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Placca e viti al polso: osteosintesi con placca - Dr. G. Fanzone
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Placca e viti al polso: osteosintesi con placca

Placca e viti al polso: osteosintesi con placca

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Trattamento delle fratture di polso con placca e viti

Le fratture di polso sono una delle più frequenti lesioni fratturative che vengono trattate dall’ortopedico. Anche a causa del progressivo aumento dell’età media della popolazione e delle problematiche legate all’osteoporosi le tecniche chirurgiche si stanno evolvendo e differenziando dal classico trattamento in gesso.

Le fratture del polso sono considerate indice di fragilità ossea con la necessità nei soggetti anziani di ricorrere ad ulteriori accertamenti in tal senso come per esempio una MOC.

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Una radiografia che mostra la più classica delle fratture del polso

Il trattamento delle fratture del polso

Sempre più spesso il trattamento previsto e consigliato è di tipo chirurgico. Sono possibili diverse opzioni.  La sintesi con placca e viti volare permette di affrontare pressoché ogni tipo di frattura. Il trattamento in gesso o con fissatore esterno sono altre opzioni.

Opzioni di trattamento delle fratture del polso

Il trattamento delle fratture instabili del radio distale dell’adulto richiede il riposizionamento corretto dei frammenti di osso.  La tecnica definitiva forse non è ancora stata trovata, ma l’indicazione chirurgica è attualmente preferita ed il trattamento conservativo in gesso è riservato ai casi di frattura composta e stabile. Anche il trattamento con fissatore esterno trova delle indicazioni precise e valide

Discorso diverso quello delle fratture del bambino,

La riduzione cruenta (direttamente attiva sull’osso attraverso una incisione chirurgica) trova assoluta indicazione nelle fratture scomposte extra- ed intra-articolari (che coinvolgono la superficie articolare).

La tecnica che prevede una incisione sul dorso del polso è stata segnalata come gravata complicanze. Si preferisce allora un approccio dalla parte ventrale del polso utilizzando le nuove placche a stabilità angolare che garantiscono risultati anche in caso di osteoporosi e massimizzano i risultati.

Intervento chirurgico al polso per via volare

L’obiettivo è quello di ottenere una fissazione molto stabile di una riduzione il più vicino possibile all’anatomia normale della regione articolare del polso ed una rapida mobilizzazione.

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Radiografia di placca volare al polso
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Radiografia che evidenzia la buona posizione della linea articolare dopo intervento con placca a stabilità del polso

La ripresa dopo questo tipo di intervento chirurgico porta a buoni risultati estetici e funzionali.

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Cicatrice al polso dopo intervento chirurgico con placca e viti
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Funzione pressoché completa del polso dopo frattura trattata con placca e viti.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 23 ottobre 2017
Ultimo aggiornamento:  23 ottobre 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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23 Comments

  1. Sono stata operata dopo frattura scomposta del polzo sinistro con placca volare e viti . Il 7 ottobre del 2017 Sono anche in cura per osteoporosi. Vorrei sapere quanto tempo ci vorrà perche io possa riacquistare la forza nella mano o trasportare un carrello per la spesa . Per sentirmi indipendente da altre persone .ho 75 anni. Grazie Dott. FANZONE

  2. Salve Dottore, mi sono fratturato il radio (frattura scomposta e pluri frammentaria) a fine settembre, il 4 ottobre mi sono operato. Vorrei sapere se la placca riduce la mobilità e la flessibilità del polso, perchè non riesco ancora ad appoggiare il palmo della mano per terra con il braccio completamente disteso, ho fatto questa domanda perchè faccio palestra, e ho paura che quando tornerò non riuscirò a svolgere gli esercizi come prima, dovrei recuperare completamente a marzo, ma provo a fare piccoli sforzi con il braccio per vedere come reagisce, e non riesco a distendere completamente il braccio durante una flessione, quindi voglio sapere se è questione di tempo per la rigidità o colpa della placca?
    Grazie per il suo tempo Dottore.

      1. Grazie per la risposta Dottore, un’utlima domanda.
        Se decidessi di togliere la placca, quanto ancora dovrò stare fermo per tornare in palestra ad alzare pesi?

  3. Mio figlio nel 2006 è stato operato alla mano destra di osteosintesi con placca e viti ora deve fare una risonanza lombosacrale può causargli problemi la placca non sapendo se è al titanio o acciaio ? Grazie.

    1. Questo è un “problema” di tipo radiologico. So per certo che la RM può essere fatta, con particolari cautele, anche direttamente su impianti metallici. Sull’argomento ci sono però serie discussioni in ambito radiologico.

      1. La ringrazio l’ha potuta fare in quanto la placca è in titanio e non ha dato nessun problema . Volevo chiederle un consiglio sul risultato mii figlio ha 33 anni e sul referto c’è scritto ipertrofia delle interapofisarie al tratto lombare distale è preoccupante? La ringrazio.

