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Possibile evitare l’intervento chirurgico nella Rizoartrosi

Possibile evitare l’intervento chirurgico nella Rizoartrosi

Le onde d’urto: una alternativa all’intervento chirurgico

Le onde d’urto sono una metodica innovativa in campo ortopedico – fisioterapico, non invasiva ed estremamente efficace per il trattamento di molte patologie a carico dei tessuti duri (le ossa) e dei tessuti “ molli” (tendini, legamenti). Il trattamento con onde urto in molti casi può evitare o ritardare un intervento chirurgico.

I tessuti come ossa, tendini, legamenti e anche la cute, quando vengono attraversati dall’onda d’urto, utilizzando livelli di energia adeguati per sede di trattamento ed effetto terapeutico desiderato, subiscono un “micro-idromassaggio”, in grado di promuovere una serie di reazioni biochimiche e cellulari, responsabili dell’effetto terapeutico.

Gli effetti biologici dell’onde d’urto sono:

  1. effetto antinfiammatorio
  2. capacità antidolorifica
  3. effetto antiedemigeno
  4. incremento della vascolarizzazione locale
  5. incremento dei processi di riparazione tissutale.

Le maggiori patologie dei tessuti molli trattate con le onde d’urto sono:

Affezioni infiammatorie e degenenerative dei tendini, a vari livelli quali ad esempio:

  • Tendiniti e le Tendinopatie della cuffia dei rotatori (con o senza calcificazioni)
  • Tendiniti (rotuleo, achilleo)
  • Tendinopatie o tendinosi (tendine di Achille, epicondilite, cuffia dei rotatori alla spalla)
  • Fasciti plantari senza e con spina calcaneare dolorosa
  • L’epicondilite e l’epitrocleite
  • La pubalgia.

Le maggiori patologie dei tessuti duri trattate con le onde d’urto sono

Artrosi in particolare :

  • Coxartrosi
  • Gonartrosi
  • Rizoartrosi.
  • Ritardi di consolidazione, mancata guarigione di una frattura (pseudoartrosi)
  • Necrosi ossee, come nel caso della periostite.

Il trattamento con onde d’urto è particolarmente efficace in fase molto precoce della malattia (visibile praticamente solo con Risonanza Magnetica). Nelle fasi più avanzate della rizoartrosi, quando il processo di degenerazione ossea è ben evidente anche all’esame radiografico, la terapia con onde d’urto può essere efficace solo per il controllo della sintomatologia dolorosa ed eventualmente per evitare un ulteriore peggioramento della necrosi ossea stessa.

pollice-dolorante
L’uso del cellulare può acuire i sintomi di dolore alla base del pollice

In alcuni pazienti i benefici possono essere apprezzati anche abbastanza precocemente; per questo motivo, tale terapia trova valido campo di utilizzo anche fra gli sportivi (professionisti e non), per la possibilità di una più rapida guarigione e ritorno alle attività agonistiche.

Cosa è la Rizoartrosi?

Con il termine Rizoartrosi si intende un processo degenerativo artrosico che colpisce  l’articolazione alla base del pollice (articolazione trapezio-metacarpale). Interessa generalmente individui di età superiore a 50 anni ed è associato a dolore e limitazione funzionale che progrediscono con il tempo. Il dolore è presente alla base del pollice.

mano-rizoartrosi
Disegno che identifica la sede del dolore nella rizoartrosi.

La Rizoartrosi coinvolge spesso entrambe le mani e colpisce più frequentemente il sesso femminile.

Il dolore al pollice è patologia molto frequente. La rizoartrosi è presente in circa il 50% della popolazione sopra i 50 anni (segni clinici e radiografia positiva per Rizoartrosi). E’ legata all’usura della cartilagine tra la base del pollice (cioè il primo metacarpo) e il trapezio, un osso a forma di sella che fornisce da supporto al pollice e gli permette di effettuare una miriade di movimenti nei tre piani dello spazio. Nella maggior parte dei casi, la patologia deriva da un invecchiamento dell’articolazione ma può essere anche la conseguenza di una frattura o un trauma distorsivo. Il pollice opponente che tanti vantaggi porta alla nostra specie ha reso questa articolazione molto esposta alla usura della cartilagine.

