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Si devono togliere i ferri nelle ossa?

Si devono togliere i ferri nelle ossa?

16 novembre 2014interventoplacchetrattamento63962Views281Comments
Un cuore di metallo per dire come le placche e le viti usati in ortopedia migliorano la vita

Dovrò rimuovere i ferri nelle ossa?

E’ la domanda che si pongono tutti coloro che in seguito ad una frattura di un osso, che sia gamba, femore, braccio, omero o calcagno, sono stati portati in sala operatoria per un intervento.

Cosa sono i ferri nelle ossa? Altra domanda cui ho provato a dare risposta in quest’altro articolo.

Il chirurgo ortopedico, in ospedale, ha provveduto ad eseguire una sintesi o stabilizzazione chirurgica della frattura ossea mediante un intervento di osteosintesi o di stabilizzazione con fissatore esterno. Anche altri interventi ortopedici, come l’alluce valgo, prevedono che vengano inseriti dei fili di K. (fili di Kirschner) o delle viti, altri delle protesi metalliche (protesi di ginocchio, protesi di anca o di spalla).

Si devono togliere i ferri nelle ossa?

Molti pazienti con frattura poi si chiedono se:

  • i “ferri nelle ossa” si devono togliere
  • sfilare i fili di K. provoca dolore
  • il fissatore esterno si toglie in anestesia o se sia necessario rimuovere un perno o una placca.
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Placche, fili, viti e chiodi ortopedici.

La rimozione dei mezzi di sintesi nelle fratture guarite

La rimozione dei mezzi di sintesi, (placche, viti, chiodi, fili) è un tipo di intervento ortopedico previsto, frequentemente eseguito, ma comunque da non considerarsi facile o di routine.

Come tutti gli interventi chirurgici ed ortopedici ha una sua delicatezza per la possibilità di eventi avversi. Pone spesso dei problemi dal punto di vista tecnico dato che togliere una placca dal femore o dal radio e ulna non sempre è facile e rimuovere un chiodo dalla tibia è un atto chirurgico più complesso del metterlo.

Un caso di chiodo rimosso dal femore. In seguito, a poca distanza di tempo, una nuova frattura dell’anca. Sicuramente la osteoporosi ha avuto il suo ruolo, la domanda è però se mantenere il chiodo in un caso come questo non fosse più opportuno.

Dal punto di vista scientifico, in ambito medico, si discute ancora sulla opportunità della rimozione dei mezzi di sintesi, l’argomento più spesso utilizzato a favore della rimozione è quello che in pazienti giovani una nuova frattura potrebbe essere resa più grave dalla presenza del metallo nell’osso. D’altra parte c’è chi sostiene che i rischi di nuove lesioni e peggioramento causato dal nuovo intervento sono talmente elevati da non giustificare una rimozione delle placche in tutti i casi. La letteratura sull’argomento non presenta valide linee guida.

Le indicazioni che certamente portano ad una rimozione dei mezzi di sintesi utilizzati per guarire una frattura sono:

  • ovviamente l’infezione,
  • la pseudoartrosi (mancata guarigione),
  • evidenti problemi meccanici (rottura delle viti, spostamento del chiodo o della placca).

Il dolore dopo rottura di osso può essere causato dalle placche

Quando è il dolore la causa della richiesta di rimozione la procedura non è priva di rischi ed in genere porta a cattivi risultati e pertanto le aspettative del paziente andrebbero ridimensionate.
Prevenzione di tossicità dei metalli, allergia, carcinogenesi o previsione di mobilizzazione nel futuro non sono considerabili valide motivazioni alla rimozione sistematica di tutti gli impianti.
La rimozione delle placche, viti o chiodi nei bambini deve essere considerate questione a parte per la possibilità di interferenza con la crescita ossea.

Rimozione delle placche dalle ossa come routine

In ogni caso la rimozione di un mezzo di sintesi non deve essere considerate una procedura di routine e neanche semplice. L’atteggiamento migliore, dovendo decidere se togliere o meno una placca o delle viti dalle ossa, è quello di valutare caso per caso, valutando attentamente il rapporto rischio / beneficio.

  • Togliere un “ferro” che non da nessun segno di se non è opportuno;
  • le protesi articolari si rimuovono solo se dolorose per infezione o mobilizzazione;
  • i fili di K. si rimuovono facilmente e senza dolore;
  • il fissatore esterno si rimuove anche in anestesia locale;
  • i perni di fissaggio dei chiodi vanno rimossi, a volte necessariamente, per dinamizzare il chiodo e lo si fa anche in anestesia locale
  • Spesso le placche al malleolo peroneale danno conflitto per la loro presenza proprio sotto pelle e per questo motivo sono spesso tra le più rimosse.

 

Bibliografia
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Is routine implant removal after trauma surgery sensible?
Krettek C1, Müller C, Meller R, Jagodzinski M, Hildebrand F, Gaulke R.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 16 novembre 2014
Ultimo aggiornamento:  05 agosto 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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281 Comments

  1. Ho 70 anni , il 3 dicembre 2014, a seguito incidente stradale ho subito la frattura della tibia , nella quale è stato impiantato un chiodo endomidollare bloccato, attualmente mi muovo abbastanza bene con 2 stampelle, ho ancora un ulcera conseguenza della frattura , che mi da fastidio ed una tvp poplitea , sempre sulla stessa gamba. Mi è stato detto che fra un anno valuteranno se lasciarlo o se rimuoverlo, ora , dopo aver letto il suo articolo, un po’ mi preoccupo. l’intervento in anestesia locale l’ho seguito anche se cercavo di non seguirlo, ora già penso a fra un anno, io pensavo di chiederne la rimozione, ma forse non ne sarà il caso, visti i possibili rischi cui si potrebbe andare incontro.
    Cordialità
    Giancarlo Trani

      1. Buona sera dott. Fanzone
        Le volevo chiedere un consiglio, ho 41 anni
        Nel 2013 in seguito ad una caduta in
        Bicicletta mi sono fratturato il femore sx (persottotrocanterica )
        Sono stato operato e la frattura è stata trattata inserendo mezzo di sintesi in titanio con una vite poco sopra il ginocchio.
        Ho ricominciato a correre ma non come prima( forse cosa mentale) e ad riandare in bicicletta
        Non ho problemi ne dolori ogni tanto
        Però mi scrocchiano entrambi le anche forse è la postura
        Lei consiglia la rimozione del chiodo?
        Se non da fastidio adesso ne potrebbe dare in futuro?
        Grazie della disponibilità.

        1. Sono “ferri” assolutamente biocompatibili. Si segue l’evoluzione e oltre che la clinica anche una radiografia è in grado di visualizzare l’inizio di una eventuale intolleranza. Toglierli se necessario è la mia filosofia.

  2. Salve dottore,
    sono stata operata a una frattura del femore 3 mesi fa,ho 49 anni mi sto riprendendo facendo terapie,palestra ma ancora non cammino bene come una volta.sono andata a controllo ed è tutto nella norma, secondo lei riprenderò a camminare bene? poi visto che mi hanno inserito un chiodo endomidollare vorrei sapere se andrà rimosso.
    grazie mille saluti

  3. posso togliere 2 viti tibiali dopo 3 anni dall’intervento visto che alla notte mi sveglio con bruciore e un po di dolore alla caviglia sono sono ancora collocate le viti.

    grazie per una gradita risposta

    ps

    posso toglierle con anestesia locale

    grazie saluti

  4. Gentile dottore sono stata operata a gennaio 2014 dopo una caduta con gli sci.Operata subito per frattura scomposta spiroidale di tibia perone e piatto tibiale .ho una piastra e sette viti .cammino ma non corro.mi consiglia di toglierle?e se si a cosa vado incontro? Grazie per l sua risposta

    1. Salve Dottore.. Aveva una frattura verticale sagitale della rotula. Mi hanno messo due viti o chiodi.. Io non era daccordo ma mi dicevano che era meglio. Sono triste deppressa perche non mi piace come hanno inserito i due viti àncora mi fa male quando mi sveglio. Da luglio 2016 soffro e voglio toglierlo me stessa.. E facile lintervento di rimozione dei mezzi di sintesi alla rotula. Grazie.

  5. Buonasera,
    Ho subito nel 2012 un incidente che mi ha provocato la frattura dell’omero a più rime con distacco del trochite. Sono stata operata con osteosintesi e otto viti. Poiché avevo dei disturbi (dolore, bruciore, ecc), la settimana scorsa mi è stato rimosso il mezzo di sintesi e praticata in corrispondenza della stessa cicatrice (che era rimasta molto evidente) una sutura entrodermica. Vorrei sapere se devo avere cautele particolari per la sutura e se devo iniziare la rieducazione dopo la rimozione del filo di sutura (in ospedale mi hanno indicato dopo 15gg), oppure prima o dopo quanti giorni dalla stessa. Purtroppo non ho avuto indicazioni precise poiché il chirurgo al momento delle dimissioni si trovava in sala operatoria ed il medico che mi ha dimesso non mi ha dato possibilità di chiedere questi particolari.

  6. Buongiorno,
    Ho 64 anni. A seguito polityrauma della strada (ah, la moto!) ho subito, dieci mesi fa, (anche) la fattura bificale scomposta/esposta della tibia sx, che è stata ridotta tramite l’inserimento di un chiodo endomidollare Phoenix, bloccato da tre viti superiormente ed una inferiormente.
    Quest’ultima si è recentemente spezzata in prossimità della testa, che pare facilmente rimovibile, al contrario dello stelo.
    Superiormente, una delle tre viti è fuoriuscita per almeno quattro “filetti” e la testa è chiaramente visibile e palpabile sottopelle.
    Tutte e tre le viti, di fatto, mi stanno da qualche giorno procurando dolori costanti e non del tutto indifferenti durante la deambulazione.
    E’, secondo Lei, il caso di chiedere la rimozione di tutta questa “minuteria”? Chiodo escluso, immagino.
    Grazie e buona giornata.

  7. dott. fanzone sono stata operata il 17 marzo 2014 al alluce valgo del piede sinistro e nonostante sia trascorso ormai gia un anno ho ancora dei fastidi percaso puo dipendere dalla vite che mi hanno messo? chiedo se la togliessi questa vite potrebbe migliorare il piede cioe non sentire piu dei fastidi anche nel camminare . grazzie

  8. Buongiorno

    Dott. Giuseppe Fanzone

    mediamente quanto dura l’intervento per togliere 2 viti tibiali
    in anestesia locale . altezza alla caviglia

    grazie per l’attenzione

    cordiali Saluti

    1. 45 secondi? E’ la risposta che cercava? Certamente! Però se la vite si rompe allora ci vogliono due ore sempre che ci riesci. Non esistono interventi semplici o banali, una complicazione può sempre capitare. Mai chiedere quanto tempo dura un intervento ad un chirurgo specie se ortopedico ti risponderà male! 😉

  9. Buonasera, operata di alluce valgo 4 giorni fa, doveva essere un intervento mini invasivo, cosiddetto osteotomia distale percutanea; con inizio deambulazione in soli 10 giorni, poche complicanze. Mi ritrovo un mezzo di sintesi filo di K inserito ed Inaspettato e 45 giorni di post decorso chirurgia. Ho inteso che hanno utilizzato 2 tecniche chirurgiche: tradizionale e PDO. Perché filo di K? Grazie infinite

  10. buonasera il 13 giugno 2014 ho fatto intervento di alluce valgo ben riuscito, con poco dolore, ma circa un mese fa mi sono accorta che un mezzo di sintesi sporge dall’osso verso l’esterno non potendo mettere scarpe aperte ma solo stivali
    L’ortopedico ha optato per togliere questo mezzo di sintesi
    L’Intervento è peggiore? E la ripresa? Per quanto tempo dovrò stare ferma e non praticare sport? Togliendolo posso avere dei problemi visto che doveva essere permanente? Grazie. Patrizia da Novara.

  11. Gentile dr Fanzone, cinque anni fà, dopo una frattura trimalleolare scomposta ,ho subito un intervento con applicazione di placca e viti…. la convalescenza è stata un pò lunga ma con testardagine ho ripreso la piena mobilita del piede, faccio lunghe camminate e anche un pò di corsetta senza problemi; da qualche giorno ho dolore e a momenti mi fà zoppicare , sono in crisi , ho il terrore di dover asportare la placca e viti…… vorrei chiedere cosa può essere successo visto che non ho avuto problemi in questi anni? Grazie.

  12. Salve dottore, sono un ragazzo di quasi 18 anni. Circa un mese fa ho avuto un incidente stradale che mi ha provocato una frattura scomposta ed esposta al femore sinistro. Ho subito due interventi, nel primo, d’urgenza, mi è stato inserito un fissatore esterno, mentre il secondo (avvenuto dopo circa 20 giorni dal primo) è servito alla rimozione di questo e all’inserimento di una placca con viti. La domanda che le pongo è questa: trovandomi ancora in età di crescita, secondo lei è stato opportuno l’inserimento della placca e delle viti? Non potrebbero bloccare la crescita del femore? La mia paura è quella di ritrovarmi un giorno con la gamba destra più lunga di quella sinistra. Un ultima cosa, ritiene opportuna la rimozione della placca (cosa che dovrebbe accadere tra due anni)?
    Grazie in anticipo.
    Cordiali saluti.

  13. gentile Dottore,

    vorrei un parere su una situazione che mi è capitata. Ho subito 35 giorni fa una frattura scomposta di tibia e perone, con applicazione nella tibia di un chiodo endomidollare Syntes Expert, fissato con due viti sotto il piatto tibiale e una vite sopra la caviglia.

