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La plica sinoviale medio patellare

La plica sinoviale medio patellare

14 dicembre 2014prevenzione traumi sportivisalute17710Views26Comments
Distorsione caviglia

Il dolore viene da dentro il ginocchio

La plica sinoviale medio patellare genera una sindrome dolorosa della regione anteriore del ginocchio in seguito a traumi o a eccessiva richiesta funzionale. Nonostante la diagnosi non sia sempre agevole il trattamento è invece relativamente semplice.

Cos’è una plica?

La plica è una piega in un tessuto anatomico. La plica sinoviale è una piega della membrana che avvolge lo spazio interno delle articolazioni, detta appunto membrana sinoviale (produce la sinovia che è liquido di nutrimento e lubrificazione delle cartilagini articolari). Proprio come la fodera di una giacca la membrana sinoviale è più abbondante del necessario per favorire il movimento delle articolazioni e lo scorrimento delle superfici delle articolazioni. In condizioni normali nel ginocchio sono presenti quattro pliche principali (allo sguardo una plica si presenta proprio come la piega di una stoffa).
La plica sinoviale è una struttura anatomica normale del ginocchio, in alcuni soggetti è più spessa e ingombrante che in altri, è anche per sua struttura soggetta ad infiammazione e traumi. Fortunatamente non tutte le pliche sinoviali determinano dolore di ginocchio negli sportivi.

Perché una plica può determinare problemi al ginocchio?

Nonostante nel ginocchio ci siano quattro pliche, quella che può determinare disturbi è la medio patellare. Decorre parallela alla rotula sul versante interno collegandosi al polo inferiore di rotula, al corpo di Hoffa e alla tibia (nel tratto in cui normalmente le due ginocchia si toccano).
Dato che la membrana sinoviale scorre sopra ed accanto a strutture ossee in alcuni casi la plica può rimanere incarcerata tra strutture dure ed in tal caso si infiamma, diventa dolente e crea difficoltà allo scorrimento della articolazioni.

La sindrome della plica sinoviale è essenzialmente determinata da una infiammazione della sinoviale.

In quali occasioni la plica può rimanere incarcerata e pizzicata?

Movimenti ripetitivi di flessione ed estensione del ginocchio, corsa o running, salire e scendere le scale, nello step o nello squat se non bene eseguito (sembra semplice ma solo pochi lo eseguono correttamente, anche nei tutorial l’errore è sempre lo stesso) e anche nella mountain bike.

  • Contusione diretta del ginocchio piegato su di uno spigolo (Mai capitato? O gente fortunata!) o contro il cruscotto della macchina durante un incidente stradale.
  • Distorsione del ginocchio
  • Sindrome del corpo adiposo di Hoffa
  • Alterazioni del movimento del ginocchio, varo – valgo, instabilità della rotula
  • Altre patologie interne al ginocchio come una rottura meniscale

Il dolore da plica sinoviale raramente si presenta isolato, in genere è associato ad altre manifestazioni dolorose a carico del ginocchio come una rottura meniscale, gli esiti del morbo di Osgood Schlatter e le tendiniti del rotuleo.

Sintomi

Quali sono I segni della sindrome della plica medio patellare?

Il sintomo principale che determina la plica sinoviale è il dolore al ginocchio in regione anteriore ed interna. Può anche esserci una sensazione di tensione lungo la parte interna del ginocchio, quando il ginocchio è piegato, causata dalla tensione della membrana sinoviale sulla sporgenza ossea del condilo femorale interno. In questa posizione al tatto si genera dolore e la plica può anche essere sentita sotto la pelle come un cordoncino che scatta durante il movimento del ginocchio. In rari casi il ginocchio, se la plica è molto infiammata può anche essere gonfio per versamento infiammatorio dentro al ginocchio.

Diagnosi

Come viene diagnosticata la sindrome della plica sinoviale?

