estrema risorsa da usare ed è divenuta adesso la primaria tecnica di trattamento per tutta una miriade di patologie ortopediche, sia per il trattamento delle patologie dell’osso sia per quelle dei tessuti molli. Le tecniche per la ricostruzione degli arti sono evolute proprio grazie allo sviluppo della fissazione esterna. Attualmente tutti i chirurghi ortopedici devono conoscerne le metodiche, anche se monteranno pochi fissatori nell’arco della loro carriera.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.

Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 05 dicembre 2011
Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2020
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.

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109 Comments

  1. Gent.le Dott. Fanzone. Gradirei sapere se i fissatori esterni, compreso il fissatore esterno di Penning si possono considerare una conseguenza dell’ invenzione del Dott. Ilazarov oppure no.
    Grazie.

    1. Assolutamente no. La fissazione esterna ha una storia più lunga. L’ilizarov è solo un tipo di fissatore. Ed il grande Ilizarov è nato nel 1921. Mentre Malgaigne è accreditato per usare il “pin” già nel 1840.
      Come mai le interessa?

      1. Dottore io volevo sapere soltanto, siccome ho un fissatore esterno nel polso volevo sapere se mi facevono qualche tipo di anestesia per toglierlo.grazie mille.

          1. Sotto buongiorno io o una frattura pluriframmentaria tibia tratta col fissatore esterno dal mese di luglio e mi è stato detto che verrà tolto a gennaio dopo 6 mesi volevo sapere ma va tolto con anestesia spinale grazie

  2. salve volevo un informazione ho un fissatore esterno alla gamba a causa di una frattura riportata due mesi e mezzo fa di tibia e perone ora quando carico la gamba sento del leggero dolore volevo sapere se e normale o se dovrei andare prima a fare un controllo.

    1. Per evitare conseguenze gravi delle infezioni. Un osso esposto è venuto a contatto con l’ambiente, si è con certezza contaminato. La fissazione esterna minimizza ulteriori rischi di nuova contaminazione e cerca di favorire la guarigione e l’evitamento di una infezione.

    2. Buonasera dottore … ho un fissatore esterno nel calcagno sx ! Mi hanno diagnosticato una frattura pluriframmentaria …
      ho una domanda … per sbaglio ho toccato il fissatore esterno con le stampelle , si può “muovere “ nel senso entrare anche di poco nel tallone o è immobile nell’osso ???
      Grazie

  3. Salve, ho un fissatore esterno al bacibo per una frattura all’osso pubico dovuta da un incidente stradale.
    Sono due mesi esatti che ho questo fissatore, vorrei sapere se sa dirmi quanto tempo approssimativamente dovrò averlo ancora.
    Grazie

    1. Mi stupisco sempre di questo genere di domanda. I miei pazienti in generale sanno sempre tutto ciò che so pure io. Intendendo dire che si parla del trattamento e dei tempi e delle attese e del programma. Se fosse mio paziente saprebbe pure il giorno in cui toglieremo il fissatore.

  4. HO un fissatore esterno x rottura bacino da 2 mesi ,io mi muovo per sedermi e faccio esercizi costantemente alle gambe. I fissatori li devo disinfettare ogni 2 giorni perché perdono siero ..è normale questa cosa?

  5. Il 4 novembre ho il controllo con raggi x spero proprio che si possa togliere questo fissatore esterno sono 70 giorni . La ringrazio x la risposta precedente e per la sua professionalità che mi ha aiutato molto in questi 2 mesi.

  6. Salve dottore mio figlio ha 15 anni, due anni fa a avuto una frattura malleolo tibiale, e stato operato ma adesso ha un problema la gamba sinistra e più corta ed il piede e storto e adesso deve rifare l’intervento.
    Volevo chiederle un consiglio, ci hanno proposto due possibilità: 1) tagliare un pezzo di osso per raddrizzarlo e mettere il gesso, avendo sempre una gamba più corta di 1 cm.
    2) Con fissatore esterno.
    Se mi potrebbe dire anche quanto bisogna tenerlo il fissatore esterno, e se sentirà dolore.
    Grazie.

