close
Cannabis terapeutica – informazioni ed usi

Cannabis terapeutica – informazioni ed usi

Aspetti Botanici della cannabis

La cannabis è una pianta erbacea dalle foglie di colore verde scuro, palmato-composte, lanceolate a margini seghettati. É una pianta annuale dioica (organi femminili e maschili sono portati su piante distinte). Germina in primavera e la fioritura avviene in estate inoltrata.

Un germoglio di Cannabis
Cannabis Marijuana hashish

La cannabis è originaria dell’Asia centrale. Sono presente diverse sub-specie.  Nelle zone dove la durata di luce solare è costante per tutto l’anno, la sub-specie più presente è la Sativa, nelle zone sub-tropicali più impervie si trova la Cannabis Indaca mentre la Cannabis Rudealis cresce in zone climatiche più rigide.

Sostanze terapeutiche della cannabis

Le sostanze di interesse terapeutico sono concentrate nelle infiorescenze femminili e nelle loro brattee e tricomi (peli secretori pluricellulari particolarmente numerosi nei calici, nei fiori e nelle foglioline attorno) dove si rinviene una resina ricca in principi attivi.

Inflorescenza femminile della Cannabis
Pianta di Cannabis. Nell’uso ludico viene chiamata Marijuana.

La droga (intesa nel senso farmacologico) prende nomi diversi, originariamente del medio-oriente il nome Haschish deriva proprio dalla resina. In America Latina, dove si utilizzano comunemente le infiorescenze femminili essiccate e fumate assieme al tabacco, il nome utilizzato è Marijuana.

 

 

Cenni storici sull’uso della cannabis

Di certo l’interesse dell’uomo per la cannabis, sia dal punto di vista medico che per gli utilizzi delle sue fibre è molto antico.

Ricerche di paleo-botanica testimoniano la presenza e l’uso di cannabis spontanea addirittura nell’11.000 a.C. Nel più antico trattato di medicina in Cina troviamo indicato l’uso della cannabis per combattere dissenteria, insonnia, emicrania e altri disturbi nervosi. Dioscoride e Plinio il vecchio ne descrivono nel I secolo D.C. l’azione antidolorifica. Galeno parla della attività della cannabis come stimolante del piacere e mette in guardia dal pericolo dell’uso eccessivo. Nel medioevo la pianta venne apprezzata soprattutto per la sua fibra usata per la costruzione di archi, frecce e corde. Nel rinascimento la fibra proveniente dalla canapa venne usata per fabbricare carta e tele da pittura.

Durante la campagna di Napoleone in Egitto, Pierre Charles Rouyer, farmacista e botanico, come scienziato della spedizione, descrisse accuratamente gli effetti della droga. Rapidamente, presso la classe medica, si diffuse l’ uso di prescrivere Cannabis per le più svariate patologie e da lì a pochi anni, preparati a base di Cannabis erano facilmente  rintracciabili in tutte le farmacie dell’epoca.

Uso della cannabis in Italia

In Italia furono prima i medici e i farmacisti a importare pani di hashish  di cui sperimentarono gli effetti su se stessi come era d’uso all’epoca.

Da ricordare il contributo di tre studiosi Italiani; Carlo Erba, farmacista ed imprenditore che si dedica alla messa a punto di metodi di estrazione assieme ad Andrea Verga, medico e politico del tempo, e Cesare Lombroso medico antropologo. Pietro Brugo, un farmacista della provincia di Novara scrive un ricettario ad uso di medici sperimentando l’olio di Canapa.

Altri studiosi italiani che hanno dato un importante contributo nella ricerca e uso di preparazioni a base di cannabis sono sicuramente Giovanni Polli (già amico e frequentatore di Carlo Erba) e nel sud della penisola; Raffaele Valieri, primario dell’Ospedale degli incurabili di Napoli ed autore di un volume sull’uso medico della Cannabis.

Di certo l’uso della pianta in questione ha avuto nel tempo diversi approcci e diverse vicissitudini, forte e spietata la campagna contro la cannabis dei primi anni del secolo scorso ad opera di alcuni magnati del petrolio e della carta che vedendo in questa pianta una minaccia ai loro affari scendono in campo con soldi ed energie per contro-informare, con la complicità comprata dei mass-media, la popolazione, riuscendo a indurre la classe politica ad emanare leggi proibizionistiche che ancor oggi in parte limitano l’uso terapeutico della Cannabis.

