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Le fratture in pazienti con protesi di anca

Le fratture in pazienti con protesi di anca

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Le fratture periprotesiche dell’anca

Una frattura periprotesica è la rottura dell’osso attorno alle componenti di una protesi articolare dell’anca. Per estensione la frattura periprotesica, cioè la rottura dell’osso, potrà avvenire anche intorno o vicino ad una protesi di ginocchio, ad una protesi di spalla e ad un chiodo endomidollare

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Frattura attorno ad un chiodo usato per il trattamento di una frattura dell’anca

usato per il trattamento di un’altra frattura dell’anca precedente. In questo articolo si parla della rottura attorno alla protesi di anca.

La periprotesica è una lesione grave, difficile da trattare che quasi sempre necessita di un intervento chirurgico. In particolare la frattura della protesi di anca è particolarmente impegnativa.
In alcuni casi la frattura della protesi avverrà durante l’intervento di sostituzione con protesi della articolazione, più spesso occorre dopo diverso tempo dall’impianto di una protesi di anca o ginocchio o anche spalla. Fortunatamente le fratture periprotesiche sono rare anche se ci si aspetta un loro aumento legato al maggior numero di protesi che si sta via via impiantando.

Gravità delle fratture periprotesiche

Il trattamento di questo tipo di frattura è spesso una sfida chirurgica. Rappresenta un intervento importante, difficile ed eseguibile da parte di chirurghi esperti in centri pluri specialistici. La difficoltà è legata sia all’età del paziente che spesso è anziano, con diverse altre malattie associate, sia alla qualità dell’osso in genere fragile per le problematiche legate alla osteoporosi e quindi fragile per definizione, sia alla presenza della protesi e delle linee di frattura che rendono queste lesioni complicate dal punto di vista tecnico.

Descrizione della lesione da frattura della protesi

Molte fratture periprotesiche avvengono attorno allo stelo di una protesi di anca. Le fratture dell’acetabolo sono molto più rare.
La frattura della protesi, meglio dell’osso attorno alla protesi, avviene a livello dello stelo femorale. Le fratture attorno alla protesi possono essere causate sia da cadute banali che da traumi più gravi. La qualità dell’osso e l’energia del trauma determinano il tipo e la gravità della frattura.

Classificazione della fratture periprotesiche del femore

Anca: Vancouver

In letteratura si trovano diverse classificazioni della frattura periprotesiche del femore prossimale.

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La classificazione di Vancouver per le fratture periprotesiche del femore prossimale

La classificazione di Vancouver viene ritenuta, allo stato attuale, affidabile, per seguire, trattare e curare le fratture attorno alla protesi totale dell’anca (artroprotesi di anca,  PTA).

In accordo con la classificazione di Vancouver le Tipo A, le tipo B1 e le Tipo C, con impianto protesico stabile potranno essere trattate con una sintesi aperta con placca (ORIF delle periprotesiche di anca).

 

Trattamento post operatorio

sarà il chirurgo che ha operato a decidere il tipo di trattamento post operatorio da seguire. Infatti il chirurgo che ha eseguito l’intervento di sintesi per una frattura periprotesica è l’unico a conoscere esattamente le condizioni post operatorie ed il livello di stabilità e riduzione ottenuto.

In generale, i pazienti anziani andrebbero mobilizzati e fatti camminare il più presto possibile per prevenire gli effetti negativi della immobilizzazione a letto. Nei casi in cui la stabilità dell’impianto non venga giudicata tale da consentire il carico completo o nei casi in cui manca la collaborazione del paziente alla fisioterapia ed all’uso delle stampelle si potrà attendere un periodo fino a 6 settimane.

In ogni caso la mobilizzazione passiva del ginocchio e dell’anca dovrà essere eseguita giornalmente o appena guarita la ferita chirurgica.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 08 dicembre 2016
Ultimo aggiornamento:  08 dicembre 2016

 

Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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5 Comments

  1. Salve dottore all’età di 57 anni ho avuta una frattura del femore x una banale caduta in casa..da premettere che sono affetta da artrite reumatoide e trattata con cortisone metrotrxsate antiffiammatori e terapia biologica…avuto la menopausa a 43 anni x un carinoma al seno…cmq tornando al femore si sono spezzati 2 chiodi gamma e uno con placca di ferro…tutti a distanza di un anno perché non si consolida …adesso sono in attesa del 4 intervento quello definitivo…trattata con protesi..e placca…vorrei sapere se dopo potrò camminare visto che in questi 5 anni ho fatto solo passi e spostando in macchina. ..e se quello che è successo a me e un fatto comune o una cosa rara…in attesa di una risposta le auguro una felice giornata

  2. Salve Dottore…mia madre di 78 anni é caduta fratturandosi il femore con una protesi d’anca revisionata. É successo 10 giorni fà e non é stata ancora operata é normale ció? Mi dicono che stanno aspettando le componenti e cercando di risolvere gli iter burocratici che si presentano in tale situazione…devo crederci o non sanno nemmeno loro che fare? Non é pericoloso per qualche infezione o necrosi dell’osso? La ringrazio anticipatamente…

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