  7. Mi scusi dottore io ho un fissato esterno articolato al gomito per protesi capitello radiale . Dimesso e mi è stato detto di cominciare a movimentare subito il gomito smontando una asticella di blocco. Ho il terrore di farmi dei danni quindi non lo forza per niente. Pensa che con questi fissato si possa stare tranquilli fino alla senzazione di dolore? Grazie tanto e mi scusi per il disturbo

  8. Salve, dr. Fanzone. Giorno 29 novembre giocando a pallone tra amici accidentalmente sono caduto e mi sono fratturato il RADIO. (Polso) (Frattura scomposta pluriframmentaria). Mi hanno dovuto operare giorno 3 dicembre mattina. Mi hanno introdotto un filo di kirschener e impiantato un fissatore esterno. Ora, avrei qualche domanda da farle. 1. Ci potrebbero essere complicazioni future per i giorni trascorsi con una stecca prima dell’intervento? (3gg con stecca). 2. È normale non avere sensibilità e non aver capacità di movimento al pollice? (Il resto delle dita li muovo bene o male). 3. Potrebbe avere problemi l’osso con un movimento maldestro nonostante il fissatore e il filo? 4. Sarà doloroso la rimozione del filo e del fissatore tra circa 1 mese e mezzo a quanto hanno stabilito i medici?

    Grazie anticipate per le sue generose risposte.

    1. La risposta è no a tutte le domande. Il problema è rappresentato dalla frattura in se stessa. Il trattamento serve a minimizzare i danni. Il trattamento con fissatore esterno da buoni risultati, sarà necessaria però molta riabilitazione.

  9. Salve sono Marco e le ho già scritto in precedenza. Avrei altri dubbi. Ho un fissatore esterno al gomito chiamato stryker dvg per una protesi capitello radiale e legamento collaterale. Sono 10 giorni che mi hanno operato e mi hanno dato da fare a casa delle movimentazioni smontando una asticella di blocco. Le ferite stanno bene ma in un punto dove ho il fissatore esterno è gonfio e butta un pochino premetto che li mi ha sempre buttato tanto fin dopo l’intervento , secondo lei è normale o possono starci delle complicazioni? . Nelle movimentazioni in flessione sento tirare all’interno e un po di dolore ma vedo che piano piano va a migliorare , mentre in estensione arrivato a un certo punto sento un blocco e se forza mi sento far leva sui punti di fissaggio del fissatore, potrebbe darsi che il fissatore stesso non mi permetta di stendere anche senza L’asticella?. In totale si muove di pochi gradi vado da 80 a 100 gradi è normale per ora? Grazie tanto aspetto con anzia.

    1. Conosco il tipo di fissatore. Ogni fissatore dovrebbe essere controllato frequentemente dal personale competente. Il tipo di problema da lei riscontrato va verificato di persona. La sofferenza cutanea trattata e la limitazione nel movimento verificata. Legata ad un blocco immesso (la sua asticella – in verità sono due) o al posizionamento che non consente l’estensione? Come capirà certamente sono problematiche gestibili solo di persona.

  10. Salve sono Pasquale, a giugno 2016 mi sono procurato frattura scomposta e plurifeammentaria di tibia e perone. Dopo riduzione con chiodo endomidomidollare tibiale bloccato con vite solo prossimalmemente, ho ripetuto lo stesso intervento a novembre perché c’era ritardo di consolidazione. Attualmente noto un certo valgismo della gamba. Cosa dovrei fare? Era forse opportuno intervenire con un fissatore esterno? Grazie anticipatamente aspetto delucidazioni.

  11. Buonasera Dottore ho letto la sua rubrica e mi sembra molto interessante quindi vorrei proporle il mio problema. Il 12 di dicembre ho preso una storta e mi sono rotta il quinto metatarso alla testa diciamo vicino alla caviglia frattura composta e la distorsione del collo del piede e non mi hanno ingessata mi hanno messo un tutore che devo tenerlo per 35 giorni domani dovrei togliere questo tutore però ho provato di appoggiare il piede e sento una forte scossa quindi non riesco a caricarlo secondo lei cosa devo fare devo continuare a tenere il tutore con la fascia elastica oppure è meglio se provo e riprovo tant’è che il 30 di gennaio dovrei andare in gita e mi servirebbe riuscire a camminare lei cosa mi consiglia intanto la ringrazio tanto Giovanna