É chiaro; tra i diversi usi che si possano fare della pianta c’è né uno, il più stupido; quello voluttuario. A tale proposito giova ricordare che l’uso medico della cannabis va separato dalla legalizzazione ad uso voluttuario. Cannabis ed uso medico

L’ uso improprio di piante officinali o farmaci di sintesi non è peculiarità esclusiva della cannabis e tra l’altro non certo il più pericoloso.

Cenni di fitochimica e farmacologia della Cannabis:

Nel fitocomplesso sono presenti più di 400 composti, più di sessanta sono i cannabinoidi, molecole attive o che attraverso una serie di reazioni biochimiche portano alla formazione di composti attivi.  Nella pianta la biosintesi dei cannabinoidi inizia a partire dal cannabidiolo (CBD) e termina con la formazione del cannabinolo (CBN)  passando per il Delta-9-tetraidrocannabinolo (Δ 9-THC). I composti di cui sono stati studiati in particolare  le attività psicoattive sono il Delta-9-Tetraidrocannabinolo ( Δ 9-THC ) e delta-8-tetraidrocannabinolo (Δ 8-THC) .

E’ chiaro quindi che in base al  flusso biosintetico, considerando le quantità relative dei vari composti è possibile risalire all’età della pianta.

L’ attività farmacologica del Δ 9-THC è stereoselettiva.

Un suo isomero posizionale è  l’ Δ 8-THC che ha un profilo farmacologico sovrapponibile ma una potenza inferiore

Meccanismo di azione farmacologica e psicoattiva della cannabis

Il meccanismo di azione del  Δ 9-THC è di tipo recettoriale. Stando allo stato attuale delle conoscenze, il prodotto è attivo su due recettori, CB1 e CB2, localizzati nella corteccia celebrale, nell’ippocampo e nel cervelletto. Scarsa la presenza dei recettori CB1 e CB2 a livello dell’ipotalamo, del mesencefalo e del midollo spinale. CB1 e CB2 sono completamente assenti nel midollo allungato.

I recettori CB1, su cui il Δ 9-THC è attivo, sono maggiormente presenti nel S.N.C. ed in misura minore in altri tessuti come il tratto gastrointestinale.

I CB2 inizialmente sono stati individuati su cellule del sistema immunitario ed in zone specifiche. Anche presenti nel S.N.C. ma in misura inferiore rispetto ai CB1.
Il  Δ 9-THC è il più importante dei cannabinoidi presenti nella cannabis, può essere assorbito sia dal tratto gastrointestinale che dai polmoni. La somministrazione attraverso il fumo fa perdere una parte consistente del Δ 9-THC per pirolisi (distruzione da part del calore) ma l’azione è sicuramente più rapida rispetto alla via gastrointestinale. La somministrazione orale ha un assorbimento più lento e più irregolare ma l’effetto è più duraturo. Il  Δ 9-THC ha una emivita plasmatica abbastanza lunga, viene metabolizzato nel fegato ed eliminato con le feci e con le urine anche dopo diversi giorni.

Possibilità terapeutiche con la cannabis:

Preparazioni di derivati di cannabis sono stati e vengono studiati per diverse patologie. Le applicazioni riconosciute dalla comunità scientifica internazionale derivano dalla azione analgesica, antiemetica,  stimolante l’appetito, nel contrastare i sintomi della sclerosi multipla e spasticità secondaria a malattie neurologiche, nella capacità di ridurre la pressione intraoculare e nel contrastare la sintomatologia della sindrome di Gilles de la Tourette.

ANALGESIA

La riduzione della sensibilità al dolore ad opera della cannabis si verifica a vari livelli del SNC. Questa attività è studiata da diversi anni. E’ stato dimostrato che l’impiego di THC diminuisce la necessità di utilizzare la morfina riducendo la dose minima efficace di quest’ultima del 55% , del metadone del 75% e della codeina del 95%. La cosa che si deve sottolineare ed evidenziare è il fatto che i recettori dei cannabinoidi non sono presenti in zone del cervello deputate al controllo del respiro riducendo quindi in maniera importante quello che è l’effetto collaterale e il pericolo maggiore dell’uso degli oppioidi cioè la depressione respiratoria. Inoltre, rispetto agli oppiacei, i cannabinoidi hanno un maggior effetto sul dolore neuropatico.

