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La gotta – malattia reumatica

La gotta – malattia reumatica

20 gennaio 2012artritegottasalutetofi4176Views2Comments

La gotta è una malattia del metabolismo dell’acido urico.

Tra le patologie che provocano dolore articolare, la gotta è una delle più insidiose. Conosciuta fin dall’antichità è stata storicamente considerata patologia dei “ricchi”, legata ad abusi alimentari. In letteratura è anche divenuta  simbolo di eccessi e di abitudini riprovevoli di tutti i tipi.
Effettivamente è una patologia complessa, con manifestazioni possibili a carico di tutte le articolazioni e con manifestazioni non limitate alle articolazioni. Piuttosto insidiosa è a volte difficile da diagnosticare.

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Classici segni di infiammazione della articolazione dell’alluce – gotta

In combinazione variabile sono presenti, non necessariamente insieme i seguenti fattori:

•    presenza di  acido urico (uricemia) nel sangue con valori al di sopra della norma
•    accumulo di cristalli di urato monosodico all’interno delle articolazioni e in altri tessuti (tofi)
•    accessi acuti intermittenti di artrite dovuti alla deposizione di questi cristalli nel liquido sinoviale
•    alterazioni renali spesso associate a ipertensione
•    formazione di calcoli renali di acido urico.

La gotta può essere del tutto non dolorosa o viceversa dolorosissima. A volte è facile da diagnosticare, altre, più frequentemente, si presenta ingannevole ed insidiosa. La sintomatologia gottosa può insorgere a tutte le età. Può andare incontro a remissione spontanea oppure cronicizzarsi con conseguenze anche drammatiche sia a livello articolare che extrarticolare.

Cos’è l’acido urico?

L’acido urico è una sostanza chimica organica di origine naturale si forma come scarto del metabolismo delle proteine.  Nel corpo umano l’acido urico, in condizioni fisiologiche, viene eliminato dal rene con le urine. Se la quantità di acido urico disciolto nel sangue aumenta, sia per aumentata produzione che per diminuita eliminazione con le urine, l’organismo in ogni caso tenta di eliminarlo dal torrente ematico finendo per depositarlo all’interno delle articolazioni (chimici, biologi e fisiologi mi perdoneranno per la semplificazione). L’acido urico depositato nelle articolazioni determina la patologia gottosa.

Terapia della gotta

La terapia della gotta prevede due indirizzi
•    la cura dell’attacco acuto: antinfiammatori ed antidolorifici (anche cortisonici).
•   la prevenzione di altre crisi (farmaci che diminuiscono la formazione di acido urico o che ne aumentano la solubilità e quindi l’eliminazione di acido urico con le urine).

Un appropriato regime dietetico che eviti gli eccessi di consumo alimentare di proteine viene storicamente consigliato ma non sembra essere determinante per la prevenzione della gotta in tutti i casi. Questo perché la gotta riconosce anche cause genetiche:

Cause genetiche di gotta

  •  carenza di ipoxantina-guanina-fosforibosiltransferasi (HGPRT) detta Sindrome di Lesch-Nyhan
  • carenza di glucosio-6-fosfatasi;
  • aumentata produzione di fosforibosil-pirofosfato-sintetasi.

Nei pazienti che non presentano difetti enzimatici  la gotta si sviluppa in genere in presenza di obesità e di eccessivo consumo di bevande alcooliche. L’iperuricemia può essere ulteriormente incrementata da una diminuita escrezione renale (malattie renali, acidosi, farmaci). L’iperuricemia, pertanto, non è causata da un unico difetto genetico o da un solo fattore dietetico, ma da un insieme di disturbi diversi che possono contribuire in misura variabile alle manifestazioni cliniche.
Ancora una volta la presenza di sintomatologia dolorosa articolare, specie se associata a sintomatologia infiammatoria necessita di una valutazione medico specialistica. Il valore di uricemia “normale” non è garanzia di non essere affetti da gotta!

Il ruolo dell’Ortopedico nella cura delle malattie reumatiche può essere fondamentale poiché spesso è il primo professionista medico ad essere consultato. Una artrite gottosa non diagnosticata potrà poi anche avere una soluzione di tipo chirurgico.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 20 gennaio 2012
Ultimo aggiornamento:  12 novembre 2016
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania.

Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli.

Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma.

Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta.

Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi!

Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell’altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.

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2 Comments

  1. salve , vorei sapere se possibile , come intervenire , per un problemino che ha mio figlio ad un piede . lui nel camminare , sposta senza velere il piede sinistro verso l’interno , mi chiedo se si puo’ intervenire con piccoli accorgimenti dopo visite specialistiche magari , o e’ un problema serio da non sottovalutare . mio figlio non ha dolori , gioca a calcio , ed e’ un buon corridore , questo problema , lo limita ‘? ho magari si puo’ far finta di nulla ? vi ringrazio anticipatamente DARIO

    1. Troppi pochi dati a mia disposizione anche solo per ipotizzare una risposta che abbia un senso, che possa essere utile. Un “difetto fisico” rappresenta un problema quando mi limita in qualche modo o magari che abbia la tendenza a peggiorare.

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