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Possibile evitare l'intervento chirurgico nella Rizoartrosi - Dr. G. Fanzone
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Possibile evitare l’intervento chirurgico nella Rizoartrosi

Possibile evitare l’intervento chirurgico nella Rizoartrosi

Le onde d’urto: una alternativa all’intervento chirurgico

Le onde d’urto rappresentano una metodica di trattamento innovativa per patologie di pertinenza ortopedico – fisioterapico. E’ un trattamento non invasivo e spesso estremamente efficace nella cura di molte patologie a carico di strutture sia ossee che tendinee e legamentose. Si è evidenziato nel tempo che l’uso delle onde d’urto riesce ad evitare o ritardare un intervento chirurgico in alcune occasioni. Evitare una chirurgia di elezione in patologie croniche è da considerare un grande vantaggio sia per il paziente che in termini di costi per la sanità.

I tessuti trattabili con onde d’urto (ossa, tendini, legamenti e anche la cute),  quando vengono attraversati dalla onda d’urto, subiscono una sorta di  “micro-idromassaggio”, che stimola e promuove una serie di reazioni biochimiche e cellulari, completamente naturali e non chimicamente prodotte, che  rappresentano una “attivazione” di processi fisiologici di guarigione finalisticamente responsabili dell’effetto terapeutico.

Effetti biologici dell’onde d’urto:

  1. efficacia antinfiammatoria
  2. azione antidolorifica e lenitiva
  3. capacità antiedemigena
  4. stimolazione della vascolarizzazione locale
  5. potenziamento dei processi di riparazione tissutale.

Patologie dei tessuti molli frequentemente trattate con onde d’urto:

La maggior parte della affezioni di tipo infiammatorio e misto infiammatorio degenenerativo che riguardano i tendini, ad esempio:

  • Tendiniti e Tendinopatie della cuffia dei rotatori (con o senza calcificazioni)
  • Tendiniti (rotuleo, achilleo)
  • Tendinopatie o tendinosi (tendine di Achille, epicondilite, cuffia dei rotatori alla spalla)
  • Fasciti plantari senza e con spina calcaneare dolorosa
  • L’epicondilite e l’epitrocleite
  • La pubalgia.

Le maggiori patologie dei tessuti duri trattate con le onde d’urto sono

Sintomi legati alla artrosi :

Trattamento della rizoartrosi con onde d’urto

Il trattamento con onde d’urto nei casi di dolore da rizoartrosi (dolore alla base del pollice) è particolarmente efficace nelle fasi precoci della malattia riuscendo anche, secondo alcune evidenze, a bloccarne il peggioramento. Nelle fasi più avanzate della rizoartrosi, quando il processo di degenerazione ossea è ben evidente all’esame radiografico, la terapia con onde d’urto risulta comunque efficace nel controllo e trattamento della sintomatologia dolorosa. E’ probabile che si possa ottenere con le onde d’urto anche un rallentamento della progressione della necrosi ossea associata.

pollice-dolorante
L’uso del cellulare può acuire i sintomi di dolore alla base del pollice

In alcuni pazienti i benefici sono molto rapidi; per tale  motivo, la terapia con onde d’urto viene utilizzata in sports medicine, fra gli sportivi (professionisti e non), per la possibilità di una più rapida guarigione ed un precoce ritorno in campo.

Cosa è la Rizoartrosi?

Con il termine di Rizoartrosi viene definita la comparsa di degenerazione articolare di tipo artrosico a carico della articolazione alla base del pollice (articolazione trapezio-metacarpale); la stessa patologia è definita gonartrosi se a carico del ginocchio e coxartrosi se a carico dell’anca. In ognuno di questi casi il problema è la degenerazione e perdita di qualità della cartilagine articolare e le conseguenti deformazioni cui vanno incontro le ossa.

L’insorgenza della rizoartrosi si rende sintomatica generalmente in persone di età superiore a 50 anni. La deformazione artrosica della articolazione alla base del pollice si associa alla comparsa di dolore e limitazione funzionale. Il dolore è acuito dai movimenti di presa del pollice, molto spesso è persistente o insorge senza causa apparente. Sia il dolore che la perdita di funzionalità con impotenza funzionale, oltre alla evidente deformità della zona, hanno la tendenza a progredire con il tempo. Il dolore è presente alla base del pollice.

mano-rizoartrosi
Disegno che identifica la sede del dolore nella rizoartrosi.

