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Rottura tendinea e tendinite

Rottura tendinea e tendinite

31 Marzo 2012tendinitetendinosi7079Views18Comments

I tendini rappresentano insieme ai muscoli l’unità funzionale deputata nel nostro organismo a produrre la forza e l’energia necessarie al mantenimento della postura ed alla esecuzione del movimento. Nonostante la loro resistenza possono andare incontro a patologie che ne determinano l’indebolimento e la rottura.
Le cause di rottura sono in buona parte prevenibili,

I muscoli

hanno la capacità di contrarsi accorciando la propria lunghezza a riposo.

Quasi tutti i muscoli del nostro corpo prendono origine e fine su di un osso ed in molti casi i muscoli sono collegati all’osso non direttamente ma per tramite dei tendini.

I tendini

sono strutture fibrose, resistenti alla trazione e poco elastiche nel senso della lunghezza ma flessibili (simili moltissimo ad una corda che si può annodare o piegare ma che non si riesce ad allungare).

I tendini sono deputati a trasmettere la trazione, esercitata con il proprio accorciamento dai muscoli, alle strutture ossee ed alle articolazioni in modo da consentire la postura ed i movimenti articolari.

I tendini svolgono anche altre funzioni

  • essendo sottili e potendo essere anche molto lunghi, rendono possibile che il muscolo sia piccolo e non ingombrante (le dita della mano vengono mosse da muscoli che sono vicini all’articolazione del gomito, in questo modo, non solo per estetica, il polso può essere sottile e leggero);
  • I tendini, essendo flessibili possono avvolgere un’articolazione formando una puleggia e consentire che la contrazione muscolare permetta il movimento anche non in asse con il muscolo;
  • I tendini sono anche organi di senso, sentono la tensione e ci consentono di rimanere in piedi anche ad occhi chiusi o di sapere in quale posizione sono i nostri arti senza vederli (in verità questo è dovuto anche ad altri sistemi).
  • Bloccano la contrazione muscolare qualora lo sforzo divenga troppo intenso e vicino al creare danni;

La tendinite

è la patologia di tipo infiammatorio a carico delle strutture che avvolgono il tendine (guaine). Come per tutte le patologie di tipo infiammatorio è caratterizzata da dolore, arrossamento della cute sovrapposta e calore più elevato rispetto alla zona circostante.

La tendinosi

è una patologia a carico della struttura tendinea vera e propria. Consiste nella degenerazione della struttura tendinea con relativa perdita di resistenza del tendine,

Tendinite e tendinosi possono coesistere.

Rottura tendinea

  • Degenerativa spontanea (fa seguito spesso a lunghi periodi di sofferenza con episodi ripetuti di tendinite)
  • Acuta traumatica (lesioni da taglio, ricadute da un salto, scatti improvvisi)

Tendinite e tendinosi, se sottovalutate o non riconosciute possono determinare la rottura del tendine.

 Cause di patologia a carico dei tendini

Errori di allenamento

  • I tendini sono in grado di adattarsi alle modificazioni indotte dall’allenamento fisico. Questo adattamento avviene sia in senso positivo, rinforzandosi con l’allenamento, che in senso negativo indebolendosi con la immobilità. Questo spiega perché un allenamento intenso provochi lesioni tendinee. In questi casi il muscolo ha aumentato la propria potenza più velocemente di quanto il tendine abbia acquisito resistenza. Lo stesso, pressappoco, avviene con l’uso degli anabolizzanti (steroidi).

Farmaci

  • Alcuni farmaci antibiotici della famiglia dei fluorchinolonici sono considerati predisponenti alla rottura del tendine d’ Achille. Il loro uso è consentito perché sono talmente utili e potenti nella cura delle infezioni che poca cosa è qualche tendine rotto. Le persone che usano o che hanno usato nel passato recente questo tipo di farmaco andrebbero però avvisate della necessità di diminuire l’intensità degli allenamenti fisici.
  • I farmaci cortisonici vengono spesso usati nella pratica sportiva (mai a ragione!) per trattare infiammazione e dolore articolare e tendineo. Oltre che effetti negativi sulla qualità delle strutture infiltrate, l’aspetto negativo del trattamento infiltrativo con cortisone è dato dal fatto che questi farmaci “spengono” quel “campanello d’allarme” che il dolore rappresenta. Senza dolore non si è avvertiti dell’eccesso di sforzo e da qui la rottura tendinea.

Altre patologie

  • Ipercolesterolemia familiare
  • Diabete
  • Difetti genetici nella sintesi del collagene

Diagnosi della tendinite:

nei casi di tendinite la diagnosi è generalmente agevole. Alla visita i segni clinici sono piuttosto evidenti e chiari. In alcuni casi potrà essere richiesto un approfondimento diagnostico con ecografia e RNM,

Nei casi di tendinosi, spesso la diagnosi arriva in seguiti all’evento rottura tendinea. Talune volte gli accertamenti in corso di tendinite possono mettere in evidenza una lesione della struttura tendinea.

