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Il piede neuropatico di Charcot

Il piede neuropatico di Charcot

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Il piede di Charcot

Il piede di Charcot è una condizione di malattia che si presenta in persone affette dal diabete, viene considerata rara ma probabilmente è sottostimata la sua reale frequenza. In parte distinto dal piede diabetico. Nello Charcot si sviluppano fratture o lussazioni delle ossa e delle articolazioni del piede e della caviglia senza alcun trauma o con traumi veramente di minima intensità. I primi segni della malattia di Charcot sono spesso improvvisi ed inaspettati.

Segni di malattia di Charcot

Le manifestazioni cliniche del piede di Charcot consistono nella comparsa di un gonfiore ed un arrossamento a livello del piede o della caviglia. Tale sintomatologia di tipo infiammatorio compare senza trauma apparente.

Le eventuali radiografie fatte in tale occasione sono spesso perfettamente normali o con alterazioni così minime da non essere evidenziate o più spesso sottovalutate.

Il fattore determinante di questa patologia è la perdita di sensibilità al livello dei piedi. La sofferenza ed il danno nervoso al piede è chiamata neuropatia periferica sensoriale. La neuropatia è una comune complicazione del diabete, presente sia nel diabete di tipo I che nel diabete di tipo II.

Una diagnosi fatta a questo stadio iniziale rappresenterebbe un fattore importante per la cura della Charcot e la minimizzazione delle conseguenze.Il trattamento a questo stadio consiste nella immobilizzazione e nello scarico articolare fino a quando il piede non mostra più segni di infiammazione.

La sindrome di Charcot procede per stadi:

  1. Stadio I (acuto, sviluppo delle fratture): rossore e calore importante, gonfiore ed edema caldo, le radiografie mostrano edema dei tessuti molli, in genere mostrano eventuali fratture e lussazioni solo molto più tardi
  2. Stadio II (sub acuto, convalescenza): miglioramento del gonfiore e del rossore diminuzione del calore. Le radiografie mostrano segni di guarigione di fratture.
  3. Stadio III (cronicizzazione): ritorno alla normalità riguardo ai segni di infiammazione con scomparsa del gonfiore e del calore; presenti i segni di guarigione delle fratture con frequente comparsa di deformità del profilo anatomico.

Nelle fasi iniziali bisognerà ricevere una diagnosi corretta con esclusione di patologie come la gotta o una infezione che possono avere esordio simile. Generalmente, in modo cauto e corretto, verrà consigliato un breve periodo di immobilizzazione e scarico, rimanendo in osservazione della evoluzione della sintomatologia sia clinica che radiografica.

Trattamento

Allo stato attuale non è noto come prevenire lo svilupparsi di una sindrome di Charcot. Il trattamento si limita a tentare di minimizzare gli esiti e la deformità del piede.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 21 febbraio 2017
Ultimo aggiornamento:  21 febbraio 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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