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Trattamento delle fratture: il fissatore esterno

Trattamento delle fratture: il fissatore esterno

5 dicembre 201116263Views52Comments

La fissazione esterna nelle fratture

è un metodo di trattamento di molte patologie ortopediche. Nella sua evoluzione le indicazioni si sono ampliate passando da tecnica solo per il trattamento di condizioni estreme (Damage control) a tecnica sempre più di prima scelta per il trattamento delle fratture di bacino e degli arti, specie di quelle che coinvolgono le articolazioni.La fissazione esterna ha anche una precisa indicazione nel trattamento dei ritardi di consolidazione,  delle infezioni ossee, dei difetti di crescita e della deviazioni assiali delle ossa.

Una indicazione numericamente poco importante ma particolare è l’aumento di lunghezza degli arti a scopo estetico o funzionale (vedi nanismo).

Il fissatore esterno

è un dispositivo ortopedico, usato nel trattamento delle fratture o nella correzione dei difetti ossei, montato all’esterno del corpo che viene fissato all’osso mediante pins (perni)  o wires (fili metallici) che trapassano la cute. Il sistema è concepito per provvede alla stabilizzazione e mantenimento in posizione dei frammenti ossei fino alla guarigione della frattura.

Generalmente il fissatore esterno consente i movimenti articolari già prima cha la frattura sia guarita e nella normalità dei casi i pazienti rimangono ricoverati in ospedale solo per poco tempo dopo l’intervento. Per quel che riguarda la mobilità consentita ed il carico del peso corporeo questo dipende dal tipo di frattura e dal segmento osseo coinvolto.

Tipi di fissazione esterna

  1. Fissatore esterno monoassiale
  2. Fissatore esterno circolare (tipo Ilizarov)
  3. Fissatore ibrido
  4. Fissatori articolati (consentono un movimento articolare controllato e guidato)

Attualmente tutti i chirurghi ortopedici hanno necessità di conoscere le tecniche ed i principi della fissazione esterna perché anche se magari solo occasionalmente dovranno usarla.

Alcuni esempi dalla casistica personale, casi trattati in Ospedale a Piazza Armerina Enna

La fissazione esterna inizialmente era considerata come l’estrema risorsa da usare ed è divenuta adesso la primaria tecnica di trattamento per tutta una miriade di patologie ortopediche, sia per il trattamento delle patologie dell’osso sia per quelle dei tessuti molli. Le tecniche per la ricostruzione degli arti sono evolute proprio grazie allo sviluppo della fissazione esterna. Attualmente tutti i chirurghi ortopedici devono conoscerne le metodiche, anche se monteranno pochi fissatori nell’arco della loro carriera.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.

Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 05 dicembre 2011
Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania.

Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli.

Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma.

Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta.

Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi!

Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell’altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.

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52 Comments

  1. Gent.le Dott. Fanzone. Gradirei sapere se i fissatori esterni, compreso il fissatore esterno di Penning si possono considerare una conseguenza dell’ invenzione del Dott. Ilazarov oppure no.
    Grazie.

    1. Assolutamente no. La fissazione esterna ha una storia più lunga. L’ilizarov è solo un tipo di fissatore. Ed il grande Ilizarov è nato nel 1921. Mentre Malgaigne è accreditato per usare il “pin” già nel 1840.
      Come mai le interessa?

      1. Dottore io volevo sapere soltanto, siccome ho un fissatore esterno nel polso volevo sapere se mi facevono qualche tipo di anestesia per toglierlo.grazie mille.

          1. Sotto buongiorno io o una frattura pluriframmentaria tibia tratta col fissatore esterno dal mese di luglio e mi è stato detto che verrà tolto a gennaio dopo 6 mesi volevo sapere ma va tolto con anestesia spinale grazie

  2. salve volevo un informazione ho un fissatore esterno alla gamba a causa di una frattura riportata due mesi e mezzo fa di tibia e perone ora quando carico la gamba sento del leggero dolore volevo sapere se e normale o se dovrei andare prima a fare un controllo.

    1. Per evitare conseguenze gravi delle infezioni. Un osso esposto è venuto a contatto con l’ambiente, si è con certezza contaminato. La fissazione esterna minimizza ulteriori rischi di nuova contaminazione e cerca di favorire la guarigione e l’evitamento di una infezione.

  3. Salve, ho un fissatore esterno al bacibo per una frattura all’osso pubico dovuta da un incidente stradale.
    Sono due mesi esatti che ho questo fissatore, vorrei sapere se sa dirmi quanto tempo approssimativamente dovrò averlo ancora.
    Grazie

    1. Mi stupisco sempre di questo genere di domanda. I miei pazienti in generale sanno sempre tutto ciò che so pure io. Intendendo dire che si parla del trattamento e dei tempi e delle attese e del programma. Se fosse mio paziente saprebbe pure il giorno in cui toglieremo il fissatore.

  4. HO un fissatore esterno x rottura bacino da 2 mesi ,io mi muovo per sedermi e faccio esercizi costantemente alle gambe. I fissatori li devo disinfettare ogni 2 giorni perché perdono siero ..è normale questa cosa?

