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Omeopatia e fitofarmaci: diversità a confronto

Omeopatia e fitofarmaci: diversità a confronto

Cos’è l’omeopatia e perché è diversa da qualunque altro intento curativo

Basta una sola giornata dietro il banco di una farmacia e tosto ti accorgi che tanti, e anche diversi operatori sanitari, facciano confusione tra la omeopatia e altri rimedi di tipo naturale che nulla hanno a che fare con l’omeopatia.

Come si prepare un omeopatico

Nella breve discussione che segue cercherò di spiegare cosa è come è fatto un rimedio omeopatico e la sua evoluzione, lo farò al modo di un galenista, senza dare giudizi o interpretazioni sulle cure omeopatiche e sulla omeopatia in genere. Cercherò di rimanere il più possibile neutrale e distante dalla eterna diatriba tra omeopatia si ed omeopatia no.

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Testi e prodotti omeopatici

Storia della omeopatia

Samuel Hahnemann è stato un medico che, dopo un primo periodo di pratica medica, nel 1789, sull’orlo di lasciare la professione, perché deluso sulle possibilità che offriva la medicina del tempo a livello terapeutico, decise di dedicarsi a lavori di traduzione di articoli scientifici. Si imbatté in alcuni testi, in particolare un capitolo della materia medica di Cullen dedicato alla corteccia di china, ed  iniziò a fare delle annotazioni. Si convinse di quello che divenne uno dei principali paradigmi dell’omeopatia ovvero la legge delle similitudini, similia similibus curantur.

Compresse, pastiglie e nutrienti

Cioè  la sostanza in grado di contrastare i sintomi di una malattia è la stessa sostanza che somministrata ad una persona sana provoca quegli stessi sintomi.

Iniziò così un periodo di frenetiche sperimentazioni, su se stesso, preparando i rimedi nel retro della farmacia del suocero. Per le sue sperimentazioni si auto-somministrava sostanze spesso tossiche che lo facevano stare male. Pare che sia stato lo stesso suocero, preoccupato per la sua salute a suggerirgli di diluire i rimedi ed agitare per bene al fine di ottenere una migliore efficienza di diluizione in termini di miscelazione.  Hahnemann inizia a notare, o meglio così dice, che diluendo il rimedio diminuisce la sua tossicità ma non la efficacia terapeutica purché la diluizione avvenga con accurata “succussione” ad ogni passaggio almeno 100 succussioni verticali.

sostanze base farmaceutiche
Contenitori di prodotti farmaceutici

Il prodotto omeopatico è quindi:

  1. Sostanza che su individui sani provoca gli stessi sintomi della malattia da trattare.
  2. Diluizione infinitesimale di questa sostanza
  3. Succussione (energica agitazione) ad ogni passaggio detto anche “dinamizzazione”

I farmaci omeopatici sono ottenuti a partire dai “ceppi” questi possono essere sostanze, preparazioni o prodotti di origine animale, vegetale o minerale.

MATERIE PRIME

CEPPO OMEOPATICO

DILUIZIONE  DINAMIZZAZIONE

Le preparazioni omeopatiche man mano sono state inserite nelle farmacopee europee sulla base della farmacopea francese per la validazione delle procedure di preparazione.

Tinture madri omeopatiche di origine vegetale.

L’estrazione avviene per macerazione della pianta in alcol a titolo appropriato per un periodo non inferiore a 10 giorni parametrando la concentrazione della tintura madre al residuo secco. Solitamente il rapporto è di 1:10 ma in alcuni casi specifici può essere di 1:20. Quindi un campione della materia prima vegetale allo stato fresco pulita e tagliata si mette in stufa a T>105°C fino a massa costante, si determina il residuo secco e si mette in macerazione. Esempio: da 1 kg di pianta fresca che da un residuo secco di 0,200 Kg si dovranno ottenere 2 litri di tintura madre.

Tinture madri omeopatiche di origine animale.

Si ottengono per macerazione in alcol di animali interi e vivi (Apis Mellifica) o essiccati (Cantharis) o parti di animali. La macerazione dura almeno 10 giorni e contengono una parte in peso della materia prima di partenza in 20 parti di soluzione finale.

Minerali e chimici.

In questo caso la materia prima coincide con il ceppo omeopatico.

Le diluizioni omeopatiche:

Le diluizioni omeopatiche sono fatte mediante delle deconcentrazioni della sostanza base seguita da una agitazione chiamata “dinamizzazione” Queste operazioni devono avvenire sotto cappa a flusso laminare, in atmosfera controllata (n° particelle diam. fino a 0,5 per 29 litri di aria < a 100.)omeopatia-granuli-contenitori

Le diluizioni possono essere di ordine decimale o centesimali.

