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La protesi di anca a doppia mobilità aumenta la stabilità

La protesi di anca a doppia mobilità aumenta la stabilità

movimento stabilità della protesi di anca

Un tipo particolare di protesi di anca.

La protesi di anca rappresenta senza alcun dubbio una delle innovazioni più importanti della moderna ortopedia. Con la protesi di anca, infatti, si consente la ripresa di una buona funzione articolare e la scomparsa del dolore, di conseguenza la ripresa della capacità di una buona deambulazione, nei casi in cui l’articolazione dell’anca sia stata compromessa da degenerazione, artrosi o frattura.
In effetti l’intervento di sostituzione protesica dell’anca è tra i più frequentemente eseguiti ed è uno di quelli con i migliori risultati sia in termini di ripresa e qualità della vita che come durata di efficacia.

L’intervento di sostituzione con protesi della articolazione dell’anca, nonostante gli indubbi vantaggi è comunque un intervento difficile, sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista clinico per il paziente. Le nuove tecniche chirurgiche mini invasive, il miglioramento della qualità dei materiali e del disegno ingegneristico delle protesi hanno ottenuto un qualità e quantità di risultati positivi assolutamente entusiasmante. Allo stato attuale le complicanze si sono ridotte percentualmente di moltissimo e per tale ragione di questo intervento non si deve avere paura.

Le protesi di anca possono avere delle gravi conseguenze e complicazioni. Alcune di queste complicazioni della protesica di anca sono anche particolarmente gravi, difficili da trattare e potenzialmente riducono alla immobilità. La loro percentuale è bassa ma non è zero.

Tra le cause più frequenti (solo relativamente però) di fallimento di una protesi bisogna ricordare la lussazione delle componenti della protesi.

Lussazione di protesi di anca

Lussazione è il termine con cui si indica la perdita dei reciproci rapporti tra le componenti di una articolazione. Nel caso della protesi con lussazione si indica la perdita di contatto tra la componenti della protesi la dove lo stelo si articola con l’acetabolo. La lussazione di una protesi è una complicazione temibile e solo in parte prevenibile. Per prevenire la lussazione vengono messe in pratica tutta una serie di accorgimenti tecnici che vanno dalla via di accesso, al posizionamento delle

protesi -lussata - anca
Una radiografia di lussazione della protesi di anca

componenti della protesi, a controlli di stabilità con componenti di prova.

Nonostante questo alcune volte le protesi si lussano. Il rischio cumulativo di lussazione di anca è del 2% nel corso del primo anno e del 7% dopo 15 anni dal primo impianto.

Perché una protesi di anca si lussa?

La testa del femore ruota normalmente nell’acetabolo ed è tenuta in sede da una capsula articolare piuttosto spessa e resistente. Altri fattori di stabilità in un’anca naturale sono i muscoli e la sensibilità propriocettiva che impedisce di eseguire movimenti fuori misura. La lussazione dell’anca è infatti rara ed avviene solo per traumi ad alta energia.
La protesi metallica usata per sostituire la testa del femore è priva invece di “sensibilità”, non avvisa del fatto che sta per andare “fuori misura”. Inoltre la capsula articolare è stata almeno in parte rimossa dal chirurgo proprio per fare spazio ed inserire le componenti metalliche della protesi. Anche i muscoli sono stati in qualche modo danneggiati. Questi fattori sono intrinseci all’intervento e solo in parte minimizzabili.

Alcuni altri fattori sono invece propri del paziente. E’ stato dimostrato che il rischio è più alto
dopo i 70 anni,

  • nei pazienti con un rischio anestesiologico superiore ad ASA 3
  • nei pazienti con patologie neurologiche periferiche
  • nei pazienti psichiatrici
  • nei pazienti istituzionalizzati
  • nei pazienti con distrofia muscolare

La protesi a doppia mobilità

questo modello di protesi, chiamata anche tripolare, cerca di ridurre al minimo la lussazione delle componenti. La coppa acetabolare a doppia mobilità fu sviluppata dal dott Gilles Bousquet e dall’ingegnere Andrè Rambert nel 1974.