L’instabilità dell’articolazione carpo-metacarpica è collegata con una perdita della stabilizzazione del movimento, con la deformità dei capi articolari e con l’insorgenza del dolore al pollice.

Diagnosi di rizoartrosi

La diagnosi completa avviene solo associando la visita clinica con una radiografia, che mette in evidenza la perdita di spazio tra le ossa del pollice, e valuta anche l’erosione dell’articolazione che caratterizza il processo artrosico.

Quando parliamo di rizoartrosi conclamata, va ricordato che il dolore può paradossalmente diminuire in quanto il paziente tende a muovere sempre meno il pollice per non sentire dolore, e avvia un processo di fusione tra le ossa del pollice.

Cura del dolore al pollice da rizoartrosi

La cura di questa patologia dolorosa della mano dipende da molti fattori, e si distingue in trattamento conservativo e chirurgico.

Il trattamento conservativo (non chirurgico) consiste in:

  • Cambiamento della abituale gestualità del pollice
  • Tutorizzazione
  • Fisioterapia (ionoforesi, laser, onde d’urto)
  • Medicine, farmaci anti infiammatori per via topica e/o sistemica
  • Infiltrazioni con cortisone

La scelta di un tipo di trattamento rispetto ad un altro dipende sostanzialmente dallo stadio della malattia, dal dolore al pollice e dalla disabilità e perdita di qualità di vita conseguente.

Le onde d’urto nella rizoartrosi

La terapia con onde d’urto è più efficace in questo tipo di patologia quanto più precocemente si effettua, cioè in uno stadio iniziale della malattia in particolare le rizoartrosi che non presentavano deformità del primo raggio, tali da compromettere la funzionalità della mano, ed  lo scopo del trattamento è  quello antalgico ed antiinfiammatorio.

La terapia con onde d’urto va sempre associata ad una immobilizzazione del pollice mediante tutore rigido.

Tale ortesi (tutore steccato per il pollice) deve essere indossata dal paziente tutto il giorno per un periodo di tempo che varia tra i 15 giorni ed 1 mese. Va ricordato che lo scopo della immobilizzazione con tutore del pollice affetto da rizoartrosi è quello di mettere a riposo le strutture della articolazione trapezio metacarpale, per cui è vietato continuare ad usare la mano con l’ortesi indossata. Molte donne infatti impossibilitate a stare ferme, tendono a continuare a cucinare e tenere in mano padelle anche con l’ortesi per rizoartrosi indossata. In tale maniera determinano un affaticamento della strutture circostanti oltre ad un reclutamento della muscolatura e dei tendini con in definitiva anche un peggioramento del disturbo.

Durata della terapia della rizoartrosi con onde d’urto

La terapia con onde d’urto prevede 3 sedute, una alla settimana, della durata di pochi minuti; la terapia è un po dolorosa ma è assolutamente tollerata dal paziente.

Il vantaggio dell’uso delle onde d’urto nel dolore al pollice da rizoartrosi e di tale terapia rispetto alla fisioterapia  tradizionali è quello di avere un precoce e più duraturo miglioramento del dolore con rallentamento della degenerazione artrosica dell’articolazione e di conseguenza un miglioramento a medio termine della performance individuale.

Si tratta di una metodica caratterizzata non solo da una percentuale elevata di successi, ma anche ben tollerata dal paziente per la sua non invasività ed assenza di complicanze. In ultimo, da non trascurare, il cospicuo numero di pazienti che non ha ancora dovuto sottoporsi all’intervento chirurgico per il trattamento del dolore al pollice da rizoartrosi.