  12. Buanasera dottore
    in un incidente stradale ho riportato una frattura pluriframmentaria (due punti composta ed un solo punto esposta) al femore sx mi hanno operato d’urgenza e mi hanno applicato il fissatore esterno. Sono passati circa 60 giorni. La mia domanda è la seguente: Il fissatore esterno è l’unica tecnica di intervento oppure ce ne sono altre che si prestano meglio a questo tipo di frattura? Quali possono essere i postumi?
    La ringrazio anticipatamente per il suo parere
    Gennaro

    1. Non è l’unico sistema naturalmente, nel caso di esposizione è quello più usato e probabilmente migliore. In generale, sul femore, una volta guarita la cute si passa poi ad altri sistemi che consentano di stabilizzare e consentire una guarigione veloce.

  13. Salve dott.il 10/05/2017 mi sono frattura il calcagno frattura scomposta mi anno messo il fissattore esterno ora il 27/06/2017 e a distanza di 4 giorni la parte dove era applicato il fissattore e un po gonfio e sembra che ci sia liquido e normale.

  14. salve, a seguito di frattura tibia-perone scomposta con installazione di fissatore esterno , é normale sentire scrosci lungo la gamba durante la deambulazione o alcuni esercizi in piedi? ( totalmente indolori e sempre in punti diversi), possono essere aderenze che si “smuovono”? Grazie

  15. Buonasera. Entro un anno dovrò fare un intervento per un varismo accentuato alle gambe. Mi hanno detto che dovrò portare fissatori esterni per almeno 6 mesi. Quindi per 6 mesi non potrò uscire di casa?
    E mi chiedo, con i fissatori esterni è possibile vestirsi?

      1. Ho parlato con due chirurghi e mi hanno consigliato entrambi i fissatori esterni, poiché non lasciano placche o viti nelle ossa. Però 6 mesi di fissatore esterno mi sembrano molti. Lei che ne pensa? È davvero il metodo migliore?

        1. La Scelta é del chirurgo che, dopo avere informato il paziente delle alternative, riceve il consenso all’intervento. La durata del trattamento con fissatore è il suo massimo difetto. Per il resto funziona egregiamente .

  16. Ho parlato con due chirurghi e mi hanno consigliato entrambi i fissatori esterni, poiché non lasciano placche o viti nelle ossa. Però 6 mesi di fissatore esterno mi sembrano molti. Lei che ne pensa? È davvero il metodo migliore?

    1. Esistono metodi diversi, questo è certo. Nessuno ha dimostrato di essere “Il Migliore”, altrimenti gli altri sarebbero stati abbandonati.
      In questo momento mio personale storico professionale preferisco consigliare i sistemi di fissazione interna.

    1. Credo di avere generato confusione. Mi dispiace, non era mia intenzione. Rispondevo solamente alla sua perplessità sul numero di mesi necessari alla riuscita dell’intervento. In tal senso la sintesi è più veloce. Tutto qua. Se le ho creato confusione me ne dolgo sinceramente.

  17. Salve dottore!…il 1 novembre mio marito è caduto dal tetto. Oltre a fratture, ha riportato diastasi di sinfisi pubica, il 16 è stato operato e applicato fissatore al bacino. Il 19-12 dovrà andare x radiografia e togliere i punti, da quello che leggo, dovrebbe essere controllato più di frequente? Secondo lei quando inizierà a mettere i piedi a terra? Grazie x la sua disponibilità!….

    1. Un controllo più frequente sarebbe opportuno però questo tipo di paziente è pure difficile da trasportare. Per tale ragione a volte si preferisce fissare un lungo periodo prima dell’appuntamento raccomandando però di venire prima se disturbi.

  18. Buonasera dottore, circa tre anni fa mi sono procurato una frattura scomposta alla tibia e perone.Il chirurgo che mi ha operato ha utilizzato un fissatore per mettere in asse la tibia.Dopo 2 mesi mi ha tolto il fissatore e mi ha fatto un’ingessatura che ho tenuto per un mese e mezzo.
    Quando mi è stata tolta ho avuto l’amara sorpresa di ritrovarmi con la tibia non in asse e quindi con il piede che si inclina leggermente verso la parte interna.
    Desidero chiederle un suo parere per capire come rimediare a questo problema.
    La ringrazio.

