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Farmaci naturali per la cisitite

Farmaci naturali per la cisitite

Cosa si intende per cistite

Con il termine “cistite” si indica la presenza di una infiammazione delle basse vie urinarie solitamente secondaria ad una infezione batterica che provoca sintomi riconducibili a:

  • Difficoltà ad emettere le urine,
  • Dolore o bruciore nell’urinare che a volte persiste anche dopo la fine,
  • Sensazione di non aver svuotato completamente la vescica.
  • Bisogno continuo di urinare.

Le UTI (Urinary Tract Infection ) comprendono le cistiti semplici, quelle ricorrenti e quelle interstiziali.

Anche le prostatiti batteriche e le pielonefriti hanno sintomi simili e solitamente sono provocate da ceppi batterici per lo più di origine intestinale.

Gli episodi di cistiti sono più frequenti nel sesso femminile per la condizione anatomica che facilita l’attacco di germi provenienti dall’area intestinale terminale.

E’  importante che gli episodi di cistite siano trattati in modo mirato fin dall’inizio e quando diventano ricorrenti si rende necessario un approfondimento diagnostico per individuarne le cause.

Cosa sono i Claims

I “claims salutistici” sono indicazioni che possono essere inserite nelle etichette di preparati nutrizionali-salutistici regolate dalla autorità ministeriale e che fondamentalmente devono rispettare due requisiti:

  1. essere veritieri, basati cioè su pubblicazioni scientifiche
  2. non attribuire al prodotto nutrizionale proprietà preventive e/o curative.

Un trattamento ottimale della cistite ricorrente dovrebbe

  • Eliminare eventuali germi resistenti agli antibiotici.
  • Risanare i tessuti.
  • Ripristinare le barriere naturali di difesa.

Tutto questo tenendo presente che secondo la società italiana di Urologia, in circa il 40% dei casi di cistite l’uso degli antibiotici è inappropriato.

Rimedi a base di erbe per la cistite

L’ uso delle erbe e dei loro estratti nelle affezioni delle vie urinarie risale lontano nel tempo. Al solidago, all’equiseto ed alla betulla sono state attribuite, spesso a ragion veduta, azione antimicrobica, batteriostatica o antinfiammatoria. Dalla pratica erboristica tradizionale, fatta di tisane, tinture madri ed estratti vari tutt’ora validi in un contesto di benessere o di piccole e facilmente riconoscibili disturbi, magari con il consiglio di un esperto, con l’ausilio della tecnologia estrattiva e l’evoluzione della biofarmaceutica applicata alle piante officinali ci ha portato ad avere estratti sempre più raffinati nel loro fitocomplesso e attività biologica.

Arctostaphylos uva-ursi

uva ursina

L’uva ursina ha proprietà antimicrobiche molto marcate dovute in particolare ad una molecola a struttura isochinolica detta arbutina, questa dopo essere stata assorbita si scinde in glucosio e idrochinone eliminato per via renale. Questa trasformazione chimica è un processo idrolitico favorito dall’ambiente basico per cui è buona norma assumere tale estratto solitamente in compresse con un po di bicarbonato. Questa pianta è anche ricca di molecole dette tannini che proteggono le mucose con una forte azione astringente, infatti l’Uva Ursina e comunque tutte le piante ricche di tannini sono spesso utili in caso di diarrea. L’estratto secco di Uva Ursina deve essere assunta in dosi adeguate utilizzando prodotti standardizzati e titolati in arbutina (molto comune l’estratto secco titolato al 20% in arbutina)

L’ uva ursina è spesso incorporata in creme cosmetiche per l’effetto schiarente dell’idrochinone.

Hibiscus sabdariffa

Hibiscus medicinale cistiteAltro estratto officinale conosciuto da tempo per le sue virtù diuretiche astringenti e antisettiche, utilizzato in tisana come bevanda chiamata carcadè (o Karkadè) è l’ Ibisco.