Prevenzione della tendinite

Ogni sport può determinare lesioni tendinee. Ogni disciplina sportiva o lavorativa ha dei tendini o dei gruppi tendinei particolarmente esposti al rischio di rottura.

Sarà quindi necessario valutare attentamente il rischio e mettere in atto le giuste strategie di protezione.

Valutare attentamente la propria condizione fisica, scegliere con cura l’attività sportiva più idonea al proprio fisico ed alla propria età, sono necessarie cautele prima di intraprendere una attività sportiva.

Per gli atleti professionisti, la scelta obbligatoria è quella di adattare i carichi e la frequenza dell’allenamento e non perdere di vista che se lo sport è salute nessuno può rischiare di perdere la salute per un obiettivo agonistico (questo non vale per i calciatori che dato quanto guadagnano possono anche permettersi di avere a 40 anni le ginocchia rovinate, per tutti gli altri che dovranno comunque lavorare fino ad 80 anni è meglio mantenere con cura le proprie articolazioni e rinunciare a qualche medaglia).

Terapia:

della tendinite e della tendinosi

Il riposo funzionale è sempre necessario

  • Diminuire i carichi
  • Tutori per immobilizzazione
  • Laser terapia
  • Crioterapia (ghiaccio)
  • Farmaci antalgici
  • Taping e bendaggi
  • Infiltrazioni (solo su consiglio medico e dopo visita. E se non è il medico della squadra o della società è meglio).

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 31 marzo 2012
Ultimo aggiornamento:  11 gennaio 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.

Farmaci per l’Osteoporosi

Rottura tendine di Achille

19 Comments

  1. Buon giorno dottore
    desideravo chiedere se era a conoscenza delle nuove tecniche antidolirifiche e riparatore che utilizzano il gel di piastrine.
    Si sente sempre più parlare di fattori di crescita…. ma cosa sono? e poi per quali patologie si può usare questa tecnica?
    Grazie.

    1. Forse ciò a cui lei si riferisce rappresenterà il futuro, per adesso non è ancora presente nessuno studio internazionale serio che ne dimostri l’efficacia. Personalmente tendo ad offrire ai miei pazienti trattamenti e cure che abbiano superato la sperimentazione e siano universalmente riconosciute come valide. Qualora pratichi trattamenti di tipo “alternativo” ciò avviene solo alla fine di un percorso diagnostico, terapeutico e culturale e sempre e comunque con il consenso informato del paziente.

  2. Buongiorno dottore.
    Innanzitutto grazie per l’articolo che ho trovato assai interessante.
    Ho iniziato un mese fa una cura con chinoloni (ciproxina) datami da un urologo e ho dovuto sospenderla immediatamente per dolore a entrambi i tendini di achille. Il mio medico mi ha detto, oltre che di sospendere l’antibiotico e non prendere mai più chinoloni nella vita, di mettermi a riposo totale e di contattare un ortopedico (il quale a suo dire probabilmente mi farà fare eco, risonanza, etc. ) per valutare la situazione. Inoltre il mio medico mi ha accennato che il rischio è di tendinosi e non di tendinite cioè di una degenerazione cronica dei tessuti dei tendini. Dalla sua esperienza, si risolvono i problemi dei tendini oppure sarò segnato per sempre nei tendini dai danni del chinolone ?
    Grazie.

    1. Il fluorchinolonici sono farmaci importantissimi. Anche chi ha avuto episodi di sofferenza tendinea, se affetto da grave infezione può e deve usarli per la loro efficacia (l’affermazione “non li usi mai più” è avventata. Li “userà solo se strettamente indispensabile” è più corretta). Il rischio di provocare sofferenza tendinea a carico dell’achilleo è valutata all’1% dei trattamenti ed il meccanismo di danno non è perfettamente conosciuto (mi ha dato lo spunto per un prossimo articolo – ho avuto due casi poi trattati chirurgicamente). Effettivamente una ecografia o una RNM possono distinguere tra una tendinosi (degenerazione) ed una rottura parziale. Anche io le consiglio una visita ortopedica. Guarire da queste forme è la normalità.

  3. Buongiorno, ho una sospetta lesione del tendine estensore dell’alluce del piede sinistro sul collo del piede. Domani farò un’ecografia per confermare l’ipotesi. Volevo sapere qualcosa sull’operazione e soprattutto sui tempi di recupero. Ne vengo da una frattura alla tibia e perone dove mi è stata applicata una placca che mi ha costretta all’immobilità per due mesi. Ora che inizio a recuperare il movimento il pensiero di ricominciare mi demoralizza. Lo strappo del tendine è conseguenza della caduta che ha causato la frattura scomposta della tibia. Questa è avvenuta a febbraio.
    Grazie.

