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Prevenzione della calcificazioni in protesi di anca

Prevenzione della calcificazioni in protesi di anca

12 Dicembre 2012ancaartrosiindometacina11699Views2Comments

Ossificazione eterotopica dell’anca.

In alcuni casi, dopo un intervento di protesi dell’anca, si verifica la trasformazione in tessuto osseo dei muscoli e legamenti attorno alla protesi. La ossificazione dei tessuti molli attorno alla protesi rende rigida la nuova articolazione e riduce i benefici dell’intervento sia in termini di dolore che di capacità di movimento.

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La radiografia di un’anca protesizzata che mostra abbondante tessuto osseo neoformato che si sviluppa “a ponte” tra il femore ed il bacino.

Conseguenze delle calcificazioni peri-protesiche

Succede in pratica che nei tessuti attorno alla regione dell’anca si sviluppano delle calcificazioni la dove normalmente non dovrebbero esserci tessuti “calcificati” (eterotopiche = in posti estranei al normale). Le calcificazioni attorno alla protesi di anca finiscono per limitarne i benefici, la rendono dolorosa e poco funzionante.

Per ridurre le calcificazioni successiva all’intervento di protesi e di protesi di anca è necessario adottare una rigorosa tecnica chirurgica. Esiste forse la possibilità di ridurre il rischio attuando una profilassi con farmaci o con radioterapia. Ma entrambe le opzioni hanno sia dei rischi che una attuale mancanza di dati certi. La tecnica di tipo mini invasivo per l’impianto delle protesi di anca sembra ridurre il rischio di formazione di calcificazioni periprotesiche. Sulla mini invasività nella protesizzazione dell’anca meglio leggere l’articolo : chirurgia mini invasiva dell’anca.

Profilassi delle calcificazioni all’anca

In passato è stata utilizzata la profilassi con Indometacina che era ed è tutt’ora considerata il farmaco di riferimento per il trattamento delle calcificazioni nella protesi di anca. La indometacina è però un farmaco (appartiene alla famiglia dei FANS) gravato da importanti effetti collaterali e da una certa dose di tossicità, per queste ragioni, il trattamento di profilassi con indometacina delle calcificazioni periprotesiche non è stato mai attuato su larga scala.

  • Un lavoro scientifico consultato di recente ha messo a confronto la indometacina con il celecoxib per valutare le potenzialità di quest’ultimo.

Confronto indometacina vs celecoxib

Obiettivo dello studio e del confronto tra indometacina (FANS non selettivo) e celecoxib (COX-2 selettivo) è stato quello di valutare efficacia e tollerabilità dei due farmaci nel trattamento e nella profilassi delle calcificazioni dopo intervento di protesi d’anca.

I risultati esposti dagli autori sono stati confortanti per quel che riguarda la efficacia di entrambi i farmaci (riduzione di numero e gravità delle calcificazioni periprotesiche d’anca) ed a tutto vantaggio del celecoxib che ha confermato un migliore profilo di tollerabilità.

Bibliografia prevenzione calcificazioni peri protesiche

Celecoxib vs indometacina nella prevenzione delle ossificazioni eterotopiche dopo artroplastica totale dell’anca

Romano et al. J. Arthroplasty 2004; 19: 14-8

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.

Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 2 dicembre 2012
Ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2016
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
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2 Comments

  1. Complimenti Professor Fanzone per la chiarezza ed anche la sintesi con cui spiega le calcificazioni e le profilassi post intervento d’anca. Poiché a marzo ho affrontato il secondo intervento d’anca (meno male che le gambe sono due!) il mio interessamento sull’argomento mi ha portato a scoprire questa possibile patologia post operatoria. Sarò pertanto attenta anche alle lastre che fra giorni mi faranno nell’Ospedale ove sono stata operata (Cesat – Fucecchio ) con metodo mininvasivo. Finora tutto bene, ok anche la prima gamba operata nel 2013: non avverto limitazioni..
    Grazie per il Suo volontariato, complimenti per il Suo curriculum professionale ed umano.
    Auguri per la Sua attività e la Sua vita, LDG.

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