    Oggi ho fatto una visita di controllo, e gli ortopedici mi hanno consigliato di “levare” con una piccola operazione chirurgica (quasi ambulatoriale) uno delle due viti infilate nel piatto tibiale, poichè il chiodo endomidollare risulterebbe troppo “statico”, non consentendo alle due diafisi di frattura (abbastanza distanti) di avvicinarsi sufficientemente, e dunque rallentando la formazione del callo osseo (sto camminando con un 30-40 per cento del peso sulla gamba rotta).
    Il chirurugo che ha effettuato l’operazione, invece, da me interpellato in data odierna, non ritiene necessaria tale operazione, privilegiando la staticità del chiodo endomidollare sulla eventuale “mobilità” delle due diafisi.

    Non so ovviamente chi ascoltare, pertanto chiedo anche un Suo parere: levare una delle due viti potrebbe essere effettivamente utile per una velocizzazione della formazione del callo osseo? Oppure è più il rischio che l’impresa? Senza ovviamente scendere nel caso specifico, ritiene tale tipo di operazione utile?

    Grazie.

      1. Gentile dottore,

        potrei inviarLe le lastre di ieri, se Lei è d’accordo. Mi farebbe piacere sentire un Suo parere.
        nel caso, dove posso inviarle?

        grazie

  14. Spettabile dottore, le scrivo in merito ad una mia domanda, sono 8 anni che mi hanno operata con inganno alla spalla, ora ho fatto diverse consultazioni da medici, e tutti mi hanno detto che sarebbe da togliere i due chiodi che mi hanno messo nella spalla, vorrei sapere è così pericoloso toglierli? Che rischi ci sarebbero dopo averli tolti? Grazie attendo vostre risposte in merito, cordiali saluti

    1. Inganno? Chiodi? Non saprei proprio! Per rispondere, bisognerebbe capire cosa sono questi chiodi, dove sono e comprendere bene le motivazioni che la spingono a richiedere la rimozione dei mezzi di sintesi.

  15. Buonasera, scrivo per sapere un suo parere dopo aver letto il suo articolo. Mia madre nel 2004 si è operata per frattura composta di femore. È stata operata ed hanno inserito due chiodi. Adesso da qualche anno ha del dolore e nell’ultimo periodo un po’ di prurito. Cosa consiglia di fare? Sarebbe possibile una rimozione in questo caso?o sono più gli svantaggi dei vantaggi? Lei soffre di osteoporosi congenita. La ringrazio se vorrà aiutarmi. Lei non vuole farsi visitare ma aveva fatto una radiografia ad ottobre 2013 per frattura al bacino e a parte l’osteoporosi, la testa del femore risultava apposto. Adesso lei ha 66 anni è stata operata a 55. Cosa consiglia?

    1. Credo stiate parlando di due viti. Bisogna capire se sono loro a dare dolore (lo si capisce bene da una RX), di che materiale sono fatte (quelle in acciaio si sfilano facilmente, quelle in titanio hanno il vizio di rompersi), se sono “coperte” dall’osso o sono sporgenti….
      Tutto questo verrà risolto allorchè la signora si farà visitare.

  16. Salve ho un bambino di 8 anni che il 20 marzo 2015 sciando si è rotto il femore, e stato operato 4 giorni dopo, ora volevo sapere dopo quanto tempo si devono rimuovere i ferri? Faccio questa domanda, dopo aver sentito pareri diversi da un ortopedico ad un’altro grazie

    1. Credo abbiano utilizzato dei chiodi endomidollari elastici. Si tolgono in genere facilmente, ma possono anche restare. La decisione prevede la valutazione complessiva di rischi e benefici. Mi creda non può prenderla insieme a me che non ho mai visto il bambino. La diversità di pareri deriva dalla particolare scuola di pensiero da cui si proviene, non esiste infatti nessuna certezza scientifica sull’argometo. La mia formazione prevede che i mezzi di sintesi endomidollari non vengano rimossi a meno che non si trovi una necessità a farlo. Pertanto la mia personale tendenza è a non indicare la rimozione, ma questo è il mio personale parere, non fa certezza.

  17. Buongiorno dottore, sono stata operata ad dicembre 2011 alla caviglia. Mi sono state applicate una piastra esterna (frattura al perone), filo (o fili? non so) di Kirschner e un chiodo sul malleolo. La piastra mi dava fastidio e a marzo 2013 è stata rimossa; in quell’occasione è stato tolto anche il filo e il chirurgo ha provato a togliere la vite (credo in titanio), ma mi ha detto che non è stato possibile, perché si è spanata. Prima della seconda operazione zoppicavo leggermente, dopo ho ricominciato a camminare del tutto bene; col tempo mi sono resa conto che dal lato esterno, dove ho tolto la piastra, non ho più alcun fastidio, mentre dove è rimasto il chiodo quando faccio ginnastica e mobilizzo maggiormente la caviglia sento dolore/bruciore. Secondo lei è in qualche modo possibile far rimuovere la vite oppure essendo spanata devo rassegnarmi e tenermela? Grazie in anticipo e cordiali saluti.

  18. Buongiorno dottore, ho 45 anni. Nell’agosto del 2011 ho avuto un brutto incidente che mi ha portato alla frattura del femore dx sottotrocanterica. In quell’occasione mi hanno messo una placca e purtroppo dopo due mesi si sono rotte due viti. Mi hanno rioperato nel dicembre 2011 togliendomi la placca e inserendomi un perno endomidollare. Anche in questo caso la sfortuna è stata dalla mia parte visto che sono andato in pseudoartrosi e dopo un anno e mezzo , cioè giugno 2013, mi hanno operato per la terza volta togliendomi il perno endomidollare e facendomi un innesto osseo( ala iliaca) e rimettendo il mezzo di sintesi. A questo punto, cammino se pur un po’ zoppicante ma senza dolori.
    Secondo lei devo intervenire per la rimozione della placca o posso tranquillamente tenerla e affrontare la mia vita normalmente? E ancora, posso fare attività sportiva tipo tennis, corsa?
    In attesa di una sua risposta le porgo i miei saluti.

  19. Salve dottore le volevo chiedere se consiglia la rimozione della placca con viti applicata a mio figlio di 20 anni operato nel novembre del 2013 per una frattura dell’ulna al braccio destro. L’ortopedico che lo ha operato ci aveva consigliato la rimozione dopo un anno ma per vari impegni non è stato possibile, Ora dopo il trascorso di 1 anno e mezzo potrà portare complicazioni? Eventualmente decidesse di rimuoverla la tempistica di recupero quale potrà essere? grazie

  20. salve dottore,
    mio figlio (18 anni) è stato operato settembre scorso in seguito a una frattura scomposta al malleolo (piede dx). gli è stata avvitata appunto una “vite” (non conosco i termini scientifici ma dalla radiografia appare come una vite un po lunga). Non sappiamo cosa fare dato che lui lavora già e abbiamo tutti quanti già preso le ferie dall’1 al 15 di agosto. l’operazione avverrà in questi giorni, ci stiamo ancora pensando cosa possiamo fare. La mia domanda è questa: in seguito alla rimozione della “vite” quanto tempo ci vorrà prima che ripossa camminare normalmente? ed è meglio quindi toglierla entro l’anno?

    1. Se si è deciso di toglierla… lo si faccia. Personalmente consiglio solo riposo fino a guarigione della ferita cutanea in modo da garantire una rapidissima guarigione ed una pronta ripresa, quindi dai sette ad i dieci giorni di riposo dopo l’intervento.

  21. Gentile Dottore sono stata operata all Omero per frattura e mi hanno inserito chiodo T2 e’ normale che dopo 25 giorni faccia ancora male la spalla sopra tutto considerando che sto facendo la fisioterapia?

  22. Salve dottore ho subito un intervento di lussazione acromion claveare di 3 grado mi hanno fatto intervento con inserimento di 2 fili k ed ancoraggio a crocetta mi sembra che si dica così ora a 3 mesi dalla intervento circa 20 giorni mi hanno fatto il pre ricovero per toglierli, ma ancora ad oggi non mi hanno chiamato ho sollecitato già un paio di volte ma non sano darmi una risposta, il problema è che forti dolori al braccio fino ad arrivare alle prime 3 falangi del dito l’unico farmaco che mi un poi di sollievo e il contramal e da circa 2 mesi che ne faccio uso, oltre hai tempi di attesa prolungati da quanto stabilito non per colpa mia mi stanno procurando anche un danno economico, come mi devo comportare sopratutto perché sono arrivato ad un limite di sopportazione del dolore estremo cordiali saluti

  23. Buonasera Dottore, a seguito di un incidente mi sn state ridotte le fratture ad entranbi i femori con chiodi endomidollari che hanno adesso 11 anni. L anno scorso ho scoperto di avere un allergia al nichel di 3 livello. Può l allergia essere stata scatenata dal lungo periodo di contatto con questi chiodi in acciaio? Se si dove posso trovare delle pubblicazioni che ne parlano? La ringrazio tanto

  24. dottore ho il diabete mellillo 2 ho avuto un infarto coronario,ma sono 22 mesi fa ho avuto una frattura bimalleolare al piede sinistro.e’ intervenuta anche un’attrosi, attualmente ho una piastra mentre le viti che avevo mi sono state tolte, mi fa tuttora molto male tanto che devo usare le stampelle in casa con la sedia a rotelle. 3 giorni fa’ dove e’ la piastra si è gonfiato ho grattato ed e’ uscito molto liquidi bianco che sto’ curando con medicazioni e antibiotico (bactrim 160 mg+800mgcompresse) o visitato alcuni dottori, ma a causa infarto avuto un anno fa ,(con angioplastica alle coronarie,) che ho avuto nessuno si prende la responzabilita di togliermi la piastra.Lei cosa mi puo consigliareper cercare di essere normale grazie Orfeo

    1. Togliere la “piastra”. Purtroppo è incappato in uno di quei casi in cui è tale la preoccupazione di essere sottoposti ad un giudizio in tribunale che nessuno vorrà aiutarla. Si chiama medicina difensiva ed è un vero e proprio problema.

  25. Buonasera
    Vorrei un consulto da parte sua….mia mamma 60 anni operata parecchi anni fa x frattura femore ha messo la piastra…..ora a giugno dopo un ecodlopper riscontrato aorta addominale ostruita e hanno provato a bypassare,ma senza alcun esito,quindi hanno amputato le gambe) livello coscia xke ha avuto un infezione………ora da circa una sett un ossicono ha bucato la coscia,provocando dolore atroce.bene secondo l’ ortopedico c’è la necessità di togliere la placca!ma senza placca quanta possibilità avrà di riuscire almeno a camminare con delle protesi???Grazie infinite

    1. Brutta situazione, certamente difficile ipotizzare il futuro, ma per prima cosa direi che bisogna provvedere a fare chiudere la ferita alla coscia, il rischio di infezione è altissimo e deve essere affrontato con risolutezza.

  26. gentile dottore,
    con una caduta mi sono rotta il radio in modo scomposto, mi hanno fatto un intervento chirurgico dopo una settimana di osteosintesi, con tre fili k, pensavo di non avere dolori dopo l’intervento, invece per una settimana ho sofferto molto e ancora oggi dopo 22 giorni dall’intervento ho a momenti fitte di dolore,ma questo penso sia normale, mi sfileranno i fili tra 10 giorni e mi hanno detto che non sarà doloroso, ma io non credo molto a quello che mi hanno detto, visto che ho già sofferto abbastanza, volevo sapere da lei se mi possono sfilare i fili senza alcuna anestesia e se veramente nonmi darà dolore.
    grazie dell’attenzione
    annalucia

    1. alcune persone neanche si sono accorte che il filo era già stato tolto, altre si lamentano nel momento in cui togli le garze e cominci e poi fanno la faccia stupita appena li togli perchè si aspettavano cento ed invece hanno sentito dieci.

      1. gent.le dottore,
        aveva ragione come immagino sempre avvenga nei suoi interventi, il dolore c’è stato ma breve e meno spaventoso di quanto si pensi.
        non le ho detto che ho 62 anni, ora ho tolto tutto ma l’ortopedico mi ha consigliato un tutore, e una terapia di riabilitazione motorie, essendo molto agitata,alla visita non ho memorizzato dopo quanti giorni dovevo iniziare la terapia e ho iniziato dopo una settimana, dovevo aspettare di più secondo lei? perchè quando muovo sopprattutto il polso sento molto dolore. inoltre mi aveva richiesto magnetoterapia che però la fisiatra non vuole credo giustamente fare perchè sono portatrice di pace-maker.
        che cosa posso fare in alternativa?mi hanno consigliato massaggi drenanti,ma sono utili? e soprattutto è giusto che resista al dolore nella fisioterapia o devo fermarmi quando diventa troppo forte?e poi il tutore è come il gesso e dopo che lo porto la notte o per diverse ore, la mano si rigonfia un po’ e mi sembra di tornare indietro con i progressi fatti nei movimenti e allora che devo fare? serve o no il tutore?può avermelo consigliato perchè non è saldato l’osso?e allora i movimenti possono peggiorare qualche cosa?
        mi scusi se sono stata un po’ prolissa,ma lei mi ispira fiducia e soprattutto ci sta a sentire mentre il medico dell’ospedale dove mi sono operata è di poche parole quindi mi lascia molti dubbi. grazie dell’attenzione

        1. Sono sempre curioso di sapere cosa pensano i miei pazienti, quelli non virtuali, di me. Non lo saprò mai!
          Durante la fisioterapia non si deve sentire dolore da urlo ma un pochetto di sofferenza si. Il tutore è protettivo, per tale ragione consiglio di utilizzarlo solo qualora sia pericoloso non averlo, quindi di notte, tendenzialmente, lo si può togliere, così come anche davanti alla TV. Niente magneto… pazienza si guarisce anche senza. Per drenare una braccio gonfio…bisogna farlo funzionare.