  5. Il 4 novembre ho il controllo con raggi x spero proprio che si possa togliere questo fissatore esterno sono 70 giorni . La ringrazio x la risposta precedente e per la sua professionalità che mi ha aiutato molto in questi 2 mesi.

  6. Salve dottore mio figlio ha 15 anni, due anni fa a avuto una frattura malleolo tibiale, e stato operato ma adesso ha un problema la gamba sinistra e più corta ed il piede e storto e adesso deve rifare l’intervento.
    Volevo chiederle un consiglio, ci hanno proposto due possibilità: 1) tagliare un pezzo di osso per raddrizzarlo e mettere il gesso, avendo sempre una gamba più corta di 1 cm.
    2) Con fissatore esterno.
    Se mi potrebbe dire anche quanto bisogna tenerlo il fissatore esterno, e se sentirà dolore.
    Grazie.

  7. Mi scusi dottore io ho un fissato esterno articolato al gomito per protesi capitello radiale . Dimesso e mi è stato detto di cominciare a movimentare subito il gomito smontando una asticella di blocco. Ho il terrore di farmi dei danni quindi non lo forza per niente. Pensa che con questi fissato si possa stare tranquilli fino alla senzazione di dolore? Grazie tanto e mi scusi per il disturbo

  8. Salve, dr. Fanzone. Giorno 29 novembre giocando a pallone tra amici accidentalmente sono caduto e mi sono fratturato il RADIO. (Polso) (Frattura scomposta pluriframmentaria). Mi hanno dovuto operare giorno 3 dicembre mattina. Mi hanno introdotto un filo di kirschener e impiantato un fissatore esterno. Ora, avrei qualche domanda da farle. 1. Ci potrebbero essere complicazioni future per i giorni trascorsi con una stecca prima dell’intervento? (3gg con stecca). 2. È normale non avere sensibilità e non aver capacità di movimento al pollice? (Il resto delle dita li muovo bene o male). 3. Potrebbe avere problemi l’osso con un movimento maldestro nonostante il fissatore e il filo? 4. Sarà doloroso la rimozione del filo e del fissatore tra circa 1 mese e mezzo a quanto hanno stabilito i medici?

    Grazie anticipate per le sue generose risposte.

    1. La risposta è no a tutte le domande. Il problema è rappresentato dalla frattura in se stessa. Il trattamento serve a minimizzare i danni. Il trattamento con fissatore esterno da buoni risultati, sarà necessaria però molta riabilitazione.

  9. Salve sono Marco e le ho già scritto in precedenza. Avrei altri dubbi. Ho un fissatore esterno al gomito chiamato stryker dvg per una protesi capitello radiale e legamento collaterale. Sono 10 giorni che mi hanno operato e mi hanno dato da fare a casa delle movimentazioni smontando una asticella di blocco. Le ferite stanno bene ma in un punto dove ho il fissatore esterno è gonfio e butta un pochino premetto che li mi ha sempre buttato tanto fin dopo l’intervento , secondo lei è normale o possono starci delle complicazioni? . Nelle movimentazioni in flessione sento tirare all’interno e un po di dolore ma vedo che piano piano va a migliorare , mentre in estensione arrivato a un certo punto sento un blocco e se forza mi sento far leva sui punti di fissaggio del fissatore, potrebbe darsi che il fissatore stesso non mi permetta di stendere anche senza L’asticella?. In totale si muove di pochi gradi vado da 80 a 100 gradi è normale per ora? Grazie tanto aspetto con anzia.

    1. Conosco il tipo di fissatore. Ogni fissatore dovrebbe essere controllato frequentemente dal personale competente. Il tipo di problema da lei riscontrato va verificato di persona. La sofferenza cutanea trattata e la limitazione nel movimento verificata. Legata ad un blocco immesso (la sua asticella – in verità sono due) o al posizionamento che non consente l’estensione? Come capirà certamente sono problematiche gestibili solo di persona.

  10. Salve sono Pasquale, a giugno 2016 mi sono procurato frattura scomposta e plurifeammentaria di tibia e perone. Dopo riduzione con chiodo endomidomidollare tibiale bloccato con vite solo prossimalmemente, ho ripetuto lo stesso intervento a novembre perché c’era ritardo di consolidazione. Attualmente noto un certo valgismo della gamba. Cosa dovrei fare? Era forse opportuno intervenire con un fissatore esterno? Grazie anticipatamente aspetto delucidazioni.