Metodi di preparazione degli omeopatici

Metodo di Hahnemann; In un flacone si versa una parte in peso della sostanza che si vuole diluire in 99 parti di alcool 70° si dinamizza, cioè si fanno almeno 100 succussioni energetiche e cosi ottenuta la prima diluizione centesimale o 1 CH, da questa si preleva una parte in volume e si versa in un secondo contenitore con 99 parti di alccol al 70% si fanno almeno 100 succussioni e si ottiene la seconda diluizione o 2 CH. La stessa cosa si ripete per la 3….5….9….. fino alla diluizione desiderata. Nel caso di diluizioni decimali la procedura non cambia, 1 parte di sostanza si mette in 9 parti di alcol si agita e si ottiene la prima diluizione decimale o 1 DH e così via. Quando i ceppi da diluire sono solidi le operazioni di deconcentramento avvengono diluendo e triturando il ceppo iniziale con veicolo solido inerte.

Le diluizioni di Korsakoff partono da un flacone da 15ml dove di versano 5 ml di tintura madre, si fanno le agitazioni e si svuota in modo che il materiale che rimane attaccato alla pareti del flacone stesso sia 0,05 ml (verificabile con pesata) Quindi nello stesso flacone si aggiunge 5 ml di acqua distillata, si agita e si ottiene la prima diluizione Korsakoviana o 1K, ripetendo le operazioni di svuotamento ed aggiunta di acqua distillata si arriva alla diluizione desiderata… 2K 3K…. e cosi via.

diluizioni 50 millesimali Si parte dalla terza triturazione centesimale. Si prelevano 0,05 g di questa diluizione e si sciolgono con 500 gocce di una soluzione contenente 1 parte di alcool 90° e quattro di acqua ottenendo la base di partenza per le diluizioni 50 millesimali.

Le forme farmaceutiche dei rimedi omeopatici sono:

  • Granuli: piccole sfere di massa circa 50 mg costituiti da lattosio 15% e saccarosio 85%,
  • Globuli: lattosio e saccarosio con massa circa 5 mg.
  • Compresse: Lattosio e/o saccarosio massa circa 100 mg.
  • Gocce, fiale orali, supposte e pomate.
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Granuli omeopatici in un contenitore di vetro.

Le forme farmaceutiche solide sono in grado si assorbire molto e vengono “impregnate” con la soluzione del rimedio a diluizione desiderata.

Da Hahnemann in poi diversi medici e farmacisti si sono dedicati alla omeopatia e sono scaturite pratiche omeopatiche diverse:

Diverse scuole di pensiero omeopatico

  1. Omeopatia unicista che utilizza un solo rimedio per volta sul paziente.
  2. La omeopatia pluralista utilizza più rimedi.
  3. E la omeopatia complessista utilizza diversi rimedi nello stesso farmaco (complessi omeopatici).

Dal farmaco omeopatico puro alla “low dose medicine”

Dai concetti dell’omeopatia, negli anni trenta, il Dr. Hans Heinrich Reckeweg elaborò i  fondamentali della omotossicologia detta anche omeopatia anti-omotossica che si basa sul concetto che ogni organismo è attraversato continuamente da tossine esogene ed endogene che attivano il Sistema Immunitario Globale (neuro endocrino cito umorale). Queste sostanze vengono trasformate e poi riespulse. Durante questo “tragitto” di trasformazione ed espulsione esse provocano reazioni difensive che si manifestano come “malattie”

Reckeweg introdusse nuove tipologie di ceppi come i nosodi (da materiale patologico) organoderivati di suino e catalizzatori del ciclo di krebs. I rimedi omotossicologici sono meno diluiti rispetto ai classici omeopatici e subiscono sempre il processo di dinamizzazione, generalmente sono dei complessi contenenti più sostanze dinamizzate a diluizioni decimali e/o qualche bassa centesimale.

Più recentemente si è arrivati a diluire e dinamizzare veri e propri farmaci di sintesi e biologici che fanno parte del rimedio omotossicologico in associazione ai rimedi classici dell’omeopatia, siamo alla low dose medicine.granuli-omeopatia

La medicina fisiologica di regolazione (PRM) nuovissima pratica di derivazione omeopatica, si inserisce tra Biologia Molecolare, Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia  e Nutraceutica

Si tratta di molecole studiate in Biologia Molecolare definiti messenger molecules, cioè sostanze in grado di portare alla diverse cellule dell’organismo le “giuste istruzioni” per il loro corretto funzionamento. Sono i neuropeptidi (messaggeri del Sistema Nervoso), gli ormoni (messaggeri del Sistema Endocrino), le citochine (messaggeri del Sistema Immunitario).

A queste si affiancano i fattori di crescita fondamentali molecole di regolazione e stimolo tessutale. Si tratta di una ulteriore innovazione della Low Dose Medicine.

In che modo un omeopatico possiede attività biologica?