          1. beh già è una soddisfazione sapere cosa pensano di lei i suoi pazienti virtuali!!!!
            la ringrazio molto della sua pronta risposta e della sua disponibilità
            cordiali saluti e spero di non avere più necessità di scriverle….. ancora grazie

  27. Buongiorno Dottore, ho 42 anni
    Nel 2003, ho avuto un incidente automobilistico; Nello stesso ho riportato la frattura del radio e dell’ulna denominata “a ramo verde” ed al seguito del quale mi hanno applicato due placche e 16 viti di tenuta. Ora visto che è passato tanto tempo e, visto che qualche fastidio di dolore (cambio del tempo o semplicemente infiammazione dopo aver usato qualche utensile) si fa sentire, ho iniziato a valutare l’idea di rimuovere l’impianto.
    Cosa mi consiglia?
    la ringrazio per la sua eventuale risposta

  28. Buonasera dott. Fanzone, io ho avuto un incidente il primo febbraio di quest’anno, sono stata operata al femore sx, per frattura scomposta in politrauma pluriframmentaria diafisi medio prossimale, mi è stato inserito un chiodo endomidollare t2 bloccato con 4 viti, due distali e due prossimali, oggi però, ancora nei raggi non si nota presenza di callo osseo, sono passati 7 mesi, nell’incidente però mi ero rotta pure tibia e perone dx, quindi per i primi mesi ero bloccata in entrambe le gambe e non ho potuto camminare subito, il 4 febbraio operata e i primi di marzo mi era stato messo il gesso a gambaletto da carico sull’altra gamba e solo da questo periodo ho potuto iniziare ad alzarmi dal letto iniziando col girello e poi passando alle stampelle, inizialmente mi si vietava di fare carico sul femore, ho iniziato da aprile progressivamente a caricare un pochino e poi da maggio con le stampelle. Nell’ultima visita si nota l’ultima vite di bloccaggio, la distale, un po piegata, mi hanno detto che non essendosi formato il callo, il carico grava su questa vite e si potrebbe rompere, volevo sapere anche il suo parere in merito, secondo lei se questa vite si dovrebbe rompere, cosa mi potrebbe succedere? io me ne accorgerò? e cosa può comportare? rischio di cadere? volevo anche un parere su quale sia l’esame giusto da fare per scoprire se il callo si sia almeno formato in forma molle per poi diventare solido, e sapere se esiste un farmaco o qualche cura o metodo che potrebbe stimolarmi la crescita, il mio medico vuole aspettare per vedere se si forma, ordinandomi di continuare a fare carico, prendere sole e mangiare in modo sano e carne al sangue. Lei che parere potrebbe darmi in merito? mi consiglia le stesse cose o mi farebbe fare qualcos’altro? ho 35 anni e soffro anche di tiroide, tiroidite di hashimoto, prendo eutirox 75 dal lun al sab, secondo lei questa patologia o il farmaco può comportare il blocco della crescita del callo osseo? grazie per l’attenzione.

  29. Gentile dottore sono stata operata all’Omero il 3 luglio per una frattura e mi hanno inserito un chiodo endomidollare T 2 nonostante fisioterapia ancora oggi ho dolore lancinanti e non riesco a muovere e a piegare bene braccio e spalla che mi obbligano a prendere tutti i giorni tachidol. Ho fatto una ecografia ad alta definizione e l esito è capsulite adesiva e mi hanno consigliato anche di togliere il chiodo. Si puo dopo soli tre mesi togliere chiodo e viti? Grazie

  30. Gentile dottore il 26 dicembre causa incidente d’auto ho avuto la frattura pluriframmentaria composta della rotula dopo 20 giorni con gesso ho iniziato la fisioterapia per recuperare estensione e flessione,recuperate al 100 %..il fatto grave è che a distanzadi 9 mesi il ginocchio non è gonfio ma dal momento che mi alzo in piedi e deve ricominciare la mia giornata fa malissimo un dolore atroce tutti mi dicono che devo fare muscolo ma io non sono così positiva voglio andare fino in fondo ho solo 37 anni e due figli che non riesco più a seguire dal dolore…cosa mi consigliate?sono davvero disperata..vedo la mia vita finita

    1. Vita finita no di certo, anche perchè fin che c’è dolore c’è vita, direbbe un cinico, ma in ogni caso il suo problema è evidentemente legato alla frattura ed alla mancata o difettosa guarigione della porzione articolare della rotula. Necessita di approfondimento più che di sconforto.

  31. l’ortopedico stamane mi ha fatto una siringa di cortisone nel ginocchio ma mi fa male più di prima e poi prossimamente vuole farmi un’artroscopia e punture di acido ialuronico dice che così si toglie il dolore e nel frattempo fare rinforzo muscolare e piscina cosa ne pensa dottore?io sono terrorizzata non vedo più futuro

  32. salve dottore ho 36 anni e 8 anni fa dopo un incidente ho avuta la frattura tibia e perone ho un chiodo e viti devo per forza toglierli pur nn dandomi fastidio?

      1. la ringrazio dottore,e da che punti di vista potrebbero causare dei problemi e quali ??la ringrazio in anticipo della risposta

        1. Il sintomo principale è il dolore, un altro fastidio spesso lamentato è la sensazione di pressione cutanea. Poi esistono tutti i problemi da “malattia” come l’infezione ma questi hanno disturbi talmente importanti da non porre nemmeno la questione se togliere le placche o no.

  33. Gent.mo Dott.,
    sono stato sottoposto ad intervento di craniotomia per asportazione di un voluminoso meningioma. A distazanza di 9 mesi ho scoperto che durante l’intervevento è stata collocata una miniplacca con viti (titanio) sullo zicomo, in quanto rimosso per dare luce alla cavità cranica durante l’intervento stesso. Ad oggi non riscontro fastidi, ma sulla tempia si è creata un’atrofia dei tessuti sottocutanei. Chiedo se consigliabile rimuovere la miniplacca e se possa essa aver causato l’atrofizzazione nel lobovtemporale adiacente lo zicomo dove posta. Grazie di cuore per la risposta .

      1. Grazie per la tempestiva risposta Dott. Le chiedevo consigli circa la prassi prevista in questi casi. Rimuovere oppure lasciare la miniplacca li dove’è, si rischia qualcosa nel mio caso?

          1. Grazie infinite. Chiederò al professore che mi ha operato di valutare. Tempo fa aveva detto che essendo miniplacca non dovrebbe portare conseguenze . Ma il medico radiologo ha aggiunto che l’atrofizzazione dei tessuti temporali, con conseguente fossetta sulla tempia , può essere causata dalla miniplacca . Grazie ancora per la disponibilità.

  34. Egregio, esistono dei protocolli particolari per l estrazione dei fili di k. (Radio e ulna) in bimbi che sono rimasti traumatizzati dall intervento chirurgico proprio per non appesantire il trauma già subito ? Grazir

    1. Protocolli no. Un bravo medico riesce sempre a tranquillizzare i propri pazienti. Nel caso dei bambini la prima cosa che faccio è allontanare i parenti ed instaurare un rapporto diretto di fiducia da adulto a bambino. In genere funziona.

  35. Buongiorno,

    sono stata operata circa da un mese al metacarpo per frattura scomposta e mi sono stati applicati due fili di K. Dopo due medicazioni nella giornata odierna mi dovevano essere rimossi i fili di K con un pinza, ma al momento dell’estrusione sono riusciti a tirarne fuori un pezzo di uno soltanto in quanto troppo attaccati alla pelle e nascosti. Quindi ora tra una settimana devo toglierli in day hospital con una nuova anestesia, mi domando ma sono stati inseriti male durante l’operazione oppure può capitare che debbano essere rimossi ritornando di nuovo in sala operatoria? E soprattutto non c’è rischio di infezione visto che stamattina mi hanno fatto un male tremendo? Grazie

  36. Gentile dottore, ho subito la frattura dell’omero prossimale e mi hanno operato e messo chiodo expert a luglio.
    dopo la rimozione anche del tutore che ho tenuto per 30 gg ho iniziato la fisioterapia ma ancora non riesco a mobilizzare bene la spalla ed ho forti dolori.
    Mi hanno consigliato di rimuovere il chiodo dopo valutazione rx della consolidazione dell’osso. Lei cosa consiglia? grazie

      1. ho subito un intervento per frattura scomposta all’olecrano da una emg si evince che il nervo ulnare è compromesso,quindi ho le dita piegate e appiattimento dei muscoli della mano. le chiedo se col tempo c’è un recupero o bisogna togliere il perno con rondella. L’intervento è doloroso? si fa in anestesia totale? bisogna rimettere il gesso? GRAZIE.

  37. Buongiorno, nel giugno 2014 ha avuto in incidente stradale nel quale ho subito la frattura scomposta di tibia e perone. La frattura è stata trattata inserendo un chiodo endomidollare con stabilizzazione prossimale con 2 viti e stabilizzazione distale con alrettanti viti. Ho 32 anni e il consiglio comune degli ortopedici incontrati è quello di togliere il mezzo di sintesi con un intervento. E’ vero che avendo il chiodo mi hanno consilgiato delle limitazioni per quanto riguarda alcuni sport (corsa, sci,…) ma un intervento non è sempre e comunque peggio di qualche rinuncia? Oppure nel tempo questa come la chiamo io “ferraglia” può provocarmi fastidi? Grazie in anticipo

    1. Non esistono precise linee guida sull’argomento. Del resto nei reparti di ortopedia non si vedono tanti pazienti con problematiche legate alla presenza di un chiodo endomidollare, con nuove fratture su chiodo, con limitazioni nelle attività quuotidiane. anzi per essere precisi non se ne vede nessuno. Mi trovo in perfetto accordo con la sua idea di tenerselo.

  38. Salve, dottore sono Nicola ho 46 anni,una banale caduta in bici mi sono fratturato trocanterico sx. Inserito chiodo midollare nel femore e viti nella testa del femore.
    Fra un mese circa passerà un anno dall’intervento.io vado in bici e effettuavo anche gare amatoriali in mtb il mio medico mi dice che devo rimuovere il tutto…però dovrò abbandonare l’attività agonistica. Perché rischio la necrosi ossea.. Vorrei un suo parere.
    Grazie. Nicola.

  39. Salve dottore.a otobre 2014 ho avuto un incidente stradalele conseguenze:fratura del omero scomposta tratata chirurgicamente con chiodo endomedulare(fili K).dopo 12 ritardo calo ossio .che cosa e da fare.grazie.

  40. Gentile dottore, ho 48 anni nel 2004 ho avuto un incidente grave in moto, con conseguenti interventi di protesi di spalla, chiodo femorale, e placca con 5 viti al radio, (non calcolando le fratture non sconposte di tibia perone e tarso) oggi conduco una vita quasi normale al 90% (dopo i primi 2 anni di riabilitazione) i ferri non li ho mai tolti, ma da 3 giorni, senza nessun motivo, ho forte dolore alla placca del radio, non e che dopo anni si sia infiammata?
    Cosa mi consiglia di fare…………Certo di una sua risposta, cordiali saluti

      1. Grazie per la sua celere risposta, intanto ho prenotato una radiografia, ed una ecografia……staremo a vedere.
        Grazie ancora cordiali saluti

  41. salve dottore… ho avuto un incidente nel 2003, rottura del femore, con operazione ed innesto di una placca e sette viti, dovevo toglierle dopoo 1-2 anni… bhe causa lavoro non l ho potuto fare, ma non mi hanno mai dato fastidio, infatti gioco a calcio, corro, ecc… bhe cio che mi chiedo, se li lascio a vita puo provocare qualcosa andando avanti con gli anni o posso lasciarli stare visto che non mi danno problemi….. Grazie

  42. Buonasera dr. Fanzone,

    Mi chiamo Alberto ed ho 31 anni.
    Nel dicembre 2014 sono stato operato al secondo metacarpo della mano sx con applicazione di una placca e viti. A distanza di un anno ho fatto una visita di controllo e tutto si è saldato perfettamente, cicatrice morbida e mobilità al 100%.
    Il medico mi consiglia la rimozione della placca in quanto pratico sport da contatto (calcio). Ma conviene realmente? Il rischio di una nuova frattura è realmente così alto? Potrei utilizzare dei tutori specifici da utilizzare durante gli incontri?

    La ringrazio

    1. Non esiste una risposta confermata da ricerche ed articoli sull’argomento. E’ un settore in cui lo spazio lasciato alla immaginazione è enorme. Ogni chirurgo ortopedico si orienta in base a ciò che ha sentito dire ed alla esperienza personale. Il mio personale orientamento è quello di proporre la rimozione dei mezzi di sintesi interni solo alla comparsa o presenza di disturbi soggettivi del paziente.

  43. Buongiorno. Ho 26 anni e piede cavo leggermente pronato. Dopo vari esami strumentali e visite ortopediche (da specialisti diversi) mi è stata diagnosticata una metatarsalgia primo raggio piede dx con interessamento del sesamoide mediale (insorta dopo un sovraccarico funzionale). Ho provato ultrasuoni, ginnastica in scarico per il piede, infiltrazioni, un ciclo completo di mesoterapia ed utilizzo già da qualche mese un plantare realizzato su misura con scarico teste metatarsali che mi ha permesso di tornare a camminare. Ad oggi, però, permane il dolore (pressorio) al carico (nonostante sia diminuito parecchio negli ultimi mesi) se indosso una scarpa senza ortesi o se cammino a piedi nudi. Ho ripreso a lavorare, in piedi, e questo fastidio a fine giornata mi pesa, mi chiedo se riuscirò mai a farlo sparire….Devo forse rassegnarmi a convivere con questa metatarsalgia ormai cronica oppure si può fare ancora qualcosa? A mio parere, il plantare ha solo una funzione compensatoria/correttiva, non terapeutica…..L’ortopedico non ha nemmeno accennato ad un’ eventuale chirurgia…… Resto in attesa di un Suo cordiale riscontro e porgo distinti saluti

    1. Il plantare ha esattamente il compito che Lei gli attribuisce. Due cose si possono fare: aspettare che passi con il tempo sfruttando le capacità di adattamento del nostro organismo oppure “spegnere” il dolore per qualche giorno per favorire il riadattamento posturale.

