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Fratture atipiche del femore

Fratture atipiche del femore

17 Febbraio 2013bifosfonatifrattura atipicaosteoporosi6831Views13Comments
frattura atipica

Fratture del femore associate all’uso a lungo termine dei bifosfonati.

Sono descritte sempre più spesso da parte della letteratura medica specialistica delle fratture del femore diverse dal solito, atipiche riguardo non tanto alla sede di frattura (dialisi femorale) ma riguardo alla forma, dimensione ed orientamento della rima di frattura del femore. Risulta ancora incerto  il loro numero effettivo e le cause che le determinano dato che non esiste un registro apposito ed andrebbero segnalate come effetti collaterali di un trattamento medico. Riguardano pazienti che sono in trattamento per l’osteoporosi da alcuni anni con i farmaci della classe dei bifosfonati.

Cosa sono i bifosfonati?

I bifosfonati sono farmaci prescritti per il  trattamento e per la prevenzione di alcune patologie dello scheletro tra cui l’osteoporosi. In Europa i bisfosfonati sono prescrivibili, fin dall’inizio degli anni ‘90, in pazienti con ipercalcemia (elevati livelli di calcio nel sangue) o tumori con rischio di metastasi alle ossa.  Dopo la metà degli anni ‘90 i bifosfonati sono stati autorizzati anche per il trattamento dell’osteoporosi e del morbo di Paget. I bifosfonati agiscono riducendo l’azione degli osteoclasti, che sono le cellule dell’organismo coinvolte nel riassorbimento del tessuto osseo (in genere è un bifosfonato la “pillola” che si prende una volta a settimana o una volta al mese per la cura dell’osteoporosi).

Definizione di frattura atipica del femore da bifosfonati

  • Una frattura che riguardi la regione della diafisi femorale compresa tra il piccolo trocantere ed i condili femorali.
  • Deve essere avvenuta senza trauma o con trauma di minima intensità, equivalente cioè ad una caduta  stando in piedi. (Il 75% delle fratture del femore avviene in seguito a traumi di alta intensità e la linea di rottura è spirale nel 50% dei casi).
  • Presenza di sintomi precedenti alla frattura come dolore alla coscia o all’inguine.

La frattura potrà essere completa o incompleta. Le complete sono in genere trasverse con un “becco” nella regione interna. Qualora oblique il grado di obliquità è lieve (<30°).

Dalla definizione vanno escluse le fratture dovute a tumori o metastasi ossee, le fratture diafisarie spirali, le intertrocanteriche, le fratture del collo femorale e le periprotesiche.

Le fratture incomplete sono associate a reazione periostale.

Frattura atipica

Continuare ad usare i bifosfonati?

Certamente si, dato che allo stato attuale i casi riportati di fratture femorali atipiche sono pochi e sicuramente i benefici di questo tipo trattamento sono superiori ai rischi. I benefici portati dai bifosfonati nella riduzione del rischio di fratture da osteoporosi sono fuori discussione.

Quali sono le raccomandazioni per i medici prescrittori e per i pazienti?

I medici che prescrivono medicinali contenenti bifosfonati devono essere consapevoli che, in rari casi, si potrebbero verificare fratture atipiche del femore, soprattutto in caso di trattamenti di lungo termine. Se si sospetta una frattura atipica in un arto, è necessario esaminare anche l’altro arto.

I medici che prescrivono questi medicinali per la prevenzione o il trattamento dell’osteoporosi devono periodicamente riconsiderare la necessità di continuare la terapia, soprattutto dopo cinque anni o più di utilizzo.

I pazienti in cura con medicinali contenenti bifosfonati devono essere al corrente del rischio di frattura atipica del femore. Devono riferire al medico curante qualsiasi dolore, debolezza o fastidio all’anca o all’inguine, in quanto queste manifestazioni potrebbero essere segnali di una possibile frattura.

Le attuali relazioni pubbliche di valutazione europee per i nove medicinali autorizzati con procedura centralizzata contenenti bifosfonati interessati dai presenti riferimenti (Aclasta, Adrovance, Bondenza, Bondronat, Bonviva, Fosavance, Ibandronic acid Teva, Vantavo e Zometa) sono reperibili sul sito Internet dell’Agenzia Europea del Farmaco.

 Come diagnosticare le fratture atipiche?

Per facilitare la diagnosi e rendere possibile la segnalazione di casi di fratture atipiche sono stati adottati dei criteri di valutazione e diagnosi. Attualmente vengono usati i criteri della American Society for Bone and Mineral Research (ASBMR) che ha identificato dei criteri principali e dei criteri secondari. Vedi tabella.

Criteri maggiori Localizzazione lungo il femore da subito distale al piccolo trocantere a subito prossimale alla regione sopracondilare
Avvenuta senza trauma o con trauma minimo (caduta stando in piedi o anche meno)
Obliquità della rima di frattura >30°
Non comminuta
Frattura completa associata a “spuntone” mediale
Frattura incomplete che coinvolga solo la corticale laterale
Criteri minori Reazione periostale localizzata alla corticale laterale
Aumento dello spessore della corticale diafisaria
Sintomi prodromici come dolore diffuso mal localizzabile profondo alla radice della coscia
Frattura e sintomi bilaterali
Ritardo di consolidazione
Comorbidità (deficit di Vitamina D, Artrite reumatoide)
Uso cronico di farmaci (Bifosfonati, Cortisonici, Inibitori di pompa protonica)

Riferimenti:

Jörg Schilcher, M.D., “Bisphosphonate Use and Atypical Fractures of the Femoral Shaft
N Engl J Med 2011; 364:1728-1737May 5, 2011DOI: 10.1056/NEJMoa1010650

Atypical subtrochanteric and diaphyseal femoral fractures: Report of a task force of the American Society for Bone and Mineral Research Vol. 26, Issue 8, 1987, Article first published online: 20 JUL 2011

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.