La Rizoartrosi coinvolge spesso entrambe le mani e colpisce più frequentemente il sesso femminile.

Il dolore al pollice è una patologia molto frequente, causa di invalidità anche grave legata al lavoro e causa di invalidità lavorativa. La rizoartrosi si crede colpisca il 50% della popolazione più anziana di 50 anni (segni clinici e radiografia positiva per Rizoartrosi), naturalmente non tutti saranno sintomatici. La sintomatologia dolorosa è legata all’usura della cartilagine della articolazione alla base del pollice tra il primo osso metacarpale ed il trapezio. Questa articolazione è piccola, stabile per via dei legamenti che la avvolgono e consente al pollice di effettuare una miriade di movimenti nei tre piani dello spazio ed il gesto della opposizione al palmo della mano che è caratteristico della specie umana. Nella maggior parte dei casi, la patologia rappresenta un segno dell’invecchiamento articolare. può essere anche conseguenza di una frattura o di un trauma distorsivo. Il pollice opponente che tanti vantaggi porta alla nostra specie ha reso questa articolazione molto esposta alla usura della cartilagine.

L’instabilità dell’articolazione carpo-metacarpale del pollice determina una perdita di stabilizzazione del movimento, con peggioramento della deformità dei capi articolari, legata all’usura, ed il dolore ne rappresenta uno dei sintomi o campanelli d’allarme.

Diagnosi di rizoartrosi

La diagnosi già molto evidente alla visita dovrà essere confermata da radiografia, che metterà in evidenza riduzione della distanza tra le ossa, l’erosione della cartilagine e la deformità dell’articolazione che caratterizza la rizoartrosi.

Quando parliamo di rizoartrosi conclamata, va ricordato che il dolore può paradossalmente diminuire in quanto il paziente tende a muovere sempre meno il pollice per non sentire dolore, e si completa quel processo progressivo di fusione tra le ossa che è quasi sempre l’esito finale di una artrosi.

Cura del dolore al pollice da rizoartrosi

Il trattamento di questa patologia dolorosa della mano, in base alla presentazione e gravità dei sintomi potrà prevedere una cura conservativa oppure chirurgica.

Il trattamento conservativo (non chirurgico) consiste in:

  • Cambiamento della abituale gestualità del pollice
  • Uso di tutori rigidi
  • Fisioterapia (ionoforesi, laser, onde d’urto)
  • Medicine, farmaci anti infiammatori per via topica e/o sistemica
  • Infiltrazioni con cortisone

La scelta di un tipo di trattamento rispetto ad un altro dipende sostanzialmente dallo stadio della malattia, dal dolore al pollice e dalla disabilità con la relativa perdita di qualità di vita.

Le onde d’urto nella rizoartrosi

La terapia con onde d’urto risulta efficace in questo tipo di patologia specie se utilizzata in uno stadio iniziale della malattia. In particolare le rizoartrosi dolorose ma senza alterazioni articolari radiograficamente evidenti, in cui il trattamento ha come obiettivo la scomparsa del dolore ed il trattamento della infiammazione.

La terapia con onde d’urto va sempre associata ad una immobilizzazione del pollice mediante tutore rigido.

Le ortesi (tutore steccato per il pollice) vanno indossate tutto il giorno per 15 – 30 giorni. Lo scopo della immobilizzazione con tutore del pollice affetto da rizoartrosi è quello di consentire il riposo delle strutture articolari trapezio metacarpali, per cui è vietato continuare ad usare la mano con l’ortesi indossata. Molte persone, soprattutto donne, lamentano la impossibilità di stare ferme, tendendo quindi a continuare ad utilizzare la mano. Anche le attività come cucinare e tenere in mano padelle sono gravose per il pollice, continuando ad usarlo l’affaticamento della strutture articolari oltre che il reclutamento della muscolatura e dei tendini condurrà in definitiva ad un peggioramento del disturbo. Per tale ragione molte persone affette da rizoartrosi credono che il trattamento ortesico e con onde d’urto non sia efficace.

Durata della terapia della rizoartrosi con onde d’urto

La terapia con onde d’urto prevede 3 sedute, una alla settimana, della durata di pochi minuti; la terapia è un po dolorosa ma in genere assolutamente tollerabile dal paziente.