  44. SONO STATA OPERATA A LUGLIO PER FRATTURA PROSSIMALE OMERO SIN TRATTATA CON CHIODO EXPERT. NONOSTANTE LA FISIOTERAPIA HO FORTI DOLORI AL BRACCIO E ALLA SCAPOLA E MOLTO PROBABILMENTE IL CHIODO FUORIESCE DALLA CUFFIA. MEGLIO TOGLIERE E QUANDO?

  45. Buona sera Dr Fanzone
    Le espongo il mio caso:
    Età 60 anni
    -17 Novembre 2014 frattura scomposta biossea complessa gamba sx con flittene (4×4 cm) emorragico antero-mediale 1/3 distale.
    Primo intervento di riduzione e sintesi con F.E.
    -23 gennaio 2015 secondo intervento con rimozione F.E. , riduzione s sintesi con PLACCA e viti(SYNTHES).
    All’ultima visita di controllo indicazione di prossima visita a metà 2016 con TAC per valutare la condizione della zona sotto piastra per programmare la rimozione.
    Ho letto attentamente le Sue indicazioni ed ho fatto alcune considerazioni:
    1)Non ho disturbi di genere o dolori
    2)La piastra è fissata con 12 chiodi 5 dei quali concentrati nel punto in cui la tibia si è rotta in più pezzi a causa del carico di punta sulla tibia nella caduta
    mi impensierisce il fatto di subire un intervento ritengo invasivo e concentrato e sono fortemente orientato a lasciare la piastra dove si trova.
    Cosa mi consiglia?
    A seguito di urti o caduta la parte è più delicata o fragile?

    Grazie

  46. mio figlio di 24 anni ha avuto un intervento un anno fa al dito medio della mano sinistra per una frattura durante una partita di hockey su prato. Gli è stato inserito un sostegno di metallo (non so esattamente che metallo) ed ora si accinge a rimuovere.

    Il dito non ha acquistato la precedente flessibilità e temo che l’intervento di rimozione possa ulteriormente danneggiare i tendini. Di seguito un paio di domande:
    1) i sostegni metallici sono dannosi per eventuali esami diagnostici? Se non limitano la funzionalità si potrebbero tenere a vita?
    2) se limitano la funzionalità, dopo quanto vanno tolti? E’ vero che setenuti troppo (più di un anno) non si possono più rimuovere?

    1. 1) non dannosi, visibili alle metodiche a raggi X e di disturbo alla RNM
      2) si possono sempre togliere se necessario, semplicemente se passa parecchio tempo diventa più complesso per il chirurgo e più gravoso per il paziente.

  47. Ringrazio per il riscontro.
    Sul fatto che la parte dalla gamba interessata dalla piastra è più “delicata” per quanto riguarda eventuali urti cosa mi dice?

    grazie

  48. Egregio dott Fanzone….mia moglie di anni 67 ha rimosso, da circa e un mese, tre viti cannulate al titanio dal femore per una frattura sottocapitata avvenuta due anni fa’,desideravo sapere in quanto tempo , gli spazi vuoti dell’osso ,dove alloggiavano le viti ,si consolideranno nuovamente tramite il processo di rigenerazione, e se ,l’osso avrà la stessa consistenza originaria….premesso che non lamenta alcun sintomo di osteoporosi…..grazie

    1. Già guarita direi, stessa consistenza e resistenza di prima (anzi un pochino di più di prima). Riguardo alla affermazione: “nessun sintomo di osteoporsi”; sono costretto a smentirla dato che ha avuto uno dei sintomi principali della osteoporosi: la frattura dell’anca.

      1. la ringrazio tantissimo per la sollecita e confortante risposta …poichè un medico dell’ospedale ( dove e’ stata operata ) diceva che occorreva almeno un anno per consolidare i vuoti( ossei) lasciati delle viti……pertanto ci preoccupava il fatto che senza le viti il femore sarebbe stato piu’ fragile ( almeno per un anno ) la ringrazio ancora di cuore per la sua disponibilita’ e professionalita’…

  49. Buongiorno dottor Fanzone 4 anni fa ho subito osteonsintesi con placca in titanio caviglia sinistra con tight rope.. ora mi hanno chiamata x rimozione.. visto che non ho particolari problemi addirittura uso abitualmente tacchi..secondo il suo giudizio posso tenere la placca?

    1. La mia posizione sull’argomento è abbastanza chiara, non tolgo le placche se non ci sono motivi clinici ad indicarlo. Onestamente dirò però che non ci sono linee guida in materia ne tantomeno percorsi validati da ricerche e statistiche, ognuno sembrerebbe consigliare ciò che vuole o ciò che è abituato a fare. Questo purtroppo non aiuta il paziente e non aiuta chi lo deve consigliare.

      1. La ringrazio gentilissimo Dottor Fanzone.. terrò conto del suo parere… farò rx per ulteriore scrupolo e se sarà tutto a posto come ultimi rx effettuati l’anno scorso, non mi opererò!!! Distinti Saluti

  50. grazie della risposta. Ma i dolori che accuso al braccio tipo spine e alla schiena sono dovuti al chiodo expert o alla fisioterapia?

    1. Forse agli esiti della frattura, alla rigidità muscolare, alle cattive posture legate al tanto dolore delle ultime settimane. Consiglierei di ampliare il raggio di azione della fisioterapia aggiungendo un trattamento posturale e decontratturante del collo e della schiena in generale.

  51. Salve Dottore, ho 57 anni nata con displasia bilaterale,sono stata operata per rimuovere una protesi ‘anca mobilizzata solo dopo quattro anni!durante l’intervento purtroppo si è rotto la diafisi femorale,quindi non mi sono fatta mancare nulla ,hanno dovuto mettere anche una placca lungo il femore,quindi ho dovuto subire trasfusioni,dolori esagerati ecc.Vorrei sapere gentilmente da lei i tempi per poter camminare bene quali sono,da premettere che per 40/50 giorni è previsto carico zero sull’arto e con il deambulatore ,dopo tale data potrò passare al carico sfiorante e con le stampelle,grazie per la sua attenzione.

  52. Gentile dottore, lo scorso maggio mi sono fratturato la base del V metatarso sx durante una gara di lotta libera e perciò mi è stata inserita una vite cannulata. A giudicare dalla radiografia la vite è abbastanza grossa, infatti la testa mi da un pò fastidio e mi provoca dolore se sottopongo a pressione la zona in cui si trova perciò fra una decina di giorni la rimuoverò. Ho 28 anni quindi non c’è bisogno di aspettare 1 anno per la rimozione, anche perché il medico che mi ha operato mi ha detto che se aspetto troppo potrebbe formarsi callo osseo.

    La mia domanda è la seguente: in media quanto tempo passa dalla rimozione alla deambulazione senza stampelle? Mi è stato detto che la prima settimana dovrò appoggiare al 30% ma più che altro per i punti visto che l’osso è riformato (anche se vi rimarrà il buco lasciato dalla vite fino alla completa guarigione). Tutti mi hanno detto che come intervento è una cavolata e che il recupero è veloce, infatti dopo 10 giorni ho un volo prenotato. Pensa che potrò camminare tranquillamente? Il piede tende a gonfiare molto? Non ho problemi di osteoporosi ed ho un fisico abbastanza allenato. Chiedo perché mi dissero che dopo la frattura avrei potuto camminare tranquillamente ed invece dovetti fare 3 settimane di fisioterapia.
    Grazie in anticipo.

  53. Buongiorno Dr. Fanzone.
    Sono stata operata il 19 novembre con intervento elmslie-trillat a seguito di una lussazione rotulea recidivante.
    Ho tolto ieri i punti di sutura, mi è stato detto che ancora non posso appoggiarla facendoci peso ma che devo riuscire ad alzarla e a piegare il ginocchio (cose che ancora non riesco a fare).
    Ad ora sento la parte interna del ginocchio molto dura, la parte esterna vicino ai punti ancora senza sensibilità.
    Una mia amica operata della stessa cosa il 4 novembre e che ha tolto i punti il 27 novembre è da martedì che ha tutto gonfio e dolori atroci con febbre alta, però lei può appoggiarlo e iniziare a camminarci su a differenza mia.
    Devo aver paura che anche a me tra qualche giorno verranno questi dolori atroci e la febbre alta? Oppure non appoggiandolo io non avrò questo dolore?
    Sono una ragazza molto ipocondriaca!!!
    Attendo una sua risposta. Grazie mille!

  54. Salve dottore, devo togliere 3 viti cannulate al collo del femore che mi sono fratturato un anno fa ( frattura composta immediatamente operata ) Volevo sapere i tempi di recupero. Premetto che sono uno sportivo (ciclista ), quindi dovrei essere avvantaggiato, credo.

  55. Gent.mo Dr. Fanzone,
    sono stata operata il 10 dicembre 2014 per frattura scomposta trasversale di rotula. Il chirurgo che mi ha operato ha fatto un intervento con fili ticron 5, dicendomi che non avrei dovuto essere rioperata per toglierli e che si trattava di un intervento nuovo. Siccome a distanza di un anno ho problemi sempre uguali evidenziati fin da subito, cioè non riesco e scendere le scale perchè il ginocchio “scappa”, scatta ad ogni gradino, non tiene, ho fatto un grande lavoro muscolare come riabilitazione e la muscolatura funziona a detta del fisiatra che ha riconosciuto che il mio ginocchio scappa, ponendolo come problema forse cartilagineo a causa dei molteplici scrosci articolari presenti. Da una risonanza magnetica senza contrasto fatta 5 mesi dopo l’intervento la cartilagine era in ordine. La radiografia evidenzia una rotula più larga e più bassa rispetto all’altro ginocchio. La mia domanda è la seguente: non ho trovato traccia su siti vari o esperienze dirette di un intervento fatto con fili ticron anzichè con il cerchiaggio come inizialmente mi era stato detto che avrebbero fatto, le risulta che la riduzione di frattura di rotula si attua anche nel modo descritto? Il problema potrebbe essere dovuto al tipo di intervento? La ringrazio per l’attenzione e attendo la sua risposta.

    1. Con il Ti-cron comunque viene eseguito un cerchiaggio. E la tecnica grossomodo è identica, viene a mancare solamente la evidenza radiografica della presenza di materiale radiopaco. Se persiste un disturbo, rotula larga, bassa non credo sia da addebitare al cerchiaggio eseguito in Ti-cron.

      1. La ringrazio, ma non è stato credo eseguito un cerchiaggio, il referto dell’intervento riporta così” accesso mediale ginocchio destro identificazione polo inferiore della rotula riduzione con osteosutura foro 2 paralleli srabilizzazione taicron 5 controllo stabilita chiusura per strati. Il chirurgo mi ha fatto l’esempio dell’intervento descrivendomi i fori paralleli con l’inserimento dei fili e non il cerchiaggio che comunque credo non ci sia proprio perchè nella risonanza magnetica si vedono i fili paralleli e non altro. Pesiste il disturbo principale del ginocchio che “scappa”, non tiene a scendere le scale e genera un’insicurezza anche nelle situazioni normali, non c’è lavoro muscolare che abbia migliorato la situazione. Cosa ne pensa? La ringrazio ancora

        1. Penso ad un problema legamentoso, l’instabilità deve essere accertata ed in genere è sufficiente un esame clinico approfondito. Come ha chiesto a me un secondo parere, però limitato dal fatto che non ho l’opportunità di visitarla, potrebbe chiederlo ad un chirurgo ortopedico più vicino alla sua residenza. Ribadisco però che l’intervento, a parte gli esiti considerati non sufficienti, rientra tra quelli possibili.

          1. La ringrazio molto. Ho sentito già altri ortopedici, ognuno dice la sua, qualcuno ha ipotizzato legamento anteriore, mai nessuno peò mi ha osservato scendendo le scale se non un recente fisiatra che ha confermato il ginocchio che scappa, attribuendolo alla cartilagine e dicendomi di evitare le scale anzi di fare i gradini uno alla volta. Non azzardo commenti se non cosiderazioni: a 51 anni in salute e forma fisica buona devo fare le scale con un gradino alla volta? le pare? vado in palestra due volte la settimana cyclette, esercizi isometrici. Scendo le scale come un portatore di handicap e le salgo con fatica. Il movimento del ginocchio che scappa esiste fin dai primi tempi della riabiltazione, il lavoro muscolare ha aiutato la stabilità della gamba, ma non il ginocchio che scappa senza possibilità di poter controllare il movimento. La ringrazio ancora, ma non so dove sbattere la testa e non vorrei rassegnarmi a rimanere così.

  56. buongiorno,dott.Fanzone sono u ragazzo di palermo ho 35 anni e 2 anni fa ho lottato contro un linfoma a grandi cellule scoperto dalla frattura spontanea della tibia dopo cmq tanti anni (circa 11) di pseudo osteomielite,sono stato a Cortina dove mi hanno messo dei cerchi esterni che mi hanno solamente provocato dolore e deviazione della tibia . Ad oggi grazie al ferro endomidollare con 2 viti alla caviglia ed una al ginocchio riesco a camminare certo con dolori annessi al ginocchio non indifferenti ed al perone che ancora rimane rotto. Ho rimosso circa 2 mesi fa, dopo mie insistenze al medico una vite altezza ginocchio che mi ha sollevato da alcuni dolori ma cmq ho sempre dolori al ginocchio , al perone ed all’altezza delle viti caviglia. Ad oggi chiedo se potrò mai tornare quasi nuovo? se potrò rimuovere sto ferro o almeno le altre viti,ed infine secondo mia riflessione è possibile che il ferro sia troppo inclinato verso il ginocchio e quindi ecco svelato il dolore? grazie anticipatamente

    1. Credo che la sua diagnosi abbia serie possibilità di essere corretta. La rimozione del chiodo potrà essere sicuramente messa in discussione come valido tentativo di risolvere il dolore. Riguardo ai dubbi sulla patologia di base, si potrebbe considerare anche la sostituzione e riposizionamento del chiodo. Se il dolore è così intenso da rovinarle la qualità di vita proverei a verificare questa ipotesi.