A questo punto è necessario farci una domanda: perché una cosa talmente diluita  che ad un certo punto, per la legge di Avogadro, non contiene più nessuna molecola all’interno, dovrebbe avere un qualsivoglia effetto terapeutico?

E’ questa la principale critica alla omeopatia fin dalle sue origini. La risposta per secoli è stata una generica la credenza in una generica forza vitale ed oggi la teoria che principalmente viene argomentata dai sostenitori dell’omeopatia si chiama “memoria dell’acqua”.

Unicità dell’acqua

L’acqua è veramente una sostanza con peculiarità chimico-fisiche particolari, anzi uniche. Secondo gli omeopati l’acqua che viene a contatto in “modo energetico” con il ceppo omeopatico ne immagazzina l’ informazione elettromagnetica formando dei clusters, ovvero delle strutture fatte di sole molecole di acqua all’interno dell’acqua stessa con proprietà elettromagnetiche definite.

Questa teoria che pare avvincente seppur priva di fondamento di tanto in tanto torna a riempire le pagine delle riviste scientifiche e no. A volte in considerazione di nomi dei scienziati coinvolti, della loro storia del loro peso nella comunità scientifica un po di attenzione se non di fiducia dovrebbe pur essere accordata.

Nel 2011 Luc Montagnier, nobel per la medicina con un team di fisici di cui il nostro grande scienziato e comunicatore Emilio Lo Giudice hanno dato vita ad un esperimento che ha dell’incredibile. Inviando una certa radiazione che è la stessa di quella emanata da una sequenza di DNA ad una soluzione fatta delle molecole di cui è fatto il DNA, solo dopo una certa diluizione si forma quella stessa sequenza di DNA che da quella radiazione.

Parlare di omeopatia e di rimedi omeopatici (per la legge Italiana non si possono definire farmaci anche se possono essere detratte fiscalmente come spese mediche) è sicuramente difficile e certo un articoletto come questo non può essere esaustivo. L’intento era quello di chiarire che il rimedio omeopatico, indipendentemente alle proprie convinzioni personali è cosa completamente diversa da qualsivoglia trattamento salutistico o terapeutico a base di piante officinali, cambia il paradigma scientifico, cambia il modo di intendere il rimedio.

In uno esiste acqua “informata” funziona? Non funziona? Ad ognuno la propria scelta.

San Agostino diceva che i miracoli sono semplicemente fenomeni che ancora non siamo in grado di capire e pensando all’avanzamento tecnologico dai tempi del santo così deve essere. Nel caso dei fitoterapici esiste la quantità misurabile di sostanza principale dentro una singola dose, esiste la standardizzazione ed esistono anche le avvertenze e le possibili interazioni con altri farmaci.

Letture consigliate:

  1. Omeopatia: L’acqua che cura. Nicola e Marta lo Giudice
  2. Il farmacista omeopata: Luigi Turinese. Tecniche Nuove.
  3. Il cervello anarchico, Enzo Soresi UTET
  4. Guarire con la nuova medicina integrata : Enzo Soresi, Pierangelo Garzia, Edoardo Rosati Sperling Kupfer
  5. Pulmonary Pharmacology & Therapeutics [22 (2009) 497510] Low dose oral administration of cytokines for treatment of allergic asthma
  6. Montagnier L. Aissa J., Del Giudice E. Lavallèe C. Tedeschi A. Vitiello G. DNA waves and water- Journal of physic: conference Series 306. 012007,2011

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giovanni Ferrigno

Pubblicato il 30 marzo 2017
Ultimo aggiornamento:  31 marzo 2017
Dr. Giovanni Ferrigno

Dr. Giovanni Ferrigno

Mi chiamo Giovanni Ferrigno, sono nato a Mazzarino (CL) nel 1963, sposato e padre di due figli. Ho conseguito la laurea in farmacia presso l'università di Torino. Formazione post-laurea : Nutrigenetica, corso master in fitoterapia. Ho lavorato nell'industria farmaceutica in reparti di estrazione di principi attivi da brodi di fermentazione e nel laboratorio di controllo processo. Il mio interesse per la galenica mi ha portato a fare esperienza in un laboratorio galenico di una farmacia del Torinese e dal 2004 ad oggi presso il laboratorio della farmacia Dr. A. Gallo di San Cataldo (CL) come farmacista responsabile. Iscritto all'ordine dei farmacisti di Caltanissetta. Membro del direttivo nazionale della U.G.I. (Unione Galenisti Italiani ). Socio SIFAP ( Società Italiana Farmacisti Preparatori ) Ringrazio il Dr. Giuseppe Fanzone, grande medico dalle meravigliose qualità umane e professionali per lo spazio che ha voluto darmi e che intendo utilizzare per fare corretta e scientifica informazione a cittadini e sopratutto ai medici sulle possibilità che offre la galenica nei diversi ambiti della medicina con un occhio di riguardo alla Fito-galenica.
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