  19. Buongiorno Dottore, per correggere la tibia bisogna romperla nuovamente per poi rimetterla in asse con l’utilizzo di un fissatore?
    Inoltre, dato che ho dei dolori dovuti alle artrosi, si potrebbe applicare una protesi durante tale correzione o è possibile farlo solo mediante una seconda operazione?
    La ringrazio nuovamente.

  20. A prescindere dai diversi trattamenti esistenti, è inevitabile la rottura della tibia da parte del chirurgo per rimetterla in asse?

  21. Mi scuso Dott,vorrei porle la domanda.
    Sono stato operato per diastasi sinfisi pubica con modesta diastasi, e frattura alla l5 me stato messo il fissatore esterno un mese fa ‘ dopo quanto tempo mi sarà tolto? Dopo quanto tempo sarà’
    Il recupero.le sono grato per la risposta ringraziandolo Giuseppe Puglia.

  22. Caro dott.Fanzone ancora grazie per la sua sempre disponibilità.
    Domanda, ho subito frattura l5 ,frattura sacro-diastasi sinfisi pubica,me stato applicato fissatore esterno il fissatore dopo quanto tempo si deve rimuovere? Alcuni dicono 45 giorni altri 60 ecc.Durante il riposo con fissatore si pio’ cominciare a fare qualche forma di ribiliativa?Grazie ancora e buon lavoro.Giuseppe Puglia..

    1. Sui tempi di rimozione la incertezza è legata alla scarsa certezza scientifica sull’argomento. Mancano studi approfonditi e su grandi numeri. La guarigione si considera completa secondo i tempi soliti di situazioni analoghe. 45 giorni un tempo minimo, 60 un tempo di assoluta tranquillità. Personalmente rimuovo dopo i 45 giorni ma se il fissatore risulta tollerato lo mantengo il più possibile.

  23. Volevo sapere se una signora di 79 anni, mia madre, con frattura composta alla rotula sinistra in seguito a caduta, immobilizzata a letto con tutore da quasi un mese, ha buone probabilità di rimettersi in piedi e in quanto tempo. Grazie mille per l’attenzione.

  24. Dottore salve .Anticipo ringraziamento per la pazienza e la risposta .Ho avuto un anno fa frattura multipla esposta tibia perone altezza caviglia.Trattata con viti e place e dopo due infezioni (enterobacter cloache ) e andata in pseudoartrosi .Mi hanno proposto fissatore esterno ma da i medici che ho contattato non mi da nessuno risultati certi .E probabile che non ci sia una buona riuscita e quali sonno i rischi maggiori in questi casi.?

  25. Carissimo dottore,ogni tanto la disturbo.Come ben sa’,ho avuto per 70 giorni fissatore esterno,per diastasi sinfisi pubica con lesione al sacro e vertebra l 4. Dopo una settimana di terapia, riesco a camminare con girello e stampelle. Solo che,sono preoccupato che all’inguine sinistro, noto al tatto tipo un osso,da seduto e in qualsiasi posizione. Cosa può essere mai?… Un osso, un nervo ,un muscolo,mentre sul lato destro non c’è nulla. Hanno fatto radiografia dopo tolto il fissatore possibile che non siano accorti di nulla?,…un caro saluto e grazie!…

  26. Salve dottore il mio compagno ha subito un grave incidente sul lavoro.Schiacciato da una lastra di ferro,ha subito la diastasi della sinfisi pubica,la frattura di L5 L1 ,frattura acetabolo dx,diastasi sacro illiaca.Hanno applicato fissatore esterno.Oramai sono passati quasi due mesi(23.04.2018 data operazione). Per toglierlo deve aspettare tanto? Che conseguenze avra? La riabilitazione sara lunga e dolorosa? Grazie se mi dara una risposta….