  4. 10 anni fa circa mi trovarono tendine spalla/ braccio, rotto poiché non potevo farmi operare ( x motivi lavoro) mi consigliare no x alleviare il dolore esercizi elastici ortopedici, infatti dopo un po i dolori spariranno e anche senza fare sport lavoravo bene, 3 anni fa dopo una caduta decisi di farmi operare, ma non mi davano nessuna percentuale di operazione positiva. Ora sono un 15 gg che mi e’ tornato il dolore. Torno agli e lesivi x rinforzare muscolo spalla. Sarebbe meglio impacchi freddi o caldi. E mi dia un consiglio se andare sotto operazione. Mille grazie. Lampugnani. P.S. ho un negozio parrucchiere , 60 anni.

    1. Consiglierei ginnatica e fisioterapia. I parrucchieri spesso vanno incontro a dolore di spalla per la posizione di lavoro. In tal senso consiglio di verificare se è possibile variare l’altezza del braccio (sedia un pochino più bassa, pedana, sgabello…?)

  5. Gentilissimo Dottore, mi chiamo Ilaria e ho 31 anni. Le scrivo per chiederle un parere. Tutte le volte che faccio sport, qualsiasi esso sia (in genere bici e jogging), mi si infiammano i tendini della gamba sx (rotuleo e quello della caviglia). Premetto che uno gnatologo aveva sospettato che potessi avere un’eterometria degli arti inferiori. Mi domando se questa differenza di lunghezza degli arti possa essere la causa dei miei disturbi ai tendini. (più che altro il sospetto mi è venuto perché non mi si è mai infiammato nulla della gamba destra…) Grazie mille!

  6. gentile dottore mi chiamo Giuseppe e ho 49 anni, soffro da circa 2 mesi di dolori alla spalla sinistra. Dall’esame ecografico risulta: tendinopatia multidistrettuale con prevalenza in corrispondenza del sovraspinato. Borsite sotto acromion deltoidea ed acromion claveare. Tenosinovite del capo lungo del bicipite. Ho trattato questa tendinopatia con un farmaco chiamato misofenac 75 e ho fatto anche delle onde d’urto, senza aver ricevuto alcun miglioramento. Mi è stato consigliato di fare un intervento di ritensionamento della cuffia dei rotatori. Al riguardo lei cosa ne pensa? La ringrazio anticipatamente.

    1. Non è importante ciò che penso io ma ciò che sta scritto sui manuali di ortopedia. Bisogna prima di fare l’intervento provare con tanta, ma tanta buona ginnastica di potenziamento muscolare.

  7. Salve sono il padre di un bambino di anni 10 che pratica sport, pallavolo a livello agonistico, sta soffrendo da più di 45 giorni di tendinopatia al capolungo del bicipite brachiale. Dopo periodi di riposo e antinfiammatori per 20 gg ritorna ad allenarsi ma non riesce perchè riprende il dolore. Il riposo aiuta sempre o può peggiore la situazione? Cosa ci consiglia per uscire da questa spirale?

  8. Buondi Dr. sono Claudio e ho 64 anni, all età di 2o anni ho avuto un incidente in macchina, dal quale ne uscii con la 11ma e 12ma vertebra dorsale rotta, dopo qualche mese di degenza tornai a casa e anche se in carrozzina tornai a lavorare e a praticare parecchi sport e tra questi a livello agonistico il baschet, il lancio del disco / giavellotto e peso, tutto bene fino all anno 2000 quando incominciai ad avere problemi alle spalle, dovetti smettere tutti gli sport, ora è dal 2010 (anno nel quale rimasi fermo a letto per circa 115 giorni per un intervento di chirurgia plastica per una piaga da decubito al gluteo dx, da allora le cose andarono sempre un po peggio, da r.m. del 2011 e poi da un altra r.m. del 2016 appare una rottura massiva dei tendini sovraspinali delle spalle, soffro sempre più di solori e mancanza di forza alle spalle e braccia, ho paura di perdere l autonomia, operarmi con protesi inverse non è congeniale dato i molti anni trascorsi con i tendini rotti, cosa posso e cosa mi consiglia di fare ?, ho provato un po tutto e credo mi manchi solo l agopuntura e le infiltrazioni di cortisone, La ringrazio per la risposta e cordialmente saluto. Claudio Stevanin

    1. Ho seguito personalmente un caso simile. Si decise di non intervenire chirurgicamente e fu la scelta giusta. La fisioterapia ed il ridimensionamento dell’impegno funzionale delle spalle, dopo alcune settimane, diede ragione del dolore. La persona di cui parlo usava le spalle veramente male, rieducato al loro uso, scoprì che poteva lo stesso avere autonomia senza… massacrarsi.

      1. Salve Dr. e mi scusi se leggo solo ora la sua risposta, se le è possibile mi potrebbe dare delucidazioni su che ginnastica potrei fare per rinforzare muscoli e riacquistare una buona postura ?, la mia situazione anche rispetto a marzo è un po peggiorata …malgrado i molti tentativi fatti per migliorare un po la situazione. So che Lei esercita e e forse abita ad Enna e perciò avrei difficoltà a venire da Lei per curarmi ma so di certo che seguendo i suoi consigli o essendo seguito da un bravo fisiatra potrei avere una qualità di vita e movimento migliore, La prego di darmi qualche utile indicazione. Grazie molte. Claudio Stevanin. Buona serata

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