Dott. Giuseppe Fanzone

Data di pubblicazione: 17 febbraio 2013

Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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15 Comments

  1. Fratture atipiche e bisfosfonati
    Due studi condotti su ampie casistiche hanno stimato un’incidenza di fratture atipiche in pazienti in trattamento con bisfosfonati compresa tra 3 e 10 casi su 10.000 pazienti/anno, con un’incidenza delle Subtrocantriche /Diafisarie atipiche nella popolazione generale (non trattata con Bisfosfonati ) di circa 0,1-0,2 casi per 10.000 persone/anno ( classificato in scheda tecnica come evento raro) .
    Nel complesso, le fratture atipiche (associate o meno all’uso di bisfosfonati) rappresentano circa l’1% di tutte le fratture di femore. Se si considerano le fratture atipiche in pazienti che stanno assumendo Bisfosfonati la percentuale scende allo 0,4%. Ciò ovviamente implica che circa la metà delle fratture subtrocanteriche /diafisarie atipiche avvenga in pazienti mai esposti ai Bisfosfonati
    Sulla base delle evidenze disponibili utilizzare i bisfosfonati in pazienti osteoporotici a rischio di frattura produce più benefici, in termini di fratture da osteoporosi prevenute, che rischi, in termini di “eventuali” fratture subtrocantriche/diafisarie atipiche prodotte.
    Appare, infatti, chiaro come, sebbene esista un “pericolo” di fratture atipiche in corso di terapia con bisfosfonati , tale rischio sia estremamente basso e non possa giustificare atteggiamenti volti al minore utilizzo dei bisfosfonati nella pratica clinica in pazienti a rischio di frattura, considerati gli enormi benefici in termini di fratture osteoporotiche evitate.

    Fonte: Bisfosfonati Le fratture femorali (subtrocanteriche e diafisarie) Vol. XIII Numero Speciale 1 Marzo 2012

  2. Cadendo sul femore destro senza frattura ho dei dolori dall`inguine fino a meta coscia. Come mai ho questi dolori non avendo la frattura e poi non riesco neanche a camminare.Grazie.

  3. Riesco a camminare facendo peso a lato sinistro , il dolore e’diminuito , lo risento di piu’ caminando . Mi cosiglia di rifare i RX .Grazie .

    1. Trascorso il periodo ho rifatto i RX.esiti di frattura sottocapitata ben consolidata. Regolare la struttura ed il profilo della testa femorale.Durante il riposo ho fatto la terapia di Difosfonal.Ora posso camminare con due bastoni e carico parziale a dx ,x35 giorni,poi senza,e rifare iRX. Dopo 4 mesi fare la RNM.per la coronale, questa terapia e’ sufficiente x evitare sempre l’operazione? Se ho capito bene! Vorrei sapere se posso camminare prima senza bastoni. Grazie.

  4. riesco a camminare facendo peso su lato sinistro ,il dolore è diminuito, aumenta solo nel camminare. Ho fatto una cura antinfiammatoria, lei mi consiglia altre RX o altro?Grazie.

  5. Il 2/5/13 ho fatto la RM, risulta frattura apparentemente incompleta del collo femorale destro ,di mia iniziativa .Consultando un ortopedico , di seguito ho fatto TC. e R.X. entrambi risulta ,scansioni sul piano coronale ha mostrato postumi di frattura sottocapitata del femore di destra in via di consodilazione ossea con lieve angolazione dei frammenti . In questo caso stando a riposo x 25giorni si risolve ,ho bisogna fare solo l’operazione? E’ trascorso del tempo perche’ al pronto soccorso mi dissero che non c’era nessuna frattura. Grazie.

    1. Potrebbe guarire anche senza intervento, che però risulta comunque indicato a meno di problemi fisici che lo controindicano, i tempi di attesa per una guarigione sono però più lunghi di 25 giorni.

  6. Salve sono un ragazzo affetto da displasia fibrosa poliostotica ( sindrome di Mc Cune Albright
    ho assunto per 3 o 4 anni il pamidronato, e proprio in quel periodo ho avuto 2 fratture spontanee ai femori, cosa che non avevo mai avuto, ho avuto causa la mia malattia innumerevoli fratture ma sempre come conseguenza di cadute.
    Avendo inoltre una scogliosi grave inoperabile,
    Volevo sapere esistono dei farmaci per le ossa che non diano queste fratture spontanee ai femori e soprattutto permettano di ridurre il rischio di fratture o crolli vertebrali ?
    E che non diano importino anche l’effetto collaterale dell’osteonecrosi della mandibola, come lo portano i bifosfonati ?

    1. La Sindrome di McCune, Albright, Sternberg è considerata malattia rara. Come in altri casi è una patologia “orfana” di studi e ricerche farmacologiche. Ketoconazolo e bisfosfonati!
      I bisfosfonati sono l’unica classe tra gli antiriassorbitivi (farmaci per l’osteoporosi) che hanno ricevuto l’indicazione nel trattamento dei sintomi della McCune. Sono farmaci efficaci e la riduzione delle fratture è il motivo per cui vengono indicati. Nel suo caso specifico… sono fratture atipiche da bisfosfonati? Sarebbe molto interessante saperlo ed anche necessario segnalarlo. Vorrà mandarmi le sue rx?

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