        1. Ipertrofia significa “più grosse del solito”, generalmente, nei referti radiologici, indica soltanto un giudizio soggettivo del radiologo che in base alla propria esperienza le giudica ipertrofiche. Potrebbe però riferirsi ad una forma modificata ed ingrossata da fenomeni artrosici. Per dirimere il dubbio la faccia vedere ad un ortopedico. La terminologia usata potrebbe destare preoccupazione ma credo non sia così.

  4. buongiorno dottore sono stato operato il 17 dicembre per una frattura scomposta al 3 distale delll’ulna e mi è stata applicata una placca in titanio con viti devo portare la valva gessata fino all’8 gennaio e poi rimuoverla… secondo lei quanto tempo occorre per il recupero del movimento e della forza nel mio caso?

  5. Buongiorno dottore, ho 46 anni e il 27 Dicembre sono stato operato al polso sinistro per frattura scomposta. Mi hanno inserito una placca. Quando mi presentai al pronto soccorso mi fecero la fasciatura con stecca e ovviamente radiografie + TAC con le quali appunto stabilirono l’oprazione per il giorno 27. Nella settimana pre-operazione non avevo dolore al pollice (a parte il classico gonfiore dovuto ad ematoma) mentre adesso, a pochi giorni dall’operazione ho dolore quando lo estendo o chiudo il pollice. Questo dolore però non riguarda il pollice ma l’articolazione legata ad esso, nella zona che va dal polso lungo il gomito, più o meno dove ho i punti. Volevo chiederle se è una normale condizione post-operatoria.
    Grazie infinite

  6. Buonasera Dottore,
    nel 2013, a seguito di frattura scomposta per caduta accidentale, sono stata operata e mi è stata inserita una placca al polso. Successivamente ho fatto mesi di sedute fisioterapiche. Tuttavia, sono rimasta lievemente offesa alle dita della mano che non riesco più a chiudere pienamente. Tutto questo per mia colpa, in quanto dopo l’intervento non ho avuto l’accortezza di muovere la mano.
    Il quesito che Le pongo è se secondo Lei la placca deve essere tolta? Il chirurgo che mi ha operato ha detto di no, mentre un amico ortopedico mi ha consigliato di toglierla perché la stessa costituisce un corpo estraneo che potrebbe dar fastidio ai tendini.
    Al riguardo, gradirei un suo illuminato parere.
    Cordiali saluti

    1. Entrambi i colleghi dicono una cosa corretta. Togliere la placca dopo tutti questi anni sarebbe complesso e potenzialmente potrebbe ulteriormente limitare il movimento delle dita. D’altro canto rimuoverla potrebbe “fare spazio” ai tendini e migliorare la funzionalità.
      Decida se l’attuale situazione è accettabile o meno. Se così come è non ha grossi problemi…

  7. Buongiorno dottore mi chiamo Eleonora ho fatto l operazione al polso sinistro con aggiunta di placca il 22 gennaio non riesco a muovere le dita delle mani per il gran dolore.Vorrei sapere il dolore per quanto durerà perché è proprio insostenibile grazie

    1. Il dolore è una sensazione variabile da persona a persona. Un dolore “da urlo” non è mai “normale”. Faccia verificare dal suo ortopedico che si tratti solo di una conseguenza del gesto chirurgico e non della manifestazione di un “problema”.

  8. Buongiorno dottore, mi chiamo Agostino e a seguito di una una frattura distale scomposta extra-articolare del radio sono stato operato lo scorso giovedí e mi é stata inserita una placca con sei viti. Venerdí scoso mi é stato applicato un tutore esterno che lasciava libere solo le dita e mi é stato consigliato di iniziare quanto prima un ciclo di fisioterapia.
    Questo martedí il fisioterapista peró mi ha consigliato di contattare nuovamente il chirurgo, perché riteneva a suo parere non si poteva mobilizzare accuratamente il polso in presenza dell’ingessatura.
    Non riuscendo a contattare l’ospedale ho chiesto un consulto privato ad un altro chirurgo della mano. Il dottore, verificata la situazione tramite radiografia, mi ha completamente rimosso l’ingessatura e non mi ha prescritto nemmeno un tutore mobile. A suo parere la stabilitá del polso é garantita dalla placca e mi ha solo consigliato di evitare di sforzare la mano (pesi eccessivi e torsioni del polso).
    Ad essere onesto sono un pó perplesso, perché in ospedale mi era stato prescritto di non rimuovere la semi-ingessatura per tre settimane e invece adesso ho la mano completamente libera solo una settimana dopo l’operazione.

    1. Non saprei dire se ci troviamo in presenza di un eccesso di cautela o in un eccesso di sicurezza. In generale la sintesi con placca raggiunge una buona stabilità e quindi non necessiterebbe di immobilizzazione in gesso. Mi regolerei con “intelligenza”, muovere la mano per quanto consentito dal dolore e senza forzare inizialmente.

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