La diagnosi può essere posta dall’ortopedico con una accurata raccolta di informazioni o anamnesi e con l’esame diretto del paziente durante una visita. La visita medica si proporrà di verificare la sede del dolore e la presenza di una plica infiammata e dolente. Le radiografie non sono necessarie, anche perché la plica è invisibile ai raggi X ma potrebbero essere richieste per verificare la presenza di altre alterazioni a carico del ginocchio.
Se ci sono incertezze, in presenza di altri sintomi e segni o di trauma la Risonanza Magnetica (RMN) è sicuramente l’accertamento principe di questa condizione.

Tenere presente che normalmente per la diagnosi della sindrome della plica la RMN o la Tac non sono necessarie. Se la storia del disturbo, la clinica dopo la visita e la persistenza dei problemi di dolore lo indicano può essere eseguita una artroscopia. Con la artroscopia di ginocchio si può allo stesso tempo avere la conferma della diagnosi e il trattamento definitivo del disturbo.

Trattamento

Cosa fare per curare la sindrome della plica?

L’obiettivo da raggiungere è la cura della infiammazione della plica. Questo scopo potrà essere raggiunto anche semplicemente limitando le attività sportive (corsa, bicicletta, step, running, squat…).

Trattamento non cruento

Nella maggior parte dei casi la sintomatologia dolorosa può essere risolta con un trattamento non cruento. Farmaci antinfiammatori ma anche la più semplice e non meno efficace applicazione locale di ghiaccio.
In alcuni casi una infiltrazione di cortisone può risolvere brillantemente il problema.

Chirurgia

Se nonostante i trattamenti non chirurgici, il riposo e la rimozione della cause che hanno fatto infiammare la plica, il dolore persistesse il trattamento chirurgico può essere preso in considerazione.
L’artroscopia è la prima scelta. L’intervento in artroscopia consiste nell’inserire all’interno del ginocchio un cavo a fibre ottiche collegato ad una telecamera ed ad un monitor televisivo. Ciò consente la visione diretta dell’interno del ginocchio. Sotto controllo visivo possono anche essere inseriti altri strumenti che servono per trattare le patologie visualizzate.

Dopo la chirurgia?

In generale dopo una artroscopia di ginocchio per rimuovere una plica non si ha necessità di usare le stampelle. Con l’aiuto di un fisioterapista si potranno subito iniziare esercizi di rinforzo muscolare e di ripresa del movimento articolare.

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Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico.

Dott. Giuseppe Fanzone

Ultima modifica  28 maggio 2016
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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26 Comments

  1. Buongiorno Egregio Dott. Fanzone, e grazie per tutti gli articoli che con molta competenza e professionalità mette a disposizione di noi utenti.
    Volevo, se possibile, chiederLe un piccolo parere. Nel Dicemdre 2014 causa caduta scomposta ho avuto una serie di problemi al ginocchio dx. In particolare nel momento traumatico non ho avvertito nulla, tant’è che mi sono rialzato normalmente ed ho continuato a camminare senza nessun fastidio. l giorno dopo però, mi sono risvegliato con forte dolore al ginocchio, visibile gonfiore con presenza di importante versamento e impossibilità o quasi di movimento di piegamento del ginocchio. Ho eseguito diverse visite ortopediche da cui si è palesata la presenza elevata di liquido ma vista l’impossibilità di movimento non si è potuto attuare le solite manovre, il tutto è stato rimandato alle visite strumentali. Si è così proceduto: Protocollo RICE, antinfiammatori e vitamine per le cartilagini. Esami strumentali/radiologici: rx che non ha evidenziato lesioni e/o fratture, RMN: la risonanza magnetica eseguita con tecnica multieco FSE e STIR ha evidenziato una modesta quota fluida intercondiloidea. Non alterazioni della spongiosa midollare. Regolare il segnale delle superfici cartilaginee. Lieve inspessimento della plica infrapatellare. Non alterazioni ai legamenti, alle fibrocartilagini meniscali ed al tendine rotuleo.
    Sembrerebbe quindi tutto ok. In effetti dopo una decina di giorni il liquido si è andato via via assorbendo fino a scomparire quasi completamente. Dalle visite ortopediche non si è evidenziato nessun problema particolare. Il guaio è che nonostante mi sia astenuto dal praticare sport, il ginocchio a distanza di circa 3 mesi mi duole in maniera molto avvertibile, in particolare nei movimenti di rotazione e davvero tanto in movimenti di piegamento, sopratutto ad esempio nel salire/scendere scale o nel sedermi in auto e nel guidare l’auto…
    Mi chiedo se una sindrome dolorosa così importante sia giustificata visti gli esiti delle visite, in fondo penso che la risonanza magnetica avrebbe dovuto evidenziare danni al menisco o alla plica sinoviale…possibile che le lastre non siano state esaminate con cura? D’altronde da ignorante in materia mi chiedo se non esiste danno come è stata possibile la generazione di versamento così importante?
    In base alla sua esperienza medica maturata, Lei come mi consiglierebbe di procedere ed eventualmenteo su cosa focalizzerebbe l’attenzione?
    La ringrazio anticipatamente per l’aiuto che potrà darmi.
    Francesco