AZIONE ANTIEMETICA

Ridurre e contrastare nausea e vomito in pazienti debilitati durante cure come quelle antiblastiche è fondamentale per la riuscita della terapia e a volte per la vita stessa del paziente che già debilitato per la patologia in sé  non può alimentarsi in modo adeguato. I derivati della cannabis contrastano il vomito più efficacemente e con più sicurezza rispetto a farmaci come la metoclopramide , domperidone, aloperidolo ect. Con l’ arrivo degli antagonisti dei recettori delle 5-HT3 le cose sono cambiate, questi farmaci sono paragonabili ai cannabinoidi per efficacia e sicurezza.

STIMOLAZIONE DELL’APPETITO

Diversi studi dimostrano una certa attività della cannabis nell’ aumentare l’appetito tanto che ne è stato proposto l’impiego nella anoressia ed a sua volta impiegare antagonisti cannabinoidi per trattare la bulimia.

SCLEROSI MULTIPLA E SPASTICITA’ SECONDARIA A PATOLOGIE NEUROLOGICHE:

spasticità e dolore sono tra i sintomi più comuni della sclerosi multipla e di altre malattie neurologiche, molti studi controllati cannabinoidi-placebo in doppio cieco hanno dimostrato una netta diminuzione degli spasmi ed un significativo miglioramento della motilità.

GLAUCOMA:

La marijuana è in grado di ridurre la pressione oculare in modo significativo, purtroppo l’ applicazione locale come collirio ad oggi non risulta consigliabile e sicuramente alquanto difficoltosa a causa della forte lipofilia del THC che ne impedisce l’assorbimento oculare. Sono in studio diverse formulazioni di colliri che cercano di sfruttare microemulsioni, ciclodestrine ed altro per aumentarne l’assorbimento ma fin ora non si sono ottenuti risultati significativi ed a volte si sono avuti irritazioni o addirittura danni corneali.

SINDROME DI GILLES DE LA TOURETTE:

Si tratta di un raro disturbo psico-neurologico tipico delle prime due decadi di vita e che spesso regredisce con l’età. Frequentemente si accompagna ad altri disturbi come il  ADHD ed il disturbo ossessivo-compulsivo. La cannabis è in grado di ridurre significativamente i tic ed i fenomeni improvvisi e ripetitivi tipici della patologia.

Preparazioni galeniche di Cannabis flos

Da qualche anno sono disponibili, prima in Olanda ed ora anche in Italia presso l’istituto farmaceutico militare di Firenze (la produzione è in fase iniziale )  infiorescenze femminili di cannabis Flos utilizzabili per preparare galenici nelle farmacie naturalmente dietro presentazione di ricetta medica.

Foglie secche macinate di cannabis
Cannabis Flos – Foto del dott. G. Ruocco

In commercio si trova con nomi commerciale e titolo di principio attivo diverso:

  1. Cannabis Flos 19%  BEDROCAN;   THC 19% c.a. CBD  < 1%
  2. Cannabis Flos 12%  BEDROBINOL; THC 12% c.a.  CBD  < 1%
  3. Cannabis Flos 6%   BEDIOL; THC 6% c.a. CBD 7,5%

Le forme di cannabis normalmente allestite nel laboratorio galenico delle farmacie

  • cartine, anche tipo buste filtro e/o sacchetti, buste sigillate per garantirne una migliore conservazione. Le cartine vengono utilizzate per uso orale o per via inalatoria tramite vaporizzatore. La vaporizzazione avviene previo riscaldamento ad una temperatura che permette una corretta vaporizzazione senza creare combustione. Il vaporizzatore consigliato è il tipo Volcano® ma possono essere utilizzati altri strumenti purché correttamente impiegati.
  • Olio: L’ estrazione con olio richiede più tempo ed una procedura specifica. In linea generale possiamo dire che consta di una fase preparatoria dove la cannabis flos viene finemente triturata, una estrattiva dove il P.A. Passa dalla droga all’olio ed una di separazione/filtrazione.
Un torchietto per estrazione sostanze fitoterapiche
Torchio per estrazione – Foto del dott. G. Ruocco

Come previsto dalla legislazione, un piccolo campione di olio deve essere inviato presso un laboratorio di analisi autorizzato per la determinazione del titolo in THC prima che venga consegnato al paziente in modo di essere sicuri della corretta posologia.