Il vantaggio dell’uso delle onde d’urto nel dolore al pollice da rizoartrosi e di tale terapia rispetto alla fisioterapia tradizionale è quello di avere un precoce e più duraturo miglioramento del dolore con rallentamento della degenerazione artrosica dell’articolazione e di conseguenza un miglioramento a medio termine della performance individuale.

Quante Tipologie di Onde d’Urto esistono?

Esistono due tipi di onda d’urto:

  • Onda d’urto radiale (o balistica)
  • Onda d’urto focale (o focalizzata)

Le onde d’urto radiali si irradiano su tutta la superficie trattata e vengono generate mediante uno speciale manipolo a forma di pistola. Proprio come in una pistola un proiettile d’acciaio viene lanciato mediante aria compressa a 4-5 bar di pressione contro una placca fissata come un tappo alla canna di pistola e funge da trasduttore della forza d’urto. Dalla collisione si genera un’onda d’urto che, attraverso il tappo metallico, si diffonde radialmente nel tessuto trattato. Quindi la terapia con onde radiali non genera onde d’urto focalizzate che possono essere concentrate alla profondità desiderata, bensì l’energia si disperde radialmente attraverso la pelle. Sono quindi indicate per il trattamento di patologie muscolo tendinee superficiali.

Le onde d’urto focalizzate invece sono concentrate (focalizzata) su un punto della parte trattata e possono essere generate da tre diverse tecnologie:

  • Generatore elettroidraulico: consiste in due elettrodi che, attraverso l’emissione di corrente, surriscaldano l’acqua nella quale sono immersi provocandone l’evaporazione e di conseguenza l’innalzamento della pressione che genera l’onda d’urto.
  • Generatore elettromagnetico: è formato da una bobina avvolta da una membrana metallica che al passaggio della corrente genera un campo magnetico che causa l’espansione della membrana provocando così la formazione delle onde d’urto.
  • Generatore piezoelettrico: il sistema utilizza dei cristalli piezoelettrici immersi nell’acqua che, subendo delle contrazioni ed espansioni del proprio volume provocano nell’acqua piccolissime onde di pressione.

Queste tipologia di generatori di onde d’urto consentono di focalizzare l’energia direttamente sulla zona da trattare, andando maggiormente in profondità e sono più precise, permettendo così una maggiore efficacia e rendendo maggiormente possibile la risoluzione del problema ed in un minor numero di sedute.

La terapia con onde d’urto focali è efficace soprattutto nel trattamento delle malattie ossee, articolari e tendinee. Sono consigliate in particolar modo per risolvere patologie da sovraccarico tipiche degli sportivi, ma non solo; le onde focali sono, infatti, utili anche in caso di ritardo nel consolidamento delle ossa, di borsiti, pseudoartrosi, capsuliti adesive, fratture da stress, tendinopatie inserzionali con o senza calcificazioni (periartrite scapolo-omerale, epicondilite, epitrocleite, ecc.) e fasciti plantari.

Le onde focalizzate devono essere applicate da personale qualificato; sono spesso eco-guidate per avere una precisione maggiore e risolvere il problema con meno sedute.

Un errore di posizionamento, difficilmente può causare danni. L’unico rischio è di sottoporsi a sedute molto dolenti con pochi risultati.

Vantaggi delle onde d’urto nella rizoartrosi

Si tratta di una metodica caratterizzata non solo da una percentuale elevata di successi, ma anche ben tollerata dal paziente per la sua non invasività ed assenza di complicanze. In ultimo, da non trascurare, il cospicuo numero di pazienti che non ha ancora dovuto sottoporsi all’intervento chirurgico per il trattamento del dolore al pollice da rizoartrosi.

Alla terapia con onde d’urto è possibile comunque associare le mobilizzazioni, la laserterapia e gli ultrasuoni in acqua.