  57. Buongiorno dottore, a giugno ho avuto una frattura scomposto al malleolo , ho subito un intervento di osteosintesi, a distanza di 7 mesi ho ancora dolore, quanto tempo deve passare prima che possa sottopormi ad un interverto per rimuovere la placca? Grazie e buona giornata

  58. Salve dottore!
    Avendo riscontrato mediante RX e TAC una spondilolistesi di II grado a settembre 2015 sono stato operato alla colonna vertebrale con sistema (Expedium 4 viti peduncolari e 2 barre, il tutto in titanio) di stabilizzazione delle vertebre L5-S1.
    A distanza di circa quattro mesi dall’intervento ho fatto una RX dove si vede che una delle due viti in titanio su S1 si è spezzata.
    Cortesemente chiedo a lei un consiglio ….. cosa fare?
    Cosa mi comporta?
    La mia sintomatologia e buona infatti credevo che stavo riuscendo a raggiungere la normalità.

  59. buonasera dottore sono stato operato il 18 agosto per frattura pluriframmentaria del piatto tibiale e collo del perone con stupore dello spe alla gamba destra mi è stata inserita una placca però le viti sono troppo sporgenti e si vedono ad occhio nudo almeno all altezza del condilo volevo chiedere sarà possibile toglierle?? Visto che il mio dottore mi ha detto che sarà difficile essendo titanio ma perche il titanio poi sarebbe difficile da togliere??? E poi volevo sapere se dopo 5 mesi è normale che quando carico troppo mi fa ancora male ??grazie in anticipo

    1. Se danno conflitto con i tessuti è naturale che si possano e debbano togliere. Il titanio è più “morbobido” dell’acciaio e le viti si “spanano” facilmente, un altro problema è che va incontro ad una cosa che si chiama saldatura a freddo. Però si tolgono, magari con fatica e con un pochino di tempo in più.

  60. Gentile Dottore,
    a seguito di un incidente in moto a maggio 2015 ho subìto la lussazione tibio-tarsica con frattura trimalleolare della caviglia destra, operata per riduzione e sintesi con viti e placca “LCP” a stabilità angolare. Tale placca non mi ha MAI causato dolore, nemmeno coi punti, nemmeno durante la fisioterapia di riabilitazione.
    Ho ripreso a camminare e a fare lunghe passeggiate coi cani senza particolari problemi.
    Ora, dopo nove mesi, ho un rigonfiamento dolorante e pruriginoso, la parte molto calda al tatto, proprio dove è posizionata la placca. Trovo sollievo con un po’ di ghiaccio e qualche antidolorifico ma la notte il dolore è insopportabile.
    Grazie del tempo che vorrà dedicarmi.
    Buona giornata.

  61. Gentile Dottore. Complimenti per il duo forum! 3 anni fa ho rotto sulla neve tibia (tre punti) e perone (un punto) per torsione in quanto ero vincolato con un solo piede. Frattura composta semplice. I vari controlli postumi hanno confermato piena ripresa e ottimo intervento fatto cno chiodo endomiliare osteosintesi nella tibia con due viti al ginocchio e una alla caviglia (credo sia titanio data l’epoca e sia più elastico dell’acciaio – mi sbaglio?).
    Ho sempre meno vari fastidi a sentire leggeri formicoli e la gamba che si gonfia al polpaccio alcune volte, soprattutto ai cambi clima. Avvolte scariche tipo elettriche sotto ginocchio dovuta credo al taglio e conseguente persa sensibilità pelle sul ginocchio. Cammino meglio, nuoto e vado in bici e sempre più spesso ho un fastidio all’anca (osso appoggio femore sotto bacino) ma credo perchè deambulo male.
    Con uno specialista qui a Roma si è deciso ora a tre anni di distanza di intervenire, più per mia volontà e per questione psicologica.
    Abbiamo tre opzioni:
    1 – Togliere solo le viti alla caviglia (più consigliata dallo specialista) cioè le viti che danno più fastidio e a mio avviso indeboliscono la resistenza stessa della caviglia. Infatti vorrei ora riprendere il gioco del Tennis che implica torsioni che ho paura a fare ora (spero dopo un paio di mesi dall’operazione, che ne pensa?).
    2 – Togliere tutte le viti (anche consigliata dallo specialista), in tal caso dinamizzare provoca dolori nel tempo dovuto ai movimenti del ferro? Perché io ho pensato che se lasciamo solo il chiodo, l’osso si forma in tal modo intorno al chiodo che di per se lo blocca, lo ingloba e questi non dovrebbe dare più fastidio…mi corregge se sbaglio? Da questo dipende mi scelta se rimuovere tutto o solo viti.
    3 – Decedere di togliere tutto. Questo perché ho pensato, una volta vado sotto i ferri per questa storia, tanto vale… Ma ho paura che l’intervento mi rovini di più il ginocchio, perché da li si estrae ferro, giusto?
    Quale delle tre opzioni mi consiglia?
    Grazie del tempo che vorrà dedicarmi.
    Mattia, 42 anni.

  62. Buonasera dottore,
    Sono un ragazzo di 28 anni e 7 anni fa sono stato operaro per la rottura del crociato anteriore, l’operazione è avvenuta con il metodo della zampa d’oca e alla fine mi è stata inserita anche una placchetta o vite ora non ricordo bene… Vorrei sapere se l’operazione a zampa d’oca è consigliata rispetto ad altre ma soprattutto se devo rimuovere il corpo estraneo (placchetta/vite)??? Da premettere che non ho nessun fastidio almeno per ora.
    Grazie in anticipo
    Alessandro

    1. La “placchetta” non si deve rimuovere. I vantaggi della tecnica utilizzata sono di tipo prettamente estetico ma anche di tipo funzionale dato che così facendo si riesce a fare un intervento definito più anatomico.

  63. Egregio Dottore,
    Ho 73 anni e il 9 aprile dell’anno scorso causa caduta sono stata operata per frattura rotula ginocchio destro -Riduzione cruenta e sintesi con fili di K + cerchiaggio metallico a 8.
    Desidero sapere se questi fili devono essere necessariamete rimossi o se tenendoli a cosa vado incontro. A me l’unico fastidio è il rumore dello scricchiolio quando salgo o scendo le scale e il lieve dolore, per il resto non ho problemi. Io vorrei tenermeli contrariamente a quanti mi consigliano il
    contrario. La ringrazio e aspetto un suo consiglio.

    1. Siamo nel campo delle possibilità. I motivi che mi hanno spinto a toglierli sono sempre legati ai sintomi lamentati dal paziente. Questo tipo particolare di cerchiaggio potrebbe anche muoversi e spontaneamente cercare di uscire. In questi casi, non parlo di eventi repentini, meglio facilitarlo rimuovendolo.

  64. Carissimo professore Fanzoni,un anno fa sono stata operata x una trimalleolare e di conseguenza hanno inserito placche e viti. Adessi è necessario toglierli?mi è stati anche chiesto di fare la tac alla caviglia ed eventualmente fare iperazione con anestesia epidurale. Come mai nn locale?

  65. Nel 2007 ,causa incidente ho subito un intervento per una ftattura scoposta omero dx.. Mi è stato inserito chiodo e viti piu rimossi.. A distanza di 7 anni causa concorso carabinieri per motivo di non idoneita vorrei levare il chiodo è possibile? Grazie anticipatamente

  66. Salve,
    ho 40 anni, abito vicino a Parma.
    la vorrei contattare per avere una sua opinione il piu’ oggettiva possibile .
    ho 40 anni, 3 anni fa’ ho subito un incidente in bici da corsa.
    A causa di questo mi si e’ fratturato in maniera leggermente scomposta ma non comminuta l’apice del gran trocantere.
    Gli ortopedici dove mi sono rivolto non mi hanno operato subito e ho atteso 3 mesi a letto immobile fino a che un altro ortopedico dove mi sono rivolto finalmente mi ha operato con rimozione della pseudoartrosi e sintesi della frattura con fili di K( una gabbietta).
    Ho provato di tutto, ma sia quando mi chino, quando faccio le scale, quando vado in bici (non ho smesso….), e quando mi alzo dalla sedia sento delle fitte lancinanti e degli spami muscolari che si irradiano per tutta la natica.
    La settimana scorsa raccogliendo da terra una cosa ho sentito un dolore diffuso sul gluteo e poi come se il mio muscolo (il piriforme ?) saltasse come una corda.
    Da allora mi e’ pure difficile allacciarmi le scarpe.
    Ora la domanda che da 3 anni mi pongo:
    la rimozione di questi fili di k comporta dei rischi seri di danno muscolare ? potrebbe essere risolutivo (almeno in parte )della mia sintomatologia dolorosa?
    L’ortopedico che mi ha operato mi ha detto che sarebbe meglio tenerli in sede, essendo l’intervento invasivo come quello in cui sono stati messi i ferri, ma con tutte queste contratture e spasmi viene quasi a meno la voglia di combattere con il dolore sempre presente, da seduto, in bici, a camminare.

    1. Bisogna verificare che qusti fili siano “fuori” dall’osso. Se fossero in qualche modo sporgenti sono quasi sicuramente causa di una sindrome da conflitto e la loro rimozione dovrebbe essere risolutiva del problema.

  67. Salve,
    grazie per la celere risposta.
    Di fatto quasi tutti i “ferri” sono fuori dall’osso.
    tenga presente che l’apice del mio gran trocantere e’ coperto da una “gabbietta” come quelle che sono sui tappi delle bottiglie di spumante .
    Al di fuori di credo 3 chiodi che tengono salda la gabbietta tutto il resto e’ esterno.
    Ho gia’ fissato un app.to con un suo collega ortopedico qui a Parma cosi’ da valutare con lui il rapporto rischio/beneficio di un eventuale intervento di rimozione della “gabbietta”.
    Ancora grazie mille e complimenti per il forum, ottimo lavoro!
    E’ molto utile, in quanto si puo’ poi arrivare alle visite consapevoli e preparati.

  68. gentile dot. volevo un parere in merito al mio problema,in seguito ad una frattura da stress al collo dl femore sx, ed una pseudo artrosi, in una coxa vara sono stata sottoposta ad intervento -di osteotomia ed osteosintesi del femore prossimale con chiodoplacca,e 7 viti .A distanza di 7 mesi ancora non si è riparata la frattura sia alcollo del femore sia nella sede osteotomica,non ho alcune patologia alle ossa,e mi chiedo come mai questo ritardo. Attualmente il mio ginocchio sembra intraruotato,ed ho forti dolori all,inguine ed al fianco esterno,e zoppico,inoltre ho dolore alle ossa del bacino anche a dx.Le chiedo se sara oppurtuno togliere in seguito viti e placca,e se ci puo essere stato errore nell,angolazione del varismo era a 90g. hanno portato a 120g.Ed inoltre mi hanno detto che adx c,è lo stesso problema quindi puo rompersi il collo del femore a causa del varismo e mi hanno consigliato che dovrei fare anche quello di dx.Lei cosa mi consiglia,ho 45 anni e soffro tanto GRAZIE

    1. Difficile risponderele riguardo ad errori di correzione, le potrebbe rispondere anche il radiologo quidendo di misurare gli angoli sulla lastra. Riguardo ad eseguire lìintervento al controlato ritengo avrebbe dovuto essere programmato dato che adesso, con il cambiamento di angolo, il femore operato dovrebbe essere relativamente più lungo dell’altro.

  69. Buongiorno, ho quasi 19 anni il 9 settembre 2015 a causa di un incidente stradale ho riportato una frattura esposta scomposta di tibia e perone, operato d’urgenza mi hanno installato un fea fissatore esterno e il 24 settembre lo hanno tolto per inserire un chiodo endomidollare alla tibia con 2 viti sotto il ginocchio e una sopra alla caviglia. Dopo 3 giorni mi è venuta la febbre alta, più di 39, e facendo le analisi hanno scoperto un infezione. Sono stato ricoverato per 44 giorni poi sono tornato a casa, l’infezione l’ho superata bene e da fine gennaio ho iniziato a camminare senza stampelle. Ho fatto molti cicli di fisioterapia e sto continuando. Purtroppo però non sono ancora come prima, ho molti fastidi: al ginocchio alla caviglia. Prima facevo molto sport: arrampicata, corsa, alpinismo, arti marziali. Per ora non sono ancora in grado di correre. Il 3 marzo ho fatto gli ultimi raggi e visita ortopedica in cui mi hanno detto che la frattura era consolidata e che stava andando tutto bene. La maggior parte degli ortopedici che ho sentito mi hanno detto che mi verranno tolti i mezzi di sintesi altri erano invece scettici. L’ultimo ortopedico con cui ho parlato mi ha detto di vederci a settembre per dei raggi e per iniziare il percorso verso la rimozione del chiodo e delle viti.
    Secondo lei è possibile fare attività sportiva anche con il chiodo? Per la giovane età è comunque consigliabile toglierlo? L’infezione che ho avuto può portare problemi nell’operazione? Il periodo passato in ospedale è stato duro e sono preoccupato per l’operazione spero però che possa portarmi alla guarigione quasi completa e che mi permetta di riprendere tutte le mie attività.
    La ringrazio in anticipo delle risposte che mi vorrà dare sapendo che è difficile sbilanciarsi dato che ci sono molti fattori e variabili in gioco.