  2. Salve dottore.
    Ho problemi al ginocchio da agosto, che sono iniziati durante un giro in bicicletta. Il dolore è all’esterno del ginocchio, dalla risonanza risulta una condropatia rotulea sia nel destro che nel sinistro. Secondo L’ortopedico ho anche la plica ispessista che però non risulta dalla risonanza. I raggi non evidenziano nulla.
    Vorrei sapere se plica e condropatia sono collegati e se è possibile risolvere questi problemi, in quanto da mesi faccio esercizi di allungamento e rafforzamento del vasto mediale… È possibile che abbia questo dolore all’esterno delle ginocchia da mesi? L’ortopedico mi vedrà a fine maggio e se i problemi continuano mi opererà per rimuovere la plica. Ma mi chiedo: questo risolverà anche la condropatia? Sono molto giù per questo problemi in quanto non mi permettono di fare le cose che amo, cioè correre pedalare d fare trekking…
    Grazie per la risposta
    Saluti

    1. Plica e condropatia sono spesso correlate poichè la plica può determinare un conflitto meccanico con il condilo femorale e determinare l’abrasione della cartilagine. La durata della sintomatologia è tanta e ciò nonostante l’attività fisica. Proverei a cambiare programma. L’artroscopia mi sembra una buona idea.

  3. Buongiorno dottore,
    volevo chiederle un suo parere riguardo il mio caso. In dicembre ho avuto giocando a calcio un trauma distorsivo, fatta la risonanza dalla quale è emersa una microlesione meniscale interna (per la quale l’ortopedico mi ha sconsigliato di operare perchè piccolissima e interna) e una plica. Per la plica l’ortopedico mi ha detto che se sintomatica bisognerebbe operare: provo dolore come da lei sopra descritto, ma non costante, va viene, e non prettamente legato al movimento del ginocchio ( provato un pò di running), cosa mi consiglia di fare? Ghiaccio anche se sono passati tanti mesi (ho applicato il ghiaccio nei primi tempi)? Infiltrazioni di cortisone come cosiglia lei? Oppure optare definitivamente per l’artroscopia?
    Grazie del suo tempo, Giulio

  4. Buonasera dottore. Ho subìto i primi di agosto un intervento di rimozione di plica sinoviale mediopatellare. Ho problema al ginocchio da circa un anno e non sono bastati gli esercizi e la fisioterapia a risolverli per cui mi hanno operato in artroscopia. Al momento ho ancora dolore nella stessa zona (esterno del ginocchio), specialmente quando sto seduta per un po’, quando scendo le scale o cammino in discesa. È possibile che con l’intervento non abbia risolto il problema e la condropatia ora si faccia sentire di più? Come dovrei comportarmi? Ho la visita di controllo a fine settembre ma sono molto preoccupata di non aver risolto nulla, per questo le scrivo. Grazie

    1. La condropatia sicuramente non è stata risolta con la artroscopia, non avrebbe potuto. Provi a verificare comunque se esiste un miglioramento rispetto a prima, continui con la ginnastica ben fatta, aspetti senza ansia la prossima visita.

