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Astenia

astenia, sindrome da stanchezza cronica, stanchezza, fatica

Astenia come sintomo

L’astenia è uno dei disturbi più frequenti e comuni nella popolazione in generale. L’astenia risulta caratterizzata da ridotta forza muscolare, senso di spossatezza, diminuzione della capacità di svolgere attività fisica ed intellettuale, svogliatezza e sonnolenza.

L’astenia può essere uno dei sintomi di alcune patologie croniche e anche di alcune in fase sub acuta (come all’inizio di una sindrome influenzale o anche durante i periodi di convalescenza), frequente anche in condizioni considerate para fisiologiche come l’età anziana e la sedentarietà. L’astenia rappresenta un problema importante sia perché riduce la qualità di vita sia perché può anche peggiorare la prognosi della malattie o degli stati cui è associata.

spossatezza
La astenia è la sensazione di stanchezza ingiustificata

Anche se spesso notata in momenti di particolare stress come al cambio di stagione o in occasione di impegni particolarmente gravosi, molto spesso non viene trovata una giustificazione evidente dello stato astenico. In tale caso mancando una diagnosi, l’astenia, in qualità di sintomo aspecifico, viene spesso sottovalutata e si tende a ridimensionarne l’importanza.

Recentemente è stata caratterizzata una sindrome definita come “sindrome da affaticamento cronico” nella quale si potrebbero forse inquadrare molti astenici senza diagnosi.

Definizione di astenia:

Astenia (dal greco ασθένος “privo di forza”) si definisce come “totale mancanza di energia, ridotta capacità di lavoro fisico e mentale che non migliora con il riposo”.

Chi ne è affetto la definisce come stanchezza, affaticamento, mancanza di forza, assenza di volontà a fare le cose, debolezza, incapacità a concentrarsi. Queste condizioni portano a lungo andare ad un peggioramento della qualità di vita originaria e determinano infine una reale perdita di forza muscolare e capacità fisica e psichica. Per tale ragione ogni situazione di astenia persistente e non chiara deve essere indagata per evitare di perdere la diagnosi di sindrome da affaticamento cronico. Tale evenienza è da evitare dato che la sindrome da stanchezza cronica se non trattata tende a cronicizzare e solo il 10% dei pazienti cronici tende a guarire completamente.

Possibili complicanze dell’astenia

Possibili complicanze dell’astenia

Ipo / immobilità (ridotta capacità di movimento)

Aumento delle malattie cardiache e cerebrali

Rischio di depressione

Ridotta qualità di vita (riduzione della QoL – Quality of Life)

Aumento del rischio di caduta per riduzione della capacità di mantenere l’equilibrio ed aumentato rischio di fratture di anca

Aumento in generale della mortalità

Osteoporosi

Diagnosi di astenia:

La presenza di astenia, anche se non riferita spontaneamente, in genere può essere sospettata facilmente durante una visita medica anche se eseguita per altre cause. In occasione di sintomi riferiti o di condizioni come malattie croniche, ripresa da interventi chirurgici o traumi e condizioni di ipomobilità (pazienti ingessati) una associata astenia può essere sospettata e se necessario approfondita.

Test per la diagnosi di astenia

Esistono alcuni strumenti diagnostici. I più usati nell’ambito risultano essere i test motori secondo Guralnik ( 1994) e successive modifiche ed il BFI (Brief Fatigue Inventory del 1999).

Cause principali di astenia:

Cause somatiche (di organi)

Anemia

Diabete (scompensato)

Dolore cronico

Aids, febbre, mononucleosi

Cirrosi, epatiti

Demenza

Artrite reumatoide, LES

Neoplasie

Malattie muscolari (SLA, miastenia, distrofia muscolare)

Malattie polmonari croniche (BPCO, enfisema …)

Insufficienza renale e dialisi

Scompenso cardiaco

Cause psichiche

Disturbo affettivo stagionale (DAS)

Privazione di sonno

Anoressia

Depressione e ansia

Sindrome da riadattamento

Cause iatrogene (da fattori esterni)

Effetti indesiderati di farmaci (antibiotici, diuretici, chemioterapici, statine)

Abuso di alcol e droghe

Disagio sociale

La sindrome da fatica cronica:

sindrome fa fatica cronica
La stanchezza cronica può anche essere una malattia

Secondo I Centers for Disease Control and Prevention statunitensi le caratteristiche della sindrome sono una astenia persistente oppure ricorrente o anche una facile stancabilità che persista da almeno sei mesi e comporti una riduzione della attività lavorativa superiore al 50 %.