  70. Egregio Dr. Fanzone, mi chiamo Andrea e volevo sottoporle il mio caso, a seguito di un incidente, avvenuto in data 19 Ottobre 2015, ho avuto la frattura scomposta ed esposta e disarticolata della tibia , pluriframmentazione del perone in sei parti, e rottura del malleolo peroneale e riduzione dell’osso e frattura del malleolo tibiale e 62 punti di sutura. a distanza di 7 mesi ho tolto fissatori esterni e impianto ilizarov e cammino con carico completo con tutore . A parte il fatto di sapere se potrò camminare o fare sport, in quanto la caviglia con la riduzione del malleolo non so se mi assicurerà una buona stabilità,volevo sapere se è il caso di togliere le viti che mi bloccano l’articolazione della caviglia , rimaste nel malleolo tibiale e il chiodo endomidollare al perone e soprattutto ancora quanti mesi dovrò stare in queste condizioni? Grazie Anticipatamente Andrea

  71. Buona sera dottore nel 2014 .per una caduta ho subito la frattura di tibia e perone.la frattura e stata trattata .inserendo un chiodo edomidollare con dei viti .11 sotto al ginocchio e due sopra la caviglia.dopo due mesi ritorno in ospedale per la rimozione della vite al ginocchio perché non si calcificava oggi a distanza di 18 mesi ho sempre dolore ho fatto di tutto dal primo giorno …nel frattempo subentra lalodistrofia lo curata per mesi con un macchinario noleggiato a milano . Ho sentito tanti pareri di medici ortopedici ma senza nessuna disposta.so solo che sono intossicat di antidolorifici. ..ormai non ne posso prendere perché soffro di colite e poi sono stanca di medicine …nessuno mi vuole togliere la sintesi …..e non so perché ….ma il punto sta che so zoppa dolorante e una scossa alla gamba se la tocco.le faccio presente che ho sempre fatto fisioterapia piscina palestra 3 ore al giorno ora mi so fermata perché so stanca ..vorrei un suo parere …guarire tornerò come prima….la ringrazio immessamente se mi può dare una risposta…..

    1. Dalle fratture di gamba si guarisce certamente. La storia è piuttosto particolare e l’algodistrofia non è usuale nei chiodi endomidollari. Solamente mi chiedo se riesce a fare tutto questo sport come mai si considera non guarita?

  72. Buon giorno dottore …grazie della sua cortesia ..ma le spiego meglio la situazione mi sento una gamba molto pesante ,dentro il ginocchio mi sento un corpo estraneo non lo sento libero ,nella caviglia del piede mi brucia e ho dolore …..con tutto questo se sto in piedi dopo un po sembra che nelle gambe ho degli elastici che mi tirano,e mi devo mettere a sedere perché perdo l’equilibrio. .rispondo alla sua domanda.faccio tutto questo perché ho una grande forza di volontà, e non voglio buttarmi giù. Ho voglia di vivere

  73. In base ad una caduta con frattura scomposta alla caviglia sono stata operata e messa una placca.A distanza di 3 mesi cammino ma la caviglia durante il giorno si gonfia.La situazione migliorerà con il tempo? Ed inoltre alla scadenza di 1 anno mi è stata consigliata la rimozione. Sarà un intervento difficoltoso? Grazie

  74. Gentile Dottore, sono stata operata il 29.gennaio 2016,frattura malleolo scomposta destra causa caduta dalle scale.Dopo 35 giorni di gesso,35 di tutor e un mese di riposo,mi e stato detto che va tutto bene,anche se zoppicavo leggermente.Sono partita per Germania per lavoro, appena arrivata piede si e infiamato tutto, faccio fatica a scendere per prendermi da mangiare,sono 15 giorni che sto chiusa in pensione, a fine maggio -quarto mese dal intervento- devo lasciare pensione e tornare in Italia,mi tochera’ la sedia a rotelle,sono disperata.Secondo Lei devo togliere le viti e placche,La prego di darmi un consiglio, sono distrutta.La ringrazio di cuore.Anna

  75. Circa 14 mesi fa ho riportato la frattura sotto trocanterica del femore dx per caduta con la bici da corsa. Ho 68 anni di età e percorro circa 10mila km annui con la bici partecipando occasionalmente a gare agonistiche di gran fondo.
    Per la ricomposizione della frattura mi hanno applicato una placca DHS con vite di fissaggio cervico-cefalica con placca a cinque fori. Dalle recenti radiografie si evidenzia ampiamente consolidata la frattura ed ora mi si pone il quesito che Le sottopongo sulla rimozione dei mezzi di osteosintesi.
    Le premetto che le mie condizioni attuali sono buone, non avverto dolore, la camminata e discreta e con la bici riesco a svolgere dei buon allenamenti.
    Considerata l’età e il mio impegno sportivo e consigliabile quindi sottopormi ad un nuovo e complesso intervento chirurgico di rimozione, sapendo che con il trascorrere del tempo poi diventerebbe impossibile decidere di rimuovere i corpi estranei, oppure scegliere fin d’ora di non intervenire.
    Nel caso di un’altra eventuale caduta l’elasticità naturale dell’osso come verrebbe compromessa dalla presenza rigida dei mezzi di osteosintesi applicati?
    Per non dover rimpiangere di aver compiuto la scelta sbagliata Le chiedo un parere da esperto non avendo da parte mia le conoscenze necessarie per indirizzarmi verso la scelta migliore da compiere.
    Grazie in anticipo della risposta

  76. Gentile Dottore,Lei Lei con sua risposta mi ha salvato la vita.Scrivo i detagli se puo essere utile a altre persone per non sbagliare come ho fatto io.Quindi, dopo questa terribile infiammazzione, ho prenottato come da Lei consigliato visita da uno specialista ortopedico qui a Berlino.Passati 3 mesi da intervento per malleolo scomposto, il mio errore e’ che ho portato scarpe con tacchi per una settimana.Rivelato dalla visita neanche a parlare di togliere ferri, ma 15 giorni di prognosi con tutor, 2 punture alla schiena e antidolorifico specifico.Grazie a Lei mi sono sbloccata .Grazie

  77. LANFRANCO LAURI
    Sono stato operato il 31/03/2016, per una rottura poliframmentata dei piatti tibiali.
    il 28/01/2016 sono stato operato per l’asportazione di tutte le viti che avevo.
    Nonostante che siano passati quasi quattro mesi il ginocchio mi fa male, nel periodo dal intervento ad oggi ho fatto sempre della riabilitazione attualmente vado in piscina ed in palestra.
    gradirei sapere se questo dolore con il tempo passerà ed aventualmente cosa fare.
    grazie cordiali saluti

        1. Il dolore iniziale si è supposto fosse legato alla presenza delle viti immagino. Tolte queste però il dolore continua? Se si forse la sintomatologia è legata allo instaurarsi di una artrosi pot traumatica? Il suo ortopedico non le ha detto nulla in tal senso?

  78. Il 30/05/2016 ho fatto la risonanza visto che il dolore aumentava questo è il risultato:
    il controllo RM odierno dopo riferita rimozione di viti metalliche e riduzione della nota frattura tibiale vede una modesta e limitata sofferenza subcondrale del piatto tibiale esterno sul versante anteriore, mentre la spongiosa ossea appare interessata da multiple e serpignose immagini che ne richiamano degli esiti ischemici consolidati. Residua anche un evidente degenerazione gonartrosica e condropatica soprattutto sui versanti di carico femoro-tibiali.
    Il menisco esterno già degenerato presenta una chiara irregolarità ed interruzione al corpo su base lacerativo-fratturativa, il menisco mediale invece si caratterizza per un visibile assottigliamento del corpo e grossolana incisura sul margine più esterno anche questa attribuibile aduna natura frratturativa.
    Assottigliati ma ancora continui i legamenti crociati e collaterali.
    Rotula in asse con trofismo estensore ridotto.
    Scarsa la quota fluida intrarticolare sul comparto anteriore.
    COSA CONSIGLIA DI FARE ,GRAZIE SALUTI LANFRANCO

  79. Gentile dottor Fanzone,
    Mia figlia (12 anni) ha subito a gennaio una frattura sovracondiloidea dell’omero destro con dislocazione. È stata immediatamente operata e le hanno inserito una vite in titanio nell’osso. L’operazione sembra essere andata bene, visto che non ha mai perso sensibilità alla mano e ha recuperato quasi tutto il movimento del gomito.
    Mi chiedo ora se sia opportuno rimuovere la vite: io istintivamente preferirei un osso senza soluzione di continuità, soprattutto in vista della crescita e della giovane età ma vorrei da lei un consiglio su come valutare eventuali rischi e quali domande fare all’ortopedico.

    Grazie mille in anticipo
    Cordiali saluti

  80. Intervento d eccellenza a parer dei medici in Italia…fatto all ospedale bangkok fi phuket..rottura radio.messa pIastra dopo intervento .polso funziona perfettamente.e’.si e alzata la vena nella parte superiore del polso e s volte sento come…..tirare..non so spiegare..con l ecografia mi hanno fatto vedere che un paio di viti nella parte inferiore sono leggermente uscite dall osso…a me non da fastidio niente.che dice? Avevo pensato di far vedere l eco al micro chirurgo tailandese quando torno.un suo parere.grazie.

  81. Buongiorno dottore, sono a chiederle un semplice ed informale consulto.
    Sono stato operato a metà maggio u.s. per la riduzione di una frattura radio distale utilizzando placca e viti.
    A distanza di due mesi la frattura non risulta ancora sistemata – ma di ciò, anche sentendo i medici di Milano presso i quali sono in cura, non mi preoccupo tanto – ed in esito ad una radiografia è stato riscontrato un allentamento di una vite.
    Nel prossimo mese di settembre i medici contano di rivedermi anche per comprendere lo stato di avanzamento della calcificazione.
    Ritiene che, nel caso di specie, la vite debba essere rimossa? Nel caso fosse necessario, in cosa consiste l’intervento? Viene praticato in day hospital? Quali sono i tempi di recupero?
    Grazie per la risposta che vorrà fornirmi.
    Cordialità

    1. Non è una domanda che preveda una risposta semplice. Rivederla a settembre significa avere rimosso dal quadro clinico tutti gli elementi non necessari alla decisione di quale percorso seguire. Tra due mesi scopriremo quali elementi di tutti quelli che attualmente sono presenti (ritardo di guarigione dell’osso, la vite è solo lunga o si muove, è la sola a farlo, non lo fa nessuna…) che serviranno a prendere una decisione. Attualmente? Troppe variabili in gioco.

  82. Gent.mo DOTT FANZONE, operato nel 1988 frattura trimalleolare scomposta con viti e altro, adesso mi si gonfia la parte operata con difficoltà nel muovermi, e stanchezza con dolore sotto al calcagno,sia rx, che eco, non hanno evidenziato nessun problema muscolo tendineo,in quanto non riuscivo a camminare,adesso si prospetta la rimozione,purtroppo chi mi ha operato non so neanche se vive,adesso anche con difficoltà cammino ma mi si gonfia la parte operata.DOTT sono disperato mi dia un consiglio

  83. Buonasera dottore. Ho letto con piacere tutte le sue risposte e sarei molto grato se potesse dare pure a me un consiglio.ho 37 anni, 14 mesi fa ho avuto frattura femore sottocapitata e il giorno seguente ho avuto intervento osteosintesi mettendomi così 3 chiodi. Ora la gamba va bene , ho dolori solo quando piove oppure quando x un paio di ore non la uso. La lastra fatta 4 mesi fa sembrava buona. Mi consiglia la rimozione o no? I due chirurghi che hanno eseguito intervento hanno opinione totalmente opposta tra loro,x cui mi ritrovo senza consigli.grazie x la sua disponibilità

    1. Le differenti opinioni nascono in questo tipo di casi dalla assoluta mancanza di evidenze a favore dall’una rispetto all’altra opinione. Mi son sempre comportato in modo prudente. Non tolgo nulla se non ci sono problemi evidenti e viceversa.

  84. Ho 67 anni, il 26/04/2016, a seguito di una scivolata nel bagno di casa, ho subito la frattura del piatto tibiale. Sono stata operata con placchetta e viti che mi creano tanto imbarazzo e fastidio quando piego il ginocchio. Faccio terapia in piscina e palestra. Cammino adagio, ho buttato le stampelle, ma fino a quando sentirò questo fastidio al ginocchio? E un giorno la potrò togliere la placchetta di titanio e i chiodi? Grazie della risposta.

  85. Buonasera Dottore,
    a causa di un impianto a L al piatto tibiale ( fissato con viti – 5- e fili k) , soffro ormai da qualche tempo di bruciori alla tibia e al retro del ginocchio.
    Ho già prenotato l ‘ intervento, ma al momento come posso ovviare? Solitamente per lavoro e col cane cammino almeno 1 ora al giorno, dovrei avere qualche precauzione? Grazie .

  86. Salve dottore, ho avuto un incidente stradale con lo scooter a 19 dicembre nel 2015 e dopo 2 giorni mi hanno operato e mi hanno messo il chiodo endomidollare nel femore destro e dopo un mese mi è stata infettata la cicatrice da dove mi hanno messo il chiodo.ormai sono passati 8 mesi del infezione che non va via dopo aver consumato vari tipi di antibiotici. Secondo lei cosa bisogna fare per togliere l’infezione? Perché nel test colturale non viene nessun tipo di batteri.
    Bisogna togliere i ferri e/o cosa fare dopo?
    Grazie in anticipo! !!

  87. Buongiorno dottore, sono un ragazzo di 21 anni con placche e viti su radio e ulna avambraccio dx. Premetto che ce le ho da 5 anni e non mi hanno mai dato fastidi, all’epoca ero piccolo e ho continuato la mia vita senza farmi troppe paranoie sul togliermele. Ultimamente mi sto facendo un po di domande e stavo chiedendo se è meglio toglierle per il mio futuro, e quali rischi ci possono essere per delle viti in questa posizione, a distanza di 5 anni? É possibile un danno al nervo? ( questo lo leggevo su internet nei casi di rimozione di placche all’omero che c’era questa possibilità, ma su radio-ulna non ho trovato niente) Grazie per l’attenzione

        1. Il rischio generico di ogni intervento chirurgico aggiunto a quello che mentre la prima volta il chirurgo è passato tra tessuti anatomicamente “normali” adesso dovrebbe passare su tessuti cicatriziali e quindi la “strada” è in parte sconosciuta.