    1. Due mesi sono sufficienti per dare solidità alla diastasi ed anche all’acetabolo. Le fratture di acetabolo spesso degenerano in artrosi dell’anca che successivamente andrà trattata (protesi). Comunque si tratta di lesioni che danno esisti invalidanti, il grado di invalidità andrà verificato.

  27. Buongiorno dottore ecco la mia storia: ginocchio destro leggermente valgo con tibia leggermente inclinata all’esterno. Intervento con prof. Catagni con applicazione fissatore esterno. Callo osseo in ritardo dunquefissatore mantenuto per 7 mesi. Tolto il fissatore applicato un tutore per i primi tempi tempo 1 mese la tibia torna inclinata come prima se non di piú. Diagnosi: ritardo di cicatrizzazione non visibile da lastra. Dunque nuovo intervento , riposiziona mento del fissatore decorticazione callo osseo con perforazioni dello stesso per favorire la cicatrizzazione piú innesto osseo prelevando da cresta iliaca. Oggi ho tolto il nuovo fissatore tenuto per 9 mesi… secondo lei ho speranze di risolvere questa odissea nera con tibia allineata e callo osseo solido? Ho 66 anni. In questa fase appena tolto il fissatore come mi devo comportare con il carico?potrebbe trattarsi di pseudoartrosi congenita e quindi a speranza 0?se l’esito finale fosse ancora negativo quali potrebbero essere le nuove soluzioni? Scusi l’ansia ma sono piuttosto disperata.. grazie Patrizia

  28. ho un fissatore esterno rottura tibia e perone due pezzi più una scheggia . vorrei sapere tempi di guarigione ho 56 anni in buona salute ? grazie roberto

  29. frattura3 medio tibia perone con f,e,rx ancora scarsa formazione callo osseo da 7 mesi modificato il f.e con triax completamente dinamizzato e con pre carico .volevo sapere quanto tempo ancora dv tenere sto ferri dato che non si forma callo osseo

    1. Domanda cui è difficile dare una risposta. Certamente non all’infinito. Dipende se con la concessione del carico il callo ripartirà o meno. Nel primo caso si aspetta /2-3 mesi) nel secondo bisognerà riattivarlo con un nuovo intervento e forse cambiando sistema.

  30. buon giorno dott. Fanzone sono trascorsi 5 mesi dal incidente
    rottura tibia e perone scomposta ,causa infezione iniziale la mia frattura é stata trattata con fissatore esterno , dopo circa un mese é stata corretta per cattivo alliniamento ….per facilitare callosseo fatto un mese magneto terapia , dopo 4 mesi tolto il fissatore e adesso ho uno stivaletto per un mese ….
    A questo punto l”osso si é calcificato diciamo 80%
    Adesso dai raggi e visivamente vedo una gamba destronza con un soprosso , cosa comporta posso stare tranquillo che si può rompersi nuovamente e se fosse stato meglio viti interne???? ….grazie

  31. Buonasera dottore,in data venerdi 1.3.2019 mia madre causa caduta accidentale si crea una frattura scomposta trimalleolare,arrivati al ps ortopedico dell’humanitas di rozzano,il dott ci dice dopo varie visite rx e tac che appunto ce questa frattura e che conviene il ricovero in quanto massimo lunedi verrà effettuato un intervento dove le verranno applicate placche e viti in titanio che poi con un intervento tra un’anno verranno tolte.Accettiamo il ricovero,ma domenica mattina decidono di effettuare un intervento invasivo fissativo con un tutor esterno perche dicono che potrebbero uscire bolle sulla caviglia o che il gonfiarsi troppo potrebbe non portare a fare l’intervento primo dichiarato,morale ad oggi mercoledi ci ritroviamo con la gamba caviglia e piede gonfi,questo fissatore a triangolo con la punta che arriva ad altezza tibia e la base due perni nei malleoli esterni,mi chiedo peró cosa significhino le due staffe ravvicinate che invece le escono dallo stinco..se il problema erano i malleoli perchè si è andato ad intervenire sullo stinco,escono due staffette lunghe una spanna e mezzo,di metallo sottile.Le faccio queste domande in quanto in tre gg che siamo qui,ogni cambio turno ci viene detto che verrà effettuato un intervento diverso, e alla fine ci ritroviamo con questo che le ho descritto.Ora giovedi ci manderanno a casa e ci dicono che tra 10gg dovremmo tornare per togliere questo intervento e fare quello detto originariamente delle placche e viti,sempre se secondo loro si possa intervenire pelle permettendo.Posso anche inviare nel caso foto della gamba di mia madre cosi da rendere meglio l’idea del fissatore installato.Grazie mille per ogni qualsiasi risposta,non so piu come fare,mi sembra di vivere un incubo.

