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Malattie e complicazioni a carico del piede nel diabetico

Malattie e complicazioni a carico del piede nel diabetico

22 Febbraio 2017cura delle ulcereosteomielitepiaga2001Views2Comments
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Il piede diabetico

Definizione di piede diabetico: viene identificata come piede diabetico una sindrome clinica caratteristica di chi è affetto da diabete sia di tipo I che di tipo II.  La gravità è stabilita da una graduazione in senso peggiorativo di lesioni che vanno da alterazioni di forma e struttura passando per la ulcerazione fino alla necrosi, con o senza infezione e/o distruzione di tessuti profondi ed osteomielite (vedi scheda su classificazione di Wagner). Queste alterazioni sono associate a sofferenza neurologica (neuropatia diabetica) e e a vari gradi di sofferenza dei vasi sanguigni periferici degli arti inferiori (vasculopatia diabetica ).

Un tipo particolare di sofferenza a carico del piede nel diabetico è il piede di Charcot. La osteo neuro distrofia di Charcot non è esclusiva del diabete potendo riguardare anche non diabetici.

CLASSIFICAZIONE DI WAGNER (Wagner F.W. Foot Ankle 1981)

  1. Classe 0 = Non ulcerazioni, presenza di eventuali deformità, edema, cellulite etc.
  2. Classe 1 = Ulcera superficiale
  3. Classe 2 = Ulcera profonda fino al tendine, alla capsula articolare all’osso, senza infezione
  4. Classe 3 = Ulcera profonda con ascesso, osteomielite, artrite settica
  5. Classe 4 = Gangrena localizzata alle dita o al tallone
  6. Classe 5 = Gangrena di tutto il piede o di una porzione significativa

Meccanismo di lesione del piede nel diabetico

Le lesioni tipiche del piede diabetico si sviluppano spesso per la coesistenza di diversi fattori che concorrono alla formazione e gravità della malattia.

La neuropatia periferica

Nel diabete tutti i nervi sono sofferenti. Nella neuropatia periferica diabetica sono infatti colpite tutte le fibre nervose sia sensitive che motorie che autonomiche.

Neuropatia sensitiva

A causa della neuropatia di tipo sensitivo si ha la perdita della capacità di sentire il dolore. In questo modo il diabetico non ha più nessuna avvertenza della pressione, della temperatura e degli stimoli di tipo propriocettivo e noci estivo. A causa di tale perdita di percezione sensoriale, eventuali stimoli dannosi o traumi non vengono percepiti o vengono sotto stimati.

Neuropatia motoria

La neuropatia motoria diminuisce la forza e la capacità di contrazione dei muscoli del piede. In questo modo si producono deformazioni delle dita dei piedi e alterazioni della capacità di deambulazione. La deformazione porta con se la variazione delle zone di carico e di pressione con aumento anomalo del carico del peso corporeo, durante l’appoggio al suolo, sulla zona delle teste delle ossa metatarsali o sulle dita.

Neuropatia autonomica

La neuropatia autonomica riduce la sudorazione. Ciò comporta a pelle secca e cute screpolata. Una cute non idratata è soggetta a facile  insorgenza di screpolature e fissazioni fessurazioni cutanee. Inoltre, la neuropatia provoca una “paralisi” a carico della muscolatura delle pareti dei vasi sanguigni che aumenta la circolazione di sangue a livello cutaneo portando a piede caldo ed edematoso.

In aggiunta i movimenti delle articolazioni del piede nel diabetico sono limitati dalla “glicazione” delle proteine nelle articolazioni, nella cute e nei muscoli (la glicazione in termini molto semplici è l’equivalente di ciò che accade se ti sporchi le mani con uno sciroppo zuccherino; le mani si “appiccicano”, tendono ad incollarsi alle cose, diventano rigide ed appiccicose in ultima analisi quasi inutilizzabili).

Per tutte queste ragioni, perdita di sensibilità, perdita di forza e alterazioni cutanee portano nel diabetico a conseguenze molto più gravi che nei non diabetici. Un callo è fastidioso per tutti ma nel diabetico può portare allo sviluppo di un ulcera che sarà difficilmente trattabile e potenzialmente invalidante. Lo stesso vale per l’alluce valgo che nel diabetico ha conseguenze gravi ed è difficilmente trattabile

La vasculopatia periferica

La sofferenza vascolare periferica nel diabetico (PVD), è spesso associata a minimi traumi o ferite superficiali è può presentare con ulcera unicamente ischemica del piede, caratteristicamente molto dolorosa. La PVD e la neuropatia sono spesso presenti contemporaneamente. È però improbabile che i disturbi vascolari siano causa diretta di ulcera diabetica. Tuttavia, una volta che un’ulcera si complica con la comparsa di una infezione il rischio di una successiva amputazione aumenta notevolmente.

  • Approssimativamente il 40–60% di tutte le amputazioni non traumatiche degli arti inferiori sono eseguite su pazienti affetti da diabete.
  • L’85% delle amputazioni delle estremità inferiori associate al diabete sono precedute da ulcere del piede.
  • Quattro ulcere su cinque nei soggetti diabetici sono determinate da traumi esterni. • La prevalenza di ulcere del piede varia fra il 4 e il 10% della popolazione diabetica. http://www.siapav.it/pdf/Piede-Diabetico%202005%20%5B2%5D.pdf

Cosa fare per prevenire il piede diabetico

Molti studi e l’esperienza di tanti che si occupano di piede diabetico hanno dimostrato che sono i traumi legati alla calzatura i più importanti elementi che scatenano la formazione delle ulcere diabetiche. La neuropatia, la vasculopatia e le modifiche cutanee e dei tessuti molli agiscono spesso in concomitanza nella stragrande maggioranza delle ulcere diabetiche.

Prevenire le ulcere diabetiche viene considerata la cosa più importante. La scelta della calzatura assume allora un ruolo predominante.

Qualora le ulcere siano già manifeste risulta necessario rivolgersi ad un centro ospedaliero dove si potranno occupare in modo multidisciplinare della patologia piede diabetico in tutti i suoi aspetti.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 21 febbraio 2017
Ultimo aggiornamento:  02 marzo 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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Il piede neuropatico di Charcot

2 Comments

  1. Buongiorno Gentilissimo Dottore Fanzone. Ho letto con molta attenzione il suo articolo. Vorrei chiederle se per prevenire il piede diabetico, oltre ad una corretta e comoda calzatura, come da lei indicato, sia necessario anche idratare la pelle con creme specifiche come Dxxxx, ad esempio. La ringrazio per la sua risposta.

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