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Dolore: strategie di cura

Dolore: strategie di cura

7 Luglio 20122573Views

Il dolore viene definito come una sensazione spiacevole, causata da uno stimolo violento o da un danno corporeo. E’ un sentimento di  profonda insoddisfazione dei propri bisogni, aspirazioni, desideri ed alla privazione di ciò che, cosa o persona, provochi gioia, benessere, soddisfazione.

Cos’è il dolore fisico:

in prima ipotesi un valido sistema di protezione. Il dolore allarma e ci spinge ad un rapido allontanamento o rimozione del fattore scatenante. Le risposte al dolore sono in gran parte automatiche (il braccio scatta immediatamente e istintivamente per allontanare la mano da una piastra arroventata). Questo tipo di risposta può essere inibito dalla coscienza ma solo fino ad una certa soglia variabile da individuo ad individuo.

La definizione  di dolore come resa ufficiale dalla IASP, International Association for the Study of Pain, nel 1979 è: “un’esperienza sensitiva ed emozionale spiacevole, associata ad un effettivo o potenziale danno tessutale o comunque descritta come tale.”

Il dolore, o meglio la sua percezione, regolata a livello neurologico dal sistema limbico, ha una forte connotazione emozionale e culturale. Fattori psicologici, supporto sociale e familiare, psicoterapia, coinvolgimento in attività eccitanti, sport, rabbia e altro possono modulare l’intensità e la consapevolezza del dolore.

Dolore acuto

Una delle più recenti teorie sul dolore lo individua come una reazione “primordiale” simile alla fame, la sete e la stanchezza,. Il dolore rappresenta quindi una sorta di “campanello d’allarme”. In effetti gli stimoli “dolorosi” vengono continuamente inviati dalla periferia al centro ma soltanto quelli che superano “la soglia di sensibilità” vengono individuati e identificati come dolore. L’adattamento, anche culturale, l’abitudine, il sesso e la razza variano sia la soglia di percezione del dolore che anche la soglia di tolleranza al dolore.

Dolore cronico

In pazienti affetti da patologie croniche il dolore ha la tendenza a manifestarsi come continuo, distinguibile dal dolore recidivante. Non è infatti un dolore che ritorna periodicamente al ripresentarsi delle condizioni idonee a scatenarlo ma un dolore sempre presente, che modifica lo stile di vita, che influisce sulla psiche, che determina una diminuzione della “qualità della vita” grave e persistente. Il dolore, in corso di malattie inguaribili non è più sintomo ma una malattia a se stante. Il dolore diviene patologia da riconoscere e trattare.

Se quindi il dolore acuto rientra in una strategia difensiva dell’organismo, così che possa trovarsi subito una “cura”, così non è per il dolore cronico.

Trattamento del dolore

Il dolore acuto viene generalmente trattato con l’uso di farmaci analgesici e/o antinfiammatori (FANS / NSAIDs ) e anestetici. I FANS, relativamente poco costosi, sono in genere utilizzati per brevi periodi di tempo. I farmaci inibitori delle COX-2, più costosi, sono utilizzati per trattamenti di maggiore durata perché meno dannosi per lo stomaco (dato negato da studi recenti). L’uso sia dei FANS che dei COX-2 per brevi periodi è comunque sicuro.

Analgesici:
1.         FANS Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei o NSAIDs non Steroidal Antinflammatory Drugs, COX-2, paracetamolo, noraminopidina (Novalgina)
2.         Oppioidi, (codeina, tramadolo, morfina…)
3.         Anticonvulsivanti,
4.         Antidepressivi
5.         Altri (cannabinoidi).

La terapia classica per il dolore prevede l’uso delle classi farmacologiche disponibili secondo una scala ascendente.

Il dolore cronico prevede, oltre che i farmaci specifici per la patologia che lo provoca, l’associazione di farmaci di classi diverse e contemporaneo trattamento pluridisciplinare sia della condizione fisica ma anche psicologica e familiare del paziente affetto.

Il trattamento del dolore è stato evocato come uno dei diritti fondamentali della persona. Di recente una legge dello stato italiano (legge del 15 marzo 2010 n° 38) è andata in questa direzione rendendo obbligatoria in corso di trattamento medico la valutazione e la cura del dolore. Tuttavia, attualmente la cura del dolore risulta spesso inadeguata anche in corso di ricovero ospedaliero.

 Strategie contro la cronicizzazione del dolore osteoarticolare:

La figura dello specialista Ortopedico, risulta fondamentale in quella catena di eventi che devono riuscire ad evitare la cronicizzazione del dolore. La strategia ottimale di trattamento del dolore deve essere strutturata sul singolo paziente. Età, richieste funzionali, vissuto personale, compliance al trattamento, patologie intercorrenti, situazione familiare, sono tutti fattori che il Professionista dovrà valutare per proporre la strategia più efficace per prevenire la comparsa di dolore cronico. Poiché anche in questo caso la prevenzione del dolore si presenta come la “cura” più efficace.

Rimanere attivi aiuta a mantenersi in buona salute, a vivere più a lungo e sentirsi meglio.

L’Ortopedico vi dirà quindi che l’attività fisica, anche per pochi minuti al giorno potrà aiutare ed apportare significativi benefici nella vita:

  • Ossa più forti (l’attività fisica è l’unica cosa che ha dimostrato di combattere l’ Osteoporosi)
  • Riduce la dolorabilità di articolazioni e muscoli
  • Aumenta l’equilibrio (riduce la probabilità di cadute e di frattura dell’anca)
  • Riduce la perdita di massa muscolare
  • Mantiene il benessere più a lungo

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 07 luglio 2012
Ultimo aggiornamento:  26 febbraio 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.

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