  5. Buongiorno Dottore. vorrei chiederli una Sua opinione se possibile. il 16 di settembre ho fatto la resezione della plica sinoviale mediopatellare. La diagnosi del intervento dice….PLICA SINOVIALE MEDIOPATELLARE FIBROTICA SINTOMATICA E CONDROPATIA POLIDISTRETTUALE DI 1 GRADO.continuo ad avere il dolore anche piu forte rispetto a quello prima del intervento.il ginocchio è ancora gonfio . sto facendo la fisioterapia e sto prendendo il PROIDEMA per assciugare il liquido. Il 18 di febbraio sono caduta e da quel momento ho cominciato avvere dolori persistenti. Mi è stato detto che il mio problema non è stato dovuto a un trauma. lavoro come operaia e a distanza di 6 giorni devo ritornare a lavorare. Cosa mi consiglia Dottore ? é normale che ancora mi fa male? posso ritornare a lavorare?

  6. Buongiorno, sono un ragazzo di 35 anni. Pratico molto sport (2 volte a settimana calcio, 2 o 3 palestra e una a correre). Nel 2004 durante una partita ho subito un trauma al ginocchio sx con lieve fissurazione del menisco laterale. Dopo 4/5 mesi di riposo, dolore sparito ed ho ripreso la mia attività sportiva. Adesso, a distanza di 12 anni, ho avvertito nuovo dolore senza un’apparente causa. Dolore che va avanti da circa un anno… fatto la risonanza emerge nuovamente fissurazione, plico medio patella re leggermente ispessita e condropatia. Ortopedico mi dice che si sta consumando la cartilagine e prescrive acido ialuronico e tecar, consigliando di ridurre l’attività. Le mie domande sono:
    1) è possibile che con infiltrazioni di a.i. mi passi il dolore in modo definitivo o solo palliativo e costretto a ripetere periodicamente.
    2) devo limitare l’attività perché rischio di rimanere senza cartilagine o una volta tolta l’infiammazione con infiltrazioni posso stare tranquillo.
    3) posso fare bicicletta o anche quella agisce sulla cartilagine.
    4) visto che tutto è partito da un trauma, tolta l’infiammazione e quindi il dolore alla plica, la degenerazione della cartilagine si arresta o continua.
    Grazie mille

    1. 1) vere entrambe le cose, bisognerà vedere nel singolo caso.
      2) limitare solo le cose più gravose per le ginocchia
      3) la bicicletta, se le regolazioni sono corrette, non mette “sotto scacco” il ginocchio. Da tenere presente che la bici “su strada” è cosa diversa della “mountain” il tipo di sforzo è diverso e nel secondo caso potrebbe creare problemi alle articolazioni.
      4) la degenerazione della cartilagine è malattia da invecchiamento, non si arresta ma si può rallentare. Forse potrebbe indicare che la definizione “ragazzo” non è poi tanto corretta 😉

  7. buongiorno, le scrivo per chiedere un parere. senza allungare troppo la storia ho un’infiammazione della plica. l’ortopedico mi ha prescritto 5 infiltrazioni di Sxxx (sperando che siano definitive e non debba ripeterle periodicamente), se non funzionasse sarebbe necessario un intervento in day hospital per la rimozione della stessa. la domanda è: ma rimuovendo la plica, che contiene il liquido sinoviale, il mio ginocchio come farebbe a lubrificarsi? magari starei bene subito perchè si risolve il problema, ma tra 1 anno? 10? 20? grazie. p.s. ho 23 anni.

    1. La plica è una piega della membrana sinoviale che produce la sinovia (liquido lubrificante). Rimuovere la plica significa togliere la piega e non tutta la membrana sinoviale. Sulla necessità di farlo… ultimamente la cosa è incerta.

