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La protesi di spalla

La protesi di spalla

9 Marzo 2013artrosiprotesiprotesi inversaspalla4175Views2Comments
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Anatomia della spalla

L’articolazione della spalla è costituita da tre ossa, l’omero (osso del braccio), la scapola e la clavicola. E’ una articolazione con una parte rotondeggiante (testa dell’omero) che scorre su di un piano (glena della scapola). Le regioni di contatto tra le ossa sono coperte da cartilagine articolare ed attorno alle strutture ossee si pongono i tendini dei muscoli della spalla. I tendini avvolgono la testa dell’omero e la cavità articolare (se ciò che copre la testa è una cuffia, la testa dell’omero è avvolta dalla “cuffia dei rotatori”, che è l’insieme dei tendini che consentono alla testa dell’omero di ruotare per compiere i movimenti propri di questa articolazione). La funzione della cuffia dei rotatori è quella di proteggere la struttura articolare garantendone la stabilità e contemporaneamente il movimento. Tra tutte le articolazioni del nostro corpo, l’articolazione della spalla è sicuramente la più mobile e complessa. Tra tutte le articolazioni alla spalla tocca un ruolo nella evoluzione della specie umana. Per ragioni anatomiche è anche tra le più difficili da trattare chirurgicamente.

Altri video: Inserzione dei muscoli della spalla

Spalla coperta dai muscoli

Trattamento con protesi

Una della opzioni terapeutiche, nelle patologie dolorose della spalla è rappresentato dalla protesi. A differenza di altre protesi articolari, come la protesi di anca e la protesi di ginocchio, la protesi di spalla, per ragioni sia propriamente tecniche che anatomiche, non è allo stato attuale in grado di ripristinare in maniera completa la funzione della spalla (un paziente con una protesi di ginocchio può aspettarsi di correre e giocare a tennis ma non potrà farlo con una spalla protesizzata)

Patologie della spalla trattabili con protesi

Diverse condizioni patologiche determinano dolore e cattivo funzionamento (disabilità) della spalla.

  • Artrosi: legata a cause non ben conosciute, che determinano comunque “logorio” delle superfici articolari, con perdita della capacità di movimento del braccio che diviene tralaltro doloroso. Allo stato attuale la artrosi è una patologia senza cura possibile. La cartilagine si usura fino a scomparire e le superfici ossee scorrono l’una sull’altra determinando infiammazione, dolore e rigidità.
  • Artrite reumatoide (AR): in questa patologia, l’intera struttura articolare della spalla va incontro ad un processo infiammatorio cronico e distruttivo. Il dolore e la disabilità articolare possono essere molto gravi.
  • Artrosi post traumatica: segue un severo danno traumatico dell’articolazione  una frattura della porzione articolare della spalla che può essere a carico sia delle strutture ossee dell’omero costituendo una frattura della testa omerale, che delle strutture della capsula articolare con una rottura della cuffia dei rotatori  ma anche della cavità della glena della scapola. Si sviuluppa a distanza di tempo dal trauma iniziale.
  • Necrosi avascolare (Osteonecrosi avascolare): Se per qualche ragione il flusso di sangue alla testa dell’omero viene a diminuire o a mancare del tutto l’osso va incontro ad un processo di necrosi (morte delle cellule che lo compongono) e quindi di riassorbimento. Le cause più comuni di necrosi asettica della testa dell’omero sono l’uso di cortisonici, l’abuso di alcol, l’anemia falciforme.
  • Fratture gravi: Una frattura della testa dell’omero con più frammenti scomposti rappresenta l’indicazione più comune al trattamento protesico. La sostituzione con protesi è resa necessaria dalla grande difficoltà in questa regione anatomica di ricostituire chirurgicamente una forma accettabile dei frammenti e di garantirne l’attecchimento. L’osteoporosi è causa di fratture di questo tipo.

Protesi inversa di spalla

Le protesi di spalla sono disegnate e costruite in maniera tale da riprodurre le superfici articolari compromesse che andranno sostituite.
La articolazione della spalla è “una palla in un canestro” dove la “palla” è la testa dell’omero e il canestro è La superfice articolare della scapola (Glena scapolare). In una protesi di spalla standard la testa dell’omero è sostituita da una semisfera di metallo ed il “canestro” della scapola con una superfice di polietilene che è un materiale plastico.

Nella protesi inversa di spalla le superfici articolari vengono ricostruite sempre con metallo e plastica come per le protesi di spalla standard ma con la differenza che nelle protesi inverse le superfici articolari della spalla sono poste in maniera “inversa” con la palla sulla scapola ed il canestro sull’omero. Esattamente in maniera opposta (protesi inversa) a quello che avviene in natura.

Perchè dovrebbe essere utilizzata una protesi inversa invece che standard di spalla?

La tenuta e funzionalità di una protesi standard di spalla presuppone che i muscoli ed i tendini circostanti l’impianto protesico siano integri e funzionanti. Questi muscoli e tendini che compongono la cuffua dei rotatori devono essere funzionanti e potenti per consentire i movimenti del braccio. Nelle condizioni in cui la cuffia dei rotatori abbia perso la sua funzionalità ed integrità non potrà essere impiantata una protesi standard ma dovrà essere utilizzata una protesi di spalla inversa che è disegnata e progettata per funzionare anche senza la cuffia dei rotatori.

1-20160516_195255 Protesi inversa spalla

Approfondimenti su osteoporosi:

Osteoporosi ; Farmaci per l’osteoporosi ; Frature atipiche del femore.

Le foto si riferiscono ad interventi eseguiti dal dott. Giuseppe Fanzone.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 09 marzo 2013
Ultimo aggiornamento:  04 aprile 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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2 Comments

  1. Salve Dott.,
    io ho subito un intervento di protesi alla spalla e dopo circa un anno ho ancora problemi: nei movimenti di abduzione arrivati ad una certa altezza avverto uno scatto e dolore. Potrebbe aiutarmi?

    Grazie. Antonio

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