  32. buon pomeriggio dot.
    a 39 anni ,ottobre 2012 a causa d un incidente causando frattura tibia e perone…nel marzo 2014 ho rimosso i mezzi di sintesi…
    nel 2015 tramite rx abbiamo riscontrato che perone si è calcificato con la tibia..x cui appoggio il piede male è cammino malissimo…
    lei mi consiglia il fissatore esterno (almeno 6 mesi di guarigione)ho interno (2 mesi di guarigione)

    1. Se ho ben compreso si tratta di una guarigione avvenuta con un vizio di posizione (una curvatura anomala o na rotazione o entrambe le cose) e le è stata proposta una osteotomia di correzione. La metodica con inchiodamento o con fissatore esterno circolare vanno scelte in base al tipo e grado di vizio ed alla esperienza del chirurgo. Entrambe sono valide e portano a guarigione. Personalmente scelgo una o l’altra non in base ai tempi di guarigione ma in base alla complessità della correzione; nel chiodo la correzione viene ottenuta immediatamente, nella fissazione si può “correggere” anche in corso d’opera.

  33. Buongiorno dott. Fanzone ,in data 18/10/2018 ho avuto un incidente stradale ed ho riportato una Subamputazione della gamba sinistra con ovvia frattura scomposta esposta della parte distale del femore. Sono stato ricoverato per oltre 50 giorni al Papardo di Messina dove sono stato sottoposto a diversi interventi chirurgici in quanto ho anche contratto l’acinetobacter baumannii,che mi ha fatto quasi perdere la gamba andata in cancrena. Dopo i diversi interventi chirurgici di “toilettatura” e le adeguate cure(camera iperbarica,antibiotici,V.A.C. terapy)la carica batteria è diventata bassissima. A distanza di quasi 8 mesi mi è stato rimosso il fissatore esterno perché si è ripresentata un poco l’infezione. Ad oggi sono in attesa di esame antibiogramma delle fiches rimosse,momentaneamente ho un tutore ad estensione. La guarigione ossea è lenta ma,piano piano sembra ci riesca a guarire,inoltre mi è stato detto che ho un Osteomielite cronica dovuta appunto al baumanni…in casi di osteomielite cronica con un caso come il mio, cosa è più opportuno fare secondo la sua esperienza? La ringrazio in anticipo,cordiali saluti.

    1. Un caso complesso. L’osteomielite cronica potrebbe anche risultare, in seguito, asintomatica. Casi di questo tipo necessitano di una attenta valutazione e di un rapporto diretto, fiduciario, tra medico e paziente. Questo perchè le terapie sono lunghe, incerte nei tempi e anche perchè fa parte del trattamento anche l’idea di una amputazione.

  34. Buona sera dottore.Domanda, un fissatore ilizarov tibia perone può essere tolto prima che l’osso si sia calcificato del tutto magari optando per un tutore .grazie

  35. Buongiorno dottore,
    ho subito un intervento 2 mesi e mezzo fa per valgismo ginocchio sx. Attualmente ho ancora il fissatore e ho mosso le barre per circa 20 giorni di 1mm al giorno per allineare la tibia in asse.
    Avevo già subito lo stesso intervento alla gamba dx 3 anni fa, per varismo del ginocchio molto più grave rispetto alla situazione odierna, e avevo rimosso il fissatore dopo 5 mesi.
    Secondo lei i tempi di calcificazione questa volta essendo meno i mm di rottura in osteotomia si riducono, o dovrò comunque aspettare 4/6 mesi come da prassi ?
    Carico 100% da circa un mese, ed ho iniziato immediatamente la fisioterapia post intervento a fine Marzo.

