questa foto in bianco e nero mostra un chirurgo ortopedio mentre inserisce un chiodo endomidollare in un femore

Introduzione

Le fratture delle ossa lunghe, in particolare del femore, rappresentano un trauma serio che richiede un trattamento tempestivo e adeguato. L’inchiodamento endomidollare è una tecnica chirurgica innovativa che ha rivoluzionato il trattamento di queste fratture, offrendo numerosi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali.

Cosa è l’inchiodamento endomidollare di una frattura?

la tecnica dell’inchiodamento endomidollare può essere applicata al trattamento delle fratture di tutte le ossa lunghe. L’inchiodamento endomidollare è una tecnica chirurgica che consente di inserire un chiodo metallico all’interno del canale midollare delle ossa ottnenendo la stabilizzazione della frattura.

Immagina di avere un osso lungo rotto. Il chiodo viene posizionato a riempire il canale presente all’interno dell’osso fungendo da “stecca” interna. In questo modo i frammenti ossei vengono tenuti in posizione corretta mentre guariscono.

Modello in plastica trasparente di due femori con all'interno chiodi trocanterici (tipo gamma nail)
Modello in plastica trasparente di femore con chiodo posizionato intra midollare

L’inchiodamento endomidollare può essere utilizzato per trattare le fratture delle ossa lunghe, come femore, tibia e omero ma non solo.

Storia dell’inchiodamento endomidollare

Le prime forme di inchiodamento endomidollare risalgono agli inizi del XX secolo, ma la tecnica ha conosciuto un vero e proprio sviluppo negli anni ’70 e ’80. Il merito va a pionieri come Gerhard Küntscher, che per primo utilizzò un chiodo intramidollare per stabilizzare una frattura di diafisi femorale. Da allora, la tecnica si è affinata e perfezionata, diventando una delle metodiche di elezione per il trattamento di diverse tipologie di fratture.

Gerhard Küntscher (1900-1972), chirurgo tedesco, è considerato il padre dell’inchiodamento endomidollare. Nel 1940, eseguì il primo intervento di questo tipo, rivoluzionando il trattamento delle fratture ossee.
Küntscher sviluppò la tecnica e i primi chiodi intramidolari, usati ancora oggi. Il suo lavoro ha contribuito a rendere l’inchiodamento endomidollare una tecnica diffusa in tutto il mondo.
Eredità:
Pioniere della chirurgia ortopedica moderna.
Il suo lavoro ha migliorato il trattamento delle fratture ossee.
L’inchiodamento endomidollare è una tecnica salvavita che ha aiutato milioni di persone.

L’inchiodamento retrogrado del femore

L’inchiodamento retrogrado del femore rappresenta una variante innovativa della tecnica standard. In questo caso, il chiodo viene inserito non dall’alto (via anterograda), ma dal basso, attraverso l’articolazione del ginocchio.

Quali sono i vantaggi dell’inchiodamento retrogrado?

radiografia di frattura del femore operata con chiodo endomidollare retrogrado
Chiodo di femore retrogrado

L’inchiodamento retrogrado offre numerosi vantaggi rispetto all’approccio anterogrado:

  • Minore invasività: l’accesso chirurgico è più piccolo, più facilmente raggiungibile e riproducibile, con minor dolore e rischio di complicanze. Non sono segnalati casi di calcificazioni intra articolari al ginocchio, se correttamente eseguito non determina sofferenza cartilaginea o lesioni ai crociati.
  • Migliore controllo della riduzione: il chiodo può essere posizionato con maggiore precisione, garantendo una migliore riduzione della frattura. Non essendo necessario posizionare il paziente su letto da trazione si annulla il rischio di lesioni del nervo pudendo con perdita di sensibilità alla regione genitale.
  • Trattamento di fratture complesse: l’accesso retrogrado permette di trattare fratture complesse, articolari e periprotesiche, che difficilmente potrebbero essere trattate con la via anterograda.

Indicazioni all’inchiodamento retrogrado

L’inchiodamento retrogrado è indicato in diverse tipologie di fratture di femore, tra cui:

  • Fratture diafisarie distali
  • Fratture periprotesiche
  • Fratture con esposizione ossea
  • Fratture in pazienti con gravi patologie sistemiche
    Radiografia di avambraccio che mostra un inchiodamento endomidollare con fili di K.
    Radiografia di avambraccio con fili endomidollari (fili di K)

Conclusioni

L’inchiodamento endomidollare retrogrado rappresenta una tecnica innovativa e versatile per il trattamento delle fratture di femore. Offre numerosi vantaggi in termini di invasività, controllo della riduzione, trattamento di fratture complesse e recupero del paziente.

Per approfondire:

Fonti:

  • Articolo scientifico sull’inchiodamento retrogrado del femore: Retrograde Nailing for Treating Femoral Shaft Fractures: A Review Thomas A. DeCoster, MD; Brianna N. Patti, MD

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso. Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 26 marzo 2024
Ultimo aggiornamento:  26 marzo 2024

Di Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.

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