Gli elementi che compongono la parte acetwbolare di una protesi di anca
Le tre componenti del cotile a doppia mobilità

Il prof. Bousquet intese coniugare i vantaggi di due principi diversi ad un’unica protesi. Trovò infatti come conciliare la necessità, da un lato, di avere teste di piccolo diametro (Charnley) per minimizzare l’usura e dall’altro teste femorali di grosso diametro (McKee – Farrar) per minimizzare la lussazione. L’obiettivo era quello di ottenere una protesi a basso attrito (testa piccola) con una grande capacità di movimento e tenuta (testa di grande diametro). raggiungere cioè il più grande arco di movimento possibile riducendo l’usura.
Al disegno originale di Bousquet sono state apportate modifiche sia in capo ai materiali (titanio, idrossiapatite, componenti modulari, viti, polietilene ad alta densità UHMWPE, teste di diametro più grosso, un design più anatomico …) fino ad arrivare alle attuali configurazioni.

Vantaggi della doppia mobilità nelle protesi di anca

Le protesi a doppia mobilità aumentano l’arco di movimento di una protesi ROM (Range of Motion) diminuendo la possibilità dell’urto (impingement) tra le diverse componenti della articolazione protesica.
Le protesi a doppia mobilità si chiamano così perché hanno due “articolazioni”. La prima è tra una testina metallica ingaggiata ma mobile dentro una testa più grossa, di polietilene, in modo del tutto simile ad una protesi totale di anca standard. La seconda articolazione è data dalla superficie esterna di questa grossa testa di polietilene con la parte interna dell’acetabolo metallico.

Schema di movimento che dimostra la maggiore possibilità di movimento del collo della protesi nell’acetabolo

In questo modo allorché la prima articolazione ha compiuto tutto il suo tragitto una seconda articolazione comincia a muoversi fino ad ampliare l’arco di movimento riducendo al contempo la possibilità di una lussazione.

frattura-femore
Frattura intra-capsulare, mediale, del femore
anca-protesi-mobilità
Una protesi di anca totale a doppia mobilità. Stelo MIS

Problemi con le protesi di anca doppia mobilità

Attualmente ci sono pochi studi che riguardano questo tipo di protesi di anca se impiantate a persone più giovani di 60 anni. Infatti fin dall’inizio questo tipo di protesi è stata riservata ai pazienti affetti da patologie che potessero determinare un alto rischio di lussazione della protesi o a pazienti sui quali veniva eseguito un intervento di revisione protesica. Per tale ragione ancora oggi, nonostante gli ottimi risultati raggiunti, non esiste una indicazione a questo tipo di protesi come primo impianto in soggetti giovani.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 11 febbraio 2017
Ultimo aggiornamento:  11 febbraio 2017

 

Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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2 Comments

  1. Buongiorno Dott Fanzone, sono una signora di 48 anni, 48 kg per 162 cm, molto giovanile e attiva; in seguito ad un brutto sinistro stradale, ho riportato frattura scomposta del collo femorale dx ; ho subito in urgenza, senza dunque pianificare alcunche’, artoprotesi completa d’anca.
    A distanza di un 40 gg ho effettuato il primo controllo in ospedale a Bologna (sono di Bologna), le lastre vanno bene, decorso regolare….quello che mi sconforta , e non poco, e’ sapere ( almeno cosi’ ho capito) che non avro’ mai piu’ una normale gamma di movimento dell’articolazione….specialmente in flessione…che e’ poi quella piu’ invalidante (dell’intrarotazione del ginocchio mi importa poco…)
    Lavoro in un asilo,per cui e’ tutto ad altezza bambino…. piegamenti, gli “accovacciamenti” , lo stare seduti a gambe incrociate sono normale amministrazione….
    Inoltre nei vari forum e depliant c’e’ una massiccia informazione per cio’ che riguarda l’attivita’ sportiva..ma non altrettanto sulla vita di coppia , e cio’ si potrebbe ripercuotere magari in immotivate paure che precludano nel tempo una normale vita anche sessuale, senza stare perennemente “vigili” …
    Ho la cartella clinica, so che l’approccio chirurgico e’ postero laterale, il materiale usato e’ titanio e ceramica , con testina direi doppia mobilita’…
    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
    Isabella

    1. Una protesi di anca ha sempre un rischio di lussazione (fuori posto) legata ai movimenti estremi di rotazione ad anca flessa. Questo rischio è aumentato per il primo periodo ma pur sempre presente. Diminuisce con il tempo perché in qualche modo, oltre che a stabilizzarsi l’impianto, anche il paziente impara come fare le cose. Nell’intimità è evidente il problema, devo dire però ampiamente sottovalutato, direi qui sun un forum aperto che basta non estremizzare troppo. Nelle posizioni più caute nessun problema. Ho un articolo su tale argomento anche su questo stesso sito.

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