  36. Buon giorno Dottore. Ho 59 anni e sono affetto da poliomielite da quando avevo un anno di vita,ho operato la prima volta nell 1973 con le semplici tecniche di allora. Adesso con l’età stavo avendo problemi di piede equino dolori di schiena a causa della differenza di lunghezza delle gambe e ho avuto sempre problemi al ginocchio perché no stendo la gamba a 180 gradi ma soli a 175. Sono stato operato quattro mesi.Mi è stata fatta artrodesi alla caviglia e allungamento di tibia e perone. Per quanto riguarda il ginocchio mi ha detto di poggiare cinque kili per dieci minuto questo quattro volte al giorno.Adesso ho un ginocchio gonfio e dolorante e faccio fatica nel caricare quando cammino,lei ritiene che sia il caso di pesare meno o dovrei smettere per qualche giorno. La ringrazio tanto dottore buona giornata.

  37. Buonasera dottore, mi rivolgo a lei perché sono disperata. Mi chiamo Sara ed ho 22 anni, e la sera di Pasqua sono stata investita da un cocainomane al volante mentre attraversavo la strada. Ho riportato i seguenti danni: frattura emisacro sin, frattura bilaterale branche pubiche, frattura di L4, L1 e D9 e poi vabè, calcagno, costole, trauma cranico e contusione polmonare. Sono stata operata il 29 aprile ed ho subìto un’osteosintesi di bacino, con annesso fissatore esterno. Sono passati esattamente tre mesi dall’operazione e solo ora sono stata messa in lista di attesa per la rimozione. Volevo farle alcune domande… sono un paio di giorni che avverto dolore ad entrambe le cosce, potrei descriverlo come fitte incessanti, che vanno via soltanto con l’assunzione di un antidolorifico. Premetto che è un mese che eseguo la deambulazione con i bastoni. Questo dolore potrebbe essere causato dal fissatore esterno?
    Poi ancora, mi è stato detto che dopo la rimozione del fissatore avrò un ulteriore divieto di carico, siccome la parte posteriore del bacino rimane bloccata dalla placca che mi è stata inserita all’interno, causerebbe che il carico venga portato solo in avanti. Si trova con quanto mi è stato detto?

    1. gran brutta esperienza, ha tutta la mia solidarietà. Il dolore che descrive potrebbe senza dubbio essere attribuito al fissatore. Andrebbe tolto al più presto. Riguardo al bacino ed alle placche i carichi saranno equivalenti, la placca non esclude dalla funzione quella parte di osso.

  38. Salve dottore il 19 agosto 2019 mio figlio di 13 anni è stato operato alla tibia, per una frattura scomposta, gli hanno messo i ferri esterni. Oggi mi sono accorta che le filettature delle viti fuoriescono di 2 cm. La mia domanda è normale? Grazie

      1. Buongiorno dott. Fanzone, ho una pseudoartrosi, ho fatto l’ultimo intervento pochi giorni fa a Bologna trattato con fissatore ibrido. Quando mi muovo sento che l’osso scricchiola, è normale? Il fissatore è ben posizionato e non si muove. Grazie!

  39. Salve dottore ,mio figlio ,a causa di un incidente ha avuto la frattura scomposta di femore,ginocchio tibia.operato,con fissatore esterno.dopo un anno dall’intervento non ha ancora recuperato il movimento del ginocchio..

    1. E’ una delle conseguenze più temibili conosciute del trattamento con fissatore esterno delle fratture del femore. In generale è legata alla sofferenza e cicatrizzazione di una parte anatomica che si chiama fascia lata. Difficile il trattamento.

    2. Salve dottore, il 13 di gennaio 2020 ho avuto un incidente in moto, ho riportato una frattura scomposta esposta della tibia vicino al malleolo mi hanno subito fatto il primo intervento con fissatore esterno fissando 2 perni in alto lungo la tibia è un perno che attraverso il tallone formando una specie di y. giorno 9 di marzo dovevano togliermi il fissatore esterno però a causa del coronavirus mi hanno rimandato a metà aprile,la mia domanda A parte che continua sempre a farmi male questo fissatore la notte non riesco a riposare bene oltre a non poter girare il piede per dormire in una maniera dignitosa ma sempre pancia in alto come lei puo’ immaginare, La mia domanda è ma questo fissatore può stare così a lungo?
      anche perché il 24 di febbraio ho avuto una visita ortopedica con radiografia e mi era stato detto che la calcificazione era in ottimo stato e che per il 9 avrebbero fatto la rimozione del fissatore raccomandando mi sembra di rimanere col piede a carico 0.
      i dubbi mi assalgono e penso non crea problemi la permanenza di un mese in più del fissatore? e soprattutto questo ritarderà l’inizio del riabilitazione?
      La ringrazio con anticipo per la risposta che mi darà le auguro una buona giornata.