Modalità di impiego dei preparati galenici a base di Cannabis

Le modalità di impiego sono fondamentalmente due; orale ed inalatorio. Si inizia sempre con la dose minore possibile per poi aumentare man mano a secondo della situazione generale, della risposta individuale che è molto variabile e sempre con la diretta supervisione del medico.

La legislazione italiana sulla cannabis:

Attualmente in Italia tutti i medici, a prescindere dalla loro specializzazione, possono prescrivere preparazioni magistrali a base di cannabis flos per gli impieghi terapeutici documentati dalla letteratura scientifica accreditata. La ricetta è di tipo “non ripetibile” cioè è valida per una sola volta. Deve essere compilata con dei formalismi specifici. Il farmacista preparatore deve tenere la documentazione delle quantità acquistate ed utilizzate per la varie preparazioni e perfino degli scarti di lavorazione esauriti dopo estrazione.

Necessario consultare il documento sul sito del Ministero della Salute riguardo alla prescrizione di preparazioni magistrali a base di Cannabis 

Conclusione

Per concludere; l’uso della cannabis in terapia sicuramente ha aspetti interessati, studi scientifici sono in corso per diversi e possibili future applicazioni terapeutiche non menzionate nell’articolo cosi come volutamente non sono stati menzionati eventuali interazioni e criticità d’uso. La finalità era quella di fare il più possibile chiarezza su un argomento alquanto delicato lasciando al professionista competente che è solo il medico la scelta dell’uso terapeutico e della valutazione del rapporto rischio/beneficio per il singolo paziente, al farmacista la preparazione della forma medicamentosa prescritta in maniera scientifica, sicura, efficace.

Suggerimenti Bibliografici ed approfondimenti sulla cannabis in fitogalenica:

  • Bruni A. (1999) Farmacognosia generale ed applicata: i farmaci naturali. Padova Piccin.
  • Anzalone, Bruno. Botanica Farmaceutica; l’aquila Japadre, 1986.
  • A.Annetta, A. Cicconnetti, V. Iammarino: Cannabis e il ruolo del farmacista. Farmalabor.
  • J.Fischedick, F. Van Der Kooy and R.Verpoorte, Div. Pharmacognosy, section of Metabolomics, Institute of biology, leiden university: Cannabinoid receptor 1 binding activity and quantitative analysis of Cannabis sativa L. Smoke and vapor; Chem. Pharm. Bull. 58(2) 201-207 (2010).
  • Luigi Romano, Arno Hazekamp: Cannabis Oil: chemical evaluoation of an upcoming Cannabis-based medicine; Cannabinoids 2013;1(1):1-11
  • Information for health Care professionals, healt Canada. Febb. 2013

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giovanni Ferrigno

Pubblicato il 26 maggio 2017
Ultimo aggiornamento:  26 maggio 2017
Dr. Giovanni Ferrigno

Dr. Giovanni Ferrigno

Mi chiamo Giovanni Ferrigno, sono nato a Mazzarino (CL) nel 1963, sposato e padre di due figli. Ho conseguito la laurea in farmacia presso l'università di Torino. Formazione post-laurea : Nutrigenetica, corso master in fitoterapia. Ho lavorato nell'industria farmaceutica in reparti di estrazione di principi attivi da brodi di fermentazione e nel laboratorio di controllo processo. Il mio interesse per la galenica mi ha portato a fare esperienza in un laboratorio galenico di una farmacia del Torinese e dal 2004 ad oggi presso il laboratorio della farmacia Dr. A. Gallo di San Cataldo (CL) come farmacista responsabile. Iscritto all'ordine dei farmacisti di Caltanissetta. Membro del direttivo nazionale della U.G.I. (Unione Galenisti Italiani ). Socio SIFAP ( Società Italiana Farmacisti Preparatori ) Ringrazio il Dr. Giuseppe Fanzone, grande medico dalle meravigliose qualità umane e professionali per lo spazio che ha voluto darmi e che intendo utilizzare per fare corretta e scientifica informazione a cittadini e sopratutto ai medici sulle possibilità che offre la galenica nei diversi ambiti della medicina con un occhio di riguardo alla Fito-galenica.

Come curare un ginocchio gonfio di acqua

colesterolo-kiwi

Prodotti naturali per abbassare il colesterolo

Leave a Response