  • Devono essere escluse tutte le altre cause conosciute di astenia e debolezza.
  • Devono coesistere i seguenti sintomi associati, presenti al momento di inizio della astenia o subito dopo:
  • linfoadenopatia cervicale o ascellare (ingrossamento dei linfonodi del collo o delle ascelle)
  • febbre (37, 6 – 38°)
  • faringodinia (mal di gola)
  • mialgia (dolore muscolare) e stanchezza muscolare che duri più di 24 ore dopo un esercizio fisico che prima poteva essere svolto regolarmente
  • Cefalea (mal di testa) con caratteristiche diverse da quello abituale prima dell’inizio dei sintomi astenici
  • Artralgie migranti (dolori articolari che si spostano)

Disturbi neuro psichici di cui almeno uno presente come fotofobia (fastidio alla luce), scotoma transitorio (macchie scure davanti agli occhi), irritabilità, confusione, difficoltà di concentrazione, disturbo di memoria, depressione.

Cause scatenanti la sindrome da fatica cronica:

tutte da definire! Viene riconosciuto un ruolo ad alterazioni del sistema immunitario (anche per la somiglianza dei disturbi con quelli associati alla somministrazione di interferone) che potrebbe intervenire nel determinare la sintomatologia da fatica cronica sia direttamente sia permettendo la sopravvivenza di virus all’interno delle cellule dell’organismo. Un’altra ipotesi è quella di una alterazione dell’ ipotalamo ed in definitiva da un mal funzionamento cerebrale.

Terapia della astenia:

dovrà essere approntata la terapia specifica per la patologia di base, laddove evidenziata. In attesa di diagnosi solo trattamento sintomatico.

 

Approfondimenti su astenia

Guralnik JM, et al. “A short physical performance battery assessing lower extremity function: association with self-reported disability and prediction of mortality and nursing home admission.” J Gerontol. 1994 Mar;49(2):M85-94.

Tirelli U, et Al. “Idiopathic chronic fatigue and chronic fatigue syndrome: a comparison of two case-definitions”. Ann Ist Super Sanita. 1999;35(3):435-41.

Questo articolo non deve essere interpretato come consulenza medica o parere medico relativamente a fatti o circostanze specifiche. Per quanto riguarda la vostra personale situazione e risposta a domande specifiche siete invitati a consultare un professionista Medico. L’uso delle informazioni reperite su questo sito deve rispettare i termini e le condizioni d’uso.


Dott. Giuseppe Fanzone

Pubblicato il 01 giugno 2013
Ultimo aggiornamento:  04 aprile 2017
Dr. Giuseppe Fanzone

Dr. Giuseppe Fanzone

Mi chiamo Giuseppe Fanzone. Nato a Mazzarino nel 1967, al termine di una carriera scolastica irreprensibile, mi sono laureato in Medicina e Chirurgia, magna cum laude, nel luglio del 1991, all’Università di Catania. Iniziata prestissimo l’attività lavorativa, sono riuscito comunque a conciliarla con la vita familiare arricchita dalla nascita di tre splendidi figli. Ho ottenuto il titolo di specialista in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università Campus Biomedico di Roma. Sono iscritto all’Ordine dei Medici della provincia di Caltanissetta. Sono diventato un Ortopedico “On Line” quasi per caso ma, questa condizione, ha finito per piacermi! Attualmente lavoro come Medico Ortopedico nella UOC di Ortopedia e Traumatologia dell’ Ospedale Umberto I di Enna dopo avere lavorato nell'altro ospedale della ASP di Enna Il Michele Chiello di Piazza Armerina.
scala di valutazione artrosi, artrosi, kelgreen, lawrence

Classificazione di Kellgren Lawrence

colesterolo, statine, farmaci, dolore, muscolo, miolisi

Dolore muscolare e statine

5 Comments

  1. E’ terribile….. non solo per capacità di auto-convincimento , ma l’impossibilità di far capire agli altri che nn hai più le capacità che avevi qualche giorno prima!!!!!!!!