Dott. M. Tiziana Di Leo – Fisiatra – Laureata in Medicina Fisica e Riabilitazione, specializzata nel campo della diagnosi e trattamento delle scoliosi e patologie vertebrali.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. M. Tiziana Di Leo

Pubblicato il 26 febbraio 2017
Ultimo aggiornamento:  09 aprile 2019
dr. Tiziana Di Leo

dr. Tiziana Di Leo

Laureata in Medicina Fisica e Riabilitazione, specializzata nel campo della diagnosi e trattamento delle scoliosi e patologie vertebrali. Durante la specializzazione si è perfezionata nel campo della diagnosi e trattamento delle scoliosi e patologie vertebrali. Da dieci anni è socia del Gruppo Studio Scoliosi e Patologie Vertebrali e da quattordici anni è socia della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione. Ha collaborato dal 2003 al 2007 come libera professionista presso centri di fisioterapia convenzionati con il SSN di Casteltermini (dr.ssa Rizzuto), Piazza Armerina (dr. Cascio), Ravanusa (Centro Bioterapico), Canicattì (Centro Polidiagnostico) e presso il Consorzio Siciliano di Riabilitazione, sede di Caltanissetta e Barrafranca in qualità di Direttore Sanitario. Attualmente è in servizio come Dirigente Medico I livello della U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Azienda Ospedaliera “Umberto I°” di Enna dal 01-03-2007. Lavori pubblicati: “Valutazione a distanza tramite scheda di Hertel delle gravi pseudoartrosi infette con perdita ossea e delle parti molli degli arti inferiori” (Atti SOTIMI, Napoli 2000 e 5° Congresso Nazionale degli Specializzandi in Ortopedia e Traumatologia, Parma 2000 ) “Il trattamento con corsetto ortopedico di Cheneau associato a rieducazione posturale nelle scoliosi prepuberali: risultati clinici a distanza” (Atti SIMFER, Siracusa 2002) “Il trattamento con corsetto ortopedico di Cheneau e/o busto gessato nelle scoliosi idiopatiche: confronto clinico e radiografico dei risultati a distanza” (Atti SIMFER, Siracusa 2002) “Relazione tra elementi del sistema posturale (sistema visuo-percettivo e ATN) e deformità vertebrali: ipotesi e aspetti riabilitativi” (MR, Atti SIMFER, Napoli 2000) “Inchiodamento endomidollare di Seidel: quale riabilitazione?” (Atti SOTIMI, 2001)
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13 Comments

  1. Parliamo di onde d’urto focali eseguite da medico fisiatra, o possono andar bene anche le radiali eseguite dal tecnico fisioterapista?
    Grazie.

  2. Buongiorno, il 7 novembre 2017 ho avuto un trauma al polso sinistro con “frattura del metacarpo, radio, ulna, infrazione dello scafoide e sublussazione del trapezio metacarpale sinistro”. Ho ancora problemi di flessione del polso e pollice sinistro. È possibile per come mi è stato detto da alcuni dottori che c’è la possibilità di rizoartrosi? E se la cosa si dovesse manifestare, dopo quanto tempo si crea la rizoartrosi dal trauma? Grazie.

  3. la ozono terapia è indicata per la rizoartrosi.? La domanda è riguarda mia moglie settantacinquennelLa ringrazio e La saluto cordialmente

  4. Ho la rizoartrosi da circa un anno, risulta dalle radiografie, ho fatto già tre cicli di onde d’urto ma il beneficio è minimo, prima era coinvolta la mano destra ora comincia a far male anche il pollice sinistro.
    Chiedevo se le infiltrazioni possono risolvere meglio soprattutto il dolore.
    Grazie.

    1. buongiorno quanto tempo è passato dalla fine dell’ultimo ciclo? che tipo di onde sono state usate? focali o radiali?

      1. solitamente io aspetto almeno 4 mesi prima di riopeterle. le onde d’urto sicuramente piu efficaci sono quelle focali.
        a queste abbino le mobilizzazioni e il taping funzionale

  5. salve da un anno che ho soffro ritroattrosi o eseguito infiltrazioni x un anno … ora non fanno piu effetto sono tornata nuovamente dal ortopedico .ma mi ha detto che bisogna operare x che solo 51 non sono anziana , ma io sono terrorizzata non ho intenzione di operarmi in quanto devo lavorare non posso permettermelo .. posso tentare qualche altra strada senza operarsi …operasi mi ha detto devo star ferma almeno 6 mesi x mano accidenti grazie x la risposta

    1. L’articolo sul mio sito parla proprio della possibilità di trattare il dolore con le onde d’urto. Sembra essere efficace come trattamento anche se non su tutti. Certo, è anche vero, che non è facile trovare che esegua questa terapia. La collega che ha scritto l’articolo lavora a Caltanissetta.

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