  88. Buongiorno dottore,io ho 40 anni, sono caduto dal lavoro, e mi ha operato un ortopedico perchè aveva diagnosticato rottura dei legamenti. dopo 4 mesi mi si è paralizzato il piede, allora ho cambiato medico e sono andato dal dot.fxxxx di milano il quale mi ha detto che la diagnosi era sbagliata, e mi ha dovuto operare alla sottoastragalica inserendo 2 viti e bloccandomi il piede. solo che dopo 6 mesi fa ancora male e non riesco a camminare, e il dottore mi ha detto che dovrei fare un innesto di osso tramite la banca delle ossa per rimettermi a posto. può gentilmente spiegarmi se l’intervento è giusto o se si fa qualcosa di altro per rimettermi a posto?è meglio la banca delle ossa o il mio osso
    Grazie aspetto un suo consiglio.
    Diego

    1. Sbagliato è il commento del secondo medico. Anche il suo intervento sembra non avere raggiunto il risultato voluto. Questa cosa capita e non sempre c’è un “errore”.
      La artrodesi della sottoastragalica è un intervento di salvataggio che se bene eseguito risolve il dolore. Sembra però che la artrodesi non sia riuscita ed allora ecco il terzo intervento. La decisione se usare osso proprio o di banca è sostanzialmente indifferente (entrambe le soluzioni sono valide).

  89. Salve mi chiamo Federica e ho 27 anni, nel 2014,a causa di un grave incidente, mi sono rotta il femore e di conseguenza mi hanno operata mettendomi un chiodo endomidollare.
    Vorrei sapere se è opportuno tenerlo(anche se spesso è fastidioso e doloroso) oppure toglierlo?qualora fosse possibile, entro quando è opportuno rimuoverlo?
    Sempre nell’incidente ho rotto anche tarso, metatarso e linfranc, quest’ultimo mi crea molti problemi, mi hanno consigliato un’operazione ma reduce da vari interventi la mia paura è aggravare la situazione cosa mi consiglia? La ringrazio di cuore.
    aspetto vostra risposta.

  90. salve mi chiamo francesco le scrivo per avere una risposta in merito il 27/10/2015 subivo un infortunio sul lavoro dove sono scivolato in una scala da circa 4 metri o avuto una frattura scomposta terzo distale con placche e viti e il piede in equino a 90 gradi e ruotato a destra a distanza di 3 mesi iniziando con la riabilitazione i risultati sono stati inutili vengo visto da un chirurgo e mi dice che o una brutta retrazione di tutti i tendini tessuti molli muscoli e nervi decide di operarmi a giugno e mi allunga il tendine di achille a z e nella tibio tarsica atrosilene anteriore e posteriore e infine 2 fili k infilati nel calcagno da rimuovere fra pochi giorni e mi dicono che dovrei subire un ulteriore intervento in sala operatoria perche non sono riusciti a rimuovere i fili k senza anestesia mi dica per favore come possibile causarsi un danno cosi grave ” la ringrazio

  91. Buongiorno Dott. Fanzone,
    un anno fa, a seguito di un banale incidente domestico, ho riportato la frattura scomposta pluriframmentaria spiroide della diafisi distale della tibia e del perone.
    La riduzione è avvenuta tramite intervento chirurgico e applicazione di due placche, una per osso, e 16 viti. Subito dopo le dimissioni dall’ospedale ho cominciato ad avvertire delle scosse fortisisme che partivano dalla zona di frattura e si irradiavano in tutto l’arco plantare fino a raggiungere la punta dell’alluce. La frequenza (ogni 1-2 minuti) e l’intensità (tipo corrente 230V) di queste scosse erano tali da risultare assolutamente intollerabili e dover richiedere il trattamento presso la terapia del dolore dell’ospedale in cui sono stato ricoverato.
    Una volta rimosso il gesso ho notato che oltre alle scosse, che contenevo oppiacei principalmente ed una serie di neuromodulatori, avevo perso anche la sensibilità in tutto l’arco plantare.
    Inoltre, cercando di tornare a deambulare normalmente, mi sono accorto di non poterlo più fare, in quanto non più in grado di estendere tutte le dita, che rimangono in griffe ogni volta che muovo l’articolazione della caviglia verso l’alto (come nel normale movimento del passo).
    Questo deficit motorio è altresì confermato dalle due elettromiegrafie che ho fatto che hanno evidenziato la sofferenza dei nervi SPI e SPE e la totale assenza di potenziale di risposta del nervo tibiale posteriore.
    Attualmente, a distanza di un anno, soffro ancora di allodinia alla pianta del piede e zoppico a causa della griffe delle dita. Nessun miglioramento.
    Posso pensare che l’impossibilità nell’estendere le dita sia dovuta alla presenza dei mezzi di sintesi e che una volta rimossi possa ritornare a camminare? O lei invece ritiene che la lesione nervosa non consenta di essere ottimisti? E se fosse così, è verosimile che si sia prodotta la lesione nervosa a causa della frattura?

  92. Buongiorno Dott. Fanzone, tre mesi fa o trovato un bravo ortopedico che opererebbe operare mio figlio lui ha una malattia molto rara morbo di Ellis van CReveld, da quando a imparato a camminare le gambe hanno iniziato a piegarsi e stato operato a 4anni ma poi dopo pochi anni e tornato come prima, abbiamo deciso di aspettare che finisca la crescita per avere un risultato duraturo, adesso lui ha 17anni e le gambe a “x” con 60° appena riesce a camminare …… Il dottore è stato molto sbrigativo a visitarlo, ci ha detto che lo opera poi li metterà dei fissatori esterni che dovrà portare per 6mesi. Questi fissatori esterni che rappresentano, come sono fatti? sono dolorosi a portarli?

    1. Il fissatore esterno circolare tipo Ilizarov è uno splendido sistema per risolvere le alterazioni dell’asse degli arti. Sei mesi sembrano tanti ma la correzione è progressiva, lenta per rispetto della natura dell’osso. Consiglio? farsi spiegare tutto per bene e farlo accettare al ragazzo che porterà il peso del trattamento.

  93. salve nel 2012 frattura scomposta omero sx, mi hanno operato placca con 6 viti ,vorrei dopo anni riniziare pugilato posso tenerla o dovrei toglierla per fare questo sport………? grazie 1000 in anticipo

    1. Proprio ieri al “Trauma Meeting” di Riccione, convegno nazionale importantissimo di traumatologia, su questo argomento dicevano, non togliere una placca che non si fa sentire. In altri contesti si direbbe “non svegliare il cane che dorme”. Due considerazioni; la prima: la placca sta li e non le da fastidio, la seconda: se dovesse dare fastidio con la ripresa della nobile arte… si vedrà il da farsi.

      1. la ringrazio molto della risposta ….diciamo che la mia paura prendendo un colpo anche abbastanza forte sul braccio possa rompersi o qualcosa del genere ….!! cmq grazie di nuovo per i suoi consigli

  94. buongiorno dottore mio padre 56 anni e stato operato 2 volte a giugno e luglio di quest’anno per stabilizzazione PI l4 e l5 spondiloliste ancora tutt ora ha dolori indicibili e lancinante che non gli danno un attimo di sollievo ne giorno ne notte.. ieri ha una visita al centro rizzoli di Palermo il medIco ha proposto la rimozione della strumentazione lombare..le viti perché dice che pogianl sul nervo e quindi nonostante tutti gli antidolorifici il dolore non passerà e può essere anche che il suo corpo non accetta queste viti..lei cosa ne pensa? potra stare senza viti le ossa non rimangono bucate?

  95. la ringrazio per aver risposto..lui inizialmente e stato.operato perché aveva le vertebre scivolate così hanno detto e il suo fastidio era la gamba che bruciava tantissimo e non aveva più sensibilita..da quando è stato operato e peggiorato e il problema si è allungato anche nell altra gamba che era buona..spero che togliendo tutte queste viti possa almeno trovare un po’ di sollievo..le ossa non avranno bisogno di un sostegno?ho molta paura visto le 2 esperienze negative già passate

  96. Buongiorno
    mio figlio di 15 anni appena compiuti è stato operato da pochi giorni per frattura scomposta della tibia all’arto inf. sn. con osteosintesi intramidollare con chiodo fisso. Ho timore per la crescita ossea.
    Forse non hanno considerato la crescita del ragazzo che è nel periodo dell’adolescenza.
    Quando si può togliere questo chiodo? Si può risolvere prima possibile?
    Attendo una sua cortese risposta.
    Grazie.

    1. Non voglio credere che il problema legato alle cartilagini di accrescimento non sia stato valutato. Il timore di influenza sulla crescita è naturale che ci sia e noi ortopedici siamo piuttosto attenti a questo aspetto. Direi di rimanere tranquilli ma vigilanti.

  97. Buongiorno Dottore
    Mi chiamo Ilario e da 36 anni porto delle placche alla gamba sx (femore e tibia) fissate con viti ,mi trovo ora con un forte versamento sinoviale da ormai un mese,e non si conosce ancora con precisione la causa. Mi viene ora il dubbio che magari sto diventando allergico al materiale con cui sono costruite le placche o le viti .Siccome non ho più la cartella clinica dell’epoca lei mi sa indicare con che materiali sono costruite visto che sono risalenti al1980?
    La ringrazio per la risposta.

  98. Salve dottore io mi sono operato 20 anni fa tibia e perone mi hanno messo il chiodo lungo però adesso si è mosso un po’ e tocca sotto il ginocchio faccio fatica a camminare sono molto ansioso posso toglierlo in anestesia totale grazie

  99. salve Dottore purtroppo ho subito due interventi alla colonna vertebrale, e per ben due volte si sono rotte le viti ad oggi una si trova in L4 e l’altra ho saputo oggi tramite l’esame RM, posso rimuovere totalmente i mezzi di sintesi vertebrali definitivamente. tanto il dolore avevo prima e dolore ho oggi.
    grazie

  100. Salve dottore, mio figlio di 14 anni, l’ anno scorso subì una frattura in avulsione della tuberosità tibiale. La frattura fu ridotta tramite una vite. Il ragazzo ora sta benissimo, ha ripreso a giocare a basket a livello agonistico e per questo sono molto indeciso se è opportuno sottoporlo alla rimozione della vite.
    Nel caso decidessimo per la rimozione, quali sarebbero i tempi di recupero? Sarei davvero grato, se mi consigliasse al meglio per mio figlio. Grazie anticipatamente

  101. Grazie mille dottore, mio figlio sarà sicuramente più felice e tranquillo. Un ultima domanda vorrei farla, la presenza della vite in quel punto così delicato, rappresenta un problema per la crescita in lunghezza della gamba? La ringrazio nuovamente per la grande cortesia e professionalità.

  102. Salve Dottore ho 43 anni mi chiamo domenico circa 3 anni fa presi una storta alla caviglia che ha provocato la frattura al malleolo quindi ho avuto una operazione dove mi hanno messo placche e chiodi attualmente non ancora rimossi. In realta non danno fastidio solo delle volte un vastidio alla parte superiore della placca magari se sforzo un poco. Volevo sapere se è necessario rimuovere placca e viti o le posso tenere e tenendole che rischi corro nel futuro? Grazie in anticipo

  103. Buongiorno dottore,sono Roberto di 50 anni di Sassuolo , lo scorso 9 ottobre ho subito una frattura scomposta collo femore sx Garden 3, operato urgentemente dopo 5 ore dall’ incidente, mi hanno messo una sintesi Vite placca dhs in acciaio e vite cumulata prossima le in titanio.
    2 giorni prima un uomo di 60 anni è Stato operato con la stessa frattura sempre garden 3 dallo stesso chirurgo (proprio il chirurgo me lo ha detto), a lui hanno messo solo 3 viti canulate in titanio, a mio avviso anche a me volevano fare lo stesso, ho capito in sala operatoria che cercavano le viti ma non le trovavano, poi il chirurgo ha detto che sapeva comunque come operarmi. Tutto sta andando bene faccio riabilitazione e la frattura si sta saldando, ma sono senza carico ancora per 2 settimane.
    La domanda è quale siano i pro e i contro dei 2 sistemi di sintesi e quale sia migliore, anche per una eventuale rimozione successiva.
    Grazie infinite e saluti

      1. La ringrazio per la risposta,
        Le chiedo un altra cosa, mi hanno molto allarmato a riguardo della possibilità che la testa del femore vada in necrosi, a tutt’oggi la frattura si sta consolidando ed il problema non sembra esservi, ma quando potrò essere sicuro che la testa sia guarita e che non sarà necessaria la protesi, la necrosi potrà manifestarsi anche più Avanti dopo un apparente guarigione?
        Grazie ancora

        1. Terribile domanda. Esiste purtroppo la possibilità che la necrosi si manifesti anche a distanza. Ma è una possibilità e non una probabilità. In letteratura si trovano rari casi anche a due anni dalla frattura. nel suo caso specifico il breve tempo intercorso tra il trauma e l’intervento sono garanzia di buon risultato.