Negli ultimi anni è stato studiato sopratutto per il suo complesso fitochimico. Un particolare estratto secco di ibisco a marchio registrato ricco in determinati acidi organici in particolare acido protocatecuico, malico, citrico ed ibiscico e con Sambubiosidi e proantocianidine viene usato per la capacità che hanno nell’impedire l’adesione e la proliferazione nel tratto urinario. Studi scientifici hanno dimostrato che questo particolare estratto di Ibisco è efficace nel ridurre gli episodi di cistite mostrando capacità antimicrobiche nei confronti di varie forme batteriche ma anche una interessante attività antimicotica nei confrontti di Candida Albicans. La dose giornaliera normalmente utilizzata è di 200 mg.

Vaccinium macrocarpon:

ossicocco americano cranberryLa parte del leone tra tutti gli estratti erbali contro la cistite, ha letteralmente invaso il mercato negli ultimi tempi, è senza dubbio il Cranberry (Vaccinium macrocarpon): l’attività antibatterica del succo di bacche di mirtillo rosso è nota fin dal 1923 ed è uno degli estratti erbali più studiati nel panorama della fitoterapia. Sembra ormai certo il meccanismo secondo cui alcune molecole che si trovano nel succo e comunque nei derivati estrattivi, chiamate proantocianidine di tipo A legandosi alle fimbrie batteriche ne impediscono l’adesività alle pareti delle vie urinarie.

Dal cranberry possiamo trarre degli insegnamenti che sono validi anche per altri derivati erbali e cioè l’importanza della forma farmaceutica utilizzata in base al tipo di estratto.

Inizialmente il mirtillo rosso veniva utilizzato come succo e successivamente come succo disidratato. Poi sono comparsi gli estratti secchi con titolo e standardizzazione che ne assicuravano una certa ripetibilità. Per le caratteristiche chimico-fisiche del succo disidratato le PAC sono in un certo qual modo “protette” dalla acidità gastrica mentre per l’estratto secco si rende necessaria la gastroprotezione per preservare le proantocianidine dall’ambiente gastrico.

A causa di procedure analitiche di controllo ancor oggi poco definite, il cranberry è uno dei derivati erbali che subisce maggiormente adulterazioni più o meno consapevoli. Per l’uso e l’acquisto è bene farsi consigliare da esperti o rivolgersi a farmacie specializzate nella preparazione galenica dove ogni estratto utilizzato come materia prima viene accompagnata da un certificato analitico che ne attesta la provenienza e le caratteristiche chimico-fisiche e fitochimiche, il tutto controllato dal farmacista responsabile del laboratorio stesso.

D-Mannosio:

Trattando di erbe officinali per le cistiti non è fuori luogo parlare del D-Mannosio poiché si tratta di uno zucchero di derivazione erbale molto presente in natura in piante come la betulla. Il D-mannosio pur facendo parte dal punto di vista chimico degli zuccheri non è calorico e viene eliminato anche via renale dove esplica un’azione antimicrobica specie su escherichia coli che con le loro strutture aderisce alle ramificazioni molecolari del D-mannosio. L’affinità tra le strutture filamentose di escherichia coli e il mannosio è maggiore rispetto a quella del batterio con la superfice vescicale per cui questo zucchero con la sola azione meccanica non solo è in grado di non fare aderire i microorganismi alla parete vescicale ma anche di spiazzare quelli che sono già attacati a tale mucose.

Le associazioni tra i vari estratti erbali e l’importanza della preparazione galenica personalizzata:

Premesso che l’ uso spesso eccessivo degli antibiotici nell’uomo e negli animali da allevamento ha portato inevitabilmente a ceppi resistenti difficilmente eradicabili, la scelta dell’approcio terapeutico viene dettata dalla situazione singola che sta alla base della valutazione medica mentre i principi su cui si basano i presupposti formulativi di quella miriade di prodotti che si trovano in commercio come preparato erbale non considera il tema della personalizzazione.