  8. Grazie dell’articolo. È possibile che in presenza di tale patologia tutti gli esami RM e ECO siano negativi? Riferisco dei sintomi simili e in particolare una insostenibile tensione da seduto dentro il ginocchio e in corrispondenza della posizione del tendine rotuleo. Ho difficoltà a restare in piedi per pochi minuti oltre che a camminare bene. Riesco a piegare il ginocchio e a scendere e salire gradini ma dopo anche solo 10 minuti di movimento poi a riposo anche con gambe completamente distese sul letto ho dolori atroci proveniente da dentro il ginocchio che mi si irradia anche nei muscoli delle gambe. Alcuni dottori dicono che si tratta di tendinite altri invece di infiammazione della sinovia. Non ho particolari gonfiori al ginocchio e tutti i test del sangue reumatologici sono negativi.

    1. Sia la RM che l’ecografia sono esami operatore sensibili. In altre parole la esperienza dell’operatore è fondamentale. Esistono, ben documentati, falsi positivi e falsi negativi. In ogni caso, sempre, la clinica è maestra. Purtroppo ormai in molti si è smesso di visitare.

  9. Buongiorno dottore, dopo aver letto questo articolo sulla plica, le scrivo per avere un suo parere, sepossibile. ho 48 anni, ed alcuni mesi fa ho subito una distorsine del ginocchio sx, o meglio durante un allenamento di judo il ginocchio è “scattato”. Dopo di ciò ho avuto solo un indolenzimento al tatto nella parte mediale (interna) ma più sull’osso della tibia, che non mi ha mai impedito di camminare, correre o fare palestra, ne tantomeno di è mai gonfiato il ginocchio. Ho sospeso il judo per alcuni mesi solo a scopo cautelativo. L’unico incoveniente è stato che dop oun paio di settimane con il ginocchio nella massima flessione ho sentito come qualcosa spostarsi di netto, e poi nello estendere la gamba ho avvertito un rumore netto di scatto al ginocchio ed il dolore è scomparso. ho fatto una risonanza dalla quale è risultata una meniscosi mediale (quindi dovrebbe essere esclusa la lesine) ed una iperpressione femoro-rotulea, ed una piccola quota di idrarto. L’ortopedico è attendista per l’artroscopia, però il fenomeno dello scatto alla flessione – estensione del ginocchio resta, se pur diminuito soprattutto nel dolore, ed avviene solo alla massima flessione. Ho ripreso a fare judo, palestra ma ho sempre un po paura in alcuni movimenti. Per il resto nessun altro tipo di problema, mai nessun gonfiore. dopo aver letto questo articolo volevo sapere se può essere possibile questa sindrome della plica nel mio caso, e cosa si può fare per cercarla di diagnosticarla e curarla. Grazie

  10. Buongiorno dottore,
    A maggio del 2015 ho subito un urto diretto sullo spigolo di una porta in ferro sul ginocchio destro, in corrispondenza della faccetta mediale della rotula. Il ginocchio si è gonfiato appena, ho fatto alcune visite ed una risonanza, ma non emerse nulla. Dopo un po’ di ghiaccio ed antinfiammatori, la sintomatologia è regredita e io ho ripreso a fare tutto senza alcun fastidio.
    Quest’inverno, scendendo una scaletta, ho saltato un piolo (ero di spalle) e sono arrivato giù un pochino secco con la gamba destra prendendo una sorta di insaccata.
    Inizialmente avevo avvertito il colpo, ma nei giorni seguenti il ginocchio non ha dato particolari problemi.
    Da circa due mesi sono venuti fuori i sintomi che lei ha descritto, ho fatto una visita dove l’ortopedico non ha trovato nulla di che e mi ha prescritto il solo rinforzo del quadricipite. Siccome sono testardo, ho voluto fare una risonanza ed è risultato che effettivamente la plica è ispessita e sembra ci sia una “iniziale condromalacia femoro-rotulea con lieve iperpressione rotulea”. Il resto (strutture tendinee, fibrocartilagini meniscali, comparto femoro-tibiale) sarebbe tutto in ordine.
    La plica è palpabile antero- medialmente come un cordoncino sottopelle e l’ortopedico che ha visto le immagini, l’ha definita di “tipo C”.
    C’è anche un lieve scroscio in estensione-flessione, presente ad ambedue le ginocchia, ma a SX (molto più raro) non dà problemi
    Domande:
    1- può la plica essere responsabile della iperpressione e dello scroscio più marcato di destra, ritardando l’attivazione del vasto mediale ed occupando fisicamente un settore di spazio (anche pochi mm) destinato allo scorrimento della rotula visto che il tono del vasto mediale non è particolarmente ipotonico?
    2- la condromalacia suppongo sia dovuta alla iperpressione che causa sfregamento laterale (ma io ho solo un leggero dolore posteriormente alla rotula, mon lateralmente e c’è chi ipotizza anche un artefatto). Può questa esser curata/normalizzata in sede artroscopica?
    3- quanto tempo ci vuole perchè la plica faccia “danni” sul condilo femorale imprimendo una sua “impronta”, tenendo conto che per ora sono completamente fermo, a riposo?
    Per questa ragione vorrei procedere il più presto possibile all’exeresi della plica, ma ho paura di riporre tutte le mie speranze qui e che poi, l’intervento, possa non essere risolutivo.