  104. buongiorno Dottore, ho subito una frattura, 12 anni fa, alla tibia e perone, mi è stato inserito un chiodo endomidollare alla tibia e fissato con due viti nella parte inferiore ed 1 nella parte superiore in prossimità del ginocchio. La testa di questa vite è leggermente sporgente. Cammino molto e vado a correre una volta la settimana con piccoli dolori ed a volte leggeri gonfiori nella parte alta dove risiede la vite sporgente . Da qualche giorno ho un dolore persistente alla tibia anche al tatto sento un leggero dolore ed è calda. Inoltre sento che tutta la zona e il polpaccio sono leggermente gonfi.
    Non mi era mai successo in modo così persistente. Cosa mi consiglia? Può essere un problema circolatorio? Grazie in anticipo

  105. Egr.Dr. Giuseppe Fanzone,
    nel 2010 ho avuto un incidente nella tibia sorpassatat da una da una macchina io ero in biicletta e mi ha gettato a terra , mi hanno fatto una operazione mettendomi una placca, nel 2012 sono caduta ancora con la bicicletta battendo la ruota su una ruota di una altra bicicletta e ho fatto la frattura del femore sempre della gamba sx, nel 2013 purtroppo sono caduta io con la bicicletta nn per colpa di nessuno ma ho ho voluto attraversare un vicoletto appoggiando la mano su un paletto, ma senza staccare la mano e sono caduta ancora con la bicicletta e mi sono rotta ancora per la seconda volta il femore e con la dimininuzione di un centimetro della gamba. Ora sono stata operata per il femore con due viti di titanio . mi viene da porre una domanda cioe’ questa dal 2013 fino al 2015 sono stata benino perche’ andavo a ginnastica e nn sentivo i dolori. Quest’anno e precisamente il 6 agosto mi sono venuti parecchi do9lori dapertutto nn solo alla gamba sx, ma bensi’ sotto il piede dx dovuto credo alla postura buttando tutto il peso del corpo nella gamba dx e’ venuto fuori questo dolore. Ora mi chiedo la placca e le viti nn si possono togliere e la postura del piede dx nn si puo’ trovare una terapia che faccia stare meglio? O devo portare plantari di un centimetro sia alla gamba sx che a quella dx? Solo che nn trovo nessuno che mi indichi dove andare a trovarli questi plantari e per giunta anche la postura del fine schiena mi fa male perche’ sono tutta storta e vorrei qualcuno specializzato che mi raddrizzi con i plantari morbidi. Nn so pero’ dove andare a trovare queste persone specializzate perche’ ne ho passte tre e tutte e tre mi hanno fatto plantari duri con conseguenti dolori dalla parte dx. Se lei mi da un consiglio su tutto questo, la ringrazio vivamente, Emanuela

  106. Buongiorno dottore,volevo chiedere un suo parere.Dopo essermi fratturata il malleolo esterno e malleolo tibiale (frattura scomposta) Ho subito un intervento dove mi hanno messo una placca in titanio.Qualche giorno fà da un punto mi è uscito del siero,fatto tampone ed è risultato: Es.colturale batteri aerobi.: POSITIVO Es.colt.batteri anaerobi negativo Es.colturale miceti negativo Identificazione biochimica Staphylococcus epidermis Positivo +. Volevo sapere in merito se è una cosa grave e se è necessario dover togliere la placca.La ringrazio.Federica

  107. Buongiorno Dottore

    sono stata operata per una frattura all’omero nel luglio del 2015 con l’inserimento di un chiodo endomidollare. Da ottobre ho dei dolori molto forti nella parte dove credo sia inserito il chiodo (quando questo succede non riesco a muovere il braccio o e ho male anche al collo e alla testa) solo con gli antifiammatori passa. Consideri che mi hanno operato anche per una capsulite nell ottobre 2015. Cosa devo fare secondo lei?

  108. Cortese Dottore,
    ho una placca con 8 viti nella tibia dal 1980…..non ho avuto mai nessun problema ma la vorrei togliere per il problema dell’impossibilità nell’eseguire la risonanza magnetica strumento di diagnosi ora primaria per altri problemi.
    Come potrò fare visto il callo osseo di oltre 40 anni?
    Anticipatamente ringrazio

    1. Chi ha detto che non può fare la risonanza? Questo è un concetto vecchio.Pensi che si può fare la risonanza anche su protesi di anca e ginocchio.

  109. Egregio dottore
    una caduta dalla moto mi ha procurato la rottura di tibia perone e malleolo sx,sono stata operata a Merano e mi hanno impiantato un infibulo in titanio nell osso , lungo 28 cm .Ho fatto una visita da un Ortpedico a Bergamo,citta’ in cui vivo e contrariamente a quanto mi hanno consigliato a Merano,cipe’ di tenerlo vita naturaldurante,lui mi ha consigliato di toglierlo,perche’ in quanto donna e quindi piu’ soggetta ad osteoporosi,negli anni a venire potrei avere bisogno di protesi al ginocchio.Avendo questo ferro non potrei farmi impiantare una protesi alla rotula in caso di necessita’
    Gradirei un suo parere.
    cordialita’
    R. M.

  110. Gentile Dottore,
    ho 24 anni. A Giugno, in seguito ad una caduta in bici, ho subito una frattura pertrocanterica del femore curata con chiodo gamma. Pratico sport a livello agonistico (corsa,ciclismo e nuoto) e per ora non ho particolari fastidi, a parte in alcuni movimenti, ma penso sia dovuto al fatto che la fratuura è abbastanza recente. Mi è stato consigliato di rimuovere il chiodo, in quanto una ulteriore frattura con il chiodo non rimosso potrebbe avere gravi conseguenze. Inoltre ho letto che la rimozione del chiodo andrebbe eseguita nel giro di 1-2 anni poichè dopo diventerebbe complicata. Saprebbe gentilmente darmi un suo parere a rigurado.
    Grazie e saluti

    1. Non esiste un consenso unanime sull’argomento. Ho comunque rimosso pochi chiodi durante la mia carriera e non è mai stato facile, valutato questo il rischio di un intervento chirurgico mi pare superiore a quello di una nuova frattura.

  111. Buongiorno dottore,
    causa infortunio sportivo a settembre 2016 ho avuto frattura tibia (in tre punti) e Perone (1 punto).
    Ad oggi, dopo un lieve ritardo, si stà formando un buon callo osseo. L’ortopedico sostiene che alla prossima radiografia (il 6 giugno) si pùo valutare di togliere tutto (anche entro luglio) poichè poi sarebbe un problema rimuoverlo (calcificazione e visto che è stata messa una piastra “con stabilità angolare” che non ho idea di cosa significhi). Ora, ho sentito molti pareri e molto discordanti, ci sono ortopedici che sostengono di non rimuovere tutto se non da fastidio, altri di rimuovere dopo almeno 1/2 anni mentre lui, l’ultimo, di rimuovere subito.
    Io sono uno sportivo, pratico kitesurf, snowboard, mtb. Togliere adesso il tutto mi farebbe fermare ancora nella pratica che spero di ricominciare tra un mesetto con calma, in più per settembre mi sposo con annesso viaggio di nozze (impegnativo visto che andiamo a capoNord in camper). Detto questo io sono molto confuso. Inoltre vorrei sapere se, lasciando in sede il tutto, posso praticare ancora qualsiasi sport (ad oggi la mobilità della caviglia l’ho riacquistata al 100% come non ho fastidi di sorta in sede frattura ma solo un infiammazione sotto il malleolo dovuta penso ai mesi camminando male ma che ora stà lentamente passando poichè muovendomi e scaldando la parte scompare.) può darmi qualche consiglio in merito? Grazie Mille

    1. Le placche a stabilità sono dei mezzi di sintesi molto efficaci. Rimango perplesso sui tempi di guarigione che mi indica. Forse ci sono tante viti e giustamente chi l’ha operata le vuole togliere. Nelle stabilità infatti molte viti significano eccessiva rigidità e ritardo di guarigione.

      1. Buongiorno dottore, la mobilità della caviglia l’ho ripresa al 100% ed il callo osseo (dopo un lieve ritardo) ora sembra più che buono (a detta dell’ortopedico) sono molto confuso. L’idea di fare un altra operazione non mi alletta molto se non perchè sarebbe altro motivo di interruzione della pratica sportiva oltre ai tempi di recupero…. lasciando in sede il tutto, posso praticare ancora qualsiasi sport? eventualmente togliendo tutto tra 1/2 anni avrò problemi nel rimuoverle?
        Grazie ancora per i consigli

        1. Come avrà già capito non ci sono prove valide che indichino con certezza cosa è meglio fare. Durante i miei anni di lavoro (anche dei colleghi che con me hanno lavorato) le placche rimosse sono veramente pochissime. Ancora di meno sono i problemi causati dal mantenere una placca in sede. Pertanto tendenzialmente io non le tolgo. Naturalmente ogni caso è a se stante e nel suo specifico non posso essere più preciso di così e le ricordo che nessun parere via internet può sostituire quello di un medico che ha avuto la possibilità di visitarla.

  112. Buongiorno dottore,
    mio nipote di anni 18 ha avuto un incidente sportivo riportando: frattura spiroide del terzo distale diafisario di perone. E stato operato in day surgery il 14 marzo e dimesso il mattino seguente, senza gesso soltanto con fasciatura,
    sul referto dell’ospedale è scritto intervento chirurgico di osteosintesi con placca; deambulazione con 2 bastoni fuori carico per 35 giorni.
    Dobbiamo ancora fare la lastra e sentire il parere dell’ortopedico.
    Le indico i miei dubbi:
    Essendo ancora in età evolutiva potrebbe avere dei danni permanenti tipo restare claudicante, causa crescita della gamba sana?
    Potrebbe giocare ancora a pallone con la placca oppure è meglio toglierla per evitare
    complicazioni, vista anche la giovane età?
    Inoltre in questo mese non era capace di deambulare con le stampelle perché diceva che si stancava, mentre il medico gli ha detto di camminare naturalmente senza caricare a sinistra (ossia la gamba fratturata).
    Infine dice di sentire la placca ma questo credo che sia normale perché trattasi di una placca di 10 cm.
    La ringrazio anticipatamente

    1. Capisco tutti questi dubbi però verrà chiarito una volta guarito che sono tutti ampiamente ingiustificati.
      La frattura in questione guarisce bene, a 18 anni l’evoluzione credo sia già terminata essendo ormai uomo fatto, la placca si toglie solo se dovesse essere necessario. Riguardo al giocare a calcio…

  113. Grazie dottore, la sua risposta mi ha rassicurata. L’importante è che il ragazzo guarisca e poi , come ha detto sia Lei che l’ortopedico che l’ha operato si può decidere se toglere o no la placca. Grazie di cuore

  114. Buongiorno dottore il 9 febbraio mi sono fratturata tibia e perone (frattura scomposta) trattata con un fissatore esterno. Sono trascorsi 2 mesi e la frattura della tibia è molto aperta e non consolidata, il perone consolidato. Altri ortopedici mi consigliano di togliere il tutore e fare un intervento inserendo il chiodo endomidollare e di non far passare troppo tempo altrimenti si potrebbe complicare la situazione. Cosa mi consiglia di intervenire subito oppure aspettare almeno altri 2 mesi per vedere se la calcificazione procede?

    1. Il perone consolidato è un problema. Ho portato a guarigione fratture di gamba con fissatore esterno. I tempi sono in linea con altri metodi a patto che si rispettino le regole. Il fissatore è già stato dinamizzato o messo in compressione, l’asse è corretto? Senza risposta a queste ed ad altre domande non mi è possibile risponderle con correttezza. Da un altro canto perchè usare un fissatore?

  115. Buongiorno Dr. Fanzone,
    mi chiamo Franco Casini padre di Francesco che ha subito una frattura scomposta di Ulna e Radio, durante una caduta in una partita di calcio. Premetto mio figlio ha 14 anni, è stato sottoposto in prima istanza al riallineamento osseo attraverso manovra manuale poi è stato eseguito un’intervento chirurgico con placche e vitigni in entrambe le ossa. Ha già tolto il gesso dopo averlo indossato per più di 30 giorni. Il chirurgo mi ha detto che le placche e le viti dovranno essere rimosse tra circa un anno vista l’età del ragazzo. Lei che ne pensa?. Per quanto riguarda i tempi di guarigione come possono essere quantificati? Ho letto che asportando le placche e le viti è come subire un’altro intervento… ma i tempi dopo questo ulteriore intervento quali sono? Tornerà come prima?

    La ringrazio in anticipo per la sua gentilezza.

    Franco Casini

  116. Egregio dottor in seguito ad una caduta dalla moto, ho rotto tibia perone e malleolo sx,ho subito intervento in ospedale a Merano.I medici di tale struttura mi hanno consigliato di non rimuovere i mezzi di sintesi inseriti con l intervento.A Bergamo,citta’ in cui risiedo,mi hanno consigliato esattamente l’ opposto.Sono un po’ confusa,un suo parere,dimenticavo e’ successo 1 anno fa ed io ho 57 anni.
    grazie

    1. Confermo anche io la confusione in materia. Legata alla mancanza di dati certi e scientifici sull’argomento. Le nuove generazioni di ortopedici non rimuovono, le più vecchie si! Io sono per non rimuovere a meno che non ci sia una ragione.
      Ho pubblicato di recente un articolo su un caso di placca rimossa e… nuova frattura. Cosa sarebbe successo se la si fosse lasciata?
      Se vuole dare una lettura veloce…

  117. Caro Dott.Fanzone ho avuto un incidente stradale in moto e ho avuto la frattura dell olegrano sx e la frattura del piatto tibiale sx di conseguenza il cerchiaggio con dei ferri e fili di sintesi all olegrano e una vite al piatto tibiale per quanto riguarda l estenzione del braccio sto all 80% dopo sei mesi di terapia mentre la gamba va molto meglio pero la mattina al risvegli mi fa male un pochino specie quando sto molto tempo seduto le volevo chiedere a breve dovro togliere i feri dal braccio mi consiglia anche di togliere la vite dalla gamba? la ringrazio anticipatamente distinti saluti
    PS le mando due lastre per farsi un idea grazie

  118. Ciao drt mi presento sono Hamid ho 18 anni e due anni fa ho fatto due interventi a tutte due le anche e da quel momento nn cammino più bene e in questi mesi sto avendo dei problemi che sto avendo una gamba più lunga del l’altra che mi consiglia di fare te per tornare a camminare come una volta.GRZ mille

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