Alla terapia con onde d’urto è possibile comunque associare le mobilizzazioni, la laserterapia e gli ultrasuoni in acqua.

Dott. M. Tiziana Di Leo – Fisiatra – Laureata in Medicina Fisica e Riabilitazione, specializzata nel campo della diagnosi e trattamento delle scoliosi e patologie vertebrali.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. M. Tiziana Di Leo

Pubblicato il 26 febbraio 2017
Ultimo aggiornamento:  26 febbraio 2017
dr. Tiziana Di Leo

dr. Tiziana Di Leo

Laureata in Medicina Fisica e Riabilitazione, specializzata nel campo della diagnosi e trattamento delle scoliosi e patologie vertebrali. Durante la specializzazione si è perfezionata nel campo della diagnosi e trattamento delle scoliosi e patologie vertebrali. Da dieci anni è socia del Gruppo Studio Scoliosi e Patologie Vertebrali e da quattordici anni è socia della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione. Conoscenza della lingua inglese con un buon livello parlato e scritto. Ottima capacità nell’uso delle tecnologie e nel campo dell’informatica ( computer e internet). Buona capacità di relazione con il pubblico e capacità di rapportarsi con l’altro e del lavoro in equipe. Buone capacità di coordinamento e organizzazione con discreta esperienza nell’amministrazione di persone, progetti e bilanci. Ha collaborato dal 2003 al 2007 come libera professionista presso centri di fisioterapia convenzionati con il SSN di Casteltermini (dr.ssa Rizzuto), Piazza Armerina (dr. Cascio), Ravanusa (Centro Bioterapico), Canicattì (Centro Polidiagnostico) e presso il Consorzio Siciliano di Riabilitazione, sede di Caltanissetta e Barrafranca in qualità di Direttore Sanitario. Attualmente è in servizio con incarico di supplente presso l’U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’Azienda Ospedaliera “Umberto I°” di Enna dal 01-03-2007 a tutt’oggi. Lavori pubblicati: “Valutazione a distanza tramite scheda di Hertel delle gravi pseudoartrosi infette con perdita ossea e delle parti molli degli arti inferiori” (Atti SOTIMI, Napoli 2000 e 5° Congresso Nazionale degli Specializzandi in Ortopedia e Traumatologia, Parma 2000 ) “Il trattamento con corsetto ortopedico di Cheneau associato a rieducazione posturale nelle scoliosi prepuberali: risultati clinici a distanza” (Atti SIMFER, Siracusa 2002) “Il trattamento con corsetto ortopedico di Cheneau e/o busto gessato nelle scoliosi idiopatiche: confronto clinico e radiografico dei risultati a distanza” (Atti SIMFER, Siracusa 2002) “Relazione tra elementi del sistema posturale (sistema visuo-percettivo e ATN) e deformità vertebrali: ipotesi e aspetti riabilitativi” (MR, Atti SIMFER, Napoli 2000) “Inchiodamento endomidollare di Seidel: quale riabilitazione?” (Atti SOTIMI, 2001)
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8 Comments

  1. Parliamo di onde d’urto focali eseguite da medico fisiatra, o possono andar bene anche le radiali eseguite dal tecnico fisioterapista?
    Grazie.

  2. Buongiorno, il 7 novembre 2017 ho avuto un trauma al polso sinistro con “frattura del metacarpo, radio, ulna, infrazione dello scafoide e sublussazione del trapezio metacarpale sinistro”. Ho ancora problemi di flessione del polso e pollice sinistro. È possibile per come mi è stato detto da alcuni dottori che c’è la possibilità di rizoartrosi? E se la cosa si dovesse manifestare, dopo quanto tempo si crea la rizoartrosi dal trauma? Grazie.

  3. la ozono terapia è indicata per la rizoartrosi.? La domanda è riguarda mia moglie settantacinquennelLa ringrazio e La saluto cordialmente

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