  11. Buonasera Dottore ho letto la sua rubrica e mi sembra molto interessante quindi vorrei proporle il mio problema. Il 12 di dicembre ho preso una storta e mi sono rotta il quinto metatarso alla testa diciamo vicino alla caviglia frattura composta e la distorsione del collo del piede e non mi hanno ingessata mi hanno messo un tutore che devo tenerlo per 35 giorni domani dovrei togliere questo tutore però ho provato di appoggiare il piede e sento una forte scossa quindi non riesco a caricarlo secondo lei cosa devo fare devo continuare a tenere il tutore con la fascia elastica oppure è meglio se provo e riprovo tant’è che il 30 di gennaio dovrei andare in gita e mi servirebbe riuscire a camminare lei cosa mi consiglia intanto la ringrazio tanto Giovanna

  12. Buanasera dottore
    in un incidente stradale ho riportato una frattura pluriframmentaria (due punti composta ed un solo punto esposta) al femore sx mi hanno operato d’urgenza e mi hanno applicato il fissatore esterno. Sono passati circa 60 giorni. La mia domanda è la seguente: Il fissatore esterno è l’unica tecnica di intervento oppure ce ne sono altre che si prestano meglio a questo tipo di frattura? Quali possono essere i postumi?
    La ringrazio anticipatamente per il suo parere
    Gennaro

    1. Non è l’unico sistema naturalmente, nel caso di esposizione è quello più usato e probabilmente migliore. In generale, sul femore, una volta guarita la cute si passa poi ad altri sistemi che consentano di stabilizzare e consentire una guarigione veloce.

  13. Salve dott.il 10/05/2017 mi sono frattura il calcagno frattura scomposta mi anno messo il fissattore esterno ora il 27/06/2017 e a distanza di 4 giorni la parte dove era applicato il fissattore e un po gonfio e sembra che ci sia liquido e normale.

  14. salve, a seguito di frattura tibia-perone scomposta con installazione di fissatore esterno , é normale sentire scrosci lungo la gamba durante la deambulazione o alcuni esercizi in piedi? ( totalmente indolori e sempre in punti diversi), possono essere aderenze che si “smuovono”? Grazie

  15. Buonasera. Entro un anno dovrò fare un intervento per un varismo accentuato alle gambe. Mi hanno detto che dovrò portare fissatori esterni per almeno 6 mesi. Quindi per 6 mesi non potrò uscire di casa?
    E mi chiedo, con i fissatori esterni è possibile vestirsi?

      1. Ho parlato con due chirurghi e mi hanno consigliato entrambi i fissatori esterni, poiché non lasciano placche o viti nelle ossa. Però 6 mesi di fissatore esterno mi sembrano molti. Lei che ne pensa? È davvero il metodo migliore?

        1. La Scelta é del chirurgo che, dopo avere informato il paziente delle alternative, riceve il consenso all’intervento. La durata del trattamento con fissatore è il suo massimo difetto. Per il resto funziona egregiamente .

  16. Ho parlato con due chirurghi e mi hanno consigliato entrambi i fissatori esterni, poiché non lasciano placche o viti nelle ossa. Però 6 mesi di fissatore esterno mi sembrano molti. Lei che ne pensa? È davvero il metodo migliore?

    1. Esistono metodi diversi, questo è certo. Nessuno ha dimostrato di essere “Il Migliore”, altrimenti gli altri sarebbero stati abbandonati.
      In questo momento mio personale storico professionale preferisco consigliare i sistemi di fissazione interna.

    1. Credo di avere generato confusione. Mi dispiace, non era mia intenzione. Rispondevo solamente alla sua perplessità sul numero di mesi necessari alla riuscita dell’intervento. In tal senso la sintesi è più veloce. Tutto qua. Se le ho creato confusione me ne dolgo sinceramente.

  17. Salve dottore!…il 1 novembre mio marito è caduto dal tetto. Oltre a fratture, ha riportato diastasi di sinfisi pubica, il 16 è stato operato e applicato fissatore al bacino. Il 19-12 dovrà andare x radiografia e togliere i punti, da quello che leggo, dovrebbe essere controllato più di frequente? Secondo lei quando inizierà a mettere i piedi a terra? Grazie x la sua disponibilità!….

    1. Un controllo più frequente sarebbe opportuno però questo tipo di paziente è pure difficile da trasportare. Per tale ragione a volte si preferisce fissare un lungo periodo prima dell’appuntamento raccomandando però di venire prima se disturbi.

  18. Buonasera dottore, circa tre anni fa mi sono procurato una frattura scomposta alla tibia e perone.Il chirurgo che mi ha operato ha utilizzato un fissatore per mettere in asse la tibia.Dopo 2 mesi mi ha tolto il fissatore e mi ha fatto un’ingessatura che ho tenuto per un mese e mezzo.
    Quando mi è stata tolta ho avuto l’amara sorpresa di ritrovarmi con la tibia non in asse e quindi con il piede che si inclina leggermente verso la parte interna.
    Desidero chiederle un suo parere per capire come rimediare a questo problema.
    La ringrazio.

  19. Buongiorno Dottore, per correggere la tibia bisogna romperla nuovamente per poi rimetterla in asse con l’utilizzo di un fissatore?
    Inoltre, dato che ho dei dolori dovuti alle artrosi, si potrebbe applicare una protesi durante tale correzione o è possibile farlo solo mediante una seconda operazione?
    La ringrazio nuovamente.

  20. A prescindere dai diversi trattamenti esistenti, è inevitabile la rottura della tibia da parte del chirurgo per rimetterla in asse?

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