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Die Hard – Fratture dure a guarire

Die Hard – Fratture dure a guarire

20 Luglio 2014guarigione3269Views2Comments
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Siamo macchine in grado di autoripararsi e la dove la guarigione non può essere ottenuta con il ritorno alla condizione iniziale, siamo comunque in grado di trovare strade alternative per tornare alle nostre funzioni. Questa capacità di riparazione è sicuramente facilmente riconoscibile nelle ossa che sono in grado di ricostituirsi dopo una frattura.
Però anche l’osso, in alcuni casi, non riesce a ricostituirsi. Alcuni traumi portano direttamente a “perdere” abbondante tessuto osseo, in altri casi la perdita è legata a distruzione da parte di una infezione o a necrosi (morte dei tessuti) per difficoltà alla circolazione sanguigna, in altri ancora è voluta dal chirurgo per risolvere una pseudoartrosi.
Esistono tecniche ortopediche in grado di intervenire anche su fratture che non guariscono o che non possono guarire senza intervento. Queste tecniche pur possibili su ogni osso vengono generalmente utilizzate per le ossa lunghe.

Il “Gold Standard” attuale per il trattamento delle fratture che non guariscono è rappresentato da queste due tecniche:

• Innesto osseo

• Osteogenesi distrazionale

Esistono però delle limitazioni determinate dalla tecnica e dalla biologia.
Gli innesti ossei attualmente utilizzati sono destinati al fallimento allorché il difetto da riempire sia superiore a 5 cm di lunghezza.
Un innesto con osso vascolarizzato (fibula, cresta iliaca, costola) riesce a trattare difetti più lunghi, anche oltre i 25 cm, ma questo tipo di trattamento non è eseguibile in pazienti in scadenti condizioni generali di salute ed è gravato da severe complicazioni
La osteogenesi distrazionale (tecnica di Ilizarov) rappresenta un trattamento magnifico in grado di risolvere casi difficili ma è un trattamento complesso dal punto di vista della tecnica chirurgica.
Nonostante i tanti successi del trapianto osseo e della osteogenesi da distrazione sono necessari ulteriori sviluppi nelle tecniche e nelle strategie di trattamento delle fratture difficili a guarire.

Nuove strategie per il trattamento dei difetti ossei

• Sostanze osteoinduttive, terapia genica e cellulare

Alcune sostanze sembrano essere in grado di “riattivare” la rigenerazione ossea in difetti che non superano i 2 cm. Come queste sostanze riescano ad ottenere questo risultato non è ancora chiaro ma alcuni dati di evidenza clinica suggeriscono una reale efficacia. Vengono utilizzate cellule staminali prelevate dalla cresta iliaca o dal sangue e alcune proteine dette morfogenetiche. Queste sostanze sembrano però più efficaci in fratture che stentano a guarire e non su reali difetti di sostanza ossea.

• Camera biologica (Bioactive membranes)

Il concetto di camera biologica è stato recentemente introdotto. Consiste nel rendere presente a livello del difetto osseo una membrana di tessuto connettivale e fibroso che rende l’ambiente interno favorevole ad accogliere un innesto. Questa tecnica ha bisogno di due interventi chirurgici da eseguire in sequenza. Nel primo intervento viene inserito del cemento (polimetilacrilato) a colmare il difetto, nel secondo intervento il cemento viene rimosso ed al suo posto viene inserito il trapianto di osso. Questa tecnica è ancora ai suoi inizi e la trasposizione clinica su larga scala è ancora da venire.

  • Concetto del Diamante

Sempre più considerato un trattamento standard. Tutte le tecniche conosciute vengono applicate contemporaneamente.
Quindi innesto di fattori di crescita, innesto osseo (scaffold), cellule staminali, osteosintesi.
Questo approccio sembra molto promettente.

  • Terapia future per il trattamento di perdita ossea

Aspettiamo con ansia!

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 20 luglio 2014
Ultimo aggiornamento:  20 luglio 2014

 

Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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3 Comments

  1. buon giorno ho una domanda da farle se percotesia mi risonde, soffro di osteoporosi con t score meno 6, 3 mi sono rotta la tibia senza renderme conto e hanno tardato a riconoscere la frattura sono stata ingessata x un mes tolto il gesso la gamba non riesce a d appoggiarsi su se stessa pero mi stanno allarmando che non potro piu camminare vorrei un suo parere sono di ploaghe provincia di sassari se gentilmente mi puo aiutare in qulche modo la ringrazio dovrei fare il forsteo ma nessun specialista me lo ordina sono disperata mi dia un consiglio grazie saluti luisa atzeni

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