      1. Con quel tipo di fissatore si potrebbe anche arrivare ad una ottima guarigione, tenerlo qualche giorno in più sarà stato necessario per completare la formazione del callo osseo.Mi auguro, ma sono certo, abbiano scelto per il meglio.

  40. Buongiorno Dottore, ho un dubbio che mi attanaglia da mesi, mi è stato applicato un fissatore esterno al dito indice per una frattura pluriframmetata, dopo circa 4 mesi il controllo radiografico cita “tutt’ora incompleta evolutiva’ riparativa” ma decidono comunque di levarmi il fissatore il giorno stesso in ambulatorio,senza darmi spiegazion e senza effettuare un controllo post rimozione.
    Avverto molto dolore,sia nel momento dello smontaggio che le settimane successive,al controllo radiografico effettuato un mese dopo viene evidenziata una scomposizione della frattura con conseguente necrosi del focolaio di frattura .
    Secondo lei è corretta la procedura a cui mi hanno sottoposto?
    Era necessario smontarlo così anticipatamente?
    Se era necessario,non era meglio almeno fare un controllo post rimozione?
    Grazie in anticipo per la risposta

  41. Salve ho un fissatore esterno sul quinto dito della mano sinistra, ieri ho avuto un trattamento di medicazione semplice. Adesso da mezz’ora circa sento una sensazione quasi di solletico alla mano che si protrae fino all’avambraccio, vuol dire qualcosa?

  42. Salve D.re Fanzone
    il 6 ottobre 2019 mio marito, in seguito a caduta dall’alto ( circa 6 metri) riportava una frattura esposta di tibia distale e perone trattata in urgenza con applicazione di fissatore esterno.Il 12 Dicembre è stato toloto il primo fissatore presso altro nosocomio e montato un secondo fissatore ad anello poi rimosso il 21 aprile del 2020.Ad un mese e mezzo dalla rimozione del suddetto si presenta un recurvato e la gamba ancora abbastanza gonfia nonostante l’uso di calza elastica. le chiedo dunque come mai si è presentata la complicanza del recurvato: è possibile che si sia verificata in seguito alla rimozione precoce del fissatore essendo la frattura non ancora consolidata all’Rx o al mancato trattamento sin da ottobre della fattura del perone. la ringrazio anticipatamente per le sue illuminanti risposte

    1. Se il recurvato è comparso “strada facendo” dopo la rimozione del fissatore mi parrebbe importante accertarne il motivo e questo al di la di eventuali responsabilità. Alcuni dei motivi potrebbero essere banali ed altri invece necessitare di una diagnosi e di provvedimenti.

  43. Salve d.re Fanzone, non so su cosa abbia cliccato involontariamente ed è scomparso il mess che le avevo inviato.
    mio marito ad ottobre (06) del 2019 cadendo da un albero , da circa sei metri d’altezza riportava una frattura esposta di tibia e perone trattata d’urgenza con applicazione di fissatore esterno. Il 12 dicembre presso un’altro nosocomio viene rimosso il primo fissatore ed applicato un secondo fissatore ad anello, quest’ultimo rimosso il 21 aprile. dopo un mese e mezzo compare un recurvato con gamba ancora gonfia nonostante l’uso di calza elastica e dolore al carico sia alla gamba che alla schiena. mi chiedevo se potesse illuminarmi in merito all’insorgenza del recurvato: è possibile che sia insorto perchè la frattura del perone non è mai stata trattata o per una prematura rimozione del fissatore essendo la frattura non ben consolidata . la ringrazio in anticipo per la sua risposta.

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