    Sono pz di 27 anni, la sintomatologia è insorta praticamente a riposo ma io sono un ragazzo mediamente sportivo. Non corro molto (circa 4-5 km/settimana) sapendo che ciò causa un trauma, ho sempre fatto un po’ di palestra per tenere su il tono muscolare generale e sono 13 anni che nuoto (attività perlopiù principale).
    Vorrei tornare a fare quel poco di sport che facevo in considerazione del fatto che svolgo un lavoro dove l’idoneità fisica è essenziale.

    Ringrazio sin d’ora per la disponibilità.

    1. In genere la realtà non è poi così complicata come sembra. Una artroscopia non deve essere eseguita in base ad una preoccupazione ma per provare a risolvere un problema fisico. La sintomatologia modesta porta a ritardare un gesto chirurgico, d’altro canto non c’è nulla di preventivo riguardo a questo argomento. In ogni caso, visitandola, si potrebbe decidere di fare una artrocopia che tra le altre cose è anche una procedura diagnostica.

      1. Egregio dottore, la ringrazio per la celere risposta.
        Il medico-chirurgo che mi ha visitato ha confermato la presenza della plica (dolore su tutto l’arco mediale) e l’ha catalogata come plica di 1’/2′ grado Sakakibara (o a metà strada tra tipo A e B).
        Benchè sia un intervento relativamente semplice (rispetto ad una ricostruzione lca o meniscectomia) e pur essendo spaventato dall’andare “sotto i ferri”, sarei ben contento di operarmi se l’intervento in questione fosse risolutivo.
        Il dott. mi ha tuttavia consigliato di fare 3 infiltrazioni di acido ialuronico e un ciclo di terapie fisiche prima di tentare l’artroscopia.
        Può l’infiltrazione, secondo lei, risolvere la sintomatologia ed il problema plica ingrossata/cordoniforme?

        La ringrazio nuovamente.

        1. Se la patologia è causata dalla plica difficilmente verrà definitivamente curata dalle infiltrazioni. Però un tentativo appare comunque corretto nell’ottica di verificare se possibile non eseguire un intervento chirurgico.

  11. Carissimo Dott le pongo il mio quesito ho fatto il 9 luglio un artroscopia dove e stata asportata una plica sinoviale ed anno riscontrato una condropatia di II grado ed anno eseguito una pulizia generale del ginocchio a causa di un incidente stradale avvenuto a marzo. La mia domanda è questa il dolore al ginocchio dopo l intervento ancora persiste certo e un dolore lieve ma costante sopratutto quando piego o scendo le scale. Vorrei chiederle anche se e normale o come la sensazione che il ginocchio vada all indietro e cede, infatti ho rischiato varie volte di cadere. Nell’attesa di una sua risposta le auguro una buona serata.

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