  2. Salve,
    ho 34 anni appena compiuti ma 10 anni fa non avrei mai pensato di ridurmi così…mi mangiavo il mondo!!
    Ho scoperto dopo vari disturbi che mi hanno portata autonomamente alla diagnosi (essendo sempre stata la risposta”rilassati, è una questione psicologica….) di avere un nodulo tiroideo, dopo varie difficoltà nel trovare un medico adeguato(purtroppo non sono tutti capaci e abili “ascoltatori”)…mi operano.
    Dopo l’operazione andata benissimo a Pisa per SOLI due mesi ritorno ad essere un leone, finalmente mi rimetto a pensare alla mia carriera e alla scelta del mio futuro…
    NO!! dopo due mese arriva il risultato “Carcinoma tiroideo”, preparati alla Radio con I131 da 100mCi ….secondo indicazioni del mio “abile” endocrinologo e da lì inizia il mio calvario negli anni fino alla data di oggi (che è tragica per me!!).
    Astenia-amenorrea(mai avuto problemi di ciclo ballerino o altro…ero perfettissima!!) vampate aumento peso irritabilità, con una cadenza per ogni radio successiva (di 5mCi) annualmente effettuata di circa 4/6 mesi….sempre fortunatamente in qualche modo rientrata, anche se il mio ciclo era meno regolare…e con caratteristiche fisiche non proprio adeguate!!…Il mio endocrinologo mi ha sempre detto che non c’era una relazione con radio e vari interventi (Total body e co. pillole allo iodo radioattivo…mah!!non sono medico ma ho una cultura che mi permette di capire che un’interazione se pur minima ci sarà stata!!)..
    Mi consiglia di andare da uno psicologo, perchè è la mia “mente” a creare tutto ciò, ovviamente non vado, sono una persona combattiva e ringrazio Dio di essere stata graziata da questo male e guarita…
    Intervento 10.2010
    radio I131 100mCi gennaio 2011
    radio I131 5 mCi 06.2012
    radio I 131 5 mCi 10.203
    Ma dopo l’ultima radio 10.2013 che mi ha fatto fare per sicurezza chiedendomi il parere (!!! io non ho le conoscenze per decidere….faccia lei se è necessario…la mia risposta), bè sono crollata….
    Tornano più forti di prima vampate, insonnia astenia talmente presente che la mattina mi dovevo tenere dai muri per camminare dal letto fino al divano….e il meglio ASSENZA di ciclo dolori ovaie…
    insomma cerco di capire con l’aiuto della ginecologa il da farsi, mi dice di fare una cura e aspettare che il mio corpo risponda “recuperando” l’equilibrio perso…questo fino a ottobre 2014 ancora sintomi più evidenti 10 kg presi (il mio peso forma sparito ) e sembro più vecchia!!!
    per caso a To faccio una visita da una ginecologa, mi segna subito varie analisi(mai sentite, mai fatte….) mi visita e mi dice: “gioia certo che la radio ha le sue colpe, ma era necessaria, forse non così, ma sei giovane era un carcinoma!”
    Certo se mi avessero detto di conservare gli ovuli…l’avrei fatto, chi avrebbe mai pensato che dall’oggi al domani potevo rischiare una menopausa….
    Mi viene da ridere quanto da piangere…34 anni sposata, aspettando da 2 anni di recuperare un pò di salute per avere un figlio….e mi dicono che le mie ultime analisi sono un “quadro menopausale”….ah!!
    E ora si rimandano la palla un pò tutti colpa di qui…l’ospadale doveva sapere…l’endocrinologo…insomma ho cambiato medico…ma quello che resta è il risultato!!
    Forse il mio commento non è proprio in linea con l’articolo che parla solo di astenia…bè non riesco a trovare in nessun posto una situazione simile alla mia per poter avere indicazioni e trovare spunti di intervento autonomo per cercare di recuperare l’irrecuperabile!!!
    scusate lo sfogo ma sono davvero delusa…mi sono messa nelle mani di professionisti che non hanno ascoltato mai la mia voce e le mie difficoltà….se si fossero soffermati prima forse capivano che non potevano seguire un protocollo alla lettera ma valutare forse la sensibilità del mio fisico rispetto alla norma!!!
    Tornassi indietro decidere di più su cosa o meno fare!!!
    Morgana

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