Dal 70 al 95% delle cistiti ricorrenti è dovuta a escherichia coli. Anche altri microorganismi possono essere responsabili o co-responsabili tra questi: Staphylococcus saprophyticus, S. epidermidis e S. fecalis in circa il 10-15%. Occasionalmente Enterobacteriacee come Proteus Mirabilis e Klebsiella spp. o gli enterococchi per non dimenticare la candida albicans. Alcune volte alla radice del problema possono esserci conseguenze secondarie a patologie o trattamenti, basti pensare ad esempio alle cistiti secondarie a radioterapia in pazienti trattati per carcinoma prostatico o più frequentemente alle infezioni da candida albicans in pazienti portatori di cateteri vescicali o nefrostomie ed inoltre; fattori ambientali, individuali, patologici e abitudinari influiscono in modo incisivo sugli esiti di un trattamento farmacologico o fitoterapeutico preventivo e/o curativo.

Prodotti erbali anche multicomponenti formulati per essere utilizzati in ambito salutistico dal maggior numero possibile di persone non possono rispondere ad esigenze individuali specifiche di cura e terapia. Allo stesso tempo l’industria della cosidetta farmacologia del benessere di qualità, riesce a mettere in commercio prodotti ad alto valore aggiunto in termini di ricerca e tecnologie farmaceutiche innovative.

Quale deve essere quindi il miglior approccio “terapeutico” per le cistiti ricorrenti quando il medico opta per un trattamento fitoterapeutico da solo o in integrazione ad altri ?

La risposta è: avvalersi di entrambi le opzioni e cioè formulare un preparato galenico individualizzato e studiato per quel singolo paziente, per la sua urinocoltura, per eventuali co-morbilità o condizioni, per la storia della sua patologia e andamento delle recidive. Nello stesso tempo avvalersi di prodotti in grado di contrastare l’infiammazione e promuovere la rigenerazione delle mucose urinarie con preparati industriali in grado di ottenere questi risultati. Si evidenzia quindi nel trattamento delle cistiti ricorrenti cosi come per altro in altri ambiti, il beneficio di un approccio farmacologico personalizzato in step dove dopo  l’eventuale antibiotico-terapia si agisce sulle cause delle recidive diagnosticate ed il necessario aiuto nella rigenerazione tissutale e naturali difese delle mucose colpite che sta alla base del benessere urogenitale.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giovanni Ferrigno

Pubblicato il 29 agosto 2018
Ultimo aggiornamento:  29 agosto 2018
Dr. Giovanni Ferrigno

Dr. Giovanni Ferrigno

Mi chiamo Giovanni Ferrigno, sono nato a Mazzarino (CL) nel 1963, sposato e padre di due figli. Ho conseguito la laurea in farmacia presso l'università di Torino. Formazione post-laurea : Nutrigenetica, corso master in fitoterapia. Ho lavorato nell'industria farmaceutica in reparti di estrazione di principi attivi da brodi di fermentazione e nel laboratorio di controllo processo. Il mio interesse per la galenica mi ha portato a fare esperienza in un laboratorio galenico di una farmacia del Torinese e dal 2004 ad oggi presso il laboratorio della farmacia Dr. A. Gallo di San Cataldo (CL) come farmacista responsabile. Iscritto all'ordine dei farmacisti di Caltanissetta. Membro del direttivo nazionale della U.G.I. (Unione Galenisti Italiani ). Socio SIFAP ( Società Italiana Farmacisti Preparatori ) Ringrazio il Dr. Giuseppe Fanzone, grande medico dalle meravigliose qualità umane e professionali per lo spazio che ha voluto darmi e che intendo utilizzare per fare corretta e scientifica informazione a cittadini e sopratutto ai medici sulle possibilità che offre la galenica nei diversi ambiti della medicina con un occhio di riguardo alla Fito-galenica.
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Fitoterapia e farmaci nel trattamento del cancro

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